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Avila

Coordinate: 40°39′32.49″N 4°41′39.31″W
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BERJAYA Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Avila (disambigua).
Avila
comune
Ávila de los Caballeros
Avila – Stemma
Avila – Bandiera
Avila – Veduta
Avila – Veduta
Localizzazione
StatoSpagna (bandiera) Spagna
Comunità autonomaBERJAYA Castiglia e León
ProvinciaBERJAYA Avila
Amministrazione
AlcaldeJosé Luis Rivas Hernández (PP) dal 13-6-2015
Territorio
Coordinate40°39′32.49″N 4°41′39.31″W
Altitudine1 131 m s.l.m.
Superficie231,9 km²
Abitanti56 144 (2008)
Densità242,1 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale05001 - 05005
Prefisso920
Fuso orarioUTC+1
Codice INE05019
PatronoTeresa d'Avila
Cartografia
Mappa di localizzazione: Spagna
Avila
Avila
Avila – Mappa
Avila – Mappa
Sito istituzionale

Avila[1] (AFI: /ˈavila/; in spagnolo Ávila) è una città spagnola, capoluogo di provincia nella regione di Castiglia e León. A circa 100 km nord-ovest dalla capitale Madrid, sorge a 1.131 m sul livello del mare, in una zona rocciosa sulla sponda destra del fiume Adaja, affluente del Duero, e risulta essere il capoluogo di provincia più alto della Spagna. La città presenta un clima mediterraneo continentale con sfumature montane. Il territorio del comune si estende per 231,9 km². Il territorio comunale nel 2018 concentrava il 36,38% della popolazione totale della provincia. Nel 1985 la città è stata inserita nella lista del patrimonio dell'umanità sotto il titolo di Città vecchia di Avila con le sue chiese fuori le mura. [2]

Sede vescovile, Avila è soprattutto nota come città natale di un'importante santa del cattolicesimo, Teresa d'Avila (altrimenti detta Santa Teresa di Gesù), vissuta nel XVI secolo e Dottore della Chiesa. Vi ha anche vissuto, per un certo periodo, san Giovanni della Croce (San Juan de la Cruz), questi però originario di Fontiveros, paese a circa 30 km nord da Avila, anch'egli Dottore della Chiesa, contemporaneo di Santa Teresa e, insieme a lei, co-fondatore dell'Ordine dei carmelitani scalzi nel 1568.

Origini e toponimo

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Sito di un primitivo insediamento fenicio nell'VIII secolo a.C., quindi immediatamente seguito da uno greco, il toponimo ha diverse teorie sulla sua origine. Una di queste, partirebbe da un antico termine fenicio-punico che indicherebbe alto monte, rilievo: pare che, secondo lo stesso eroe della mitologia greca Eracle (Ercole), ebbe un figlio chiamato Alcideo da una donna chiamata Abyla, nome che avrebbe altresì dato vita ad un altro toponimo, quello dell'avamposto di una delle due antiche "Colonne d'Ercole" (l'attuale Stretto di Gibilterra) e, più precisamente, quella sul lato africano. Un'altra ipotesi farebbe originare il toponimo dall'ebraico Hawilah, un luogo simile a quello già citato nella Bibbia col significato di terra al - o - di confine. Altre teorie lo fanno attribuire a un prediale germanico di nome Awilo. Riscontri storici più tardivi, ma più certi, danno il toponimo di Obyla già nel VI secolo a.C. da una popolazione celtica chiamati Vetoni.

BERJAYA Lo stesso argomento in dettaglio: Spagna cartaginese, Spagna romana e Conquista romana della Spagna.

Nel 237 a.C., il cartaginese Amilcare Barca si rifornì di soldati per il suo esercito, facendo una leva militare dei giovani di Avila. Tuttavia, dopo la sconfitta cartaginese della seconda guerra punica, ovvero a partire dal 200 a.C. circa, i Romani vi installarono qui un accampamento militare, costringendo altresì i pochi Vetoni rimasti ad abbandonare la città. Per circa cinque secoli di insediamento romano, data la sua posizione favorevole, la città non fu altro che un avamposto militare.

