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Siberian husky

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Siberian Husky
BERJAYA
Classificazione FCI - n. 270
Gruppo5 Cani tipo Spitz e tipo primitivo
Sezione1 Cani nordici da slitta
Standard n.270 del 15/9/2021 (en )
Nome originaleSiberian Husky
TipoCane nordico da slitta
Prova di lavoroSenza prova di lavoro
OrigineAlaska (USA)
Altezza al garreseMaschio: 53.5 - 60 cm
Femmina: 50.5 - 56 cm
Peso idealeMaschio: 20.5 - 28 kg
Femmina: 15.5 - 23 kg
Razze canine

Il Siberian Husky è un cane di taglia media di lontana origine siberiana. È una razza da lavoro, anche se è diventato un cane da compagnia[1] piuttosto diffuso.

Il Siberian Husky è stato selezionato nella sua forma moderna negli Stati Uniti d'America a partire da cani originari della Siberia, dove era stato allevato per secoli dai popoli della Siberia Orientale (tra cui, i più noti, i Ciukci) per il traino delle slitte.

Agli inizi del Novecento il mercante di pellicce William Goosak importò in Alaska degli esemplari provenienti da una tribù Ciukci, al fine di competere nelle corse di cani da slitta locali. Le dimensioni contenute che caratterizzavano quei cani fecero loro guadagnare il sardonico appellativo di "siberian rats" ("ratti siberiani"), ma la loro squadra guadagnò il terzo posto nella All Alaska Sweepstakes del 1909 destando stupore generale e un rinnovato interesse grazie all'inaspettata qualità performance che si rivelò, nonostante il piazzamento, superiore alle aspettative e a quella degli avversari.

Negli anni successivi i cani di provenienza siberiana ottennero numerosi successi nelle remunerative corse con i cani da slitta grazie ad appassionati e musher come Fox Maule Ramsay e John "Iron Man" Johnson.

Nel 1912 l'esploratore Roald Amundsen progettò di impiegarli per una spedizione al Polo Nord. Degli esemplari accuratamente selezionati furono affidati all'addestramento e allenamento di Leonhard Seppala, ma lo scoppio della prima guerra mondiale causò l'abbandono del progetto e i cani rimasero a Seppala.

BERJAYA
Seppala con la sua squadra al Ruby Derby, 1916. Compaiono alcuni dei suoi cani più importanti, di cui i più noti: Scotty e Russky (davanti), Lucky Sweed e Sepp.

Seppala con le sue mute di siberiani vinse comunque numerose gare sul territorio, tra cui le ultime tre edizioni della Sweepstakes (1915, 1916 e 1917), prima che l'ingresso degli Stati Uniti nel conflitto mondiale decretasse la fine della competizione.[2]

L’episodio che contribuì alla definitiva consacrazione di questa razza risale al gennaio 1925 quando un'epidemia di difterite colpì la città di Nome. Le proibitive condizioni climatiche obbligarono all'organizzazione di una staffetta di slitte trainate da cani, tra i cui partecipanti figuravano anche dei Siberian Husky.[2] Questa eccezionale impresa è passata alla storia come "corsa del siero" rendendo celebri le figure di Balto e di Leonhard Seppala e Togo

Oggi la corsa di cani da slitta Iditarod si ispira alla vicenda e ripercorre tutta la strada che seguì l'antitossina, da Anchorage a Nome, attraversando le stesse tappe dell'epoca.

Nel 1930 il Siberian Husky viene riconosciuto come razza ufficiale dall'American Kennel Club e nell'aprile del 1932 è pubblicato, sull'American Kennel Gazette, il primo standard della razza.

Tutti gli husky registrati ad oggi vantano origini riconducibili al kennel di Seppala e Ricker o a quello di Wheeler, un altro musher plurivincitore, i cui cani provenivano a loro volta dall'allevamento Seppala-Ricker.[2]

Aspetto fisico e caratteristiche

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BERJAYA

Pur essendo un cane da tiro, possiede una struttura agile e ben proporzionata.

