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Facebook

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BERJAYA Disambiguazione – Se stai cercando l'azienda, vedi Facebook (azienda).
Facebook
software
Logo
Logo
Schermata di esempio
Schermata di esempio
GenereSocial network
SviluppatoreMeta Platforms
Data prima versione4 febbraio 2004
Sistema operativoiOS
Android
Microsoft Windows
Non più supportati:
Windows Mobile
LinguaggioPHP
C++
D
LicenzaFreeware
(licenza non libera)
Lingua111 lingue
Sito webwww.facebook.com

Facebook (in origine TheFacebook) è un social network fondato il 4 febbraio 2004 da Mark Zuckerberg e altri studenti dell'Università di Harvard, inizialmente riservato alla comunità universitaria e successivamente aperto al pubblico. Il nome deriva dagli yearbooks, gli annuari statunitensi contenenti fotografie e informazioni sui membri delle istituzioni educative.[1] È di proprietà di Meta Platforms, società precedentemente denominata Facebook Inc. fino al 2021.[2]

Grazie alla disponibilità in numerose lingue, Facebook è uno dei social network più diffusi al mondo e conta oltre tre miliardi di utenti attivi mensili.[3]

La piattaforma consente agli utenti registrati di creare profili personali, condividere contenuti e interagire attraverso funzioni come gruppi, pagine e servizi di messaggistica. È inoltre utilizzata da aziende e organizzazioni per attività di marketing sui social media e pubblicità digitale.[4]

Dalle origini all'apertura al pubblico (2003-2006)

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BERJAYA
Mark Zuckerberg, principale fondatore di Facebook
BERJAYA
Sean Parker, presidente di Facebook, Inc.

Le origini di Facebook sono precedute da Facemash, un programma sviluppato da Mark Zuckerberg nel 2003 durante gli studi all'Università di Harvard. Il sito permetteva agli utenti di confrontare fotografie di studenti e scegliere quale ritenessero più attraente, utilizzando immagini raccolte senza autorizzazione. L'iniziativa suscitò controversie all'interno dell'università e portò a provvedimenti disciplinari nei confronti di Zuckerberg.[5] Facemash non fu una prima versione di Facebook: era un progetto diverso, più vicino a un gioco di confronto delle fotografie.

Nel gennaio 2004 Zuckerberg iniziò a sviluppare The Facebook, un sito destinato inizialmente agli studenti di Harvard, lanciato il 4 febbraio dello stesso anno all'indirizzo thefacebook.com. Al progetto contribuirono anche altri studenti, tra cui Eduardo Saverin, Dustin Moskovitz, Andrew McCollum e Chris Hughes.[6]

Poco dopo il lancio, gli studenti Cameron e Tyler Winklevoss e Divya Narendra, promotori del progetto HarvardConnection (successivamente ConnectU), accusarono Zuckerberg di aver ritardato lo sviluppo del servizio e di aver utilizzato elementi del progetto per creare un sito concorrente. La controversia portò a una causa legale tra le parti, conclusasi successivamente con un accordo extragiudiziale.[7][8]

Nel febbraio 2004, poche settimane dopo il lancio, oltre metà degli studenti di Harvard si era registrata al servizio. Nei mesi successivi Zuckerberg fu affiancato da altri collaboratori, tra cui Dustin Moskovitz, che contribuì allo sviluppo tecnico, e Chris Hughes, impegnato nella comunicazione e nella promozione del sito. Il mese successivo TheFacebook iniziò a espandersi ad altre università statunitensi, tra cui Stanford, Columbia e Yale, per poi raggiungere progressivamente altri istituti negli Stati Uniti e in Canada.[9]

Nella seconda metà dell'anno fu costituita Facebook, Inc. e Sean Parker, già consigliere informale di Zuckerberg, ne divenne presidente. Nello stesso periodo Zuckerberg e alcuni collaboratori trasferirono le attività della società in California, dove Facebook ricevette il primo investimento esterno di 500.000 dollari da Peter Thiel, cofondatore di PayPal.[10] Il trasferimento segnò l'avvio dello sviluppo di Facebook come impresa tecnologica al di fuori dell'ambiente universitario.

Tra aprile e agosto del 2005 Facebook acquisì il dominio facebook.com per 200 000 dollari.[11] Nello stesso anno l'accesso al servizio fu progressivamente esteso agli studenti di numerose università negli Stati Uniti e in Canada, nonché agli utenti in possesso di un indirizzo di posta elettronica con dominio universitario. Il 27 febbraio 2006 il servizio fu aperto anche agli studenti delle scuole superiori e ai dipendenti di alcune grandi aziende, tra cui Apple e Microsoft.[12] Dal 26 settembre dello stesso anno Facebook divenne accessibile a tutti gli utenti di almeno 13 anni in possesso di un indirizzo di posta elettronica valido.[13]

L'espansione internazionale e la crescita della piattaforma (2007-2011)

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Nel corso del 2007 Facebook registrò una forte crescita al di fuori dell'ambiente universitario, favorita dall'apertura delle registrazioni al pubblico avvenuta l'anno precedente. Secondo dati comScore, tra giugno 2006 e giugno dell'anno dopo il numero di utenti unici mensili passò da circa 14 milioni a oltre 52 milioni, con una significativa espansione internazionale.[14] Nell'ottobre dello stesso anno Facebook annunciò una base di circa 50 milioni di utenti attivi, mentre la società continuava ad ampliare la propria presenza internazionale.[15]

Nel mese di novembre Facebook introdusse Beacon, un sistema pubblicitario che permetteva ai siti partner di condividere sul social network alcune attività degli utenti effettuate al loro esterno, come acquisti o interazioni con altri servizi online. La funzione suscitò numerose critiche per le modalità di gestione del consenso e per le implicazioni sulla privacy, poiché inizialmente le attività potevano essere condivise senza un'esplicita autorizzazione preventiva dell'utente. Dopo le proteste degli utenti e delle associazioni per la tutela della privacy, Facebook modificò il funzionamento del servizio rendendolo basato sull'approvazione dell'utente e successivamente lo abbandonò.[16][17]

In Italia Facebook registrò una rapida crescita a partire dal 2008, quando il servizio iniziò a diffondersi tra un pubblico sempre più ampio al di fuori degli ambienti universitari. Negli anni successivi il social network raggiunse una vasta diffusione nel Paese: secondo i dati comunicati dalla società nel 2017, gli utenti attivi mensili italiani erano circa 30 milioni, con una larga parte degli accessi effettuata tramite dispositivi mobili.[18]

