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Roccasecca

Coordinate: 41°33′N 13°40′E
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BERJAYA Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Roccasecca (disambigua).
Roccasecca
comune
Roccasecca – Stemma
Roccasecca – Bandiera
Roccasecca – Veduta
Roccasecca – Veduta
Veduta di Roccasecca Centro
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneBERJAYA Lazio
ProvinciaBERJAYA Frosinone
Amministrazione
SindacoGiuseppe Sacco (lista civica) dal 5-6-2016
Territorio
Coordinate41°33′N 13°40′E
Altitudine245 m s.l.m.
Superficie43,33 km²
Abitanti6 652[1] (28-2-2026)
Densità153,52 ab./km²
FrazioniCaprile, Castello, Roccasecca Capoluogo, Roccasecca Scalo
Comuni confinantiCastrocielo, Colfelice, Colle San Magno, Pontecorvo, Rocca d'Arce, San Giovanni Incarico, Santopadre
Altre informazioni
Cod. postale03038
Prefisso0776
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT060060
Cod. catastaleH443
TargaFR
Cl. sismicazona 2A (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona D, 1 589 GG[3]
Nome abitantiroccaseccani
Patronosan Pietro Martire
Giorno festivoterza domenica di agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Roccasecca
Roccasecca
Roccasecca – Mappa
Roccasecca – Mappa
Posizione del comune di Roccasecca nella provincia di Frosinone
Sito istituzionale

Roccasecca è un comune italiano di 6 652 abitanti[1] della provincia di Frosinone nel Lazio.

Geografia fisica

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Territorio da sempre conteso tra Borbone e Papato, dal 1751 definitivamente parte dell'antica Provincia di Terra di Lavoro del Regno di Napoli (poi diventato Regno delle Due Sicilie). Roccasecca appartenne alla provincia di Terra di Lavoro anche dopo l'Unità d'Italia, entrò poi nel Lazio con la nascita della provincia di Frosinone nel 1927.

Secondo la vigente classificazione sismica dell'Italia, il territorio di Roccasecca ricade in zona 2A, ovvero zona a rischio sismico medio alto, in prossimità di una zona 1 a rischio elevato, rappresentata dalla vicina valle di Comino e dalle zone della Marsica, interessate da una tettonica principalmente distensiva, tipica dell'Appennino centrale.

Storicamente il comune ha subito dei danneggiamenti del patrimonio edilizio in seguito a violenti eventi tellurici dei territori vicini, tra i quali ricordiamo il grande terremoto della Marsica del 1915, il terremoto di Sora del 1654 con epicentro stimato presso la confinante Casalvieri e il più recente terremoto dell'Italia centro-meridionale del 1984.

Il clima di Roccasecca rappresenta quello tipico della bassa collina laziale interna.

Le giornate estive si presentano calde e talvolta afose anche se è facile assistere a fenomeni temporaleschi, spesso di breve durata, dovuti allo sviluppo verticale termocomvettivo delle nubi che si originano dai monti e si estendono verso la costa contribuendo ad abbassare la temperatura dell’aria.

L’autunno è invece mite e piovoso specialmente nei mesi di ottobre e novembre. In questo periodo non sono rare le piogge anche di forte intensità che possono arrecare disagi nella zona.

Le temperature invernali invece variano a seconda delle masse d’aria che influenzano il territorio. Durante periodi anticiclonici non è rara nella valle la formazione di uno strato di inversione termica accompagnato da nebbia, che molto raramente però persiste per tutta la giornata, andando ad interessare quasi esclusivamente le ore del mattino, con temperature minime sotto lo zero; in questo caso la frazione di Roccasecca Scalo è decisamente più fredda delle frazioni collinari dove il clima risulta mite perché fuori dallo strato di inversione.

In caso di irruzioni di aria di matrice artica le temperature si mantengono invece rigide su tutto il territorio con minime sotto lo zero e massime talvolta abbondantemente inferiori ai +5’C/+10’C. La neve non è un fenomeno frequente, ma è probabile che in inverno si verifichi una nevicata di modesta entità (circa 5/10 cm). In genere le nevicate sono un po’ più abbondanti e frequenti sulle zone collinari (Roccasecca centro, Castello, Caprile..), ma vista l’esposizione assolata di tali frazioni, il manto nevoso tende a sciogliersi rapidamente rimanendo talvolta un po’ più a lungo nella valle (specialmente nei mesi di dicembre e gennaio quando è più facile che si sviluppi l'inversione termica).

