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Temi

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BERJAYA Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Temi (disambigua).
Temi
BERJAYA
Statua di Themi a Ramnunte (opera dello scultore Chairestratos, IV secolo a.C.) e conservata al Museo archeologico nazionale di Atene.
Nome orig.Θέμις (Thèmis)
Lingua orig.greco antico
Caratteristiche immaginarie
EpitetoIrremovibile
SpecieTitanide
Sessofemmina
Professionepersonificazione della legge divina, dell'ordine sociale e della giustizia

Temi (in greco antico Θέμις?, Thèmis) è un personaggio della mitologia greca. È una Titanide e rappresenta la personificazione della legge divina, dell'ordine sociale e della giustizia. Nella mitologia romana corrisponde a Iustitia.

Il nome in greco antico Θέμις? deriva dalla radice indoeuropea *dhe- / *dh- ("porre", "stabilire", "creare"), la stessa da cui si sviluppa il verbo greco in greco antico τίθημι? (títhēmi, "mettere", "collocare"). Il termine significa letteralmente "ciò che è stabilito", "istituzione" o "ordinamento sacro".[1]

Dal punto di vista linguistico, la flessione del nome presenta una complessa evoluzione arcaica: le attestazioni in greco miceneo (te-mi-ti-jo / te-mi-ti-ja) testimoniano l'antichità dei temi con desinenza in -ιστ- (-ist-), usati frequentemente anche nella poesia omerica ed esiodea per motivi metrici (come al plurale in greco antico θέμιστες?, thémistes).[1] Successivamente la declinazione si è stabilizzata nella forma classica del femminile della terza declinazione in -ιδ- (in greco antico Θέμις?, genitivo in greco antico Θέμιδος?).[1]

Figlia di Urano[2][3] (il cielo) e di Gea[2][3] (la terra). Sposò Zeus[4][5] che la rese madre delle Ore,[4][5] delle Moire[4][5] e delle ninfe dell'Eridano o Temeidi (Apollodoro non specifica il loro nome ma le indica come sue figlie e nello scritto parla del fiume Eridano).[6]

Nella tragedia Prometeo incatenato, Eschilo la indica come madre di Prometeo.[7]

Il latino Igino scrive che Temi nacque dall'Etere e da Gea[8] e conferma che da Giove (Zeus) sia la madre delle Ore.[9]

Igino inoltre, riferendosi alla costellazione della Vergine e citando Esiodo aggiunge Astrea (spesso sovrapposta od identificata con Dike ovvero una delle Ore, che in egual modo rappresenta la giustizia).

BERJAYA
Staua di Temi davanti all'Arsenale di Venezia.

Come personificazione dell'ordine divino primordiale (il thèmis), Temi non è solo la custode delle leggi morali e sociali, ma anche della stabilità cosmica. A differenza delle divinità olimpiche più giovani, la sua figura non è legata a miti di scontro o metamorfosi, bensì alla sapienza oracolare, alla mediazione e all'armonia tra gli dèi e gli uomini.

L'Oracolo di Delfi e la successione oracolare

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Prima che l'Oracolo di Delfi diventasse la sede principale del culto di Apollo, Temi ne fu una delle più antiche custodi e divinatrici.

Temi fu la prima ad introdurre la divinazione, le risposte oracolari, i sacrifici e le ordinanze che riguardano gli dèi. Lei stessa inoltre, istruì gli uomini nelle vie dell'obbedienza alle leggi e della pace, e di conseguenza, gli uomini che preservano ciò che è sacro rispetto agli dèi ed alle leggi degli uomini sono chiamati “custodi della legge” (thesmophulakes)e “legislatori” (thesmothetai). Quando Apollo in seguto, incominciò a dare responsi, emanaò solo le "leggi ed ordinanze” (themisteuein).[10]

Secondo la tradizione riferita da Pausania, in origine il seggio oracolare era condiviso tra Gea e Poseidone; in seguito Gea cedette la propria parte a Temi, la quale la donò infine ad Apollo.[11] Eschilo, nel prologo delle Eumenidi, descrive invece una successione pacifica esclusivamente femminile, collocando Temi al secondo posto sul trono oracolare come erede diretta di sua madre Gea, prima di cedere la sede alla sorella Febe, che a sua volta la donò ad Apollo.[12] Strabone riporta inoltre la versione dello storico Eforo di Cuma, secondo cui Temi aiutò direttamente Apollo a fondare il santuario oracolare con l'intento di recare giovamento all'umanità.[13]

Secondo Igino (che cita Museo), quando Zeus infante fu nascosto a Crono dalla madre Rea, Temi fu la sua nutrice insieme alla dalla ninfa Amaltea.[14]

