Arona
| Arona comune | |
|---|---|
| Città di Arona | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Alberto Gusmeroli (Lista civica Gusmeroli sindaco) dal 10-6-2024[1] |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°45′25″N 8°33′36″E |
| Altitudine | 212 m s.l.m. |
| Superficie | 15,17 km² |
| Abitanti | 13 629[2] (28-2-2026) |
| Densità | 898,42 ab./km² |
| Frazioni | Dagnente, Mercurago, Montrigiasco[3] |
| Comuni confinanti | Angera (VA), Comignago, Dormelletto, Invorio, Meina, Oleggio Castello, Paruzzaro |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 28041 |
| Prefisso | 0322 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 003008 |
| Cod. catastale | A429 |
| Targa | NO |
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa)[4] |
| Cl. climatica | zona E, 2 580 GG[5] |
| Nome abitanti | aronesi |
| Patrono | santi Graziano, Felino, Carpoforo e Fedele martiri |
| Giorno festivo | 13 marzo |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Arona (IPA: [aˈroːna], Arona [aˈruna] in lombardo[6], Aron-a in piemontese[7]) è un comune italiano di 13 629 abitanti[2] della provincia di Novara, in Piemonte.
Sesto comune della provincia per popolazione, è un centro turistico-terziario sulle sponde del lago Maggiore, il cui sviluppo è stato favorito dalla sua posizione sulla via del Sempione e dal collegamento autostradale e ferroviario con Milano.
Nel comune si trova il Parco naturale dei Lagoni di Mercurago, compreso tra i "siti palafitticoli preistorici attorno alle Alpi", dal 2011 nell'elenco del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO[8].
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]La città di Arona è situata sulla sponda piemontese del lago Maggiore ed è attraversata dal torrente Vevera, che qui sfocia nel lago. All'intorno si estendono i bassorilievi collinari di origine morenica (chiamati "motti"), inglobati nel Parco naturale dei Lagoni di Mercurago dove, nel 1860, venne individuato il primo insediamento di palafitte rinvenuto in Italia. Anche la maggior parte del territorio comunale è di tipo collinare, con altitudini che vanno progressivamente digradando da nord verso sud (e da ovest verso est nel centro abitato) dai 513 m di Motto Mirabello (presso la frazione Dagnente) fino ai 195 m in riva al lago.
I rilievi collinari sono in genere ricoperti da boschi che occupano oltre la metà del territorio aronese, sul 33% della superficie si stendono le aree urbanizzate e sul 9% prati o pascoli; percentuali minori sono destinate a parchi, giardini e aree verdi sportive (2,3%), orti, frutteti, vivai e vigneti (1,7%), incolti erbacei (1%) e seminativi (0,4%).[9]
Collocata nella parte più meridionale del lago, Arona dista circa 37 km dal capoluogo provinciale Novara, ma solo una trentina dall'aeroporto di Milano-Malpensa.
Origini del nome
[modifica | modifica wikitesto]Il toponimo potrebbe derivare dalle radici celtiche art (monte) e on (acqua), con il significato di "monte sull'acqua"[senza fonte]. Secondo un'altra interpretazione sarebbe una variazione del nome "Alona". [10]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Origini
[modifica | modifica wikitesto]La presenza dell'uomo in questa parte meridionale del Lago Maggiore è confermata ben più addietro nel tempo e risale alla preistoria; in località Lagoni infatti, presso la frazione di Mercurago, nel 1860 furono rinvenuti un insediamento palafitticolo risalente all'età del bronzo (attivo dal XVIII al XIII secolo a.C.) e, nel 1971-1972, una necropoli della civiltà di golasecca della fine del VI - inizi del V secolo a.C..
Tracce umane sono documentate anche nella torbiera di Motto San Carlo, nella quale è stata rinvenuta una punta di freccia risalente al Neolitico e l'unico oggetto dell'Età del Rame.
Dei reperti lignei estratti nell'Ottocento, come i resti di tre ruote che giravano in folle sopra un asse centrale ed erano dotate di rudimentali raggi non concentrici e quelli di una piroga scavata in un tronco d'albero, restano solo i calchi in gesso: furono ricavati dalle impronte nella torba da Bartolomeo Gastaldi, che all'epoca li raccolse e li studiò, ma non poté trattarli adeguatamente per la conservazione dato i metodi di restauro del tempo cosicché, già preservati per millenni nelle particolari condizioni ambientali anaerobiche della torbiera, si sbriciolarono per disidratazione poco tempo dopo la loro scoperta.