Dopo la caduta dell'Impero romano, la città subì l'invasione prima degli Alani e poi dei Visigoti, già cristianizzati attraverso i primi Concili di Toledo (V secolo), presenza testimoniata da documenti nei quali, fra l'altro, compare per la prima volta il nome di "Avila". Per un breve periodo, nel IV secolo la città fu il fulcro del "Priscillanesimo", un movimento cristologico dei primi secoli del Cristianesimo europeo, successivamente proibito poiché ritenuto al pari di una Setta.

La successiva occupazione degli Arabi, a partire dall'VIII secolo, portò una disgregazione della struttura agricola, in favore della pastorizia e una diminuzione della popolazione della città. Si ebbero poi diverse incursioni dei Cristiani contro i Musulmani, fino a quando Alfonso VI riconquistò la città nel 1088, e ne affidò il governo a suo genero Raimondo di Borgogna, con l'incarico di ripopolare la città, fortificarla e ampliarne le mura. Iniziò così un periodo di splendore economico e commerciale. Arrivarono mozarabi (ovvero spagnoli cristiani che vivevano sotto il dominio arabo), ebrei e moriscos, ovvero i Mori battezzati che si sottraevano alle persecuzioni subite nella Spagna meridionale. La popolazione ebraica contribuì all'espansione economica e commerciale della città e dell'intera regione di Castiglia. La città quindi, si ripopolò rapidamente, ottenendo altresì privilegi (alcune delle famiglie nobili ad esempio sedevano nelle Cortes con diritto di voto).

Con l'unificazione della Spagna ad opera dei re Ferdinando II e Isabella, e con la successiva cacciata degli ebrei sul finire del XV secolo, l'economia della città entrò nuovamente in crisi. Durante il regno di Carlos I, la città fu coinvolta nelle proteste delle comunità popolari contro i soprusi fiscali, che culminò nella cosiddetta Rivolta dei comuneros del 1520.

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Teresa d'Avila (ritratto di Rubens)

La fioritura religiosa

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Grazie alla politica e alle conquiste militari del successore al trono, re Filippo II di Spagna (Avila dista a soli 50 km dall'Escorial, il pantheon reale), a partire dalla seconda metà del XVI secolo la città vide un periodo di straordinaria prosperità economica, culturale e, soprattutto, religiosa. Il nucleo urbano si ripopolò rapidamente di conventi, chiostri, chiese, che si aggiunsero a quelle di epoca medioevale, come la già esistente Basilica di San Vicente o, ancor più importante, la cattedrale centrale (dedicata al Cristo Salvatore), primo esempio in Spagna di passaggio dal romanico al gotico. Nel 1479 Elvira González de Medina fondò l'importante Convento dell'Incarnazione.

All'inizio del XVI secolo fu completamente rinnovato il medioevale monastero reale di Santa Ana, mentre si iniziò la costruzione di quello di Santo Tomàs. È proprio in questo periodo, pregno di fervore mistico-religioso, che nacquero e operarono santa Teresa d'Avila (che fondò qui il primitivo monastero dedicato a San Giuseppe che nel 1562 venne abitato dalle prime monache carmelitane scalze) e, a pochi chilometri dalla città, anche il suo contemporaneo, Giovanni della Croce, oltre che il celebre musicista Tomás Luis de Victoria. Nel luogo di nascita della santa fu successivamente eretto un convento e una chiesa dedicati a lei, dove è visitabile anche la sua stanza natale. Contemporaneamente, nella città vennero realizzate numerose opere civili (condutture per l'acqua, illuminazione e pavimentazione delle strade) e le famiglie nobili migliorarono e ampliarono le loro abitazioni secondo un sobrio stile rinascimentale. Agli inizi del XVII secolo inoltre, fu eretta anche l'Università cattolica, appena fuori le mura.

