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Noël Leslie

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BERJAYA
La contessa di Rothes

Lucy Noël Martha Leslie, contessa di Rothes, nata Dyer-Edwardes (Kensington, 25 dicembre 1878Hove, 12 settembre 1956), è stata una filantropa, socialite e infermiera britannica, nota per essere sopravvissuta al naufragio del Titanic.[1]

Fu a lungo una figura popolare della società londinese, nota per la sua bellezza, la vivacità caratteriale e l'impegno nell'organizzazione di eventi mondani patrocinati dalla famiglia reale britannica e dall'aristocrazia.[2][3]

Fu a lungo impegnata in attività benefiche nel Regno Unito, collaborando in particolare con la Croce Rossa nella raccolta fondi e come infermiera presso il Coulter Hospital di Londra durante la prima guerra mondiale.[4]

Nata il giorno di Natale del 1878 nella residenza londinese dei genitori a Kensington, Noël era figlia unica di Thomas e Clementina Dyer-Edwardes. Sua nonna materna era Lucy Sale-Barker, scrittrice di libri per bambini. Crebbe tra le residenze familiari di Prinknash Park nel Gloucestershire, il castello di Retival in Normandia e la casa londinese di Kensington.[5]

Il 19 aprile 1900 sposò Norman Leslie, XIX conte di Rothes presso la chiesa di St Mary Abbots a Kensington.[6]

Dopo il matrimonio la coppia visse inizialmente in Inghilterra, trasferendosi nel 1904 nella residenza scozzese di famiglia, Leslie House, nel Fife.[2]

Lord e Lady Rothes partecipavano attivamente alla vita mondana britannica e condividevano interessi sportivi come la caccia e il cricket. Noël appariva frequentemente sulle riviste illustrate dell'epoca.[7] La coppia ebbe due figli: Malcolm Leslie, XX conte di Rothes (1902-1975) e John Wayland Leslie (1909-1991).

Attività filantropica e politica

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La contessa di Rothes divenne nota per il suo vasto impegno filantropico in Inghilterra e Scozia. Collaborò con il Royal Caledonian Ball, il Queen Victoria School, il Chelsea Hospital for Women e numerose associazioni benefiche britanniche.[8]

Nel 1911 iniziò la sua lunga collaborazione con la Croce Rossa, fondando una sezione a Leslie e finanziando tre ambulanze. Ricevette anche una formazione infermieristica personale.[9]

Durante la prima guerra mondiale trasformò una parte di Leslie House in ospedale militare e lavorò successivamente come infermiera presso il Coulter Hospital di Londra, dove assistette anche il marito dopo il suo ferimento al fronte nel 1916.[4] Politicamente fu attiva nei movimenti conservatori favorevoli al suffragio femminile, aderendo alla Women's Unionist Association.

Il disastro del Titanic

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Noël Leslie è ricordata soprattutto per la sua condotta ammirevole durante il naufragio del Titanic nel 1912. Salì a bordo a Southampton il 10 aprile insieme ai genitori Thomas e Clementina Dyer-Edwardes, alla cugina Gladys Cherry e alla domestica Roberta Maioni.[10] I genitori sbarcarono a Cherbourg, in Francia, mentre Noël proseguì verso New York.

La notte del 14 aprile 1912, dopo la collisione con l'iceberg, Noël e Gladys Cherry furono svegliate dall'impatto e raggiunsero il ponte, dove il comandante Edward Smith ordinò loro di indossare i giubbotti salvagente.[11]

Noël, Gladys e la cameriera furono salvate sulla lancia di salvataggio numero 8, governata dal marinaio Thomas William Jones. Secondo le testimonianze, la contessa prese il timone dell'imbarcazione, aiutando poi anche a remare verso la nave di soccorso Carpathia e incoraggiando gli altri superstiti con calma e determinazione.[12] Durante la notte aiutò inoltre a confortare altri passeggeri, tra cui la giovane spagnola María Josefa Peñasco y Castellana, rimasta vedova nel naufragio.

Una volta salita a bordo del Carpathia, si dedicò all'assistenza delle donne e dei bambini di terza classe sopravvissuti al disastro.[13]

La stampa britannica la soprannominò the plucky little countess ("la piccola contessa coraggiosa"), ma Noël minimizzò sempre il proprio ruolo, attribuendo il merito principale al marinaio Thomas Jones.[14]

In segno di riconoscenza regalò a Jones un orologio d'argento inciso. I due mantennero una corrispondenza fino alla morte della contessa.[15]

Secondo matrimonio e ultimi anni

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Dopo la morte del marito Norman Leslie nel marzo 1927, Noël si risposò il 22 dicembre dello stesso anno con il colonnello Claud Macfie presso il tribunale di Chelsea. Conservò comunque il titolo di contessa di Rothes. La coppia visse principalmente tra Hove e la residenza di Fayre Court, nel Gloucestershire.

Negli ultimi anni della sua vita Noël fu intervistata dallo scrittore Walter Lord per il suo libro A Night to Remember, dedicato al disastro del Titanic.

Morì a Hove il 12 settembre 1956 dopo una lunga malattia cardiaca.[16] Fu sepolta accanto al primo marito nella tomba della famiglia Leslie presso Christ's Kirk on the Green Churchyard a Leslie, nel Fife.

Nella cultura di massa

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La contessa di Rothes è apparsa in diverse produzioni dedicate al naufragio del Titanic. Fu interpretata da Kate Howard in S.O.S. Titanic (1979), da Rochelle Rose nel pluripremiato Titanic di James Cameron (1997), da Pandora Colin nella miniserie Titanic (2012) e da Daina Griffith in Unsinkable (2024).

  1. (EN) The New York Times, 20 aprile 1912.
  2. 1 2 (EN) The Bystander, Londra, 27 novembre 1907, p. 408.
  3. (EN) The Times, 13 giugno 1911, p. 12.
  4. 1 2 (EN) Tatler, Londra, 24 luglio 1918, p. 95.
  5. (EN) The Sketch, Londra, 20 dicembre 1916, p. 243.
  6. (EN) The Sketch, Londra, 25 aprile 1900, p. 8.
  7. (EN) Tatler, Londra, 28 settembre 1910.
  8. (EN) The Times, 11 settembre 1922.
  9. (EN) Randy Bryan Bigham, A Matter of Course: The Story of Noelle Rothes, Titanic's "Plucky Little Countess", su Encyclopedia Titanica.
  10. (EN) New York Herald, 10 aprile 1912, p. 3.
  11. (EN) New York Herald, 22 aprile 1912, p. 1.
  12. (EN) Hugh Brewster, Gilded Lives, Fatal Voyage, New York, Crown Publishers, 2012, pp. 217-218, ISBN 978-0-307-98470-8.
  13. (EN) Stanley Lehrer e Beverly McMillan, Titanic: Fortune & Fate, New York, Simon & Schuster, 1998, p. 96, ISBN 0-684-85710-3.
  14. (EN) Daily Sketch, Londra, 30 aprile 1912.
  15. (EN) Hugh Brewster, Gilded Lives, Fatal Voyage, New York, Crown Publishers, 2012, p. 288, ISBN 978-0-307-98470-8.
  16. (EN) June Lewis-Jones, Around Fairford: Through Time, Gloucestershire, Amberley Publishing, 2011, p. 37, ISBN 978-1-84868-951-0.

Collegamenti esterni

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