Ha un cranio leggermente arrotondato alla sommità che, insieme al muso che si restringe verso il tartufo, contribuisce a far risaltare il suo aspetto lupino. Gli occhi a mandorla, leggermente obliqui, possono essere marroni, ambra, azzurri o eterocromi (un occhio di un colore e uno di un altro o due colori nello stesso occhio). Le orecchie, portate erette e vicine tra loro, sono di grandezza media, spesse e ben fornite di pelo, per sopportare meglio le temperature polari tipiche del loro ambiente di origine.

Gli arti sono muscolosi e bene in appiombo, mai corti. Il corpo è compatto anche se non deve mai dare l'impressione di essere troppo raccolto ed il torace non è eccessivamente ampio e profondo. Il torace che scende al di sotto dei gomiti è un difetto importante.

La coda, detta coda di volpe, è portata a scimitarra e non deve arrotolarsi sul dorso o sul fianco.

Il pelo è doppio e di lunghezza media, mai così lungo da nascondere il profilo del cane. Nonostante il folto pelo, gli husky non soffrono il caldo più delle altre razze rustiche perché il loro manto non solo li protegge dal freddo, ma funge da termoregolatore adeguandosi molto bene alle stagioni grazie alla muta stagionale.

Le due parti che compongono il mantello della razza sono caratterizzate da uno strato folto e lanoso alla base (il sottopelo), e uno strato un po' più lungo, rigido e più diradato (pelo di guardia). Questa caratteristica gli consente di avere una "straordinaria" protezione termica che evita la formazione del ghiaccio sul pelo (che in ambiente polare porterebbe l'animale a una morte certa) e la penetrazione dell'umidità. Per il suo impiego nei territori artici il pelo del Siberian non potrà quindi mai essere lungo, poiché permetterebbe al gelo di solidificarsi addosso all'animale e lo farebbe morire di ipotermia.

Il muso del Siberian Husky deve avere un rapporto 1:1 con il cranio, cioè la distanza tra l'occipite e lo stop deve essere uguale a quella tra lo stop e la punta del tartufo. Non deve mai essere rozzo, troppo pesante, troppo fine o troppo a punta. Inoltre, contrariamente a quanto affermato da pochi giudici di gara, che ne contestano la presenza, il Siberian Husky può presentare una striatura rosa in mezzo al tartufo, nota come cosiddetto tartufo da neve, senza che questo precluda lo standard di razza.

Il cane di questa razza definito più bello del mondo nel 2025 si chiama Keef, ed è italiano.[3]

La sua natura mite e gioviale lo porta ad essere generalmente ben disposto verso i cani ed il proprio nucleo familiare. Nei confronti di persone estranee è tipico riscontrare indifferenza o riservatezza, ma normalmente non paura e mai aggressività. I bassi livelli di aggressività la rendono una razza generalmente sicura e potenzialmente adeguata alla convivenza con i bambini.

Nonostante l'indole amichevole, non è banale da gestire e ha un forte istinto predatorio.[4] Tuttavia, con il giusto approccio, che ben si allontana dal classico addestramento impersonale, può essere educato sapendosi rivelare un compagno piacevole ed intrigante.

BERJAYA
Siberian Husky marrone chiaro con occhi azzurri

L'Husky è famoso per le sue capacità vocali e comunicative: infatti è capace di compiere una grande quantità di suoni e vocalizzi che gli conferiscono la fama di "chiacchierone", anche se, in realtà, è generalmente poco rumoroso. La maggior parte di loro non sa abbaiare.

Per i suoi tratti caratteriali ed etologici, il Siberian Husky tende a trovarsi un determinato ruolo sociale all'interno della famiglia poiché la considera quasi come fosse un branco. Per questo, un husky tenderà a riferirsi solo a coloro che riterrà essere gerarchicamente superiore, mentre con gli altri sarà un po' meno "rispettoso". Il corretto approccio per l'educazione è una gestione autorevole, cioè fermezza nelle regole e gestione delle risorse, ma senza coazione. L'attitudine della razza a contestare le decisioni di coloro che non ritengono gerarchicamente superiori ha diffuso l'idea che si tratti di un cane testardo e indipendente. In realtà è estremamente legato al proprio padrone, ma questo deve essere in grado di infondergli quella sicurezza e stabilità tipica dei "capobranco", altrimenti l'husky non riuscirà a fidarsi di ciò che gli verrà chiesto. Bisogna, pertanto, costruire una solida relazione e gestione, e mantenerle quotidianamente.

