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Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

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La battaglia di Maratona (in greco antico ἡ ἐν Μαραθῶνι μάχη?, he en Marathôni máche) fu combattuta nell'agosto o nel settembre 490 a.C. nell'ambito della prima guerra persiana e vide contrapposte le forze della polis di Atene, appoggiate da quelle di Platea e comandate dal polemarco Callimaco, a quelle dell'impero persiano, comandate dai generali Dati e Artaferne.

L'origine dello scontro va cercata nel supporto militare che le poleis greche di Atene ed Eretria avevano dato alle colonie elleniche della Ionia quando esse si erano ribellate all'impero. Deciso a punirle duramente, il re Dario I di Persia organizzò una spedizione militare che fu intrapresa nel 490 a.C.: sottomesse le isole Cicladi e raggiunta via mare l'isola di Eubea, i due comandanti sbarcarono un contingente che assediò e distrusse la città di Eretria; la flotta proseguì verso l'Attica, approdando in una piana costiera presso la città di Maratona. Saputo dello sbarco, le forze ateniesi insieme a un manipolo di opliti di Platea si affrettarono verso la piana con l'intento di bloccare l'avanzata del più numeroso esercito persiano. Una volta deciso di dare battaglia, gli Ateniesi riuscirono ad accerchiare il nemico che, preso dal panico, fuggì disordinatamente alle navi, decretando così la propria disfatta. Reimbarcatisi, i Persiani circumnavigarono Capo Sunio progettando di portare l'attacco direttamente alla sguarnita Atene, ma l'esercito ateniese guidato dallo stratego Milziade, precipitandosi verso la città a marce forzate, poté sventare lo sbarco persiano sulla costa presso il Pireo. Fallita la sorpresa, gli aggressori tornarono in Asia Minore coi prigionieri catturati a Eretria.

La battaglia di Maratona è famosa anche per la leggenda dell'emerodromo Fidippide che, secondo Luciano di Samosata, avrebbe corso ininterrottamente da Maratona ad Atene per annunciare la vittoria e, giuntovi, sarebbe morto per lo sforzo. Pur trattandosi di una commistione di più storie antiche, il mito di tale impresa è resistito nei secoli fino a ispirare l'ideazione della gara podistica della maratona, che nel 1896 fu introdotta nel programma ufficiale della prima edizione dei giochi olimpici moderni tenutisi ad Atene.

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Voci di qualità

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Il Roma è stata una nave da battaglia della Regia Marina, terza e ultima unità entrata in servizio della classe Littorio: rappresentò il meglio della produzione navale bellica italiana della seconda guerra mondiale. Costruita dai Cantieri Riuniti dell'Adriatico e consegnata alla Regia Marina il 14 giugno 1942, fu danneggiata da un bombardamento aereo statunitense quasi un anno dopo mentre era alla fonda a La Spezia, subendo in seguito altri danni che la costrinsero a tornare operativa solamente il 13 agosto 1943. L'8 settembre 1943 divenne nave ammiraglia della flotta da battaglia italiana, imbarcando il comandante ammiraglio Carlo Bergamini e il suo stato maggiore.

A seguito dell'armistizio dell'Italia, al Roma venne ordinato, assieme ad altre navi militari, di raggiungere l'isola sarda della Maddalena, come concordato con gli Alleati. La squadra navale italiana, tuttavia, fu attaccata da alcuni bombardieri tedeschi che, servendosi delle bombe radioguidate plananti Ruhrstahl SD 1400, affondarono la corazzata il 9 settembre 1943, provocando 1393 vittime tra cui lo stesso ammiraglio Bergamini. Nei suoi quindici mesi di servizio il Roma percorse 2 492 miglia in venti uscite in mare, senza partecipare a scontri navali, consumando 3 320 tonnellate di combustibile, rimanendo fuori servizio per riparazioni per 63 giorni.

Il 28 giugno 2012, dopo decenni di ricerche, il relitto della corazzata è stato rinvenuto a 1000 metri di profondità e a 16 miglia dalla costa nel golfo dell'Asinara.

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Lo sapevi che...

