White Pony
| White Pony album in studio | |
|---|---|
| Artista | Deftones |
| Pubblicazione | 20 giugno 2000 |
| Durata | 48:43 |
| Dischi | 1 |
| Tracce | 11 |
| Genere | Alternative metal[1] Nu metal[2][3] |
| Etichetta | Maverick |
| Produttore | Terry Date, Deftones |
| Registrazione | The Plant Recording Studios, Sausalito (California) Registrazione aggiuntiva: Larrabee Sound Studios, West Hollywood (California) e Larrabee Sound Studios, Hollywood (California) |
| Formati | CD, 2 LP, MC, download digitale, streaming |
| Altri formati | 2 CD, 4 LP (2020) |
| Certificazioni | |
| Dischi d'oro | (vendite: 35 000+) (vendite: 50 000+) (vendite: 100 000+) |
| Dischi di platino | (vendite: 2 000 000+) |
| Deftones - cronologia | |
| Singoli | |
| |
White Pony è il terzo album in studio del gruppo musicale statunitense Deftones, pubblicato il 20 giugno 2000 dalla Maverick Records.[2]
Si tratta dell'album più venduto del gruppo,[8] nonché il primo dove il DJ e tastierista Frank Delgado suona come membro stabile, dopo aver collaborato in precedenza ai primi due album del gruppo.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]White Pony rappresenta un punto di svolta nella crescita del sound del gruppo, il quale incorpora elementi di new wave, rock psichedelico e post-punk, oltre ad un esperimento di trip hop in Teenager e alcune influenze tratte dalla musica d'ambiente.[2][9] Alla realizzazione dell'album hanno inoltre partecipato vari musicisti d'eccezione: la cantante Rodleen Getsic in Knife Prty, il cantautore Maynard James Keenan in Passenger e DJ Crook alla programmazione.[10] Inoltre, in RX Queen ha partecipato come seconda voce l'allora cantante degli Stone Temple Pilots Scott Weiland; tuttavia il suo nome non appare tra i crediti dell'album.[11]
Insieme all'album precedente, White Pony viene generalmente ritenuto dal pubblico e dai critici il miglior album del gruppo.[2] La rivista statunitense Kerrang! l'ha inserito al terzo posto nella sua classifica dei migliori album del 2000, mentre secondo Alternative Press esso è uno dei dieci album più influenti del 2000 e il secondo migliore album del 2000. Per il brano Elite, nel 2001 il gruppo vinse un Grammy Award alla miglior interpretazione metal.[12]
Titolo
[modifica | modifica wikitesto]Il titolo scelto per il disco è un termine slang per indicare la cocaina. Nonostante ciò, il frontman Chino Moreno spiegò come White Pony potesse rappresentare svariati significati:[13]
Promozione
[modifica | modifica wikitesto]White Pony è stato pubblicato in tutto il mondo il 20 giugno 2000 dalla Maverick Records nei formati CD, MC e doppio LP. Contemporaneamente all'uscita della versione standard dell'album, furono pubblicate due edizioni limitate differenti per la copertina: la prima rossa e l'altra nera. Entrambe le versioni contengono una bonus track intitolata The Boy's Republic e presentano un booklet differente rispetto alla versione standard.[14][15] Sette giorni dopo l'uscita dell'album, i Deftones hanno pubblicato come primo singolo Change (In the House of Flies). Il 3 ottobre dello stesso anno fu pubblicata una riedizione che presenta una copertina bianca (anziché grigia come nella versione standard) e una traccia aggiuntiva intitolata Back to School (Mini Maggit), rivisitazione in chiave rap metal di Pink Maggit;[16] tale versione è stata successivamente estratta come singolo nel 2001.
Il 20 giugno 2020 i Deftones hanno annunciato una nuova edizione dell'album al fine di celebrarne il suo ventennale.[11] Pubblicata l'11 dicembre dello stesso anno, la riedizione presenta un disco aggiuntivo intitolato Black Stallion e contenente le versioni remix degli undici brani curate da vari artisti, tra cui DJ Shadow, Mike Shinoda, Purity Ring e Robert Smith.[17] Il remix di Passenger prodotto da Shinoda ha in seguito trionfato ai Grammy Awards 2022 nella categoria Best Remixed Recording.[18]
Tracce
[modifica | modifica wikitesto]Testi e musiche dei Deftones, eccetto dove indicato.