Anche per questo motivo è un cane che tende a riconoscere un solo padrone (quelli che gli inglesi chiamano "one-man dogs")

Ha una grande energia che può essere soddisfatta impiegandolo in sport di traino o in lunghe passeggiate e corse in mezzo alla natura.

La bassa tempra, la bassa aggressività, l'assenza di territorialità fanno di lui un pessimo guardiano che, al più, potrà abbaiare con una timida diffidenza all'arrivo di un estraneo.

Una delle sue motivazioni più forti, che derivano dal ruolo funzionale per cui è stato originariamente selezionato, è l'esplorazione, cosa che lo spinge a cercare modi per evadere e a rendere più difficoltoso il richiamo. Tuttavia, un husky appagato, non sentirà la stessa smania di uscire e si rivelerà un buon collaboratore.

Un altro tratto caratterizzante la razza è una spiccata e vivace intelligenza che li aiuta nell'ingegno e nel problem solving.

La personalità dell'husky fa di lui un compagno di vita gradevole e un lavoratore pieno di buona volontà.

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Un husky con eterocromia

Nell'immaginario comune il pelo dell'husky è di colore bianco, nero o marroncino, ma i conoscitori di questa razza sanno che l'husky è una delle razze con maggiore quantità di colori diversi, classificabili in quattro gruppi: neri, grigi, rossi e bianchi. Gli husky neri possono andare dai comuni "nero e bianco" ai "black and tan" (nero focato), husky in cui le focature mantengono la classica sfumatura beige o fulva anziché bianca, passando per i poco conosciuti "principalmente nero" che, come dice il nome, sono da gran parte a quasi completamente neri. Gli husky grigi sono quelli che hanno la maggior varietà di sfumature, anche perché ogni tonalità è conferita dall’intensità della feomelanina che può variare dal bianco, al beige finanche, meno comunemente, al giallo o fulvo. Tra questi riconosciamo il “grigio comune” e la sua sfumatura più chiara "argento” le cui differenze non sono mai nette e prevalentemente definite dall’intensità della sfumatura della feomelanina; comprendono anche il "grigio lupo", dall’aspetto complessivo più brunastro conferito dalla feomelanina di tonalità più scura e una maschera ben definita, e il famoso “agouti”. Tra gli husky rossi (che in realtà sono marroni) troviamo i "rosso chiaro" e gli husky color rame, detti comunemente "copper". Gli Husky bianchi presentano un manto tutto bianco che può essere di una tonalità molto lumiosa (bianco puro) o assumere sfumature crema (bianco isabella). Molti credono erroneamente che gli husky bianchi siano albini, in realtà il loro pelo è di un rosso (feomelanina) estremamente diluito.

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Un husky fulvo carbonato, noto anche come sable carbonato. Da notare la differenza tra questo colore, vero rosso, e il falso rosso (marrone).

Il pelo degli husky può anche caratterizzarsi secondo il modo in cui è distribuito il colore: esistono il “piebald", cioè Husky[5] bianchi con poche macchie di colore sul capo e sul corpo; lo "splash coat" con macchie diffuse, un po' come se della vernice fosse caduta e avesse tinto il cane; e "saddle backs", ovvero gli husky con la "sella": una macchia più scura sul dorso, somigliante, appunto, a una sella. Tra i meno conosciuti vi è il "sable" che, però, è un modello di colore vero e proprio e non una disposizione. Questo colore comprende gli husky dal manto biondo e gli husky dal manto carbonato (color zibellino). La componente fulva di questo mantello può talvolta risultare diluito a bianco. A volte vengono definiti sable degli husky grigi dalla sfumatura più rossiccia, ma in realtà si tratta di un errore perché questo colore è definito da un preciso modello genetico e di sviluppo del pigmento e non descrive in alcun modo alcun tipo dI sfumatura.

Lo standard della razza riconosce comunque tutte le colorazioni dell'animale, senza precluderne una tonalità piuttosto che un'altra. Gli unici colori non ammessi sono il merle ed il tigrato perché sono segnali inequivocabili di meticciamento.