Da menzionare durante la grande ondata di freddo del febbraio 2012 una nevicata storica che portò una quarantina di centimetri di neve in paese. Altri eventi nevosi rilevanti dopo il 2000 sono senza dubbio il 16 gennaio 2002 (15 cm circa di neve caduti), il 17 dicembre 2010 (10 cm di neve), il 30/31 dicembre 2014 ( 5/8 cm di neve caduti) e il 26 febbraio 2018 (dai 7/8 cm delle zone pianeggianti ai 10 cm circa sulle frazioni collinari). Altri eventi nevosi meno importanti si sono verificati nel 2003, nel 2005, a febbraio 2010, febbraio 2013, febbraio 2015, nella notte tra il 28 febbraio e il 1º marzo 2018 e il 17 gennaio 2021.

Origini del nome

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Il toponimo è un composto di “rocca”, nel senso di ‘luogo fortificato posto in alto’, e dell'aggettivo “secca”, riferendosi alla forte carenza d’acqua del monte Asprano sul quale fu costruito il castello che dà il nome al borgo.

BERJAYA
Via Roma nel 1960.
BERJAYA
Scorcio del paese.

Originario "pagus" dei Volsci fino al 991. La storia di Roccasecca è profondamente legata alla sua posizione geografica: il paese è infatti posto all'ingresso di due gole che danno accesso alla valle di Comino ed è sovrastato dal monte Asprano che con i suoi 553 metri d'altezza permette di controllare facilmente l'ampia valle del Liri. Durante la preistoria si sa con certezza che vi furono diversi stanziamenti nel territorio di Roccasecca; del più importante ci rimangono resti di mura perimetrali, e seducente è l'ipotesi che si tratti della famosa Duronia ricercata tante volte dagli archeologi. La sua fondazione risale al periodo delle invasioni barbariche, quando gli abitanti dell'insediamento di Melfel, sul fiume Melfa, e della vicina Aquino lasciarono la pianura per sfuggire agli invasori.

Roccasecca è per secoli solo un comodo punto di passaggio per gli eserciti che passavano il fiume Melfa, sul quale furono costruiti, probabilmente già in epoca romana, tre ponti di cui sono visibili ancora oggi alcune tracce, ma nel Medioevo ha il suo vero sviluppo come comunità. Infatti quando si parla di Roccasecca e della sua storia il pensiero va subito a san Tommaso d'Aquino ed ai fasti del suo castello, importante baluardo difensivo posto nel 994 dall'abate Mansone a difesa del monastero di Montecassino, distante solo pochi chilometri (26 km). L'abate mette a capo della rocca fortificata un ramo collaterale della famiglia dei conti D'Aquino, che fra alterne vicende e numerose battaglie (come era nel costume dell'epoca) regneranno per secoli sul paese. Intorno alla fine del X secolo Adenolfo III d'Aquino la fece occupare e radere al suolo. Una volta ricostruita, divenne feudo della famiglia D'Aquino e resistette all'assedio posto dalle truppe imperiali di Enrico VI. Dopo essere stata teatro della sconfitta del re di Napoli Ladislao di Durazzo da parte di Luigi II d'Angiò, pervenne alla famiglia D'Avalos in seguito al matrimonio tra l'ultima discendente dei conti D'Aquino, Antonella, e Innico I d'Avalos.

Il Ducato di Sora

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BERJAYA Lo stesso argomento in dettaglio: Ducato di Sora.