Tempi moderni

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Avila nel XIX secolo

Nel corso del XVIII secolo cominciò una sorta di declino della città causato dalla progressiva perdita dell'Impero, dalle guerre intraprese dalla Spagna in Europa e dalla diminuzione della popolazione. Tuttavia, verso la seconda metà del XIX secolo la città ebbe un risveglio, di cui i segni più evidenti furono l'arrivo della ferrovia, un'incipiente industrializzazione e una specializzazione nei servizi. I monasteri e le chiese furono ristrutturati, mentre le tradizioni furono riprese con feste e ricorrenze particolari, come il settembrino Mercato medioevale delle tre culture, in ricordo della pacifica convivenza in città di arabi, ebrei e cristiani (uno simile si trova anche a León.

Nel 1985, il suo centro storico fu dichiarato dall'UNESCO Patrimonio dell'umanità con riferimento alla città vecchia entro le mura turrite, capolavoro dell'architettura militare, e alle numerose opere religiose intraprese da Santa Teresa, riformatrice dell'ordine delle Carmelitane.

Monumenti e luoghi di interesse

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BERJAYA Lo stesso argomento in dettaglio: Cattedrale di Avila.
BERJAYA Bene protetto dall'UNESCO
Città vecchia di Avila, con le sue chiese fuori le mura
BERJAYA Patrimonio dell'umanità
BERJAYA
TipoCulturali
Criterio(iii) (iv)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal1985
Scheda UNESCO(EN) Old Town of Ávila with its Extra-Muros Churches
(FR) Scheda

Principali luoghi di interesse

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La Plaza del Mercado Chico, soprannominata Plaza Mayor

La costruzione più spettacolare della città sono le sue mura difensive, che circondano interamente tutto il centro storico, alternate da torri e torrioni; fortemente volute sul finire dell'XI secolo dal re Alfonso VI, quindi restaurate nel 1596 da Filippo II di Spagna, da esse si aprono ben nove porte di accesso, di cui la più importante rimane quella settentrionale dell'Alcázar.
Molto caratteristica rimane anche la centralissima Plaza del Mercado Chico, dove viene allestita una piccola area mercatale. Eretta già in epoca romana, fu dotata di lunghi porticati su tre lati intorno all'XI secolo e, per tal motivo, è conosciuta anche come Plaza Mayor poiché, anche se molto più piccola, ricorda quella di Madrid. Sulla piazza si affacciano anche la Casa consistorial (municipio) (lato nord) e la chiesa di San Giovanni Battista (lato sud).
Altri monumenti entro le mura sono:

  • la Cattedrale dedicata al Cristo Salvatore, primo esempio di transizione tra romanico e gotico in Spagna, eretta inizialmente tra il XI-XII secolo ma effettivamente ultimata nel XIII- XIV secolo.
  • Convento e chiesa di Santa Teresa d'Avila, in piazzetta omonima, entrambi eretti nel 1636 nel luogo della casa natale della Santa, su progetto del frate architetto Alonso de San José, con la facciata in stile barocco e interni decorati con sculture di Gregorio Fernández. È compreso anche un giardino interno e il Museo de recuerdos Teresianos, con alcune reliquie della Santa; prospiciente alla facciata, una statua in bronzo della Santa, seduta su una panchina, opera di Óscar Alvariño del 2015 per il cinquecentenario della nascita della mistica[3].
  • Cappella del Mosén Rubi, costruita in stile gotico, fu utilizzata per il battesimo di santa Teresa. Fu tuttavia rimaneggiata con il manierismo dell'inizio del XVI secolo. Sebbene sia stata voluta dai nobili Herrera e Vázquez Dávila, essa fu invece dedicata a chi ne seguì i lavori, ovvero il nobile Mosén Rubi Bracamonte, Signore di Fuente del Sol.
  • Chiesa di Santo Tomé, costruita dai Gesuiti negli anni dal 1675 al 1687. All'interno si trova anche una parte del Museo di Avila

Edifici civili notevoli entro la cinta muraria rimangono altresì il Palacio de los Águilas e il Palacio de los Verdugo entrambi rinascimentali con portali scolpiti e rilievi in pietra, il Palacio Episcopal del secolo XVII, la Casa del conde de Oñade del secolo XV con un torrione merlato, la Casa de Superunda e la Casa de los Almarza entrambe del XVI secolo e il Palacio de los Velada con patio a tre piani di gallerie dove più volte risiedette l'imperatore Carlo V.