Nell'agosto 2009 Facebook acquisì FriendFeed, un servizio di condivisione e aggregazione di contenuti online fondato nel 2007 da Paul Buchheit e altri ex dipendenti di Google. L'operazione portò all'ingresso in Facebook dei dipendenti e dei fondatori di FriendFeed, che assunsero ruoli nell'area tecnica e di sviluppo prodotti della società, inoltre rafforzò le competenze di Facebook nei sistemi di condivisione e aggiornamento dei contenuti in tempo reale.[19]

Il traffico su Facebook è poi cresciuto a un ritmo sostenuto, fino a superare per una settimana, nel marzo 2010, il motore di ricerca Google per numero di visite negli Stati Uniti.[20]

L'acquisizione di Instagram e la quotazione in borsa (2012)

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Nell'aprile del 2012 Facebook annunciò l'acquisizione di Instagram, applicazione per la condivisione di fotografie fondata nel 2010 da Kevin Systrom e Mike Krieger. L'operazione, conclusa nel settembre dello stesso anno, ebbe un valore iniziale di circa 1 miliardo di dollari e rappresentò una delle prime grandi acquisizioni della società nel settore delle piattaforme mobili.[21][22]

Nel mese successivo Facebook fu quotata al NASDAQ attraverso un'offerta pubblica iniziale (IPO). La società mise sul mercato oltre 421 milioni di azioni a un prezzo iniziale di 38 dollari ciascuna, raccogliendo circa 16 miliardi di dollari e raggiungendo una valutazione superiore ai 100 miliardi di dollari. L'operazione segnò il passaggio di Facebook da società privata a impresa quotata sui mercati finanziari.[23][24]

Facebook concentrò sempre maggiormente la propria strategia sul settore mobile, in seguito alla rapida diffusione degli smartphone e alla crescita degli accessi alla piattaforma tramite dispositivi mobili. La società adattò progressivamente i propri servizi alle applicazioni per questi dispositivi e sviluppò un modello pubblicitario orientato agli utenti mobili, che negli anni successivi divenne la principale fonte di ricavi. Questa trasformazione accompagnò l'espansione dell'ecosistema di Facebook, anche attraverso l'acquisizione di Instagram.[21]

L'acquisizione di WhatsApp e di Oculus VR (2014)

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Nel febbraio del 2014 Facebook annunciò l'acquisizione di WhatsApp, applicazione di messaggistica fondata nel 2009 da Jan Koum e Brian Acton. L'accordo prevedeva un corrispettivo complessivo di circa 19 miliardi di dollari tra denaro contante e azioni Facebook e fu completato nell'ottobre dello stesso anno. L'operazione rafforzò la presenza della società nel settore della comunicazione mobile e portò WhatsApp a entrare nell'ecosistema di servizi controllati da Facebook.[25][26]

Nel mese successivo Facebook annunciò l'acquisizione di Oculus VR, società specializzata nello sviluppo di tecnologie per la realtà virtuale fondata nel 2012. L'accordo prevedeva un corrispettivo complessivo di circa 2 miliardi di dollari, composto da 400 milioni di dollari in contanti e azioni Facebook, e fu completato nel corso dello stesso anno. L'operazione segnò l'ingresso della società nel settore della realtà virtuale, che negli anni successivi sarebbe diventato parte della strategia aziendale legata al metaverso.[27][28]

A luglio Facebook acquisì anche LiveRail, società statunitense specializzata nella tecnologia per la gestione della pubblicità video online. L'acquisizione si inserì nella strategia di espansione del settore pubblicitario del social network, che rappresentava la principale fonte di ricavi della società.[29]

La crescita globale e le prime crisi sulla privacy (2015-2020)

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Il 24 agosto 2015 Facebook raggiunse la cifra record di 1 miliardo di utenti attivi sulla piattaforma contemporaneamente.[30][31][32]

Nel marzo 2018 Facebook fu coinvolta nello scandalo legato a Cambridge Analytica, società di consulenza politica accusata di aver raccolto i dati personali di milioni di utenti del social network attraverso un'applicazione di terze parti senza un adeguato consenso. La vicenda provocò un ampio dibattito sulla gestione della privacy e sulla protezione dei dati personali da parte della piattaforma. Nel 2019 la Federal Trade Commission statunitense impose a Facebook una sanzione di 5 miliardi di dollari e nuove restrizioni sulle pratiche relative alla privacy degli utenti.[33][34]

Nel mese sucessivo Zuckerberg fu chiamato a testimoniare davanti al Congresso degli Stati Uniti in seguito alle polemiche sulla gestione dei dati degli utenti emerse con il caso Cambridge Analytica. Il 10 aprile partecipò a un'audizione congiunta delle commissioni Giustizia e Commercio del Senato, mentre il giorno dopo comparve davanti alla commissione Energia e Commercio della Camera dei rappresentanti. Durante le audizioni Zuckerberg rispose alle domande dei parlamentari sulle pratiche di raccolta dei dati, sulla protezione della privacy degli utenti e sul ruolo della piattaforma nella diffusione di contenuti politici.[35][36]

In seguito Facebook iniziò a registrare un rallentamento della crescita. Nel mese di luglio 2018 la società comunicò il primo calo degli utenti attivi in Europa e una crescita globale inferiore alle aspettative, contribuendo a una significativa riduzione del valore delle azioni sul mercato azionario. Il rallentamento si inserì in un contesto caratterizzato dalle nuove normative sulla privacy, tra cui l'entrata in vigore del GDPR nell'Unione europea, e dalle critiche sulla gestione dei dati degli utenti emerse con il caso Cambridge Analytica.[37][38]

La nascita di Meta e il progetto del metaverso (2021)

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Il 28 ottobre 2021 Facebook annunciò il cambio di denominazione della società proprietaria da Facebook, Inc. a Meta Platforms, Inc., con l'obiettivo di riflettere una strategia aziendale orientata allo sviluppo del metaverso e di tecnologie legate alla realtà virtuale e aumentata. Il cambiamento riguardò la società, mentre il social network Facebook mantenne il proprio nome e continuò a operare come uno dei principali servizi del gruppo.[39]

