Pashinyan viene confermato alla guida del governo e rilancia l'avvicinamento all'Ue. L'allontanamento da Mosca è complicato per i profondi legami economici e di sicurezza. Nei precari equilibri regionali, Erevan è sempre più dentro al grande gioco delle potenze.
Divenuta prima potenza globale, gli Stati Uniti si accorgono di non voler ricoprirne il ruolo. La crisi d’identità devasta la nazione, segna la fine della sua egemonia e rende gli Usa depressi e inaffidabili. Pessima notizia per noi. All'impero del Numero Uno mancavano limes e cultura intesa come vocazione a regere imperio populos.
Il presidente dell'Ucraina ha pubblicato una lettera aperta indirizzata al leader della Federazione Russa per porre fine al conflitto armato che insanguina i due paesi. I toni sono tuttaltro che generosi, ma i contenuti hanno catturato l'attenzione del Cremlino. Il nodo dei territori occupati dai russi. Prevale la stanchezza da guerra.
La vicenda libica dimostra la consapevolezza degli obiettivi di Ankara. Erdoğan punta a riunire le Libie e a legittimare l'iniziativa della Patria Blu attraverso la difesa dell'accordo marittimo del 2019 e il riconoscimento da parte di Tobruk. Il ruolo decisivo di Usa, Egitto e Italia.
Lo studio delle Idf sulle passate invasioni del vicino settentrionale illumina il conflitto odierno contro Hezbollah. Le lezioni del passato guidano l’avanzata nel Sud del paese dei Cedri e ne mostrano i limiti. L'annientamento del Partito di Dio non è un esito probabile.
Google introduce in Italia le "Fonti preferite". Aggiungi Limesalle testate che segui per trovare più facilmente analisi, mappe e approfondimenti geopolitici nei tuoi risultati di ricerca. Scopri anche come seguire Limes su Google Discover per ricevere i nostri contenuti consigliati nel tuo feed.
Dalle origini uraliche dei magiari al regno degli Árpád. Trianon e il Novecento ne riducono lo spazio politico senza spezzarne la continuità culturale. Il futuro passa dall’integrazione regionale e dai rapporti di buon vicinato, non dal revisionismo territoriale.
Termina l'èra di Orbán dopo sedici anni, ma il ricambio politico non implica una rottura netta. Il nuovo governo promette un riavvicinamento all’Ue, ma eredita dipendenza energetica dalla Russia e legami economici difficili da sciogliere con la Cina. Il complicato rapporto con l’Ucraina.
Il divieto d’ingresso al Santo Sepolcro a Pizzaballa e l’aggressione a una suora francese sono solo la punta dell’iceberg. Dagli sputi sul saio ai piani di ampliamento immobiliare: chi controlla il cuore della Città Vecchia ha in mano le chiavi della Città Santa.
La rubrica "Le mappe parlanti" di Laura Canali per scoprire tutti i dettagli delle cartine. Questa puntata è dedicata al Medio Oriente, ai suoi confini instabili e alle linee che lo attraversano: da Cipro alla Cisgiordania, dal Libano a Gaza. Eredità imperiali che provocano fratture e guerre ancora aperte.
La rubrica "Le mappe parlanti" di Laura Canali per scoprire tutti i dettagli delle cartine. Questa puntata è dedicata alla "flotta zanzara" iraniana e allo Stretto di Hormuz, dove la geografia costiera dell’Iran e la guerra asimmetrica dei pasdaran mettono in crisi la libertà di navigazione e la superiorità della Marina americana.
Dalle Ande all’Europa, il tubero che ha sfamato popoli e sostenuto imperi. I sovrani ne intuiscono il valore strategico e ne impongono la coltivazione, in America diventa simbolo del consumo globale. La grande carestia e le coffin ships irlandesi. Oggi guerre e crisi lo confermano cibo essenziale per la sopravvivenza.
