Nonno di Panopoli
Nonno di Panopoli (in greco antico Νόννος?, Nónnos; Panopoli, ... – ...; fl. V secolo) è stato un poeta greco antico, che visse probabilmente attorno alla prima metà del V secolo.[1]
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Nato a Panopoli, in Egitto, è universalmente riconosciuto come l'ultimo poeta epico della letteratura greca. Sembrerebbe, dall'elogio che fa di Berito (l'odierna Beirut) negli ultimi libri del suo poema maggiore, che avesse studiato in quella città o quantomeno soggiornato a lungo[2], così come ad Alessandria, visto il riferimento al Faro di Alessandria nel proemio del suo poema, di cui dice che è "vicino"[3].
Non è noto se sia stato pagano di nascita e si sia poi convertito alla religione cristiana in età matura, o se, al contrario, da cristiano abbia scelto di diventare pagano[4]; l'ipotesi di una conversione, comunque, non poggia su basi certe, ma è semplicemente un'assunzione dal fatto che scrisse un testo come la Parafrasi del Vangelo di Giovanni e uno di matrice pagana come le Dionisiache.
Opere
[modifica | modifica wikitesto]Dionisiache
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Il capolavoro di Nonno è le Dionisiache (in greco antico Διονυσιακά?, Dionysiaká; in latino Dionysiacorum), poema in 48 libri di versi esametri[5]. Si tratta di uno dei più lunghi poemi epici della letteratura mondiale, con un totale di più di 20.000 versi. Fu stampato ad Anversanel 1569, per cura di Gerhard Falkenburg. In seguito venne tradotto in latino da Eilhard Lubin, professore presso l'Università di Rostock, e fu ristampata nel 1610 ad Hanau.
Narra della vittoriosa spedizione del dio Dioniso in India contro il re Deriade. I primi libri iniziano con il lungo racconto della nascita del dio e della sua giovinezza (libri I-XII). Dopo aver compiuto molte eroiche imprese (libri XIII-XL), tra cui la punizione di Penteo, Dioniso ascende all'Olimpo (libri XL-XLVIII). Qui termina il poema, che è una esaltazione della figura di Dioniso e delle sue gesta.
Secondo gli studi più accreditati[6], il poema si presenta come un insieme di episodi indipendenti, che si susseguono in modo dinamico. Fino alla metà del Novecento è resistito il luogo comune, oggi generalmente abbandonato, che accusava il poeta di non possedere la misura e l'armonia che appartenevano ai classici[7]. Un pathos particolare avvolge tutta l'opera e, come la vicenda è ricca di episodi che suscitano molte emozioni, così la lingua richiama numerosi poeti classici: da Omero, ai lirici, ai tragici, ai poeti ellenistici.
In effetti, nei lunghi brani narrativi in cui Nonno tratta soggetti non omerici, come gli amori del dio, lo stile si stacca da Omero e riecheggia soprattutto lirici e tragici. In generale, comunque, la narrazione presenta una sensualità allusiva che si differenzia dall'epos classico, e che si apprezza già nel proemio:
mentre si unisce alla vostra danza (...),
perché appaia nella varietà dei suoi aspetti:
un inno variegato io voglio intonare.»
All'esuberanza stilistica e contenutistica delle Dionisiache si sarebbe ispirato Giovan Battista Marino per il suo L'Adone, traendone il singolare gusto per le ecfrasi e l'esagerazione.
Parafrasi del Vangelo di Giovanni
[modifica | modifica wikitesto]Nonno scrisse un'altra opera in esametri, la Parafrasi del Vangelo di Giovanni in oltre 3.500 versi[8]. La prima edizione moderna è quella di Aldo Manuzio, uscita a Venezia nel 1501. Poi il poema fu tradotto in latino da Cristoforo Hodendorph, Giovanni Bordet, Nicolas Abram ed Erardo Edeneck[5].
Qui, pur seguendo fedelmente il testo originale, si ritrova l'elemento tipico del suo stile, la rappresentazione dinamica della vicenda in continuo movimento. In uno stile non meno barocco di quello impiegato nel suo poema maggiore (rispetto al quale la Parafrasi sarebbe stata scritta in parallelo, come mostrerebbe l'uguaglianza di stile), il poeta riscrive con vigore, spesso con iperboli e deviazioni ecfrastiche, la vicenda narrata nel vangelo di Giovanni[9].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ La Nascita del Metodo, Springer Milan, 2009, pp. 89-98, ISBN 978-88-470-1371-1. URL consultato il 25 maggio 2022.
- ↑ In effetti, pare che il suo nome sia di origine siriana o palestinese.
- ↑ Dionisiache, I 13: "presso la vicina isola di Faro".
- ↑ Roberto Calasso, Le nozze di Cadmo e Armonia, Milano, Adelphi, 1995, p. 369, ISBN 978-88-459-0814-9.
- 1 2 Charles-Louis Richard, Biblioteca sacra ovvero Dizionario universale delle scienze ecclesiastiche... per la prima volta ... tradotta ed ampliata da una società di ecclesiastici, Ranieri Fanfani, 1836. URL consultato il 12 novembre 2019.
- ↑ G. D'Ippolito, Studi nonniani. L'epillio nelle Dionisiache, Napoli 1964, passim.
- ↑ In base a tale rivalutazione, nel 2007 nell'ambito del Festival Internazionale di Villa Adriana è stata rappresentata una versione teatrale delle Dionisiache, per la regia di Giorgio Barberio Corsetti, drammaturgia dello stesso e di Raquel Silva; trasmesso su Rai 2 in Palcoscenico il 15 luglio 2007.
- ↑ B. M. W. Knox, L'epilogo, in Letteratura Greca Cambridge, Milano 2007, vol. 2, pp. 534-535.
- ↑ D. Gigli Piccardi, Dioniso e Gesù Cristo in Nonno, in "Sileno", n. 19 (1984), pp. 219-256.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Nonno di Panopoli, Parafrasi del Vangelo di San Giovanni, Città Nuova, 2021
- Nonno di Panopoli, Le dionisiache, testo greco a fronte (in 4 voll.) a cura di Daria Gigli Piccardi, Fabrizio Gonnelli, Gianfranco Agosti, Domenico Accorinti, Milano, 2004.
- I. Negrisoli, Studio critico intorno alle Dionisiache di Nonno Panopolita, Roma, 1903.
- H. White, Studies in late Greek epic poetry, New York, 1987.
- P. Nizzola, Ermes come connettore narrativo nelle Dionisiache di Nonno. Testo e macrotesto, ACME Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Milano, volume LXIII, fascicolo II, 2010.
- P. Nizzola, Testo e macrotesto nelle Dionisiache di Nonno di Panopoli, Reggio Calabria, Leonida Edizioni, 2012.
- D. Accorinti (curatore), Brill's Companion to Nonnus of Panopolis, Leiden e Boston, 2016.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Angelo Taccone, NONNO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
- Nònno di Panòpoli, su sapere.it, De Agostini.
- (EN) Nonnus, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Opere di Nonno di Panopoli, su MLOL, Horizons Unlimited.
- (EN) Opere di Nonno di Panopoli, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Nonno di Panopoli, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 34461071 · ISNI (EN) 0000 0001 1617 5655 · SBN CFIV087000 · BAV 495/17235 · CERL cnp00395993 · LCCN (EN) n81094864 · GND (DE) 118588540 · BNE (ES) XX1166172 (data) · BNF (FR) cb119178379 (data) · J9U (EN, HE) 987007266047905171 · NSK (HR) 981005796673609366 · CONOR.SI (SL) 70493539 |
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