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AMX-40

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AMX-40
BERJAYA
Il carro armato AMX-40
Descrizione
Tipocarro armato da combattimento
Equipaggio4
ProgettistaAteliers de construction d'Issy-les-Moulineaux (AMX-APX)
CostruttoreGIAT
Ateliers de construction d'Issy-les-Moulineaux (AMX-APX)
Data impostazione1980
Data primo collaudo1983
Esemplari4 prototipi e 2 modelli di preserie
Dimensioni e peso
BERJAYA
Tavole prospettiche
Lunghezza6,8 m (solo scafo)
10 m
Larghezza3,36 m (con protezioni laterali)
3,18 m (senza protezioni)
Altezza2,38 m
Peso43,7 t
Propulsione e tecnica
Motorediesel SACM Grossol V12XS25
Potenza1100-1325 hp
Rapporto peso/potenza25-30 hp/t
Trazionecingoli
Sospensionia barre di torsione con ammortizzatori
Prestazioni
Velocità70 km/h
Autonomia550 km
Pendenza max60 %
Armamento e corazzatura
Apparati di tiroCOTAC
Armamento primario1 × cannone CN120-25 modello G1 da 120 mm
Armamento secondario1 × cannone M693 F2 da20 mm
1 × mitragliatrice AANF1 da 7,62 mm
Corazzaturacomposita nella parte anteriore, acciaio saldato per il resto
Military Today.com[1]
voci di carri armati presenti su Wikipedia

L'AMX-40 era un carro armato da combattimento francese sviluppato negli anni '80 per il mercato estero.[2] In pratica un tentativo per realizzare un mezzo moderno che succedesse agli ormai superati carri medi francesi contemporanei, ovvero gli AMX-30, e ai modelli sperimentali della GIAT dopo il fallimento dell'AMX-32.[3]

Quest'ultimo era un valido progetto per un carro moderno, armato con un cannone da 120 mm, corazza speciale e un peso di appena 40 tonnellate, ma non ebbe successo in quanto, con lo stesso motore dell'AMX-30, venne ritenuto poco agile.[4]

In realtà l'AMX-32, anche se appesantito, era certamente più potente dell'AMX-30 e soprattutto aveva in opzione un motore turbodiesel di potenza adeguata per ritornare al rapporto potenza peso del predecessore.[4]

Anche così comunque, probabilmente per via del costo elevato, l'AMX-32 rimase senza clienti.

Con l'AMX-40, i progettisti si impegnarono anzitutto a dare al carro un adeguato rapporto potenza-peso, capace di raggiungere addirittura un ottimo valore. Quattro prototipi vennero approntati fra il 1983 e il 1985, seguiti da due modelli di preserie costruiti nel 1986.[5]

L'AMX-40 aveva una struttura bassa e compatta, con valori simili a quelli dei carri sovietici coevi, e contemplava una configurazione tradizionale, con il posto di pilotaggio anteriore, quello di combattimento al centro, il motore dietro.[4]

BERJAYA
Vista frontale dell'AMX-40

Quest'ultimo era la parte più interessante, in quanto era costituito da un SACM Grossol V12XS25 da ben 1100 hp, per un valore di ben 25 hp/t, ma era disponibile anche un motore da 1325 hp, per un rapporto di oltre 30 hp/t, valore straordinario per i carri medi.[3] La trasmissione era ZF LSG 3000ZF con quattro marce avanti e due retromarce.[3] Le sospensioni erano a barra di torsione, con sei ruote per lato.

La corazzatura era di tipo speciale, almeno nella parte anteriore, realizzata in materiali compositi.[6] Si presuppone la capacità di resistere a ogive HEAT fino a 76 mm e munizioni perforanti.[7] Le gonne corazzate (spesso chiamate skirts, in lingua inglese) erano anch'esse presenti, e proteggevano bene i cingoli per evitare gli effetti delle testate anticarro che colpiscono i lati del mezzo.