Giacimenti archeologici

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  • Dolme di Prado de las Cruces, monumento funerario del tardo Neolitico, si trova vicino alla frazione di Bernuy-Salinero
  • Resti della Piazza del Mercato Grande, nel 2001, presso la Piazza di Santa Teresa sono stati rinvenuti diversi resti archeologici di origine romana - diversi tipi di ceramica - ma anche di origine tardo medievale e pre-romana
  • Vecchie Concerie dell'Arrabal de San Segundo, situate fuori dalle mura di Ávila, rappresentano un esempio unico e significativo di complesso artigianale dedicato alla concia delle pelli, attivo dal XIV al XVIII secolo. Nel 2010, è stato riconosciuto come bene di interesse culturale. Gli scavi hanno portato alla luce vasche di legno, frammenti di ceramica e strumenti da lavoro, tubi di scarico e resti di vasche utilizzate nel processo di concia
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Basilica di San Vicente

Chiese fuori dalle mura

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A 55 km si trova Arévalo, borgo medioevale murato, ove in gioventù visse la regina Isabella di Castiglia e nacque Giovanni della Croce, celebre mistico. Ha molte chiese e conventi e un antico castello.

La città antica

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L'interno della città conserva ancora la tipica pianta degli insediamenti romani di tipo hibernae, ovvero città fortificate permanenti. Questa pianta rettangolare è caratterizzata da due strade principali, il cardine e il decumano, che si intersecano ortogonalmente al centro, dove un tempo sorgeva il foro. Questa struttura è oggi solo parzialmente modificata, e gli antichi ingressi romani sono ancora facilmente riconoscibili presso le porte di San Vicente e Gonzalo Dávila. Qui, le torri difensive originali furono inglobate nelle mura medievali. Sono conservati anche gli isolati oblunghi, resti delle insulae romane, ovvero gli edifici residenziali. Il cardo principale corrisponde all'attuale via Vallespín, mentre il decumano principale sarebbe stato formato da via Caballeros e via Bracamonte. Tutte queste strade convergono nella Plaza del Mercado Chico, che un tempo ospitava l'antico foro. I ponti sui fiumi Adaja e Chico sono di origine romana. Anche un antico eremo, sul quale fu poi costruita la Basilica di San Vicente, si ritiene risalga al periodo romano.

La città medievale

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Mura medievali della città

La data esatta di costruzione delle mura cittadine di Ávila, simbolo della città, è oggetto di dibattito. Le fonti storiche più antiche, risalenti al XVI secolo, sostengono che furono erette tra il 1090 e il 1099, poco dopo la riconquista cristiana della città. Queste fonti attribuiscono alle mura un'origine mitica, affermando che furono inizialmente costruite da Alcide, figlio di Ercole, sopra mura preesistenti con un passato romano, visigoto e musulmano. Autori più recenti, invece, ipotizzano una ricostruzione iniziale delle antiche mura romane alla fine dell'XI secolo, a scopo difensivo contro un possibile attacco musulmano. La costruzione delle mura attuali, secondo questa teoria, sarebbe iniziata a metà del XII secolo. La cattedrale cittadina, invece, iniziò a essere costruita nella seconda metà del XII secolo, con il coinvolgimento dell'architetto francese Giral Fruchel. Alla fine del Medioevo, le mura di Ávila erano dotate di un fossato e di ponti levatoi, che però scomparvero con l'arrivo del XVI secolo.