Leggende metropolitane

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Sono diffuse alcune convinzioni, figlie della moda e del commercio, che non fanno fede alla reale natura della razza. La convinzione che l'esemplare puro debba avere gli occhi di colore azzurro non è corretta: non è correlata infatti allo standard di razza una particolare colorazione oculare, che può essere azzurra, marrone o con occhi di colore diverso.[6] Questa leggenda metropolitana nasce e si consolida negli anni '90, periodo in cui l'husky ha vissuto il suo più grande boom in Italia.

Sulla presunta fuga di esemplari di questa razza si può dire che l'husky è un cane che ama coprire il territorio come i suoi antenati, ossia in branco. Esso si allontana per perlustrare, non fugge. È un cane che risponde al richiamo, ma ha bisogno della relazione con un padrone che gli infonda sicurezza e gli dimostri coerenza.

Convinzione errata è inoltre che il cane, avendo origini artiche, possa soffrire i climi temperati: il Siberian Husky non soffre il caldo più di qualsiasi cane di razze rustiche, tipo il maremmano abruzzese o il cane da pastore tedesco; infatti il suo doppio pelo va incontro a muta stagionale ed è un ottimo termoregolatore; necessita comunque, come qualsiasi cane, di avere accesso a zone d'ombra per evitare che si surriscaldi.

Il Pomsky è un cane meticcio derivante dall'incrocio di Siberian Husky e Pomerania.[7], il cui nome dell'ibrido viene dalla combinazione di quelli delle due razze. Il Pomsky è un cane da compagnia.

L’Apuasky è un cane meticcio derivante da pastore Apuano ed Siberian Husky. Le colorazioni sono quelle dell’Husky con molti esemplari Blue Merle.[8]

Gli appassionati di sleddog, ovvero delle gare tra slitte trainate dai cani, hanno incrociato il Siberian Husky e le altre razze nordiche tradizionali con razze meno resistenti al freddo, ma più veloci nella breve distanza, in particolar modo e pointer e levrieri. Questa selezione ha dato luce a incroci funzionali creati appositamente per la corsa su distanze brevi e che rientrano nella grande famiglia canina degli alaskan husky anche se, questi nello specifico, sono di origine molto più recente rispetto agli alaskan husky tradizionali che invece derivano da incroci con cani autoctoni dell’Alaska durante la fine del 1800. Nonostante diverse richieste siano pervenute alla Federazione cinofila internazionale, ad oggi l'Alaskan husky rimane una varietà di cani da slitta non riconosciuta come razza, nonostante rappresenti una popolazione canina in tutto e per tutto geneticamente strutturata e riconoscibile.


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La statua di Balto a Central Park (New York). Anche se Balto non era un siberian husky, viene spesso associato a questa razza.

Gli husky sono stati protagonisti di diversi media:

  1. Standard di razza del Siberian Husky (PDF), su enci.it. URL consultato il 27 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2012).
  2. 1 2 3 The Siberian Husky: A Brief History of the Breed in America, su shca.org, Siberian Husky Club of America, 2009. URL consultato il 7 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale l'11 novembre 2020).
  3. Animali: notizie e curiosità dal mondo degli animali | Corriere.it, su Corriere della Sera. URL consultato il 9 aprile 2025.
  4. Eredità e comportamento: differenziazione comportamentale della specie Canis Familiaris nel corso della selezione dei diversi raggruppamenti razziali (PDF), su veterinario.it (archiviato dall'url originale il 9 maggio 2009).
  5. Piebald Husky, su nuvolacloud.altervista.org. URL consultato il 19 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 1º febbraio 2014).
  6. Taigra, alla ricerca del Siberian Husky: False credenze sul Siberian Husky, su alla ricerca del Siberian Husky, giovedì 23 giugno 2011. URL consultato il 4 aprile 2025.
  7. E’ un cane Husky o una volpe? Così Mya il Pomsky ha conquistato il web, su lastampa.it, La Stampa. URL consultato il 2 marzo 2021 (archiviato il 21 gennaio 2022).
  8. Cane da Pastore delle Alpi Apuane - Quattrozampe, su quattrozampe.online, 22 marzo 2024. URL consultato il 16 febbraio 2025.

Voci correlate

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