Furono rinvenuti anche i resti di un villaggio le cui capanne erano state costruite ai bordi di uno specchio d'acqua e le cui fondazioni erano state conservate grazie alla torba in cui erano state piantate, oltre a vari oggetti di uso quotidiano in metallo o ceramica: vasetti, fondi di vasi, piatti, frecce, lame di pugnale e altri strumenti di difesa, spilloni di bronzo.
Dalla decina di tombe del VI secolo a.C. provengono vasi di pregevole fattura, bracciali, fibule, anelli, ganci di cintura in bronzo.
Le ceramiche ritrovate in gran quantità intorno alla Rocca di Arona testimoniano un insediamento successivo a quello dei Lagoni e sono state assegnate alla cultura di Canegrate, Protogolasecca e Golasecca.[11]
I Celti
[modifica | modifica wikitesto]Il V secolo segna nel basso Verbano un momento di crisi, e soltanto nel III-II secolo ricompare una cospicua presenza di Celti. Risale al II secolo a.C. una pregevole cavigliera in bronzo rinvenuta ai piedi della Rocca.
È proprio in questo periodo che si formano i primi nuclei abitativi socialmente organizzati.
Lo sviluppo dell'insediamento in zona è dovuto alla presenza combinata dei rilievi della rocche di Arona e di Angera sulla sponda lombarda del lago, in la posizione strategica per il controllo del territorio.
Sulla rocca infatti sono presenti i resti di una fortificazione preromana, e a tre chilometri da Arona, il campus militare di Borgo Agnello e Paruzzaro.
Roma
[modifica | modifica wikitesto]Vari sono i riscontri archeologici dell'insediamento romano.
Sotto la chiesa di San Giuseppe sono stati rinvenuti i resti di una fornace e di un laboratorio artigiano per la lavorazione dei metalli.
La colonizzazione romana è documentata inoltre da lapidi funerarie rinvenute un po' dovunque nella zona.
Nella ripartizione di Augusto Arona faceva parte della Regio XI Transpadana.
Arona era un importante centro abitato sulla via Severiana Augusta, strada romana consolare che congiungeva Mediolanum (la moderna Milano) con il Verbannus Lacus (il Lago Verbano, ovvero il Lago Maggiore), e da qui al passo del Sempione (lat. Summo Plano).
Alla caduta dell'impero la zona subisce le vicende comuni al resto d'Italia con le dominazioni dei vari regni barbarici.
Importante e più durevole è stato in regno longobardo, fino alla sua caduta ad opera di Carlo Magno re dei Franchi.
Il territorio fa quindi parte del Regno d'Italia dell'Impero carolingio e vede infine la conseguente ripartizione feudale.
Dal X al XIV secolo
[modifica | modifica wikitesto]Nel X secolo il territorio costiero occidentale del Lago maggiore e Arona stessa sono parte della Marca d'Ivrea.
La prima documentazione scritta che conferma l'esistenza di una località socialmente organizzata chiamata Arona risale al 979: si tratta di un'attestazione che consente di individuare tale data solo per induzione, tant'è che alcuni storici sostengono invece che si tratti del 963.
L'attuale nucleo abitato si sviluppò intorno all'abbazia benedettina di San Salvatore, fondata nel 979 dal conte Amizzone del Seprio. La prova di questo sviluppo è documentata in una "Cronaca" o "Pasionario", una specie di zibaldone in cui si intrecciano vite di santi, testi di ascesi, lettere di vescovi e di presuli, preghiere e invocazioni. In tale contesto appare la narrazione del martirio di San Graziano e di San Felino avvenuto nel 979 con la traslazione dei loro corpi ad Arona, per volere del conte Amizzone del Seprio, capitano di truppa al servizio dell'imperatore Ottone I. Sono 249 fogli in pergamena redatti in latino medioevale e scritti in caratteri gotici.
L'abbazia benedettina con il tempo andò perdendo le sue principali prerogative a causa dell'affermazione, nel XII secolo, famiglia dei Della Torre e, dopo la sua sconfitta, di quella dei Visconti.