Dopo il 1550 alcuni abitanti della rocca scendono a valle dando origine all'attuale Roccasecca Scalo, al Castello ed a Caprile. Nello stesso anno Roccasecca divenne libero comune per poi perdere però questa autonomia nel 1583 quando venne venduta alla famiglia Boncompagni. Nei secoli che seguono gli abitanti di Roccasecca vedono avvicendarsi al potere del loro castello gli Angioini, lo Stato Pontificio, gli Aragonesi, a seconda del Signore che domina in quel momento la valle del Liri. È solo nel 1583 che Roccasecca acquista un po' di pace e di serenità: viene infatti venduta con il feudo di Aquino al duca di Sora Giacomo Boncompagni (figlio di papa Gregorio XIII) che ne fa un suo feudo, appartenente al Regno di Napoli, ma con larga autonomia.

BERJAYA
Via Roma primi anni del '900

La vita del paese è alquanto grama nel Seicento e primo Settecento per malattie e siccità che riducono drasticamente il numero degli abitanti. Le cose andranno meglio sotto il governo del Regno di Napoli da re Carlo di Borbone in poi: nel 1742 la cittadina diventa sede dei vescovi della diocesi di Aquino, dimostrando di essere un centro fiorente e si costruirono un palazzo vescovile e il nuovo seminario diocesano.

Unità d'Italia

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BERJAYA
La piazza del mercato di Roccasecca nel 1924

Nell'Ottocento si diffondono, nel paese, oltre agli ideali di libertà portati da Napoleone Bonaparte e dagli echi della rivoluzione francese, la Carboneria ed il brigantaggio. Dopo il 1860, con l'Unità d'Italia la situazione sociale cambia, e, purtroppo, molti roccaseccani emigrano per cercare lavoro al Nord o all'estero. L'economia e la vita del paese rimangono invariate anche durante i primi anni del Novecento, fino all'inizio della seconda guerra mondiale. Durante la Grande Guerra, nel 1917, 500 donne roccaseccane invasero il municipio protestando contro la cattiva gestione del comune. Nel periodo successivo alla guerra, durante le agitazioni del biennio rosso e l'ascesa del fascismo, tra il 7 e l'8 novembre 1920, la sezione della Terra di Lavoro del Partito Socialista Italiano terrà il suo congresso a Roccasecca. La mattina del primo giorno, il dirigente nazionale del PSI Giuseppe Berti tenne un discorso per l'anniversario della Rivoluzione russa, il che portò le squadracce fasciste ad intervenire assaltando il palazzo comunale, dove si stava tenendo il congresso. I fascisti ferirono tre persone, ma le forze dell'ordine, conniventi con i fascisti, arrestarono due aderenti alla Lega contadina di Roccasecca e lasciarono intoccati gli squadristi. Due giorni dopo, il 9 novembre, venne organizzato un corteo di circa 800 persona da Roccasecca scalo fino al centro del paese per cacciare le squadracce fasciste, ma questa azione venne bloccata e dispersa da 200 carabinieri e dai fascisti, che sparano dai tetti delle case ferendo alcuni manifestanti.

Durante la seconda guerra mondiale il comune viene scelto, per la presenza della stazione ferroviaria e per il ponte sul fiume Melfa, come quartier generale del XIV. Panzerkorps e del generale Frido von Senger und Etterlin. Ma l'importanza strategica si rivela fonte di vessazioni per Roccasecca, che dovette subire durissimi e continui bombardamenti da parte degli Alleati, culminati con il tremendo attacco alla stazione ferroviaria del 23 ottobre 1943. Dopo la guerra, i lunghi anni della povertà e della ricostruzione, poi il boom economico, la nascita degli stabilimenti industriali, lo sviluppo del paese intorno alla ricostruita stazione ferroviaria. Il 14 settembre 1974 Roccasecca riceve, in occasione del VII centenario della morte di san Tommaso d'Aquino, la visita di papa Paolo VI.

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 29 febbraio 1996.[4]

«D'azzurro, al castello d'argento, murato di nero, chiuso dello stesso, merlato alla guelfa, il fastigio merlato di sette, esso castello fondato sulla pianura di verde e munito di tre torri, la torre centrale più alta e più larga, merlata di quattro, finestrata di due in palo, di nero, le torri laterali merlate di tre e finestrate di una, dello stesso. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo di bianco con la bordatura d'azzurro.