In un altro frammento pindarico si conserva la variante secondo cui Temi fu condotta dall'Oceano all'Olimpo dalle Moire per diventare la primissima sposa di Zeus.[15]

Temi fu anche la saggia consigliera di Zeus. Secondo Pindaro, fu Temi a rivelare agli dèi la profezia secondo cui il figlio nato dalla nereide Teti sarebbe diventato più forte e potente di suo padre. Questo oracolo dissuase sia Zeus che Poseidone dal corteggiare Teti, la quale fu poi data in sposa al mortale Peleo, dando origine al mito di Achille.[16]

Antonino Liberale riferisce che quando quattro uomini tentarono di rubare il miele dalla grotta cretese dove Zeus era stato nutrito da neonato, Temi e le Moire persuasero Zeus a non ucciderli all'interno del santuario (per evitare di profanare con la morte un luogo sacro) inducendolo invece a trasformarli in uccelli.[17]

Consigliera degli dèi

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Raffigurazione di Temi con la spada e la bilancia sulla facciata dell'ex palazzo del Tribunale di Circondario (XIX secolo) a Danzica, nel quartiere di Orunia (in ulica Gościnna 1).

Nei poemi omerici Temi risiede sull'Olimpo e gode di un altissimo prestigio tra gli immortali. Nell'Iliade, per ordine di Zeus, ha il compito di convocare le assemblee degli dèi e di presiedere ai banchetti divini, accogliendo le divinità e offrendo loro la coppa[18][19](dell'ambrosia).

Un legato profondo la unisce anche alla nascita di Apollo poiché nell'Inno omerico ad Apollo, Temi è presente sull'isola di Delo insieme alle altre dee al momento del parto di Leto e, subito dopo la nascita del dio, lo nutre con nettare ed ambrosia invece del latte materno.[20]

Porfirio racconta che Afrodite si rivolse a Temi preoccupata perché il figlio Eros non cresceva mai e la Titanide le spiegò che l'Amore (Eros è la divinità dell'amore) non poteva crescere senza essere corrisposto. Quando in seguito Afrodite generò Anteros (la divinità dell'amore corrisposto), Eros iniziò a crescere ogni volta che si trovava accanto al fratello.[21]

Nella guerra di Troia

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Secondo Quinto Smirneo, quando gli dei sfidarono gli ordini di Zeus ed iniziarono a combattere tra di loro (dopo la creazione del Cavallo di Troia, Temi li fermò avvertendoli dell'ira di Zeus.[22]

Secondo l'epica perduta dei Canti Ciprii (attribuita a Stasino), Temi progettò insieme a Zeus lo scoppio della guerra di Troia[23]

Il mito di Deucalione e Pirra e le profezie riferite da Ovido

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Temi gioca un ruolo centrale nella rinascita dell'umanità dopo il grande diluvio inviato da Zeus per punire l'empietà degli uomini. Gli unici superstiti, Deucalione e Pirra, si recarono in preghiera presso il santuario abbandonato e coperto di muschio di Temi per chiedere come ripopolare la Terra. La Titanide rispose loro con un celebre enigma oracolare, ordinando di velarsi il capo, slacciarsi le vesti e gettare dietro le proprie spalle le "ossa della grande madre". Mentre Pirra esitava per timore di profanare la memoria dei genitori, Deucalione intuì l'interpretazione oracolare poiché la "grande madre" era la Terra e le sue "ossa" erano le pietre. I sassi lanciati da Deucalione si trasformarono in uomini, mentre quelli lanciati da Pirra divennero donne, dando origine ad una nuova stirpe umana.[24]

Nelle Metamorfosi, Temi predisse ad Atlante che un figlio di Zeus gli avrebbe sottratto le mele d'oro dal giardino delle Esperidi. Intimorito da questa profezia, Atlante cinse il suo frutteto con alte mura e rifiutò l'ospitalità a Perseo[25] (poi le mele furono prese da Eracle[6]

Sempre Ovidio narra che Temi apparve in assemblea di fronte agli dèi per preannunciare le guerre civili e lo scontro imminente dei Sette contro Tebe.[26]

Influenza culturale

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Statua di Temi esposta davanti all' Edificio del Consiglio Legislativo di Hong Kong.

Nella letteratura italiana, Dante Alighieri nomina la dea nel Purgatorio nel canto XXXIII, richiamando la natura complessa e oscura dei suoi oracoli (affiancati a quelli della Sfinge) per introdurre la profezia pronunciata da Beatrice.[27]

Nell'iconografia moderna e contemporanea, la figura di Temi è diventata il simbolo universale dell'amministrazione della giustizia e della giurisprudenza. Sebbene nell'antichità classica non venisse raffigurata bendata, a partire dall'età moderna il suo ritratto si è fuso con quello dell'allegoria della Giustizia: la bilancia ne simboleggia l'equità nel soppesare le prove, la spada ne rappresenta la forza punitiva ed esecutiva della legge, mentre la benda sugli occhi è divenuta emblema di assoluta imparzialità.