Primo fra tutti Ottone, attorno alla fine del Duecento, sotto il quale passò in dominio dell'arcivescovo di Milano.
Nel 1263 forze milanesi, guidate dai Torriani, per terra e acqua assediarono Arona dove si erano radunati i fuoriusciti milanesi guidati da Ottone Visconti[12].
Tra Duecento e Trecento risulta essere Signore Stefano Visconti (1287/88 - 1327), sposato in seconde nozze nel 1318 con Valentina, figlia di Bernabó Doria, Signore di Sassello e di Eliana Fieschi dei Signori di Lavagna.
Stefano e Valentina ebbero Matteo II, Galeazzo II e Bernabó Visconti, Consignori di Milano dall'11 ottobre 1354.
Dopo la battaglia di Desio (1277), fu dei Visconti e dal terzo o quarto decennio del XIV secolo fu libero comune sotto il governo dell'abbazia benedettina.
Dal XV al XVI secolo
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Nel 1439 Filippo Maria Visconti cede la Rocca di Arona insieme all’intero Comune come feudo a Vitaliano I Borromeo[13]. Per ben quattro secoli la Rocca rimarrà in possesso della Famiglia Borromeo dando addirittura i natali al futuro cardinale San Carlo.
Ma il vasto territorio andava anche difeso, e in questo senso Vitaliano nel 1447 richiese a Filippo Maria l'autorizzazione a fortificare la Rocca e il borgo di Arona, concessagli nel 1449, con una lettera di Filippo Maria che autorizzava il proprio vassallo di creare mura, ponti levatoi, opere belliche di difesa, e anche luoghi per il raduno e la custodia delle navi: primo porto militare documentato del Lago Maggiore. La rocca era difesa talmente bene che nel 1523 sarà in grado di resistere ad un assedio da parte di 7.000 uomini al comando di Renzo de Ceri in occasione di una delle tante guerre scatenatesi tra il Ducato di Milano e la Francia.
Nella Rocca di Arona, nella stanza detta dei Tre Laghi e in seguito a lui dedicata, il 2 ottobre 1538 nasce Carlo Borromeo, che sarà cardinale e arcivescovo di Milano e proclamato santo a Roma il 1° Novembre 1610.
Nel 1559, con la pace di Cateau-Cambrésis, il Ducato di Milano diventa dominio spagnolo.
Dal XVII al XVIII secolo
[modifica | modifica wikitesto]Nel corso della guerra dei Trent'anni nel 1636, i francesi, per impedire la navigazione tra il lago e Milano, allestirono una nave dotata di quattro cannoni, sulla quale imbarcarono cento moschettieri e la piazzarono davanti ad Arona. Gli spagnoli allora fecero armare alcune imbarcazioni e, dopo alcuni combattimenti, costrinsero la nave francese a ritirarsi lungo il Ticino[14].
Nel 1714, con il trattato di Baden che pone fine alla Guerra di successione spagnola, il ducato di Milano è ceduto alla Casa degli Asburgo d'Austria.
Con il Trattato di Worms del 1743 il territorio di Arona è unito allo Stato sabaudo, regnante Carlo Emanuele III.
DAl XIX al XXI secolo
[modifica | modifica wikitesto]Arona è presa dall'esercito napoleonico e la Rocca venne demolita nel 1801 gli accordi di pace con gli austriaci .
Caduto Napoleone, con il Congresso di Vienna del 1815 Arona è restituita ai Savoia.
Nel 1838 re Carlo Alberto insignì Arona del titolo di città.
Nel 1848 Giuseppe Garibaldi entrò in città durante la prima guerra d’indipendenza, e vi ritornò poi nel 1859.
Nel 1855 fu aperta la linea ferroviaria per Novara e nel corso del XIX secolo si affermarono le attività industriali e turistiche. Alla fine del secolo subì una disastrosa inondazione del lago.
