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James Nachtwey

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BERJAYA
James Nachtwey nel 2019.

James Nachtwey (Syracuse, 14 marzo 1948) è un fotoreporter e fotografo statunitense specializzato nella documentazione di guerre, crisi umanitarie e ingiustizie sociali.

Attivo dalla fine degli anni Settanta, ha realizzato reportage in numerosi conflitti e catastrofi internazionali, tra cui El Salvador, Rwanda, Bosnia, Afghanistan e Iraq. Il suo lavoro è caratterizzato da un approccio umanista e da una forte attenzione alle conseguenze umane della violenza e delle crisi globali. È stato definito “uno dei più grandi fotografi di guerra di tutti i tempi” dal programma 60 Minutes[1] ed è considerato da molti critici uno dei più influenti fotografi di conflitto della fine del XX secolo.[2]

James Nachtwey è nato a Syracuse, stato di New York, nel 1948 ed è cresciuto nel Massachusetts. Ha frequentato il Dartmouth College dal 1966 al 1970, dove ha studiato Storia dell'Arte e Scienze Politiche.

È profondamente segnato, nella sua scelta di diventare fotografo, dalle immagini della guerra nel Vietnam e del movimento per i diritti civili. Nel 1976 comincia a lavorare come fotogiornalista per un quotidiano locale del Nuovo Messico. Nel 1980 si trasferisce a New York dove comincia a lavorare come fotografo freelance. Nel 1981 Nachtwey ha svolto il suo primo incarico all'estero in Irlanda durante lo sciopero della fame di alcuni militanti dell'IRA. Da allora, Nachtwey ha dedicato se stesso a documentare guerre e conflitti sociali.[3]

La sua attività di fotoreporter si è svolta in numerosi paesi quali El Salvador, Nicaragua, Guatemala, Libano, Cisgiordania (West Bank) e Gaza, Israele, Indonesia, Thailandia, India, Sri Lanka, Afghanistan, Filippine, Corea del Sud, Somalia, Sudan, Rwanda, Sudafrica, Russia, Bosnia, Cecenia, Kosovo, Romania, Brasile e Stati Uniti.

Stile e approccio fotografico

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Il lavoro di Nachtwey si colloca nella tradizione del fotogiornalismo umanista sviluppatasi nel secondo dopoguerra. Le sue immagini documentano conflitti armati, carestie, epidemie e crisi sociali con un’attenzione particolare alle conseguenze umane della violenza.

La sua fotografia è caratterizzata da un linguaggio visivo sobrio e diretto, spesso realizzato in bianco e nero, e da una composizione attenta che combina la testimonianza documentaria con una forte dimensione narrativa.

Nel corso della sua carriera ha collaborato con numerose testate internazionali, tra cui Time dal 1984. Ha lavorato per l'agenzia Black Star dal 1980 al 1985 ed è stato membro della Magnum Photos dal 1986 al 2001.[4]

Nel 2001 è diventato uno dei membri fondatori dell'Agenzia VII che ha poi abbandonato nel 2011.[5]

Il suo lavoro è spesso associato alla tradizione della concerned photography sviluppata nel dopoguerra da fotografi come Robert Capa, W. Eugene Smith e Don McCullin.

Mostre fotografiche e premi

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Hanno ospitato le sue mostre fotografiche di cui: l'International Center of Photography a New York, la Bibliotheque nationale de France a Parigi, il Palazzo delle Esposizioni a Roma, il Museum of Photographic Arts a San Diego, Culturgest a Lisbona, El Circulo de Bellas Artes a Madrid, Fahey/Klein Gallery a Los Angeles, il Massachusetts College of Art a Boston, il Canon Gallery e il Nieuwe Kerk ad Amsterdam, il Carolinum a Praga e l'Hasselblad Center in Svezia.

Dal 2017 la sua mostra personale Memoria è stata esposta in numerose città nel mondo, tra cui Parigi[6], Stoccolma[7], Bangkok, New York, Milano e Berlino[8]. La mostra è una retrospettiva dedicata a oltre quarant’anni di lavoro di Nachtwey. La mostra riunisce immagini realizzate in numerosi conflitti e crisi umanitarie – tra cui Rwanda, Somalia, Afghanistan e le guerre nei Balcani – e pone al centro il tema delle conseguenze umane della violenza e delle ingiustizie globali, riflettendo al contempo sul ruolo della fotografia come atto di memoria e testimonianza pubblica.

