CON UN COMMENTO DI PIETRO BERGAMINI DELL’INAF OAS DI BOLOGNA

Jwst “pesa” un antico buco nero dormiente

Un team internazionale con partecipazione Inaf è riuscito a misurare la massa di un buco nero dormiente al centro di una galassia dell’universo primordiale. Il colosso, sei miliardi di volte più massiccio del Sole, si trova a dieci miliardi di anni luce ed è stato “pesato” tracciando il moto delle stelle vicine con Jwst, grazie al lensing gravitazionale. Il risultato è stato pubblicato ieri su Science

DAI DATI RACCOLTI NEL 2023 DALLA MISSIONE MAVEN

Tubi di flusso magnetici nell’atmosfera di Marte

La sonda Maven della Nasa ha osservato un nuovo modo in cui il vento solare può interagire con l’atmosfera di un pianeta senza scudo magnetico: l’effetto Zwan-Wolf, finora rivelato solo nelle magnetosfere, è stato individuato per la prima volta nella ionosfera marziana. Lo studio è stato pubblicato su Nature Communications

UN RUOLO CHIAVE PARREBBE AVERLO GIOCATO GIOVE

Così la Terra ha ottenuto fosforo e azoto

Fosforo e azoto, due ingredienti essenziali per la vita, potrebbero non essere arrivati sulla Terra dal Sistema solare esterno, come ritenuto finora. Un nuovo studio condotto da un team di scienziati della Rice University suggerisce che il nostro pianeta li avrebbe ereditati dai primi planetesimi formatisi nelle regioni interne del Sistema solare. Tutti i dettagli su Science Advances

AL PERCORSO HA CONTRIBUITO ANCHE FLAVIA DELL’AGLI DELL’INAF DI ROMA

Allai, borgo sardo dove il buio riaccende le stelle

Il comune di Allai, in provincia di Oristano, è il primo borgo italiano a ottenere la certificazione internazionale di “Villaggio delle Stelle” rilasciata dalla Fundación Starlight dell’Istituto di astrofisica delle Canarie. Un riconoscimento che premia la qualità del cielo notturno, la riduzione dell’inquinamento luminoso e l’impegno della comunità nella promozione di un turismo sostenibile legato all’osservazione del cielo

RARA METEORITE SVELA L’ESISTENZA DI UN ANTICO EMBRIONE PLANETARIO

Alla ricerca del protopianeta perduto

Un nuovo metodo geobarometrico applicato ai cristalli di una rara meteorite, l’angrite Nwa 12774, rivela pressioni di cristallizzazione sbalorditive. Il corpo genitore di queste antichissime rocce magmatiche era un vero e proprio gigante – con un raggio di almeno mille km – del Sistema solare primordiale, poi distrutto da un catastrofico impatto. Vediamo com’è stato ricostruito l’identikit

I DETTAGLI SU ASTRONOMY & ASTROPHYSICS

Il passato burrascoso delle galassie quiescenti

Un gruppo di ricercatori ha studiato la relazione che intercorre fra le galassie massicce quiescenti e le galassie polverose che formano stelle. Utilizzando un modello semi-analitico, si è scoperto che le prime discenderebbero quasi sempre dalle seconde. Cruciali sarebbero le collisioni fra galassie e l’azione di un buco nero supermassiccio, che renderebbero una galassia “sterile” nel giro di un miliardo di anni

TUTTI I DETTAGLI SU ASTRONOMY & ASTROPHYSICS

Quelle nane rosse che mancano all’appello

Tra le nane rosse c’è un significativo deficit di astri in corrispondenza di una massa ben definita, pari a circa il 35 per cento di quella del Sole. Lo conferma uno studio guidato dall’Inaf e dallo Stsci che, grazie ai dati di Euclid, hanno osservato questo ‘gap’ per la prima volta in un antico ammasso di stelle. La scoperta permette di sondare gli interni stellari e di misurarne con precisione la distanza