Il 15 settembre 1943 i rastrellamenti di ebrei iniziati nei giorni precedenti a Baveno interessarono il paese di Arona, parte di quell'eccidio del Lago Maggiore del quale alla fine si conteranno 57 vittime. Furono 9 le persone arrestate e uccise a Arona da soldati tedeschi,[15] I loro corpi furono gettati nel lago. La numerosa famiglia dell'industriale milanese Federico Jarach riuscì a salvarsi traversando il lago in barca dalla loro villa, perché avvisata telefonicamente appena in tempo.[16]
Simboli
[modifica | modifica wikitesto]- Stemma
Lo stemma è stato riconosciuto con Decreto del Capo del Governo del 10 agosto 1928.[17]
La figura araldica del volo (due ali spiegate) fa riferimento al toponimo Alona documentato in antichi manoscritti. Lo stemma è riprodotto sul frontespizio degli Statuti di Arona del 1319 anche se il disegno è sicuramente successivo e reca ali e stella d'oro in campo rosso.[18]
- Gonfalone
Il gonfalone è stato concesso con Regio Decreto del 7 maggio 1934.[17]
- Bandiera
Il Comune ha adottato una bandiera costituita da un drappo partito di bianco e di verde caricato al centro dell'emblema civico privo di scudo e di ornamenti.
Monumenti e luoghi d'interesse
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Architetture religiose
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- Collegiata della Natività di Maria Vergine. La parrocchiale, il cui primo contratto per la sua costruzione risale al 1468, venne consacrata, non ancora terminata, il 12 marzo 1488. All'inizio del XVII secolo il cardinale Federico Borromeo ordinò imponenti lavori di restauro e di decorazione degli interni, al termine dei quali, il 10 marzo 1608, la chiesa venne eretta a collegiata. Dopo le consistenti riparazioni del 1856-1867 fu riconsacrata nel 1858 dal vescovo G. F. Gentile. È in stile gotico-bizantino, alterato da elementi successivi. La facciata in sasso calcare, con rosone centrale, ha elementi quattrocenteschi, e un notevole bassorilievo della Natività del Redentore, da Luca Beltrami ascritto ai fratelli Mantegazza, autori della parte inferiore della Certosa di Pavia. Nell'interno si ammirano l'altare maggiore costruito nel 1812 su disegno dell'abate Zanoia; la Sacra Famiglia di Gaudenzio Ferrari in sei campi, con la firma Gaudentius Vincius e la data '15', su legno e chiusa in una cornice intagliata dell'epoca; la Natività di Andrea Appiani; l'Annunciazione e lo Sposalizio di Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone, donati dal cardinale Federico Borromeo. Vi si conservano inoltre quattro reliquiari che contengono il pallio, la mitra, il pastorale di San Carlo Borromeo donati dal cardinale Federico. Essi furono rinnovati nel 1920 dalla cittadinanza aronese in adempimento di un voto fatto durante l'ultima pandemia influenzale, che si ritenne cessata per intercessione del santo.
- Chiesa dei Santi martiri Graziano, Felino, Fedele e Carpoforo (detta anche di San Graziano). Già abbazia benedettina, la chiesa era annessa al monastero del Salvatore e dei Santi Graziano e Felino, fondato nella seconda metà del X secolo. Dell'edificio originario non rimangono tracce. Completamente rifatta fu restituita al culto l'anno successivo a quello della consacrazione della Collegiata, il 1489. Nella chiesa è presente una pala della Madonna in Trono e Santo di Ambrogio da Fossano, detto il Bergognone, appesa dietro l'altare maggiore. Il quadro venne commissionato dall'abate dell'epoca, monsignor Girolamo Calagrani, che nel dipinto appare inginocchiato di fronte alla Vergine.
- Chiesa di Santa Maria di Loreto (detta anche di Santa Marta) nell'antica piazza del Popolo, nella quale si trovano anche il Broletto e ciò che rimane dell'antico porto.
- Chiesa della Visitazione, annessa al monastero dell'ordine della Visitazione, fu fondata nel 1652 dall'arciprete Graziano Ponzone. Sull'altare maggiore della chiesa si trova una tela del pittore Gaudenzio Magistrini (1820-1871).
- Cappella-Ossario Beolchi
- Santuario del Sacro Monte di San Carlo
- Chiesetta di San Giuseppe, anticamente intitolata a Sant'Eusebio
- Chiesa parrocchiale di San Giusto (in frazione Montrigiasco
- Chiesa di San Giovanni Battista (in frazione Dagnente)
- Chiesa di San Giorgio (a Mercurago)
- Chiesa della Santissima Trinità
- Chiesa del Sacro Cuore
- Chiesa dei Santi Anna e Gioacchino, in corso Cavour (eretta nel 1721, con facciata rifatta nel 1841; pala d'altare di Giuseppe De Albertis, di Arona, con Santi Anna e Gioacchino con Maria fanciulla)
Architetture civili e militari
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- Broletto o Palazzo di giustizia, eretto alla fine del Trecento sull'antica piazza del Popolo, dove sorge anche la chiesa di Santa Maria di Loreto. Tra gli archi gotici del portico sono medaglioni in cotto con ritratti dei nobili al governo della città.