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria
«Centro strategicamente importante situato sulla linea Gustav, durante l'ultimo conflitto mondiale, si trovò al centro di quotidiani combattimenti, subendo devastanti bombardamenti e feroci rappresaglie che procurarono numerose vittime civili e la quasi totale distruzione dell'abitato. La popolazione dovette inoltre piegarsi allo sfollamento forzato, operato dai reparti delle "SS" e trovare rifugio nei paesi del centro e nord Italia. Roccasecca (FR), 1943 - 1944»
 10 marzo 2004[5]

Monumenti e luoghi d'interesse

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Il palazzo Boncompagni di Roccasecca.
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Roccasecca vista dal castello.

Architetture religiose

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Statua di San Tommaso

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La Statua di San Tommaso a Roccasecca è un capolavoro dell'acclamato scultore Giuliano Vangi, inaugurato il 28 maggio 2005. Quest'opera straordinaria domina la Valle del Liri dall'alto e offre una rappresentazione unica del Santo, lontana dall'iconografia tradizionale.

L'imponente scultura in marmo di Coreno si erge maestosa, raggiungendo quasi i 10 metri di altezza ed è posizionata all'imbocco del Tracciolino, la strada che collega Roccasecca a Casalvieri e attraversa le Gole del Melfa.[6]

Chiesa di San Tommaso d'Aquino

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La Chiesa di San Tommaso d'Aquino sorge ai piedi della rupe dominata dal castello, in una posizione di particolare rilievo storico e paesaggistico. L’edificio, costruito tra il 1323 e il 1325, rappresenta uno dei primi esempi di architettura religiosa dedicati a San Tommaso d’Aquino, risultando la prima chiesa eretta in suo onore. La struttura presenta una pianta a navata unica e un campanile a base quadrata, elementi che ne caratterizzano la semplicità formale. Il presbiterio conserva un significativo ciclo di affreschi del XV secolo, provenienti dalla Chiesa di San Pietro a Campea.

Nel corso della Seconda guerra mondiale, l’edificio subì gravi danneggiamenti, ma fu oggetto di un intervento di restauro negli anni Settanta del Novecento, che ne ha consentito il recupero e la valorizzazione.

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Campanile Chiesa di San Tommaso d'Aquino
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Esterno Chiesa di San Tommaso d'Aquino

Collegiata della Santissima Annunziata

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La chiesa della Santissima Annunziata venne edificata verso la metà del XV secolo su disegno dell'architetto arpinate Pacifico Mastroianni.

Nel XVII secolo, la chiesa ottenne il prestigioso titolo di "Collegiata" e nel 1843 fu elevata al rango di "Collegiata insigne". Nel 1750, subì una demolizione seguita da una ricostruzione in stile barocco, che ha contribuito a definire l'aspetto attuale della struttura.[7]

Qui sono conservate diverse opere di pregio, tra le quali le tele ritraenti rispettivamente la Madonna e il Bambino con i Santi Biagio e Antonio Abate, la Madonna della Libera e la Madonna del Purgatorio, il pulpito ligneo, gli affreschi della cupola e la pala con soggetto la Santissima Annunziata, dipinta nel 1754 da Francesco De Mura.

Chiesa di San Vito al Melfa

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La Chiesa di San Vito al Melfa si trova lungo il percorso dell’antica Via Latina. Fin dall’epoca romana, infatti, questo punto rappresentava un importante nodo viario grazie alla presenza di un ponte che permetteva il passaggio sul fiume Melfa.

La chiesa è documentata già nel 1175, quando una bolla di Papa Alessandro III la assegna al vescovo Rainaldo di Aquino. Accanto alla chiesa esisteva un tempo anche un piccolo insediamento monastico, probabilmente di tradizione benedettina, poi scomparso.

Le mura esterne conservano infatti numerosi reperti architettonici ed epigrafici di età imperiale, reimpiegati come materiale costruttivo e testimonianza visibile della lunga vita del sito. Anche l’interno dell’edificio conserva elementi di particolare interesse: il pavimento, costituito da grandi blocchi lapidei, potrebbe provenire dal vicino ponte romano, secondo quanto suggerito da studi locali.[8]

Eremo di San Michele Arcangelo

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Nella frazione di Caprile, alle pendici del monte Asprano, sorge la chiesa rupestre di San Michele Arcangelo, nota anche come eremo di Sant'Angelo in Asprano. La chiesa si trova ai piedidella rupe dove fu edificato il castello dei Conti d'Aquino[9].