Edizione standard
[modifica | modifica wikitesto]- Feiticeira – 3:09
- Digital Bath – 4:15
- Elite – 4:01
- RX Queen – 4:27
- Street Carp – 2:41
- Teenager – 3:20
- Knife Prty – 4:49
- Korea – 3:23
- Passenger – 6:07 (Deftones, Maynard James Keenan)
- Change (In the House of Flies) – 4:59
- Pink Maggit – 7:32
- Traccia bonus presente nelle edizioni limitate
- The Boy's Republic – 4:35
- Black Stallion – CD bonus nella 20th Anniversary Deluxe Edition
- Feiticeira (Clams Casino Remix) – 2:02
- Digital Bath (DJ Shadow Remix) – 3:24
- Elite (Blanck Mass Remix) – 5:20
- RX Queen (Salva Remix) – 4:14
- Street Carp (Phantogram Remix) – 3:31
- Teenager (Robert Smith Remix) – 3:07
- Knife Prty (Purity Ring Remix) – 4:28
- Korea (Trevor Jackson Remix) – 4:31
- Passenger (Mike Shinoda Remix) – 4:46 (Deftones, Maynard James Keenan)
- Change (In the House of Flies) (Tourist Remix) – 5:02
- Pink Maggit (Squarepusher Remix) – 10:12
Riedizione
[modifica | modifica wikitesto]- Back to School (Mini Maggit) – 3:57
- Feiticeira – 3:09
- Digital Bath – 4:15
- Elite – 4:01
- RX Queen – 4:27
- Street Carp – 2:41
- Teenager – 3:20
- Knife Prty – 4:49
- Korea – 3:23
- Passenger – 6:07 (Deftones, Maynard James Keenan)
- Change (In the House of Flies) – 4:59
- Pink Maggit – 7:32
Formazione
[modifica | modifica wikitesto]- Gruppo
- Chino Moreno – voce, chitarra
- Abe Cunningham – batteria
- Chi Cheng – basso
- Frank Delgado – giradischi
- Stephen Carpenter – chitarra
- Altri musicisti
- DJ Crook – programmazione
- Scott Weiland – voce aggiuntiva (traccia 4)[11]
- Rodleen Getsic – voce aggiuntiva (traccia 7)
- Maynard James Keenan – voce aggiuntiva (traccia 9)
- Produzione
- Terry Date – produzione, missaggio
- Deftones – produzione
- Scott Olson – ingegneria Pro Tools, ingegneria del suono aggiuntiva
- Robert Daniels – assistenza alla registrazione
- Ted Regier – assistenza alla registrazione aggiuntiva e al missaggio
- Jason Schweitzer – assistenza alla registrazione aggiuntiva
- Howie Weinberg – mastering
- Ulrich Wild – ingegneria del suono aggiuntiva
- Michelle Forbes – assistenza tecnica
- James Minchin III – fotografia
- Kim Biggs – direzione creativa
- Frank Maddocks – direzione artistica, grafica
Classifiche
[modifica | modifica wikitesto]Classifiche settimanali
| Classifica (2000-21) | Posizione massima |
|---|---|
| Australia[19] | 2 |
| Austria[19] | 39 |
| Belgio (Fiandre)[19] | 27 |
| Belgio (Vallonia)[19] | 145 |
| Canada[20] | 8 |
| Finlandia[19] | 13 |
| Francia[19] | 6 |
| Germania[19] | 11 |
| Irlanda[21] | 21 |
| Italia[19] | 29 |
| Norvegia[19] | 19 |
| Nuova Zelanda[19] | 14 |
| Paesi Bassi[19] | 27 |
| Regno Unito[22] | 13 |
| Stati Uniti[20] | 3 |
| Svezia[19] | 35 |
| Svizzera[19] | 68 |
| Ungheria[23] | 7 |
Classifiche di fine anno
| Classifica (2000) | Posizione |
|---|---|
| Stati Uniti[24] | 137 |
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) MacKenzie Wilson, White Pony, su AllMusic, All Media Network. URL consultato l'11 ottobre 2012.