- Villa Ponti, che ospitò Napoleone Bonaparte di ritorno dalla campagna d'Egitto e nella quale vengono organizzati concerti di musica classica e mostre di artisti di rilevanza.
- Villa Leuthold, parco pubblico di impianto ottocentesco, con grandissimi esemplari di camelie.
- Rocca Borromea, le cui rovine si trovano sulla collina sovrastante la città. Fu storicamente contesa fra i Torriani e i Visconti nonché luogo natale di San Carlo.
- Asilo Bottelli, edificio del XIX secolo in stile neoclassico originariamente adibito ad asilo infantile.
- Villa Cantoni, realizzata negli anni 1880.
Il Colosso di san Carlo Borromeo
[modifica | modifica wikitesto]Questa statua, soprannominata il Sancarlone, domina il lago Maggiore e si raggiunge percorrendo la provinciale 35 diretta alla frazione Ghevio di Meina, in località San Carlo. Il colosso è alto circa 35 metri (23,40 m la statua e 11,70 m il basamento)[19] e fu realizzato tra il 1614 e il 1697 con lastre di rame. Originariamente era previsto che la statua, ultimata nel 1698, facesse parte di un Sacro Monte di cui furono realizzate però solo tre cappelle.
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[20]

Etnie e minoranze straniere
[modifica | modifica wikitesto]Al 1° gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 1 515, ovvero l'11,09% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:[21]
- Ucraina 301
- Albania 224
- Romania 129
- Marocco 108
- Cina 104
- Federazione russa 58
- Senegal 55
- Perù 42
- Ecuador 40
- Stati Uniti d'America 36
Lingue e dialetti
[modifica | modifica wikitesto]Pur trovandosi la città in territorio piemontese, il locale dialetto verbanese è di tipo insubre (lombardo occidentale).
Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Musei
[modifica | modifica wikitesto]- Il Museo mineralogico[22] fondato nel 1983 e situato in un edificio ottocentesco in Piazza San Graziano.
- Il Museo civico archeologico Khaled al-Asaad[23].
Biblioteche
[modifica | modifica wikitesto]È presente la Biblioteca civica Carlo Torelli, fondata nel 1968[24]
Economia
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La definitiva distruzione della fortezza aronese insieme ad altre sei cittadelle del Piemonte, fu ordinata da Napoleone Bonaparte nel 1800, il giorno successivo alla vittoria di Marengo. Questa significò la possibilità di espandere il tessuto urbano al di là delle mura entro le quali era limitato. Grazie a questo vennero ricavati ampi spazi su cui costruire il porto, il cantiere dei battelli, la stazione ferroviaria. La fortuna di Arona è stata sempre legata alla sua ottima posizione geografica, grazie alla quale gode e ha sempre goduto di una condizione logistica di tutto rispetto.
L'economia di Arona è basata principalmente sul turismo e sul commercio, anche se nel territorio sono presenti alcune rilevanti fabbriche chimiche, come la Thurckon S.r.l, e dolciarie, come la cioccolateria Laica.
Infrastrutture e trasporti
[modifica | modifica wikitesto]Ferrovie
[modifica | modifica wikitesto]La stazione, di competenza della Regione Lombardia è un importante nodo ferroviario fra le linee Domodossola-Milano e Arona–Novara, ed è servita solo da treni Regionali e RegioExpress in base al Contratto di Servizio stipulato fra Trenitalia/Trenord e le Regioni Piemonte e Lombardia. È inoltre capolinea della Ferrovia Santhià-Arona, dal 17 giugno 2012 sostituita da autoservizio.
Navigazione
[modifica | modifica wikitesto]Arona è la sede direzionale per il Lago Maggiore della Gestione Navigazione Laghi.