La città moderna

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All'inizio del XVI secolo, il centro storico di Ávila, racchiuso dalle mura, era suddiviso in due zone distinte: la zona settentrionale, tra la cattedrale e il Mercado Chico, e la zona meridionale. La prima ospitava i palazzi e le dimore della nobiltà e del clero, mentre la seconda era abitata da ebrei e musulmani. I Moriscos risiedevano a nord, al di fuori delle mura, e a sud, popolando i sobborghi di Santiago e San Nicolás. Tra le diverse tipologie di città che si svilupparono nella Spagna asburgica, Ávila si distinse come "città conventuale".

Durante il Secolo d'Oro spagnolo (1550-1650), la città subì un importante rinnovamento urbano, caratterizzato dalla costruzione di numero conventi e palazzi. A partire dal XVII secolo, però, la città iniziò a vivere una crisi demografica, che portò all'abbandono progressivo della metà occidentale della cinta muraria. Contemporaneamente, la metà orientale si consolidò come struttura urbana più stabile, con il Mercado Grande che divenne il fulcro della città. I primi progetti per l'approvvigionamento idrico risalgono al 1509, con la progettazione di un canale per portare l'acqua da las Hervencias a una fontana nella Plaza del Mercado Chico. Tuttavia, il progetto non prese la sua forma definitiva fino al 1635. Durante questo periodo rinascimentale, tra il 1510 e il 1517, il maestro scalpellino Pedro de Viniegra eresse l'antico municipio della città, anche se la sua costruzione non fu completata fino al 1591. Furono costruiti anche l'Alhóndiga nel 1593, le macellerie nel 1590, il mattatoio nel 1563 e la stazione di pesatura della farina. Nel 1676, Ávila contava otto ospedali. Durante il regno di Filippo IV (1621-1665), fu fondata l'Università di Santo Tomás de Ávila, che rimase attiva fino al 1807, quando il movimento illuminista ne decretò la chiusura. Nel 1704, in vista della Guerra di Successione Spagnola, le autorità cittadine avviarono diversi progetti di restauro delle mura per prepararsi a un possibile attacco anglo-portoghese.

Sempre nel XVIII secolo, venne realizzato il parco Rastro, una passeggiata alberata nella parte meridionale della città, a ridosso delle mura. In quello stesso periodo, fu costruita la Fabbrica Reale del Cotone, completata nel 1788. Il progetto originale fu opera di due architetti di Ávila, Ceferino de la Serna e Juan de Mendina, ma fu poi portato a termine da José de la Vallina.

La città contemporanea

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Progettata originariamente dal famoso architetto Ventura Rodríguez nel XVIII secolo, la Plaza del Mercado Chico vide la sua costruzione definitiva a metà del XIX secolo grazie a Juan Antonio Cuervo. Questo progetto includeva anche la costruzione del nuovo municipio da parte di Ildefonso Vázquez de Zúñiga.

Durante il XIX secolo, si dibatté a lungo sulla demolizione delle mura cittadine, un progetto che però non vide mai la luce, nonostante molte altre città spagnole lo avessero intrapreso. Si riteneva che queste mura ostacolassero lo sviluppo e la crescita urbana, e la loro demolizione era considerata un simbolo di modernità. La loro conservazione fu assicurata dalla dichiarazione a Monumento Nazionale nel 1884.

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Ávila nel 1870

A metà del XIX secolo, la città iniziò ad espandersi verso est, ciò portò a una piccola espansione urbana, che incluse i giardini Recreo e San Antonio. Il giardino San Antonio si trova nella parte nord-orientale della città, tra il Paseo de Don Carmelo e l'Avenida de Santa Cruz de Tenerife. Il parco nacque come passeggiata e viale pubblico nel XVI secolo, in concomitanza con la fondazione del convento di San Antonio. Il parco assunse la sua forma attuale nel 1859. Nel 1872, il viale alberato fu sostituito, a causa di una malattia che colpì gli alberi, dai giardini che vediamo oggi. Un altro elemento distintivo del parco è la fontana La Sierpe, situata nella passeggiata centrale. Il giardino Recreo è un piccolo parco situato accanto al convento di Santo Ana. In questo spazio triangolare, che nel XVIII secolo fu adibito a scuola militare, l'architetto comunale Ildefonso Vázquez de Zúñiga elaborò nel 1861 un piano preliminare di abbellimento, che portò alla creazione del parco che esiste oggi. Nel palco per la banda del giardino, inizialmente costruito nel 1921 in Plaza de Santa Teresa e trasferito definitivamente al Recreo nel 1934, si tengono concerti durante i mesi estivi.