In ambito giurisprudenziale, statue e rilievi raffiguranti la dea adornano numerosi palazzi di giustizia in tutto il mondo (come l'ex palazzo del Tribunale di Danzica o l'Edificio del Consiglio Legislativo a Hong Kong). Nel 2022, inoltre, l'edificio che ospita la Grande Sala d'Udienza del Tribunale della Corte di giustizia dell'Unione europea a Lussemburgo è stato intitolato Bâtiment Thémis ("Edificio Temi").[28]

  1. 1 2 3 Ezio Pellizer, Temi (PDF), in Dizionario Etimologico della Mitologia Greca, 2013. URL consultato il 6 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 28 aprile 2018).
  2. 1 2 (EN) Esiodo, Teogonia, 134, su topostext.org. URL consultato il 6 agosto 2026.
  3. 1 2 (EN) Apollodoro, Biblioteca, I, 1.1 e seguenti, su topostext.org. URL consultato il 6 agosto 2026.
  4. 1 2 3 (EN) Esiodo, Teogonia, 901, su topostext.org. URL consultato il 6 agosto 2026.
  5. 1 2 3 (EN) Apollodoro, Biblioteca, I, 3.1, su topostext.org. URL consultato il 6 agosto 2026.
  6. 1 2 (EN) Apollodoro, Biblioteca, II, 5.11, su topostext.org. URL consultato il 6 agosto 2026.
  7. (EN) Eschilo, Prometeo, 15, su topostext.org. URL consultato il 4 agosto 2026.
  8. (EN) Igino, Fabulae, Prefatio 2, su topostext.org. URL consultato il 4 agosto 2026.
  9. (EN) Igino, Fabulae, Prefatio 19, su topostext.org. URL consultato il 4 agosto 2026.
  10. (EN) Diodoro Siculo, Bibliotheca Historica, V, 67.3, su topostext.org. URL consultato il 6 agosto 2026.
  11. (EN) Pausania, Periegesi della Grecia, X, 5.5-6, su topostext.org. URL consultato il 6 agosto 2026.
  12. (EN) Eschilo, Eumenidi, 1, su topostext.org. URL consultato il 6 agosto 2026.
  13. (EN) Strabone, Geografia, IX, 3.11, su topostext.org. URL consultato il 6 agosto 2026.
  14. (EN) Igino, De Astronomia, II, 13.6, su topostext.org. URL consultato il 4 agosto 2026.
  15. (EN) Pindaro, Frammenti, fr. 30, su topostext.org. URL consultato il 6 agosto 2026.
  16. (EN) Pindaro, Istmiche, VIII, 25, su topostext.org. URL consultato il 6 agosto 2026.
  17. (EN) Antonino Liberale, Metamorfosi, 19, su topostext.org. URL consultato il 6 agosto 2026.
  18. (EN) Omero, Iliade, XX, 1 e 5, su topostext.org. URL consultato il 6 agosto 2026.
  19. (EN) Omero, Iliade, XV, 85 e 90, su topostext.org. URL consultato il 6 agosto 2026.
  20. (EN) Inno omerico ad Apollo, vv. 89-125, su topostext.org. URL consultato il 6 agosto 2026.
  21. (EN) Porfirio, Metamorfosi, IX, 394-417, su archive.org, p. 266. URL consultato il 6 agosto 2026.
  22. (EN) Quinto Smirneo, Postomerica, XII, 165 e XII, 206, su topostext.org. URL consultato il 6 agosto 2026.
  23. (EN) Stasino, Canti Ciprii, frammento 1, su gutenberg.org. URL consultato il 4 agosto 2026.
  24. (EN) Ovidio, Metamorfosi, I, 363-394, su topostext.org. URL consultato il 6 agosto 2026.
  25. (EN) Ovidio, Metamorfosi, IV, 639-652, su topostext.org. URL consultato il 6 agosto 2026.
  26. (EN) Ovidio, Metamorfosi, IX, 394-417, su topostext.org. URL consultato il 6 agosto 2026.
  27. (EN) Divina Commedia, Purgatorio, Canto XXXIII, 45, su it.wikisource.org. URL consultato il 6 agosto 2026.
  28. (FR) Bâtiment Thémis, su curia.europa.eu. URL consultato il 6 agosto 2026.

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Collegamenti esterni

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