Caratteristiche e servizi

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Facebook è una piattaforma di rete sociale che consente agli utenti di creare un profilo personale, condividere contenuti, comunicare con altri utenti e partecipare a comunità online. Il servizio mette a disposizione diversi strumenti destinati sia alle persone fisiche sia a organizzazioni, aziende e personaggi pubblici, attraverso profili personali, Pagine e Gruppi.[40]

Profili personali, Pagine e Gruppi

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Il profilo personale rappresenta l'identità di un singolo utente sulla piattaforma. Attraverso il proprio profilo gli utenti possono condividere aggiornamenti, fotografie, video e altri contenuti, comunicare con altri iscritti e gestire una rete di contatti indicati come "amici". I profili personali sono destinati alle persone fisiche e non sono pensati per rappresentare attività commerciali o organizzazioni, per le quali Facebook mette a disposizione le Pagine.[40]

Le Pagine sono spazi pubblici destinati ad aziende, organizzazioni, istituzioni, personaggi pubblici, artisti e altre realtà che desiderano comunicare con un pubblico. Rispetto ai profili personali offrono strumenti specifici per la gestione della presenza pubblica, tra cui statistiche sulle interazioni, ruoli amministrativi e strumenti per la pubblicazione e promozione dei contenuti.[41]

I Gruppi permettono agli utenti di creare comunità basate su interessi, attività o temi condivisi. Possono essere pubblici o con accesso limitato e consentono ai membri di pubblicare contenuti, partecipare a discussioni e condividere informazioni all'interno della comunità.[42]

Pubblicazione e condivisione dei contenuti

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Una delle funzioni principali di Facebook consiste nella pubblicazione e condivisione di contenuti da parte degli utenti. Attraverso i post è possibile condividere testi, fotografie, video, collegamenti e altri materiali, scegliendo il pubblico che può visualizzarli tramite gli strumenti di selezione della privacy disponibili sulla piattaforma.[43]

Nel tempo Facebook ha introdotto diversi strumenti per ampliare le possibilità di pubblicazione e interazione. Tra questi figurava il News Feed, introdotto nel 2006, che raccoglieva in un unico flusso gli aggiornamenti pubblicati dagli amici e dalle Pagine seguite dagli utenti, diventando uno degli elementi centrali dell'esperienza sulla piattaforma.[44]

La piattaforma consente inoltre di associare utenti, Pagine o altri elementi ai contenuti pubblicati attraverso il sistema dei tag, che permette di citare un profilo o identificare persone presenti nelle immagini, secondo le impostazioni della privacy dei singoli account.[45]

Feed e interazioni

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Il Feed costituisce uno degli elementi centrali di Facebook e raccoglie i contenuti pubblicati dagli utenti, dalle Pagine e dai Gruppi seguiti. L'ordine dei contenuti visualizzati viene determinato da sistemi automatici che tengono conto delle interazioni dell'utente e della rilevanza stimata dei contenuti.

Gli utenti possono interagire con i contenuti attraverso commenti, condivisioni e il pulsante "Mi piace", introdotto nel 2009 e successivamente affiancato dalle reazioni, che consentono di esprimere diverse tipologie di risposta emotiva ai contenuti pubblicati.[46]

Foto, video e contenuti multimediali

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Facebook consente la pubblicazione e la condivisione di fotografie e video attraverso profili personali, Pagine e Gruppi. Nel tempo la piattaforma ha introdotto nuove modalità di condivisione audiovisiva, tra cui i video in diretta e, dal 2017, le Storie, formato di contenuto temporaneo che consente agli utenti di pubblicare fotografie e video temporanei, visibili per 24 ore, all'interno di un formato derivato da quello già diffuso su altre piattaforme social. Le Stories possono essere condivise dai profili personali e dalle Pagine e sono soggette alle impostazioni sulla privacy dell'utente.[47][48]

Messaggistica

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La comunicazione privata sulla piattaforma è gestita principalmente attraverso Facebook Messenger, servizio di messaggistica istantanea collegato all'ecosistema Facebook. Messenger permette l'invio di messaggi testuali, immagini, file, messaggi vocali e chiamate audio e video.

Marketplace e altri servizi

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Facebook Marketplace è un servizio dedicato alla compravendita tra utenti, che consente di pubblicare annunci, cercare prodotti disponibili e comunicare direttamente con altri utenti interessati.[49]

Nel corso degli anni Facebook ha inoltre ospitato applicazioni e giochi sviluppati da soggetti esterni attraverso la propria piattaforma, soprattutto tra la seconda metà degli anni 2000 e l'inizio degli anni 2010, periodo in cui alcuni videogiochi social raggiunsero una vasta diffusione.

Applicazioni mobili

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Facebook dispone di applicazioni per dispositivi mobili basate sui sistemi operativi Android e iOS. Le applicazioni consentono di accedere alle principali funzioni della piattaforma, tra cui pubblicazione di contenuti, consultazione del Feed, gestione delle notifiche e comunicazione tramite Messenger.

La diffusione degli smartphone ha portato Facebook a sviluppare progressivamente funzioni specifiche per l'utilizzo mobile e a integrare maggiormente i propri servizi con le altre applicazioni dell'ecosistema Meta.

Piattaforma tecnologica

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I profili e le pagine Facebook erano scritte in linguaggio PHP e poi venivano tradotte in C++ dal convertitore HipHop for PHP, ideato appositamente da Facebook. Grazie a questa tecnologia, Facebook dichiarava un risparmio del 50% nell'utilizzo del processore dei propri server. Ora il sito facebook.com è scritto utilizzando una libreria per la progettazione di interfacce utente creata dallo stesso Facebook che si chiama React. La base di codice è composta da più di 20.000 componenti.

Facebook è programmato come un'unica applicazione. Secondo quanto dichiarato dall'ingegnere di Facebook Chuck Rossi, Facebook consiste in 1,5 GB di codice binario che viene distribuito ai server tramite il protocollo BitTorrent.

Nell'autunno 2008 è stato reso disponibile un sistema di API ideato per l'integrazione di siti esterni. Usando Connect è possibile collegare il proprio account Facebook con un account su un sito internet esterno utilizzato per inserire commenti o articoli, come ad esempio un blog. In pratica è possibile utilizzare le proprie credenziali di Facebook per accedere in tutti i siti che supportano Facebook Connect.