Le origini del sito sono documentate già nel 991, anno in cui, secondo quanto tramandato dal Chronicon Casinense di Leone Marsicano, la chiesa fu ceduta da Grimoaldo, giudice aquinate, all’abbazia di Montecassino. Il riferimento del Chronicon è tra le testimonianze più antiche relative ai luoghi sacri del territorio di Roccasecca e indica chiaramente l’importanza strategica e spirituale dell’area fin dall’Alto Medioevo.[10][11]

Fra gli affreschi presenti:

  • l'Ascensione di Cristo alla presenza di cinque apostoli[9] e della Vergine, nella nicchia absidale;
  • il San Michele Arcangelo e Vergine, a sinistra dell'entrata;
  • il Cristo benedicente con quattro angeli, racchiuso in una lunetta a forma di mandorla.

Convento e Chiesa di San Francesco

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Lungo l’antico tracciato che conduce verso Colle San Magno, si trova il Convento e Chiesa di San Francesco. La Chiesa di San Francesco, che risale alla fine del Quattrocento, ha subito un restauro significativo nel corso del Settecento, assumendo un carattere barocco che caratterizza la sua facciata e gli interni decorati con stucchi raffinati. Adiacente alla chiesa si erge l'imponente convento, circondato da una cornice di verde lussureggiante. Questo antico convento rappresenta un luogo di silenzio e contemplazione, immerso nella tranquillità della natura circostante.[12]

Eremo dello Spirito Santo

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L’Eremo dello Spirito Santo sorge all’ingresso delle suggestive Gole del Melfa, in una posizione dominante sulla Valle del Liri, ricavato all’interno di una cavità naturale e modellato nel corso dei secoli attraverso vari interventi di consolidamento e ristrutturazione.[13]

Uno degli aspetti più interessanti del complesso è il sistema ideato per l’approvvigionamento idrico: grazie a una rete di canaletti scavati nella roccia, l’acqua piovana veniva raccolta e convogliata in una cisterna, garantendo una riserva stabile e fondamentale per la vita solitaria degli eremiti che vi risiedevano.[14]

Il contesto naturale in cui si inserisce l’eremo è di straordinaria bellezza. Le Gole del Melfa, caratterizzate da ripide pareti rocciose, boschi fitti e numerose cavità naturali, costituiscono un’area di grande rilevanza ambientale, riconosciuta come Sito di Interesse Comunitario (SIC) per la ricchezza della flora e della fauna.[13]

Architetture militari

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Castello dei Conti d'Aquino

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Il castello dei Conti d'Aquino fu costruito sopra la rocca del borgo nel 994 per volere dell'abate di Montecassino Mansone, che approvò il progetto alleandosi con la famiglia dei D'Aquino di Pontecorvo. Il castello venne eretto su Monte Asprano.

Dopo una lite con Montecassino, i d'Aquino occuparono il sito di Rocchetta Vecchia grazie ad Atenolfo che fece il possedimento suo.

Secondo una parte degli storici il famoso teologo domenicano Tommaso d'Aquino sarebbe nato nel castello nel Duecento. Il castello perse il valore di controllo della valle nel XVII secolo, e rapidamente decadde, fino alla recente ristrutturazione. Una torre cilindrica è ancora in piedi, mentre la struttura rettangolare è di matrice duecentesca, conservata in buono stato.

Statua di Totò

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Nei pressi della stazione ferroviaria è stata innalzata una statua raffigurante il comico napoletano, in onore della sua interpretazione nel film Il medico dei pazzi - tratto da una commedia di Scarpetta - per il comune di Roccasecca. La statua fu inaugurata dalla figlia Liliana de Curtis. Sempre a Roccasecca, il 30 agosto 1998, piazza Risorgimento cambiò nome in suo onore, alla presenza del sindaco e di Liliana De Curtis[15].

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[16]

BERJAYA

La popolazione professa per la maggior parte la religione cattolica nell'ambito della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo.