Ha ricevuto numerosi premi tra cui:

  • 1983: Medaglia d’Oro Robert Capa dell’Overseas Press Club
  • 1984: Medaglia d’Oro Robert Capa dell’Overseas Press Club
  • 1986: Medaglia d’Oro Robert Capa dell’Overseas Press Club
  • 1993: World Press Photo of the Year[9]
  • 1994: Medaglia d’Oro Robert Capa dell’Overseas Press Club
  • 1995: World Press Photo of the Year[10]
  • 1998: Medaglia d’Oro Robert Capa dell’Overseas Press Club
  • 1999: Fellow onorario della Royal Photographic Society[11]
  • 2001: Candidatura al Premio Oscar per il miglior documentario con War Photographer (2001), diretto da Christian Frei
  • 2003: Dan David Prize della Dan David Foundation e della Tel Aviv University. Premio di 1 milione di dollari per il tema “Presente – media a stampa ed elettronici”, condiviso con Frederick Wiseman
  • 2004: Lucie Awards Honoree per i risultati nel fotogiornalismo[12]
  • 2006: Heinz Award nelle Arti e nelle Scienze Umanistiche (12ª edizione) assegnato dalla Heinz Family Foundation[13], comprensivo di un premio di 250.000 dollari
  • 2007: uno dei tre vincitori del TED Prize
  • 2012: Dresden Peace Prize[14]
  • 2016: Premio Principessa delle Asturie per la Comunicazione e le Scienze Umanistiche[15]
  • 2017: Ingresso nella International Photography Hall of Fame and Museum[16]
  • 2019: Golden Plate Award dell’American Academy of Achievement[17]

Pubblicazioni

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Tra le principali pubblicazioni fotografiche di Nachtwey figurano:

  • Deeds of War (con Robert Pledge, 1989)
  • Inferno (Phaidon Press, 1999)
  • Memoria (catalogo di mostra)

Il lavoro di Nachtwey è stato raccontato nel documentario War Photographer (2001), diretto da Christian Frei. Il film segue il fotografo durante diversi reportage e mostra il suo metodo di lavoro sul campo e ha ricevuto numerosi premi, compresa la nomination all'Oscar al miglior documentario.

  1. (EN) War photographer James Nachtwey: Capturing conflict, heroism, history | 60 Minutes - CBS News, su www.cbsnews.com, 13 agosto 2023. URL consultato il 12 marzo 2026.
  2. (EN) Icons of Photography: James Nachtwey, su The United Nations of Photography, 6 febbraio 2021. URL consultato il 12 marzo 2026.
  3. Canon Italia, James Nachtwey: fotografare la storia in tempo reale, su Canon Italia. URL consultato il 12 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 23 gennaio 2026).
  4. ARTE it, Un fotografo contro la guerra - Arte.it, su www.arte.it. URL consultato il 12 marzo 2026.
  5. VII Agenzia fotografica: una breve storia, su The Independent Photographer, 14 gennaio 2019. URL consultato il 12 marzo 2026.
  6. Memoria - La MEP, su www.mep-fr.org. URL consultato il 12 marzo 2026.
  7. (EN) Fotografiska Stockholm | The contemporary museum of photography, art & culture, su Fotografiska Stockholm. URL consultato il 12 marzo 2026.
  8. (EN) James Nachtwey, su Fotografiska Berlin. URL consultato il 12 marzo 2026.
  9. 1993 James Nachtwey WY | World Press Photo, su www.worldpressphoto.org. URL consultato il 12 marzo 2026.
  10. 1995 James Nachtwey WY | World Press Photo, su www.worldpressphoto.org. URL consultato il 12 marzo 2026.
  11. (EN) Honorary Fellowships - The Royal Photographic Society, su www.rps.org. URL consultato il 12 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 14 agosto 2012).
  12. James Nachtwey, su LUCIES. URL consultato il 12 marzo 2026.
  13. (EN) James Nachtwey, su www.heinzawards.org. URL consultato il 12 marzo 2026.
  14. (EN) Laureates – Dresden-Preis, su dresdner-friedenspreis.de. URL consultato il 12 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 17 novembre 2019).
  15. (EN) Developed with webControl CMS by Intermark IT, James Nachtwey - Laureates - Princess of Asturias Awards - The Princess of Asturias Foundation, in The Princess of Asturias Foundation. URL consultato il 12 marzo 2026.
  16. (EN) James Nachtwey | International Photography Hall of Fame, in International Photography Hall of Fame. URL consultato il 12 marzo 2026.
  17. (EN) Golden Plate Awardees, su Academy of Achievement. URL consultato il 12 marzo 2026.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Predecessore World Press Photo of the Year Successore BERJAYA
David Turnley 1993 Larry Towell I
Larry Towell 1995 Lucian Perkins II
Controllo di autoritàVIAF (EN) 29577303 · ISNI (EN) 0000 0000 7826 0962 · SBN CFIV110742 · Europeana agent/base/148393 · ULAN (EN) 500379512 · LCCN (EN) nr90007545 · GND (DE) 119264757 · BNE (ES) XX4951822 (data) · BNF (FR) cb121800515 (data) · J9U (EN, HE) 987007400560605171 · CONOR.SI (SL) 193705059