BERJAYA
Vista laterale dell'AMX-40

La potenza di fuoco e l'armamento comprendevano un cannone CN120-25 modello G1 a canna liscia, lungo circa 52 calibri, da 120 mm.[3] Esso era stabilizzato e dotato di un sistema di controllo del tiro COTAC (COnduite de Tir Automatique pour Char), con computer e visore termico CASTOR.[6] Il capocarro, oltretutto, aveva un visore panoramico diurno/notturno stabilizzato SFIM, ben visibile sopra la cupola. Erano disponibili 40 colpi, di cui 12 in torretta, per un fuoco con una cadenza di tiro sino a 10 colpi al minuto. Il cannone M693 modello F2 da 20 mm aveva una elevazione fino a 40°, per essere rivolto anche contro obiettivi aerei, come gli elicotteri.[7] Infine era dotato di una mitragliatrice AANF1 da 7,62 mm montata sul tetto della torretta, e di lanciafumogeni Galiz.[7]

Nemmeno questo carro ebbe successo. Aveva una linea bassa e aggressiva, dimensioni ridotte (malgrado la presenza di 4 uomini di equipaggio), un'elevata cadenza di tiro e una grande mobilità (550 km di autonomia, 850 con serbatoi ausiliari, 70 km/h di velocità massima, 60 gradi di pendenza superabile ipotizzati con il motore da 1.325 hp).[8]

I progettisti erano davvero riusciti a concentrare in uno scafo di 40 tonnellate, da carro medio, un volume di fuoco elevato quanto quello dei carri occidentali da 50-60 t, con una protezione solo di poco minore, e una mobilità addirittura migliore (che, assieme alle piccole dimensioni, ne migliorava la capacità di sopravvivenza).[3]

Il suo motore, anche senza raggiungere grandi livelli di potenza, era sufficiente per riuscire a competere favorevolmente con i carri occidentali.[9] D'altronde 1.100-1.325 hp sono troppo pochi per mezzi pesanti come i Challenger 1 o gli Ariete, ma sono sufficienti per la massa dell'AMX. I carri che avrebbero dovuto fargli concorrenza hanno bisogno di 1500 hp, costano di più e sono molto più difficili da schierare o da far passare sui ponti. Quello di cui si avrebbe avuto bisogno era un carro pesante più o meno quanto i mezzi della seconda generazione postbellica (tipo Leopard 1) ma con una protezione, potenza di fuoco e una mobilità maggiorate grazie alla migliore tecnologia disponibile (il carro era anche dotato di camere termiche).

Nonostante le dimensioni contenute, a bordo dell'AMX-40 erano presenti 4 membri di equipaggio. Non ci fu la necessità di ridurre l'equipaggio a 3 uomini per contenere le dimensioni come accadde per i carri sovietici (molto simili per dimensioni). La maggior parte dei veicoli occidentali non ha invece resistito al fascino della "protezione sopra tutto" ed è diventata molto pesante.

Probabilmente un Leopard 2 costa il doppio di un AMX-40, ma quest'ultimo si è evidentemente ritrovato a competere contro i carri di vecchia generazione aggiornati, come i Leopard 1A5, dotati di protezione migliorata e apparati di tiro modernizzati (ma ancora con motori poco potenti).

Il programma AMX-40 è stato così accantonato, come altri della sua epoca. Tuttavia l'esperienza accumulata nello sviluppo di questo mezzo ha contribuito al rapido sviluppo del nuovo EPC, divenuto poi l'MBT Leclerc.

  • P1: primo prototipo prodotto nel 1983, era derivato direttamente dal lavoro sul suo predecessore AMX-32, dal quale riprende una versione modificata della torretta.[6]
  • P2: secondo prototipo con diverso telaio e torretta. Fu equipaggiato con il motore V12XS25 da 1100 hp.[7]
  • P3: terzo prototipo con nuovo telaio e torretta. Era alimentato da un motore diesel tedesco MTU MB 871 Ka-501 V8 da 1196 hp.[7]
  • P4: quarto prototipo che utilizzava la versione T6 del motore V12X da 1325 hp.[7]
  • P01: primo modello di preserie.
  • P02: secondo modello di preserie.
  1. AMX-40, su military-today.com. URL consultato il 6 febbraio 2013.
  2. Hogg 1984, p. 14.
  3. 1 2 3 4 5 Chassillan 2008, p. 53.
  4. 1 2 3 Hogg 1984, pp. 12-13.
  5. Chassillan 2008, pp. 54-56.
  6. 1 2 3 Chassillan 2008, p. 54.
  7. 1 2 3 4 5 6 Chassillan 2008, p. 56.
  8. Chassillan 2008, pp. 56-57.
  9. Chassillan 2008, p. 57.
  • Marc Chassillan, Le char français AMX-40, in Hors-série Raids: Les chars de combat en action Tome 4, n. 29, Parigi, Histoire & Collections, 2008, pp. 52-59.
  • Ian V. Hogg, I mezzi corazzati, Milano, Alberto Peruzzo Editore, 1984.

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