- 1 2 3 4 Tommaso Iannini, Nu metal, Giunti Editore, 2003, p. 32, ISBN 88-09-03051-6.
- ↑ (EN) Peter Buckley, The Rough Guide to Rock, Rough Guides, 2003, p. 282, ISBN 1-84353-105-4.
- ↑ (EN) 2005 Accreds (PDF), su Dropbox, Australian Recording Industry Association. URL consultato il 28 settembre 2024.
- ↑ (EN) White Pony – Gold/Platinum, su Music Canada. URL consultato il 23 giugno 2013.
- ↑ (EN) White Pony, su British Phonographic Industry. URL consultato il 7 dicembre 2013.
- ↑ (EN) Deftones - White Pony – Gold & Platinum, su Recording Industry Association of America. URL consultato il 21 luglio 2025.
- ↑ Danny Stones, Deftones, su Ondarock. URL consultato l'8 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2010).
- ↑ Riccardo Bertoncelli, Cris Thellung, Ventiquattromila dischi. Guida a tutti i dischi degli artisti e gruppi più importanti, Baldini Castoldi Dalai, 2006, p. 297, ISBN 978-88-6018-151-0.
- ↑ (EN) Note di copertina di White Pony, Deftones, Maverick Records, CD, 20 giugno 2000.
- 1 2 3 (EN) Suzy Exposito, Deftones Announce Upcoming 'White Pony' Remix LP 'Black Stallion', su Rolling Stone, 20 giugno 2020. URL consultato il 17 gennaio 2021.
- ↑ (EN) White Pony - Deftones : Awards, su AllMusic, All Media Network. URL consultato l'11 ottobre 2012.
- ↑ (EN) Interview : Deftones, su sexnrocknroll.com. URL consultato l'11 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2007).
- ↑ (EN) White Pony (Limited Edition Red), su AllMusic, All Media Network. URL consultato l'11 ottobre 2012.
- ↑ (EN) White Pony (Limited Edition Black), su AllMusic, All Media Network. URL consultato l'11 ottobre 2012.
- ↑ (EN) White Pony (Added Track), su AllMusic, All Media Network. URL consultato l'11 ottobre 2012.
- ↑ (EN) Deftones' White Pony remix album, Black Stallion, is finally coming in December, su Louder, 30 ottobre 2020. URL consultato il 17 gennaio 2021.
- ↑ (EN) Evan Minsker, Matthew Ismael Ruiz, Grammys 2022 Winners: See the Full List Here, su Pitchfork, 3 aprile 2022. URL consultato il 4 aprile 2022.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 (NL) Deftones - White Pony, su Ultratop. URL consultato il 4 dicembre 2013.
- 1 2 (EN) Deftones – Chart history, su Billboard, Penske Media Corporation. URL consultato il 28 settembre 2024. Cliccare sulla freccia all'interno della casella nera per visualizzare la classifica desiderata.
- ↑ (EN) Deftones - Discography, su irish-charts.com. URL consultato il 28 settembre 2024.
- ↑ (EN) White Pony - Full Official Chart History, su Official Charts Company. URL consultato il 28 settembre 2024.
- ↑ (HU) Album Top 40 slágerlista: 2021. 16. hét 2021. 04. 16. - 2021. 04. 22., su Hivatalos Magyar Slágerlisták. URL consultato il 28 settembre 2024.
- ↑ (EN) Year-End Charts - Billboard 200 Albums - 2000, su Billboard. URL consultato il 28 settembre 2024 (archiviato dall'url originale il 27 febbraio 2021).
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- White Pony, su Last.fm, CBS Interactive.
- (EN) MacKenzie Wilson, White Pony, su AllMusic, All Media Network.
- (EN) White Pony, su Discogs, Zink Media.
- (EN) White Pony, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) White Pony, su Genius.com.
- (EN) White Pony, su Metacritic, Red Ventures.