Introdotto in Inghilterra nel Seicento, si trasforma in simbolo e identità nazionale a discapito del caffè delle potenze rivali. L’epopea del Cutty Sark. Come l’avvento di Lipton cambia il mercato. Sempre prodotto nel Sud Globale, oggi è controllato da grandi multinazionali.
L’inizio della produzione del distillato e la sua diffusione in America. Con l’impero britannico diventa strumento di controllo diretto del territorio. Oggi è in mano alle multinazionali e tra dazi e accordi commerciali rimane indicatore dei rapporti tra Nord e Sud globale.
Piegata dal crollo dell’Urss e dall’embargo, negli anni Novanta sull’isola era diffusa la percezione del tradimento del Cremlino. Povertà estrema, reclutamenti opachi e ambiguità del regime alimentano il flusso di persone nell'esercito russo. L’Avana rimane stretta tra Washington e Mosca.
Si riapre lo scandalo corruzione in Ucraina, principale problema del paese secondo i cittadini. Il capo di Stato è ritenuto responsabile, ma allo stesso tempo indispensabile per continuare il conflitto. Senza la pace nessun cambio al vertice. Cresce la fiducia nei militari.
Il dissenso cresce ma non si traduce in una minaccia diretta a Putin. La guerra radicalizza élite, apparati e società russa, spingendo Mosca verso posizioni più dure contro Ucraina ed Europa. Il Cremlino vuole chiudere il conflitto evitando una vittoria di Pirro. Leggi qui la prima parte
Washington e Pechino non si contendono solo lo Spazio, ma il modo stesso di narrarlo. Dietro le retoriche universalista e nazionalista, la Luna torna terreno di competizione geopolitica e militare. Servono regole comuni prima che il Cosmo venga privatizzato.
Il vertice Trump-Xi sancisce la parità formale tra i due colossi e ne evidenzia il gap culturale. L’ambiguità su Taiwan serve a evitare la catastrofe, ma intanto gli alleati asiatici ed europei dell’America si riarmano. Una nuova Jalta è impossibile senza prima una guerra.
Tokyo vuole potenziare le sue capacità belliche nel timore che la crisi americana e la distensione tra Washington e Pechino agevolino l’assorbimento di Taiwan da parte della Repubblica Popolare. Le riforme, l’ombra della Bomba e la costituzione pacifista al centro del dibattito nipponico.
Il partito di Modi vince nel Bengala Occidentale e conferma l’espansione del nazionalismo indù oltre la Hindi Belt. La regione è chiave per la sicurezza del fianco Est. Gestione dei rapporti con i vicini e coesione interna saranno essenziali per l’ascesa di Delhi. La prima puntata di Bharat, pianeta India, la rubrica di Limes curata da Lorenzo Di Muro.
Il 7 ottobre ha mandato in frantumi la compartimentazione che regolava i rapporti turco-israeliani. Malgrado le profonde divergenze, le due potenze continueranno però a muoversi lungo traiettorie parallele. Gli imperativi comuni prevarranno sulle contingenti reazioni emotive.
La terza esclusione consecutiva dai mondiali va oltre il fallimento sportivo. Il calcio è oggi un linguaggio universale che plasma identità e potere. In continua espansione e trasformazione sotto la spinta della finanza, noi perdiamo centralità nel nostro stesso mito.
Nel 1976 il segretario del Pci rompe col comunismo sovietico. Al XXV congresso del Pcus rivendica la via nazionale al socialismo e indica Nato e Occidente come spazio della libertà democratica. L’abiura postuma in occasione del quarantesimo anniversario della morte.
Americani fuori, russi dentro, tedeschi sopra: rivoluzione nel triangolo alla base della Nato. Per Washington il Cremlino non è una minaccia esistenziale, per molti europei sì. Il Vecchio Continente riarma perché non conta sull’America, che non intende morire per noi. A Berlino il pericolo russo giustifica l’aspirazione egemonica in Europa.
Il Pentagono ha annunciato il ritiro di 5 mila soldati dal suolo della Bundesrepublik, fondamentale perno di proiezione della potenza a stelle e strisce. Il trasporto della Casa Bianca per la Russia. Anticinesi e antirussi d’Oltreoceano condividono l’obiettivo di “tenere i tedeschi sotto”.