Dal punto di vista tecnico Connect è reso possibile da una particolare libreria JavaScript creata da Facebook e da una estensione del linguaggio XHTML chiamata FBML. Questo linguaggio permette agli sviluppatori di inserire sulle pagine di un sito degli elementi dinamici come pulsanti, form, elementi multimediali e molto altro. Il linguaggio FBML viene poi parsato dallo stesso Facebook che "traduce" i suoi tag speciali con l'HTML e gli stili necessari.[50] Le pagine Facebook utilizzano inoltre la tecnologia AJAX.

Facebook è paragonabile a Myspace, ma una significativa differenza tra le due piattaforme è il livello di personalizzazione della pagina personale. Mentre Myspace consente agli utenti di arricchire lo stile delle pagine usando i linguaggi HTML e CSS, su Facebook è possibile inserire solo del testo.

Il 20 luglio 2008 Facebook ha introdotto un rinnovamento sull'interfaccia utente detto Facebook Beta, che è stato applicato gradualmente in tutte le pagine del sito. I profili personali sono stati suddivisi in schede secondo le diverse sezioni ("Amici", "Foto", eccetera) e in generale la grafica è diventata più minimale.

Nell'aprile 2021 Facebook annuncia che la propria infrastruttura è alimentata al 100% da energia rinnovabile, impegno che aveva preso nel 2018, anche a seguito di critiche da parte di Greenpeace.[51]

Privacy e controversie

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Problemi di privacy

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Inizialmente Facebook consentiva solamente di disattivare l'account in modo che non fosse più visibile nel sito e nei motori di ricerca. A partire dal 28 febbraio 2008 l'utente ha anche a disposizione un'opzione che cancella in modo permanente i suoi dati dai server del sito.

Due studenti del Massachusetts Institute of Technology riuscirono a scaricare più di 70 000 profili di Facebook utilizzando uno shell script automatico. Nel maggio del 2008 un programma della BBC, Click, mostrò che era possibile sottrarre i dati personali di un utente e dei suoi amici con delle applicazioni malware.[52]

Numerosi i casi in Italia di violazione della privacy per la pubblicazione di foto "scomode". Il 14 maggio 2009 vengono scoperte foto di pazienti intubati visibili sul sito; l'infermiera che le aveva pubblicate non si era accorta che fossero alla portata di tutti.[53]

Nel 2009 l'azienda viene sottoposta ad una serie di indagini della Federal Trade Commission, partite da una serie di reclami che comprendevano «Ad esempio, cambiamenti al sito che rendevano pubbliche informazioni private, l'accesso di parti terze ai dati personali degli utenti, il leak di dati personali ad app di parti terze, un programma di “app verificate” nel quale niente era verificato, il permesso agli inserzionisti di ottenere l'accesso a informazioni private, l'accesso ai dati personali dopo la cancellazione degli account, e violazioni del Safe Harbor Framework, che regola il trasferimento di dati tra Stati Uniti e Unione europea.»[54]

Alla fine di ottobre 2009 su Facebook, sono comparse ingiurie ed insulti da parte di un gruppo di discussione intitolato "Uccidiamo Berlusconi". In seguito al risalto mediatico il ministro Maroni ha promesso di denunciare chi è intervenuto e di procedere penalmente.[55][56]

Sul sito sono stati creati vari gruppi che in passato hanno inneggiato a Salvatore Riina e al massacro di Srebrenica.[57][58]

Inizialmente non esisteva un controllo che definiva "chi-può-vedere-cosa". Dal 31 maggio 2010 è possibile applicare le impostazioni di privacy anche ai singoli post o ai singoli commenti[48]. Inoltre è stata estesa la lista dei "livelli", aggiungendo anche un livello personalizzato. I livelli disponibili sono:

Solo Io Amici Amici di amici Amici e reti Tutti Personalizzato Questi livelli possono essere impostati indipendentemente per ciascuna "categoria" di informazioni del profilo, sui singoli dati (commenti, post, ecc.) oppure sui dati personali (come "Data di nascita", "Orientamento politico e religioso", "Istruzione e lavoro", ecc.)..[59][60]

Le critiche e l'attenzione internazionale di diversi soggetti sia nazionali che associazioni hanno portato a maggio 2010 ad una revisione della gestione della privacy che aumenta leggermente la definizione ma con certezza la precisione e la chiarezza con cui l'utente con l'uso e la visione di una sola griglia accederà all'impostazione dei diversi aspetti della privacy del proprio profilo.[61]

Nel maggio 2010 il Pakistan e l'Afghanistan hanno deciso l'oscuramento di Facebook e YouTube per evitare la diffusione delle caricature di Maometto.[62]

Agendo opportunamente sulle impostazioni del profilo è quindi possibile limitare la diffusione dei dati personali. In particolare nel menù Impostazioni è disponibile la voce Impostazioni sulla privacy, dalla quale sarà possibile agire sulle categorie di dati tra cui: profilo, ricerca, notizie e bacheca. Naturalmente tali impostazioni non limitano l'accesso ai dati di coloro cui i gestori del sito attribuiscono privilegi di amministrazione, per motivi di ordine e legali.

Tuttavia si pensi a foto e video ripresi nella bacheca di altri utenti, o alle foto pubblicate da terzi in cui un utente è taggato, al limite dietro suo consenso. Una volta taggato in una foto, non appena un testo foto o video è stato copiato nel profilo di altri utenti, questo materiale non può essere eliminato (se non espressamente richiesto), anche quando l'interessato decide di cancellare il suo profilo. La cancellazione è limitata al profilo personale, ma non a tutto ciò che è stato copiato da terzi o condiviso con altri. Inoltre i contenuti pubblicati dagli iscritti (come fotografie, video e commenti) sono proprietà del sito.

