Febe (titanide)
| Febe | |
|---|---|
| Nome orig. | Φοίβη (Phòibē) |
| Lingua orig. | greco antico |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Epiteto | "dalla corona d'oro"[1] |
| Specie | Titanide |
| Sesso | femmina |
| Professione | Titanide dell'intelletto profetico e della luce lunare |
Febe (in greco antico Φοίβη?, Phòibē) è un personaggio della mitologia greca. È una Titanide appartenente alla prima generazione ed è tradizionalmente associata alla luce lunare, all'intelletto profetico ed agli oracoli.
Etimologia
[modifica | modifica wikitesto]Il nome in greco antico Φοίβη? (Phòibē) è la forma femminile di in greco antico Φοῖβος? (Phoîbos, epiteto celebre anche di Apollo) e significa letteralmente "la brillante", "la luminosa" o "la pura". L'etimologia precisa dell'aggettivo non è del tutto chiara; secondo il linguista Pierre Chantraine potrebbe risalire a un'origine indoeuropea, sebbene non vi siano termini corrispondenti attestati al di fuori della lingua greca.[2]
Genealogia
[modifica | modifica wikitesto]Figlia di Urano[1][3] (il cielo) e di Gea[1][3] (la terra).
Sposò il fratello Ceo[4][5] che la rese madre di Latona[4][5] ed Asteria.[4][5]
Il latino Igino chiama lo sposo Polus (ovvero il suo corrispondente romano) e conferma la maternità di Latona ed Asteria.[6]
Mitologia
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Febe (come ogni Titanide) non prese parte attiva ai combattimenti della Titanomachia e non subì la punizione del Tartaro riservata ai Titani maschi sconfitti, mantenendo il suo ruolo d'onore nell'ordine cosmico.
Febe è tradizionalmente legata alla profezia ed al culto oracolare. Nel prologo delle Eumenidi viene ricordata come la terza divinità a presiedere l'Oracolo di Delfi, succedendo alla madre Gea e alla sorella Temi. In seguito, Febe donò il santuario oracolare al nipote Apollo come regalo per la sua nascita e da lei il dio ereditò anche il celebre epiteto di Febo (Phoebus, ovvero il luminoso).[7]
Iconografia
[modifica | modifica wikitesto]Sebbene i testi mitologici classici non menzionino la sua partecipazione alla Gigantomachia, nell'Altare di Pergamo (fregio nord) Febe è raffigurata nell'atto di combattere contro i Giganti scagliando una torcia fiammeggiante al fianco della figlia Asteria. Probabilmente si tratta di una scelta iconografica tipica dell'arte ellenistica, volta ad associare la Titanide al gruppo delle divinità della luce.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 (EN) Esiodo, Teogonia, 134, su topostext.org. URL consultato il 4 agosto 2026.
- ↑ Ezio Pellizer, Febe (PDF), in Dizionario Etimologico della Mitologia Greca, 2013. URL consultato il 5 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 28 aprile 2018).
- 1 2 (EN) Apollodoro, Biblioteca, I, 1.1 e seguenti, su topostext.org. URL consultato il 4 agosto 2026.
- 1 2 3 (EN) Esiodo, Teogonia, 404, su topostext.org. URL consultato il 4 agosto 2026.
- 1 2 3 (EN) Apollodoro, Biblioteca, I, 2.2, su topostext.org. URL consultato il 4 agosto 2026.
- ↑ (EN) Igino, Fabulae, Praefatio 9, su topostext.org. URL consultato il 4 agosto 2026.
- ↑ (EN) Eschilo, Eumenidi, 1-8, su topostext.org. URL consultato il 5 agosto 2026.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Febe
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Febe, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- (EN) Phoebe, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Febe, su Theoi Project.
- (EN) Febe, su Comic Vine, Fandom.