Amministrazione
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Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 22 dicembre 1986 | 31 luglio 1990 | Pietro Cataldo | Partito Socialista Italiano | Sindaco | [25] |
| 31 luglio 1990 | 30 giugno 1992 | Antonio Bertinotti | Partito Socialista Italiano | Sindaco | [25] |
| 27 agosto 1992 | 10 settembre 1993 | Elisa Bazzica | Democrazia Cristiana | Sindaco | [25] |
| 20 dicembre 1993 | 26 giugno 1994 | Giuseppe Badalamenti | Comm. straordinario | [25] | |
| 26 giugno 1994 | 25 maggio 1998 | Roberto Barra | Sindaco | [25] | |
| 8 giugno 1998 | 28 maggio 2002 | Mario Velati | Cristiani Democratici Uniti | Sindaco | [25] |
| 28 maggio 2002 | 9 febbraio 2005 | Mario Velati | centro-destra | Sindaco | [25] |
| 9 febbraio 2005 | 5 aprile 2005 | Giovanna Vilasi | Comm. straordinario | [25] | |
| 5 aprile 2005 | 30 marzo 2010 | Antonio Catapano | centro-sinistra | Sindaco | [25] |
| 30 marzo 2010 | 1º giugno 2015 | Alberto Gusmeroli | Lega Nord | Sindaco | [25] |
| 1º giugno 2015 | 22 settembre 2020 | Alberto Gusmeroli | Lega Nord | Sindaco | [25] |
| 22 settembre 2020 | 9 ottobre 2023 | Federico Monti | Lega Nord | Sindaco | [25] |
| 9 ottobre 2023 | 10 giugno 2024 | Alfonso Terribile | Comm. straordinario | [25] | |
| 10 giugno 2024 | in carica | Alberto Gusmeroli | Lega per Salvini Premier | Sindaco | [25] |
Gemellaggi
[modifica | modifica wikitesto]La città intrattiene rapporti di gemellaggio con:
Sport
[modifica | modifica wikitesto]Per due volte Arona è stata sede di arrivo di tappa del Giro d'Italia.
- 1966 14ª tappa Parma-Arona, vinta da Franco Bitossi
- 2001 20ª tappa Busto Arsizio-Arona, vinta da Gilberto Simoni
Il 24 agosto 2005 Damiano Cunego ha vinto ad Arona l'8ª edizione del Gran premio Nobili.
Ha sede nel comune la società di calcio Arona, il cui campo interno è lo stadio Valerio Del Ponte.
È presente una squadra di football americano, gli Arona 65ers[26], campioni italiani nel 2015 e di basket, società Arona Basket[27], che partecipa ai campionati giovanili e Serie C.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Elezioni 2024 Arona -
- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Comune di Arona - Statuto (PDF), su comuniecitta.it.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006.
- ↑ LISTA DLE COMUN-E PIEMONTÈISE (PDF), su gioventurapiemonteisa.net, Gioventura Piemonteisa. URL consultato il 30 ottobre 2021.
- ↑ Sito dell'UNESCO, su whc.unesco.org.
- ↑ Relazione illustrativa del Piano particolareggiato "Litorale sud", Arona, 2010, pp. 25-26. Consultabile sul sito del Comune di Arona[collegamento interrotto].
- ↑ Origini del nome e dello stemma della città di Arona, su ARONAnelWEB.it, 1º maggio 2026. URL consultato il 15 maggio 2026.
- ↑ Scheda sui resti archeologici del Parco naturale dei Lagoni di Mercurago.
- ↑ Fabio Romanoni, La guerra d’acqua dolce. Navi e conflitti medievali nell’Italia settentrionale, Bologna, CLUEB, 2023, pp. 61-62, ISBN 978-88-31365-53-6.
- ↑ I Borromeo erano una famiglia di banchieri originaria di San Miniato in Toscana.
- ↑ Fabio Romanoni, La guerra d’acqua dolce. Navi e conflitti medievali nell’Italia settentrionale, Bologna, CLUEB, 2023, p. 109, ISBN 978-88-31365-53-6.
- ↑ Irma Finzi Cantoni, anni 70; Vittorio Angelo Cantoni Mamiani Della Rovere, anni 43. - Giacomo Elia Modiano, anni 34; Mary Bardavid, anni 22; Carlo Elia Modiano, anni 32; Grazia Modiano, anni 26. - Carla Kleinberger Rakosi, anni 45; Tiberio Alexander Rakosi, anni 22. - Margherita Coen Penco, anni 56.