Secondo il codice italiano della protezione dei dati personali, la proprietà dei contenuti non estingue i diritti soggettivi degli interessati. Se questi sono autori dei contenuti, il passaggio di proprietà al sito al momento della pubblicazione, di nuovo, estingue i diritti inerenti al copyright, non quelli soggettivi. L'utente ha il diritto di ottenere informazioni in merito al trattamento dei propri dati personali, dei soggetti terzi che ne sono entrati in possesso, di vietarne la pubblicazione, e di rendere definitiva la propria cancellazione dal sito, che è tenuto a distruggere ogni copia dei dati personali in suo possesso, e a divulgare la richiesta di cancellazione ai soggetti terzi che per suo tramite abbiano acquisito tali dati.[63]

Nel settembre 2010 su Facebook, dopo uno studio effettuato nei laboratori di sicurezza di AVG Technologies, sono state riscontrate circa 11 000 pagine infette che mettono a rischio gli utenti, esposti soprattutto al furto di identità.[64]

Nel 2011 Facebook ha attivato l'opzione di riconoscimento facciale delle immagini pubblicate dagli utenti, causando alcune polemiche per la privacy.[65]

Facebook è inoltre soggetto al fenomeno di creazione di falsi profili di personaggi famosi e non solo.[66][67]

Diversi problemi[68] sono sorti riguardo all'uso di Facebook come un mezzo di controllo e come miniera di dati.[69]

Nel 2018 Facebook rinnova le sue impostazioni sulla privacy dopo lo scandalo a cui è stato sottoposto e per le nuove norme europee sulla privacy in vigore 25 maggio 2018 sposta la sua sede legale dall'Irlanda in America dove non può essere perseguita. Facebook cerca di rendere le sue impostazioni sulla privacy più facilmente accessibili agli utenti e comprensibili.[70]

Facebook è implicato nelle rivelazioni fatte nel 2013 da Edward Snowden sul programma di sorveglianza PRISM implementato dalla NSA. Permette all'agenzia statunitense di raccogliere i dati presenti sulla rete sociale, quali ad esempio: i contatti, i messaggi e le discussioni istantanee (testo, video, audio), la posta elettronica, i dati memorizzati, la VoIP, il trasferimento di file, le videoconferenze, le notificazioni che riguardano l'attività, i dettagli delle reti sociali, le coordinate GPS e le "richieste speciali".[71][72]

Esperimento segreto sul contagio emotivo

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Nel 2012 ricercatori Facebook alterano i contenuti di circa 700.000 utenti ignari, scoprendo che: "Gli stati emotivi si possono trasferire agli altri per contagio, portando le persone a provare le stesse emozioni senza che se ne rendano conto" [73].

Scandalo Cambridge Analytica

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BERJAYA Lo stesso argomento in dettaglio: Scandalo Facebook-Cambridge Analytica.

Nel marzo 2018[74] il whistleblower Christopher Wylie ha denunciato una raccolta di dati che ha interessato 87 milioni di utenti soprattutto statunitensi del social, dei quali più di duecentomila di italiani, che sono stati venduti da un proprietario di un app "thisisyoudigitallife" alla società Cambridge Analytica. Tali informazioni sono state utilizzate anche per attività di marketing politico per le elezioni di Trump e quella pro-brexit.[75]. Facebook dopo numerose proteste è stato ritenuto corresponsabile e il 24 luglio 2019 la Federal Trade Commission ha emesso una sanzione civile di cinque miliardi di dollari, mentre la Securities and Exchange Commission un'ulteriore sanzione di cento milioni.[76]

Pulizia etnica del popolo Rohingya

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Nel 2017 in Myanmar attraverso Facebook, installato su tutti i cellulari all'acquisto e unico social presente, ci fu un'impennata di messaggi reiterati di odio razziale e incitamento alla violenza contro la minoranza etnica musulmana dei Rohingya a cui seguirono massacri[77], nel marzo 2018 l'ONU concluse che un ruolo determinante nel fomentare la pulizia etnica era stato svolto da Facebook[78].

Spyware per il controllo dei difensori di diritti civili e giornalisti

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Nel 2020 Facebook denuncia l'azienda israeliana Nso group creatrice dello spyware Pegasus, usato da alcuni governi contro i dissidenti, con il quale si ottiene il controllo del telefonino della vittima[79].

The Facebook Files

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BERJAYA Lo stesso argomento in dettaglio: Frances Haugen § The Facebook Files.

Nel 2021 la ex dipendente Frances Haugen ha fornito documenti interni dell'azienda al Congresso degli Stati Uniti sollevando preoccupazioni per il perseguimento delle finalità aziendali a scapito delle tutele dei cittadini[80].

Rapporti con Donald Trump e l'attacco al Campidoglio

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Controverso è stato il comportamento di Facebook in merito ai messaggi di odio, violenza e razzismo postati da Donald Trump, il cui account è stato bloccato per due settimane dopo l'assalto al Campidoglio degli Stati Uniti d'America del 2021.[81]

Attacchi hacker

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Tra gli attacchi hacker a Facebook sono annoverati tutti gli attacchi informatici, riusciti o solo tentati social network. Nonostante quello di Facebook sia un server alquanto sicuro, come è riscontrabile anche nella politica del suo fondatore e amministratore delegato Mark Zuckerberg, il quale ha versato al 2015 in totale circa un milione di dollari a 329 ricercatori di sicurezza elettronica (anche esterni all'azienda) che avevano contribuito nel migliorare il sistema di difesa dei dati sensibili degli utenti registrati[82], esso ha subito comunque nel corso della sua storia alcuni attacchi hacker.

Chris Putnam: l'attacco del 2005

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Allora solo diciannovenne, lo studente americano Chris Putnam (della Georgia Southern University), creò con due suoi compagni di stanza, Marcel Laverdet e Kyle Stoneman, un worm in grado di replicarsi per mezzo di un exploit XSS tramite un campo non trattato correttamente. Questo worm era in grado di chiedere l'amicizia alla pagina di Putnam, di replicarsi nei profili degli utenti e convertire la grafica del profilo Facebook in quello di Myspace.[83]

Putnam ottenne ciò che voleva: attirò l'attenzione di Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, e venne contattato, una volta scoperto, dal cofondatore Dustin Moskovitz. Quest'ultimo lo invitò alla sede del social network di Palo Alto, dove gli chiese come aveva fatto a creare il worm, quali fossero le sue caratteristiche e i punti deboli di Facebook. Moskovitz rimase così sorpreso che, poche settimane più tardi, Putnam venne assunto da Facebook, proprio come aveva da sempre sognato.[84]
Durante i 4 anni in cui Chris Putnam ha lavorato per Facebook, prima di lasciarlo nel 2010, ha contribuito a creare l'applicazione per i video del sito e a migliorare il caricatore delle foto.