Il nuovo governo deve impedire che la dissoluzione del sistema degli al-Asad apra la strada alla disgregazione del paese. Il rischio è la “libanizzazione” della Siria. Il popolo vuole un potere centrale, per questo la questione sociale rappresenta la vera sicurezza nazionale siriana. Una riflessione con Samir Aita, presidente del Forum degli economisti arabi.
L’apertura di corridoi terrestri verso l’Iran conferma la storica strategia del paese: sfruttare le contraddizioni altrui. Il Balucistan usato come valvola. Washington tollera, tra contenimento e calcolo. Nelle dinamiche dell'area Islamabad resta indispensabile e inaffidabile.
Il primo ministro israeliano vuole un’intelligence che assecondi la sua guerra permanente. Dunque mette a capo dei servizi soggetti inesperti ma a lui fedeli. Chi sono e cosa hanno in comune David Zini e Roman Gofman. E perché le loro mancanze li rendono perfetti per il ruolo assegnato.
Il paese abbandona l’organizzazione nel pieno della crisi del Golfo e della tensione energetica globale. Divergenze economiche con gli altri produttori e rivalità con l'Arabia Saudita le cause maggiori. La guerra ridefinisce il quadro della sicurezza di Abu Dhabi, che punta alla cooperazione con l'Ucraina.
All'indomani del fragile e già compromesso cessate-il-fuoco raggiunto tra Stati Uniti e Repubblica Islamica, una giornalista iraniana racconta a Limes i primi cinque giorni del conflitto.
A Teheran i guardiani della rivoluzione controllano tutto, anche grazie alle sanzioni occidentali. L’elezione di Mojtaba Khamenei a Guida suprema certifica il loro dominio sugli ayatollah. Le differenze con i basiji. Il futuro dell’Iran non è liberale.
Catene montuose, profondità strategica e infrastrutture nascoste rendono complesso un conflitto via terra. La superiorità aerea di Usa e Israele fatica contro un sistema disperso e invisibile. Senza cambio di regime, lo scenario più plausibile è la destabilizzazione prolungata del paese.
The Donald si è convinto che un successo in Iran potrebbe rilanciarlo in patria. I tre scenari (più uno) della guerra. Re Bibi ha bisogno dello scontro permanente e del Nemico per mantenere gli Usa nella regione. Con l’atteggiamento ambiguo delle petromonarchie Ankara si conferma unica grande potenza dell’area.
La rubrica "Le mappe parlanti" di Laura Canali per scoprire tutti i dettagli delle cartine. Questa puntata è dedicata all'espansione territoriale americana avvenuta attraverso l'acquisto di territori come la Louisiana e l'Alaska. Acquisizioni che hanno permesso agli Stati Uniti di connettere il cuore del paese con le rotte oceaniche.
La rubrica "Le mappe parlanti" di Laura Canali per scoprire tutti i dettagli delle cartine. Questa puntata è dedicata al Golfo Persico/Arabico e al complesso sistema di porti, giacimenti e infrastrutture energetiche in prossimità dello strategico Stretto di Hormuz dove si concentrano le conseguenze della campagna bellica di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica Islamica.
La rubrica "Le mappe parlanti" di Laura Canali per scoprire tutti i dettagli delle cartine. Questa puntata è dedicata all’Egitto e ai suoi progetti idrici nel deserto, tra New Delta Project e Toshka, per creare nuove terre agricole. Un’ambizione che si confronta con limiti strutturali: scarsità d’acqua, costi elevati e fragilità del territorio.
La rubrica "Le mappe parlanti" di Laura Canali per scoprire tutti i dettagli delle cartine. Questa puntata è dedicata ai grandi progetti infrastrutturali nell'Africa centro-meridionale, in particolare al Corridoio di Lobito e alla ferrovia di Tazara che collegano l'entroterra africano agli oceani Atlantico e Indiano.