Strapaese, di Osvaldo Izzi Ricci. Il romanzo è completamente ambientato nella Roccasecca fra le due guerre mondiali, anche se non ne viene mai citato il nome (l'autore preferì scrivere "R. , grazioso paese in Terra di Lavoro"). È in assoluto il primo romanzo ambientato a Roccasecca.

Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema unità locali, intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero di addetti delle imprese locali attive (valori medi annui).[18]

2015 2014 2013
Numero imprese attive % Provinciale Imprese attive % Regionale Imprese attive Numero addetti % Provinciale Addetti % Regionale Addetti Numero imprese attive Numero addetti Numero imprese attive Numero addetti
Roccasecca 399 1,19% 0,09% 1.402 1,32% 0,09% 402 1.462 408 1.398
Frosinone 33.605 7,38% 106.578 6,92% 34.015 107.546 35.081 111.529
Lazio 455.591 1.539.359 457.686 1.510.459 464.094 1.525.471

Nel 2015 le 399 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano l'1,19% del totale provinciale (33.605 imprese attive), hanno occupato 1.402 addetti, l'1,32% del dato provinciale; in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato tre addetti (3,51).

Infrastrutture e trasporti

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Su entrambe le linee ferroviarie è presente l'omonima stazione.

Amministrazione

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Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 13 maggio 2001 Antonio Abbate Lista civica Sindaco Riconfermato il 27 aprile 1997
13 maggio 2001 28 maggio 2006 Pompilio Iacobelli Lista civica Sindaco
28 maggio 2006 5 giugno 2016 Giovanni Giorgio Lista civica Sindaco Riconfermato il 15 maggio 2011
5 giugno 2016 in carica Giuseppe Sacco Lista civica Sindaco Riconfermato il 4 ottobre 2021

Altre informazioni amministrative

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Atletica leggera

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  • Polisportiva Ciociaria Antonio Fava.[20]
  • A.S.D. Roccasecca T. San Tommaso (colori sociali Bianco Azzurro) che, nel campionato 2025-26, milita nel campionato maschile di Eccellenza.[21]
  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. Roccasecca, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 1º aprile 2023.
  5. Conferimento di onorificenze al merito civile, in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, n. 292, 16 dicembre 2006, p. 6.
  6. Statua di San Tommaso, su comune.roccasecca.fr.it.
  7. Chiesa SS Annunziata, su comune.roccasecca.fr.it.
  8. Chiesa di San Vito al Melfa, su roccaseccaturismo.it.
  9. 1 2 Roccasecca (FR) – Fraz. di Caprile – Eremo-Grotta di S. Michele, su tesoridellazio.it. URL consultato il 28 febbraio 2019 (archiviato il 28 febbraio 2019).
  10. Eremo di Sant'Angelo in Asprano - Roccasecca, su italiavirtualtour.it. URL consultato il 28 febbraio 2019 (archiviato il 28 aprile 2015).
    «Altro affresco, oggi però conservato nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie[Quale delle due?], è una Crocifissione del X secolo.»
  11. Giovanni Cedrone, Da Cicerone a San Tommaso, il fascino della storia lungo la via per Montecassino, su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 28 febbraio 2019 (archiviato il 28 febbraio 2019).
  12. Convento e Chiesa di S. Francesco, su comune.roccasecca.fr.it.
  13. 1 2 Eremo dello Spirito Santo, su comune.roccasecca.fr.it.
  14. Eremo dello Spirito Santo o della SS. Trinità – Roccasecca (FR), su iluoghidelsilenzio.it.
  15. Totò, capostipite degli Uomini di Mondo repubblica.it
  16. Dati tratti da:
  17. Sito ufficiale di Totò, su antoniodecurtis.com.
  18. Atlante Statistico dei comuni dell'Istat, su asc.istat.it. URL consultato il 24 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 14 gennaio 2020).
  19. Scheda su Comuni Italiani., su comuni-italiani.it.
  20. La società sul sito della Fidal (funzione cerca sulla mappa), su fidal.it.
  21. Comunicato Ufficiale N° 33 del 26/08/2025 (PDF), su lazio.lnd.it.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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