La traccia della presenza di Chris Putnam a Facebook è rimasta con l'emoticon dedicata nella chat del sito, :putnam:, che si rifà proprio alla faccia del programmatore.[85]

Gli attacchi del 2013

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Nell'ottobre del 2013 un attacco hacker concentrato principalmente in Danimarca, ma comunque a scala globale, ha colpito gli utenti di diversi social network, tra i quali anche Facebook. Si trattava di un keylogger in grado di registrare ciò che veniva digitato sulla tastiera dagli utenti stessi e di inviare i dati direttamente agli autori dell'attacco. L'allarme fu dato dai ricercatori di Trustwave e colpì complessivamente ben 93.000 siti web, rubando le credenziali di accesso a 318.000 account Facebook. Una volta avvisati, gli amministratori dei social network hanno comunicato la situazione agli utenti potenzialmente coinvolti, consigliando loro di resettare e reimpostare i loro dati d'accesso.[86]

Un precedente attacco, dello stesso tipo di questo, era già stato tentato qualche mese prima, quando un virus era stato inviato da un telefonino per cercare di rubare milioni di account Facebook e di dati personali, ma in quel caso il virus fu efficacemente isolato dagli stessi esperti informatici del social network e nessun dato fu compromesso.[87] Questo tentativo non era isolato, come il successivo, solamente a Facebook stesso: l'azienda ha in seguito confermato si trattasse di un attacco "sofisticato" rivolto a più siti web.[88]

Il caso sospetto nel 2015

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Il 27 gennaio 2015 i social Facebook e Instagram rimasero down per circa 40 minuti tra le 7 e le 8 di mattina, ora italiana. L'attacco è stato rivendicato attraverso Twitter dal profilo @LizardMafua, controllato da un gruppo di hacker politicamente vicini all'IS e che pone come proprio obbiettivo quello di combattere l'Occidente attraverso attacchi informatici[89]. La rivendicazione del gruppo Lizard Squad, già colpevole di un altro attacco nel dicembre 2014 agli utenti di PlayStation e Xbox, è stata però subito smentita da Zuckerberg che ha affermato che la causa del black out dei due social è un semplice cambiamento effettuato dagli addetti al sistema di configurazione e che quindi nessun profilo utente è stato danneggiato.[90]

La Russia manipola le elezioni americane

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Nel 2017 emerge lo scandalo: prima delle elezioni hacker russi tramite account Facebook fasulli avevano raggiunto milioni di americani[91]

Data Utenti Raggiunti in (giorni) Crescita mensile
26 agosto 2008 100 milioni[92] 1665 178,38%
8 aprile 2009 200 milioni[93] 225 13,33%
15 settembre 2009 300 milioni[94] 160 9,38%
5 febbraio 2010 400 milioni[95] 143 6,99%
21 luglio 2010 500 milioni[96] 166 4,52%
5 gennaio 2011 600 milioni[97] 168 3,57%
30 maggio 2011 700 milioni[98] 145 3,45%
22 settembre 2011 800 milioni[99] 115 3,73%
24 aprile 2012 900 milioni[100] 215 2,05%
4 ottobre 2012 1 miliardo[101] 163 1,63%
31 dicembre 2013 1 miliardo e 230 milioni[101] 275 0,97%
31 dicembre 2014 1 miliardo e 390 milioni[101] 365 0,64%
27 giugno 2017 2 miliardi[102] 1000 -
26 luglio 2018 2,3 miliardi[103] 365 1,30%
ottobre 2020 2.7 miliardi[103] 800 1,50%

Utenti iscritti a Facebook per paese

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BERJAYA
I siti di rete sociale più famosi per nazione
Dati aggiornati a ottobre 2020[104]
Pos. Paese Iscritti Percentuale della popolazione iscritta a Facebook
India 310 milioni 20%
Stati Uniti d'America 190 milioni 65%
Indonesia 140 milioni 62,5%
Brasile 130 milioni 51%
Messico 92 milioni 71%
Filippine 81 milioni 66%
Vietnam 65 milioni 61%
Thailandia 50 milioni 75%
Egitto 44 milioni 55%
10ª Bangladesh 39 milioni 62%

Dinamiche sociali

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In un articolo pubblicato sul suo blog personale, il sociologo ingaggiato da Facebook, Cameron Marlow,[105] ha reso pubblici i dettagli di uno studio[106] condotto dal Facebook Data Team sulle dinamiche sociali degli utenti iscritti. Lo scopo della ricerca era stabilire se Facebook accresce la dimensione della rete personale di un individuo.[107] Per rispondere a questa domanda, nello studio si è creata una distinzione qualitativa degli amici su Facebook in tre sottogruppi interni ad un gruppo generale.

Il gruppo generale si riferisce a “tutti gli amici”,[106] ovvero alla lista di persone che un utente di Facebook considera come tali. Secondo Marlow, la parola “amici” in questo contesto appare un po' ambigua. Alla curiosità di utenti che gli chiedono di valutare se hanno abbastanza amici su Facebook o se ne hanno pochi, il sociologo risponde che il linguaggio usato potrebbe indurre a commettere un errore. Infatti, quelli che nel linguaggio in uso vengono considerati come amici, potrebbero essere più semplicemente persone che un individuo ha incontrato ad un certo punto della sua vita. Riguardo al numero di questa rete sociale, i dati ufficiali di Facebook[108] riproposti da Marlow parlano di 120 amici per l'utente medio. Lo stesso Marlow afferma però che questo dato può non essere significativo per stimare la dimensione della rete sociale di una persona. Innanzitutto perché il sito è ancora abbastanza giovane e il numero di iscritti è ancora relativamente basso. Il che vuol dire che non tutte le persone conosciute da un utente registrato su Facebook potrebbero essere iscritte al sito e questo minerebbe la possibilità dell'individuo di costruire una sua rete sociale corrispondente a quella che potrebbe costruire con altri mezzi. A tal proposito, Marlow cita un altro strumento di stima della dimensione della rete sociale di un individuo: è stato citato dallo scrittore Malcolm Gladwell all'interno del suo libro Il punto critico e fa riferimento agli studi di Peter Killworth e dei suoi collaboratori.[109] Questi studiosi usarono una lista di nomi e cognomi presi da un elenco telefonico e stimarono la dimensione della rete sociale di un individuo sulla sua capacità di riconoscere i nomi presenti nella lista come persone incontrate. Questo metodo condusse a una stima della rete sociale maturata durante la vita che va da 300 fino a 3000 persone.