- ↑ M. Nozza, Hotel Meina. La prima strage di ebrei in Italia, Mondadori, Milano 1993.
- 1 2 Arona, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato l'11 febbraio 2024.
- ↑ Origini del nome e dello stemma della città di Arona, su aronanelweb.it. URL consultato l'11 febbraio 2024.
- ↑ Le misure sono state rilevate con esattezza durante il restauro concluso nel 1975 e diretto dall'ing. Carlo Ferrari Da Passano, direttore della Veneranda Fabbrica del Duomo, e riportate in "Immagini e presenze di San Carlo nella terra di Arona" - catalogo della mostra a cura di Adele Buratti Mazzotta, Gilberto Oneto, Antonio Torelli
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ↑ Popolazione residente per cittadinanza o paese di nascita, su demo.istat.it. URL consultato il 16 aprile 2026.
- ↑ Museo Mineralogico - Museo Regionale di Scienze Naturali, su mrsntorino.it. URL consultato il 6 aprile 2017.
- ↑ Home, su www.archeomuseo.it. URL consultato il 19 maggio 2023.
- ↑ Sito ufficiale Anagrafe delle Biblioteche Italiane (ABI) - Risultati ricerca, su anagrafe.iccu.sbn.it. URL consultato l'8 luglio 2016.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 http://amministratori.interno.it/
- ↑ Scheda Team: 65ers Arona - Federazione Italiana di American Football, su www.fidaf.org. URL consultato il 25 giugno 2023.
- ↑ Home, su www.aronabasket.it. URL consultato il 25 giugno 2023.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Giancarlo Andenna, Rocca di Arona, castelli di Dormelletto e di Mercurago, in Da Novara tutto intorno, Andar per castelli, Novara, Milvia, 1982, pp. 373-383. Ospitato su Calameo.
- Il Piemonte paese per Paese, Firenze, Bonechi, 1993
- Giacomo Fiori, Arona, cronache illustrate di una città, Oleggio C., Compagnia delle Rocca, 1997
- Giacomo Fiori, I trent'anni che cambiarono Arona. 1940-1970, Oleggio C., Compagnia delle Rocca, 1998 (20132)
- Giovanni Di Bella-Giacomo Fiori, Hospitalis Aronae, Verbania, Alberti, 1998
- Giacomo Fiori, Arona: itinerari e mete, Oleggio, EOS, 1998
- Giacomo Fiori, Cognomi dell'Aronese e del Vergante, Oleggio C., Compagnia delle Rocca, 1999 (20082)
- Giacomo Fiori, Arona da scoprire, Oleggio C., Compagnia delle Rocca, 2005 (20092)
- Giacomo Fiori (a cura di), La guerra sul lago: gli anni 1940-1945 ad Arona e dintorni, 2008
- Antonio di Campli (a cura di), Arona, strategie e pratiche del progetto urbanistico, Milano, Franco Angeli, 2009
- Giacomo Fiori, Il dopoguerra sul lago, Oleggio C., Compagnia delle Rocca, 2010
- Giacomo Fiori, Proverbi e modi di dire dialettali dell'Aronese, Oleggio C., Compagnia delle Rocca, 2010
- Giacomo Fiori, La città dei misteri: fatti storici inspiegati o inspiegabili avvenuti ad Arona dal Medioevo a oggi, Oleggio C., Compagnia delle Rocca, 2012
- Giacomo Fiori, Il dopoguerra sul lago, Oleggio C., Compagnia delle Rocca, 2010
- Giacomo Fiori, L'abate contro tutti. Monaci, chierici, signori, notai, artigiani, contadini e la lunga carriera di Francesco Borromeo nei processi in Arona durante il Primo Rinascimento, Oleggio C., Compagnia delle Rocca, 2017
- Approfondimenti
- Bandi politici della comunità di Arona, Torino, Chiara, 1831.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comune.arona.no.it.
- Arona, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Aróna, su sapere.it, De Agostini.
- (IT, DE, FR) Arona, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 158348211 · SBN MUSL000181 · LCCN (EN) n85277002 · GND (DE) 4235311-7 · J9U (EN, HE) 987007564712005171 |
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