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La PIaza de Santa Teresa nel 1906

Nonostante il raddoppio della superficie urbana dovuto alla forte crescita demografica, la città è riuscita a preservare il suo patrimonio storico e architettonico nel corso del XX secolo. Durante questo periodo sono stati creati i parchi di San Roque e San Vicente. Il lungomare di San Roque, un'area alberata a est della cinta muraria, è stato realizzato nel 1946, trasformando un'area boschiva preesistente nel piccolo parco che conosciamo oggi. Il parco di San Vicente , situato accanto all'omonima porta, è stato sistemato nella sua forma attuale nel 1961, grazie agli sforzi del Comune per abbellire la zona circostante alle mura. Infine, nel 1973, nel parco Rastro è stato collocato un busto del poeta Rubén Darío.

Nel 1884, le mura di Ávila ottennero lo status di Monumento Nazionale. Successivamente, nel 1982, la città stessa fu riconosciuta come Complesso Storico-Artistico. Dal 1985, l'antica città di Ávila, le sue imponenti mura e le sue chiese extramuralo di San Vicente, San Pedro, San Andrés e San Segundo sono state inserite nella lista del Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO. Nel 2007, l'UNESCO ha ampliato la designazione del Patrimonio Mondiale per includere anche le chiese di San José, San Tomás, San Martín, Santa María de la Cabeza e San Nicolás.


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Stemma della città

Lo stemma della città di Ávila presenta un campo rosso (gueles) recante la figura del re Alfonso VII di León nell'abside della cattedrale di Ávila, accompagnata dal motto: "Ávila del Rey, de los Leales y de los Caballeros". La descrizione dello stemma è la seguente:

Scudo sormontato da cartiglio. In campo di rosso (gueles), l'abside della cattedrale, raffigurata nei suoi colori naturali, accoglie un re fanciullo che impugna una spada nella mano destra e il globo crucigero nella sinistra Municipio di Ávila

L'attuale bandiera di Ávila consiste in un drappo viola sul quale campeggia lo stemma cittadino. Nel corso della Guerra d'Indipendenza spagnola, il Reggimento dei Volontari di Ávila utilizzò come insegna una bandiera bianca decorata con la croce di Sant'Andrea, lo stemma municipale, due leoni coronati e il motto "Por Fernando VII.Voluntarios de Ávila.

La città ha ricevuto tre titoli distintivi nel corso dei secoli. Il primo, "Ávila del Rey", le fu conferito da Alfonso VII. La città gli offrì rifugio durante l'infanzia, proteggendolo dagli interessi del suo patrigno, Alfonso I il Battagliatore, re di Aragona. In circostanze simili, Alfonso VIII le conferì il titolo di "Ávila de los Leale". La città aveva sostenuto il giovane re, che vi trovò asilo dai cinque agli undici anni, fuggendo dalle persecuzioni di suo zio Ferdinando II di León. Prima si rifugiò a San Esteban de Gormaz, poi ad Atienza, e infine ad Ávila. Infine, Alfonso XI, che si era rifugiato nella cattedrale di Ávila all'età di un anno, le conferì il titolo di "Ávila de los Caballeros".