I dati relativi ai tre sottogruppi sono stati elaborati monitorando per 30 giorni l'attività di un campione casuale di utenti.[106] Le attività monitorate fanno riferimento ai tipi di comunicazione che Facebook mette a disposizione dell'utente per mantenersi in contatto con gli appartenenti alla sua rete sociale personale.

Il primo sottogruppo fa riferimento alle relazioni mantenute in maniera passiva con l'uso di strumenti quali il News Feed o gli RSS readers. La ricerca include questi strumenti tecnologici nella gestione della relazione perché, a detta di Marlow, il consumo di contenuti fruibili con questi mezzi può tramutarsi in altre forme di comunicazione.[110] Ad esempio, se la ex compagna di classe alle scuole superiori pubblica su Facebook una foto del suo nuovo cagnolino, si può cliccare sulla notizia, dare un'occhiata a molte altre foto e scoprire tra l'altro che si è fidanzata, o ha avuto un bambino, e ciò potrebbe indurre a mettersi in contatto con lei. Nel misurare la dimensione di questo sottogruppo, i ricercatori si sono limitati a registrare il numero di amici che un utente ha visitato con una certa ripetizione, più di due volte nell'arco dei trenta giorni della ricerca, cliccando sul News Feed o visualizzando il profilo.

Il secondo sottogruppo viene costruito attorno all'uso di tecnologie di comunicazione a "senso unico" (one-way communication) come lo sono i commenti alle foto, ai messaggi di status o post sul wall di un amico.

Il terzo sottogruppo viene costruito attorno all'uso di tecnologie basate su una comunicazione reciproca, o su uno scambio attivo di informazioni tra due persone: chat o scambio di messaggi tramite posta elettronica.

La tendenza generale degli utenti,[106][111] indistintamente considerati sul piano sessuale, dimostra che la gente su Facebook usa le varie forme di comunicazione manifestando un impegno diverso a seconda del tipo di tecnologia. Rapportato alla propria lista di amici, gli utenti si mantengono informati (cliccando sul News Feed o sull'RSS, oppure visitando il profilo) con un numero meno cospicuo di amici. Il numero scende ulteriormente quando si tratta di usare una tecnologia a “senso unico” (commenti a foto o a messaggi di status, o post sul wall), fino a ridursi ulteriormente con l'uso di una comunicazione reciproca (chat e scambio di e-mail).

I dati in base al tipo di sesso dell'utente dimostrano una diversa propensione dei due sessi[106][112][113] nell'uso di queste tecnologie: le donne sarebbero mediamente più attive degli uomini nel loro uso.

Quando gli utenti, maschi e femmine, hanno una lista di 500 amici, le donne in media si tengono informate per mezzo di RSS, News Feed e visite al profilo di 47 componenti della loro rete sociale; gli uomini, d'altro canto, utilizzano questa tecnologia per mantenersi informati in media su 39 dei loro 500 amici su Facebook. Le donne utilizzano la comunicazione a “senso unico” con in media 26 dei loro amici; gli uomini con 17. L'uso della tecnologia reciproca (chat e scambio di messaggi tramite e-mail) è ancora più ridotto: rispetto ai 500 amici le donne s'intrattengono tramite questo tipo di comunicazione con 16 amici, gli uomini con 10.

Gli utenti con una lista composta da 150 amici costruiscono attorno a sé un sottoinsieme di rapporti tramite Facebook che per le donne è in media di 22 su 150 per le relazioni mantenute, 19 per gli uomini; le donne inviano le comunicazioni a "senso unico" a 11 dei loro 150 amici, gli uomini a 7; 7 su 150 sono in media le comunicazioni reciproche con gli amici per le donne, 5 per gli uomini.

Nel gennaio del 2013 un esperimento sulle emozioni degli utenti[114] ha cercato di capire se riducendo il numero di aggiornamenti “positivi” nel flusso dei feed pubblicati sulle bacheche le persone che li avessero letti avrebbero ridotto la produzione o la condivisione di contenuti positivi. Il campione, composto da 689 003 persone, è stato diviso in due gruppi, per un totale di oltre tre milioni di aggiornamenti. Ad alcuni utenti sono stati forniti aggiornamenti dal neutrale al positivo mentre ad altri sono stati dati aggiornamenti dal neutrale al negativo: in uno venivano mostrati post positivi, con parole come "amore", "bello", "dolce"; all'altro invece apparivano post negativi, con parole come "antipatico", "dolore", "brutto". Concluso questo passaggio preliminare sono stati poi analizzati i post di queste persone valutandone il sentimento. I risultati hanno dimostrato che le emozioni si possono trasmettere per un fenomeno di contagio, inducendo altre persone (fino a tre stadi di contatto: dalla persona A a B, a C, a D) a provare le stesse emozioni senza che ne siano coscienti.

Nel 2012 uno studio di ricercatori della Stanford University guidato da Roy Pea ha testato l'effetto dell'uso di Facebook di 3461 ragazze tra gli 8 e i 12 anni rispetto ai valori e alle emozioni in evoluzione. Nello studio si è evidenziato come l'uso frequente si ripercuota in maniera negativa sulla capacità di instaurare rapporti sociali; inoltre l'uso di più media digitali contemporaneo, detto multitasking, provoca una diminuzione delle ore di sonno.[115]

Organismo di vigilanza

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L'organismo di vigilanza (Oversight board) è un organismo che prende decisioni sulla moderazione dei contenuti sulla piattaforma Facebook, in particolare sulla gestione dei ricorsi per contenuti bloccati o rimossi[116]. Proposto nel novembre 2018 da Mark Zuckerberg, tra i suoi obiettivi figurano il miglioramento dell'equità del processo di ricorso, la responsabilità della supervisione in capo ad una fonte esterna e il miglioramento della trasparenza. I primi membri dell'organismo sono stati annunciati il 6 maggio 2020, con quattro co-presidenti, che hanno selezionato gli altri membri insieme a Facebook: l'ex giudice del circuito federale statunitense ed esperto di libertà religiosa Michael McConnell, l'esperto di diritto costituzionale Jamal Greene, l'avvocato colombiano Catalina Botero e l'ex primo ministro danese Helle Thorning-Schmidt. Ha iniziato ufficialmente i suoi lavori il 22 ottobre 2020.