Katsudō shashin (活動写真? lett. "Immagini in movimento") è un frammento di pellicola animata, considerato la più antica opera di animazione giapponese sopravvissuta.

Di autore ignoto, esso è stato presumibilmente realizzato nel 1907. L'animazione ha una durata di tre secondi e ha per protagonista un ragazzo vestito con un'uniforme da marinaio che scrive su una lavagna «Katsudō shashin». I disegni sono stati apposti direttamente sulla celluloide con la tecnica dello stencil, fotogramma per fotogramma, impiegando inchiostro rosso e nero; la pellicola era inoltre chiusa ad anello, per la riproduzione continua (in loop). L'opera è altresì chiamata Frammento Matsumoto, dal nome del ricercatore Natsuki Matsumoto, che la riscoprì all'interno di una collezione privata di film e proiettori a Kyoto, agli inizi del XXI secolo.

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Ricorrenze del 1º giugno

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Alanis Morissette

Nati...

...e morti

In questo giorno accadde...

Ricorre oggi: la Chiesa cattolica celebra la memoria dei santi Giustino, Annibale Maria Di Francia e Simeone di Siracusa.

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Nelle altre lingue

Di seguito sono elencate le 10 versioni maggiori di Wikipedia (per numero di voci, non necessariamente per qualità o dimensioni totali) e una selezione casuale di altre edizioni con un numero minore di voci:

Le 10 maggiori (al 1 giugno 2026): English (inglese) (7 189 316) · Binisaya (cebuano) (6 115 347) · Deutsch (tedesco) (3 125 978) · Français (francese) (2 761 175) · Svenska (svedese) (2 626 006) · Nederlands (olandese) (2 220 085) · Español (spagnolo) (2 116 623) · Русский (russo) (2 103 398) · Italiano (1 971 691) · Polski (polacco) (1 697 018)

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Lavori in corso

È in corso il Festival delle fonti

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Dagli altri progetti

Questa settimana la voce da tradurre è:

(versione in italiano: Umuganda)

L'oscurità è generosa, è paziente, e vince sempre... ma al centro della sua forza sta la sua debolezza: una candela è sufficiente a fermarla. L'amore è più di una candela. L'amore può accendere le stelle.
Matthew Stover

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Il centro storico di Firenze al tramonto, fotografato dal piazzale Michelangelo. Al centro del panorama, spiccano Palazzo Vecchio e la cattedrale di Santa Maria del Fiore, con il campanile di Giotto e la cupola del Brunelleschi. Sulla sinistra, il Ponte Vecchio scavalca l'Arno. Piazzale Michelangelo è un piazzale situato nella zona collinare oltrarno. Rappresenta forse il più celebre punto di osservazione panoramico cittadino, riprodotto in innumerevoli cartoline e tra le mete più ambite dai turisti in visita della città. Piazzale Michelangelo fu realizzato dal 1869 su disegno dell'architetto Giuseppe Poggi su una collina appena a sud del centro storico, a completamento dei lavori di riqualificazione della riva sinistra dell'Arno. In quegli anni, infatti, Firenze era capitale d'Italia e tutta la città era impegnata in un rinnovamento urbanistico, il cosiddetto Risanamento, ovvero la rinascita borghese della città.

Machu Picchu

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È un sito archeologico Inca situato in Perù. Vista nell'immaginario collettivo come i resti di un'antica e fascinosa città perduta, la località è universalmente conosciuta sia per le imponenti e originali rovine, sia per l'impressionante vista che si ha sulla valle sottostante. Annoverato tra i patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, il sito è stato eletto tra le sette meraviglie del mondo moderno. È il terzo sito archeologico più grande del mondo dopo gli scavi di Pompei e Ostia Antica. L'area edificata del sito è di 530 metri di lunghezza per 200 di larghezza, disposta su almeno 172 livelli. Il complesso è diviso in due grandi zone facilmente individuabili: la zona agricola, formata dall'insieme delle terrazze per la coltivazione, ubicata a sud, e la zona urbana, dove vivevano gli occupanti e dove si svilupparono le principali attività civili e religiose. Le parti sono separate da un muro, un fosso e una scalinata, che corrono paralleli alla costa est della montagna.