Museo di Ávila

É il principale museo della città, aperto nel 1911 e divenuto Museo Provinciale nel 1968. Dal 1987 la sua gestione è affidata alla Junta de Castilla y León. Il museo si articola in due sedi: la Casa de los Deanes, elegante palazzo rinascimentale del XVI secolo che ospita la sede principale, e la Chiesa di Santo Tomé, chiesa originariamente costruita nel XII secolo e oggi adibita a deposito visitabile. Le collezioni sono organizzate in tre sezioni principali: una dedicata alla cultura rurale della provincia, una che raccoglie reperti rinvenuti nel territorio di Ávila dalla Preistoria al XIX secolo e una terza focalizzata sui materiali archeologici provenienti dagli scavi urbani della città.

Le principali festività patronali di Ávila sono dedicate a Santa Teresa di Gesù, celebrata il 15 ottobre, e a San Segundo, festeggiato il 2 maggio. Durante la seconda metà di luglio si tengono inoltre le tradizionali feste della città. Tra le figure religiose maggiormente venerate vi è anche la Vergine di Sonsoles, considerata patrona della città.

La Settimana Santa di Ávila rappresenta uno degli eventi religiosi più importanti della città. Ha ottenuto il riconoscimento di Interesse Turistico Regionale nel 1993, quello di Interesse Turistico Nazionale nel 2005 e, dal 2014, è ufficialmente classificata come manifestazione di Interesse Turistico Internazionale.

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Corrida spagnola

La Plaza de Toros de Ávila, classificata come arena taurina di seconda categoria, sorge nella zona meridionale della città, accanto allo Stadio Adolfo Suárez, e può ospitare fino a 8.491 spettatori. Dal 2013 la gestione dell'impianto è affidata alla Por Naturale S.L., subentrata alla Servicios Taurinos del Duero, S.L. Nell'estate dello stesso anno l'arena ha accolto importanti toreri spagnoli, tra cui Julián López El Juli e Miguel Ángel Perera.

Avila nella letteratura

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Santa Teresa di Gesù e San Giovanni della Croce, due figure di spicco nella storia di Ávila, vi trascorsero gran parte della loro vita e vi composero alcune delle loro opere letterarie più importanti.

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Kate O'Brien, 1926

Kate O'Brien, scrittrice irlandese, ha spesso menzionato Ávila nelle sue opere. Nel suo romanzo del 1936, "Mary Lavalle", dipinge un quadro vivido del paesaggio innevato di Ávila durante l'inverno. Un intero capitolo del suo libro del 1937, "Goodbye, Spain" è dedicato alla città. Anche nel suo romanzo del 1946, "That Lady", Ávila fa capolino. Infine, nel 1951, ha scritto una biografia di santa Teresa d'Avila intitolata "Teresa of Ávila". Prima dello scoppio della guerra civile spagnola, Ávila era un rifugio estivo per la O'Brien. La scrittrice sarebbe poi tornata in città, dove ha soggiornato per sei mesi, tra il 1961 e il 1962, all'Hotel Jardín.

Miguel de Unamuno dedicherà un capitolo intitolato "Frente a Ávila" alla città nella sua opera Passeggiate e visioni spagnole (1902). Anche lo scrittore di Valladolid, Miguel Delibes, trarrà ispirazione da Ávila, ambientando il suo primo romanzo, La lunga ombra del cipresso, nell'Ávila del dopoguerra.

Università

Ad Avila è presente l'Università Cattolica dal 1996.

Amministrazione

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  1. Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Ávila"[collegamento interrotto], in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2010, ISBN 978-88-397-1478-7.
  2. Ciudad vieja de Ávila e iglesias extramuros, in whc.unesco.org, Unesco.
  3. (ES) Ávila inaugura una nueva escultura de Santa Teresa – Teresa, de la rueca a la pluma, su delaruecaalapluma.wordpress.com, 25 agosto 2016.
  4. Isabella Iannuzzi, Processi di esclusione e contaminazione alla fine del Quattrocento spagnolo[collegamento interrotto]. Il caso del Niño de La Guardia, p. 152.
  5. (FR) Jumelages, su ville-villeneuve-sur-lot.fr.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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