L'organismo di vigilanza ha il potere di annullare le decisioni di moderazione dei contenuti, anche quelle applicate da intermediari, attribuendo un valore prioritario alle sue precedenti decisioni.

Restrizioni agli account e cancellazione dei post

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Facebook in alcuni casi rimuove uno o più post e attua restrizioni agli account (ad esempio l'utente non può commentare o pubblicare post per un certo numero di giorni) se l'utente pubblica[117][118][119]:

  • fake news
  • post di incitamento all'odio, violenza e minacce
  • post di nudo e pornografia
  • post di truffe
  • post che violano copyright[120]
  • promozione di armi[121], tabacco, droghe, sostanze pericolose, bevande alcoliche, gioco d'azzardo e scommesse[122]
  • spamming
  • troppe richieste d’amicizia, poke (ossia una notifica ai propri amici, con lo scopo di attirare l'attenzione oppure di mandare un saluto[123]), tag, messaggi sulle bacheche (specialmente se il contenuto è identico e/o commerciale), commenti e "like" in troppo poco tempo
  • un profilo per qualcun altro senza autorizzazione della persona
  • profili "fake", ossia con un nome falso o altre informazioni personali non vere
  • click-baiting
  • molti contenuti con un software di auto-pubblicazione

Dopo un certo numero di post rimossi, restrizioni e avvisi Facebook può chiudere o disabilitare l'account[124].

Censura nel mondo

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Paese Inizio del divieto Fine del divieto Appunti
Armenia 2019 Bandito a causa del terremoto armeno del 2019[125]. Ancora vietato.
Bangladesh 2015 2015 Bannato per un mese e due giorni[126].
Cina 2009 Ancora vietato[127][128], anche se non bloccato a Hong Kong e Macao.
India 2017 2017 Vietato per tre giorni[129].
Iran 2009 2013 Inizialmente bandito a causa delle elezioni presidenziali iraniane del 2009[130].
Mauritius 2007 2007 Bannato per un giorno[131].
Myanmar 2021 Bandito a causa del colpo di stato in Myanmar del 2021[132]. Ancora vietato.
Nauru 2015 2018[133]
Corea del Nord 2016 Visualizzare Facebook è un crimine in Corea del Nord dal 2016 ed è soggetto a punizione[134]. Ancora vietato.
Pakistan 2010, 2017 2010, 2017 Bandito nel 2010 per 12 giorni[134]. Bandito nel 2017 per un giorno[135].
Papua Nuova Guinea 2018 2018 Bandito per un mese a causa degli utenti che pubblicavano disinformazione e pornografia[136].
Russia 2022 Bandito a causa della guerra russo-ucraina[137][138]. Ancora vietato.
Sri Lanka 2018, 2019 2018, 2019 Facebook è stato bannato quattro volte in Sri Lanka. La prima volta è stata per tre giorni nel 2018[139], la seconda volta per nove giorni sempre nel 2018[140], la terza volta e la quarta volta rispettivamente per uno e quattro giorni nel 2019[141].
Siria 2008[142] 2011
Tagikistan 2012 2012[143]
Turchia 2020 2020[144]
Turkmenistan 2018[128][145]
Uganda 2021 Bandito a causa delle elezioni generali ugandesi del 2021[146]. Ancora vietato.
Vietnam 2016 2016 Vietato per due settimane[147].

Influenze nella cultura di massa

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  • L'episodio "Social network" della quinta stagione della sitcom Camera Café è interamente basato su Facebook.
  • L'episodio "Grazie, Facebook" della quarta stagione della serie televisiva The Middle Frankie scopre che le amiche di Sue la tradiscono grazie a Facebook.
  • L'episodio "Hai zero amici" della quattordicesima stagione della serie animata South Park fanno una satira di Facebook parodiando il film di fantascienza Tron.
  • In un episodio della serie televisiva Life Bites - Pillole di Vita, la protagonista Giulia usa "Faccialibro", una variante usata nel programma, in cui la si vede cambiare la propria foto profilo.
  • Nell'episodio "Il D'oh-cial Network" della ventitreesima stagione della serie animata I Simpson, Lisa per farsi degli amici crea una rete sociale chiamato Springface, simile a quella creata da Zuckerberg.
  • La cantante sammarinese Valentina Monetta nel 2012 ha pubblicato il brano The Social Network Song (Oh Oh-Uh-Oh Oh), brano riguardante appunto Facebook (tanto che ne esiste una versione intitolata Facebook Uh Oh Oh) che ha rappresentato San Marino all'Eurovision Song Contest 2012 a Baku, in Azerbaigian.
  • Nel film Che bella giornata uscito nel 2011, Checco Zalone canta Se mi aggiungerai, una canzone che racconta del desiderio del protagonista di trovare e avere come amica su Facebook Farah, ragazza di cui è innamorato. Nel film, quando Checco canta la canzone, si vede chiaramente che sta utilizzando Facebook e lo dice anche nel testo della canzone, in cui dichiara che, se fosse stato lui a inventare la rete sociale, avrebbe introdotto una regola secondo cui chi è brutto non mette la foto sul profilo.
  • La colonna sonora del film Feisbum contiene la canzone omonima, scritta dal cantautore romano Gabriele Ortenzi, in arte Areamag, che ironizza sui comportamenti più tipici degli utenti della rete sociale.
  • I Duran Duran citano Facebook nella canzone Networker Nation ("you know how its gonna end looking for the real world with my Facebook friends") contenuta nell'album All You Need Is Now.
  • Il cantautore Max Pezzali cita Facebook ed il suo inventore Zuckerberg ("più forte di Zuckerberg (Zookerberg) quello di Facebook sarò") nella canzone Il presidente di tutto il mondo, tratta dal suo album Max 20, del 2013.
  • I Verdena citano Facebook ("sarai così serio suoni su Facebook") all'inizio della canzone Attonito, tratta dal loro quinto album Wow.
  • Vasco Rossi nel mega-concerto di Modena Park del 1 luglio 2017, ha cantato "nel suo Facebook", nel primo passaggio di Vita spericolata, al posto di "fatti suoi".
  • Cesare Cremonini cita Facebook ("e quanti inutili scemi per strada o su Facebook") in Nessuno vuole essere Robin, canzone tratta dall'album Possibili scenari.
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