Pierre Messmer
| Pierre Messmer | |
|---|---|
| Primo ministro della Francia | |
| Durata mandato | 6 luglio 1972 – 27 maggio 1974 |
| Presidente | Georges Pompidou |
| Predecessore | Jacques Chaban-Delmas |
| Successore | Jacques Chirac |
| Sindaco de Sarrebourg | |
| Durata mandato | 21 marzo 1971 – 19 marzo 1989 |
| Predecessore | Alphonse Stock |
| Successore | Alain Marty |
| Presidente del Consiglio regionale della Lorena | |
| Durata mandato | 1978 – 1979 |
| Predecessore | Jean-Jacques Servan-Schreiber |
| Successore | André Madoux |
| Ministro di Stato Ministro per i dipartimenti e i territori d'oltremare | |
| Durata mandato | 25 febbraio 1971 – 5 luglio 1972 |
| Presidente | Georges Pompidou |
| Capo del governo | Jacques Chaban-Delmas |
| Predecessore | Henri Rey |
| Successore | Xavier Deniau |
| Ministro delle forze armate | |
| Durata mandato | 5 febbraio 1960 – 22 giugno 1969 |
| Presidente | Charles de Gaulle Alain Poher (ad interim) |
| Capo del governo | Michel Debré Georges Pompidou Maurice Couve de Murville |
| Predecessore | Pierre Guillaumat |
| Successore | Michel Debré |
| Deputato francese | |
| Durata mandato | 11 luglio 1968 – 12 agosto 1968 |
| Predecessore | Georges Thomas |
| Successore | Maurice Jarrige |
| Durata mandato | 19 ottobre 1969 – 25 marzo 1971 |
| Predecessore | Maurice Jarrige |
| Successore | Maurice Jarrige |
| Durata mandato | 2 aprile 1973 – 4 maggio 1973 |
| Predecessore | Maurice Jarrige |
| Successore | Maurice Jarrige |
| Durata mandato | 29 settembre 1974 – 1° aprile 1986 |
| Predecessore | Maurice Jarrige |
| Successore | Proporzionale per dipartimento |
| Durata mandato | 2 aprile 1986 – 14 maggio 1988 |
| Gruppo parlamentare | IV-V: UDR VI-VIII: RPR |
| Circoscrizione | 8ª della Mosella |
| Dati generali | |
| Partito politico | RPR (1976-1989) In precedenza: UNR (1960-1967) UDR (1967-1976) |
| Università | Faculté de droit de Paris |
| Professione | Amministratore coloniale |
| Firma | |
| Pierre Messmer | |
|---|---|
| Nascita | Vincennes, 20 marzo 1916 |
| Morte | Parigi, 29 agosto 2007 |
| Cause della morte | cancro |
| Luogo di sepoltura | Cimitero di Saint-Gildas-de-Rhuys |
| Religione | Cattolicesimo |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Armée française |
| Corpo | |
| Anni di servizio | 1937 - 1945 |
| Grado | Maggiore |
| Guerre | Seconda guerra mondiale |
| fonti nel corpo del testo | |
| voci di militari presenti su Wikipedia | |
Pierre Joseph Auguste Messmer (Vincennes, 20 marzo 1916 – Parigi, 29 agosto 2007) è stato un politico francese.
Gollista, ha servito come ministro delle Forze armate sotto Charles de Gaulle dal 1960 al 1969 - il servizio più lungo da Étienne François de Choiseul sotto Luigi XV - e poi come primo ministro sotto Georges Pompidou dal 1972 al 1974. Membro della Legione straniera francese, considerato uno dei gollisti storici, morì all'età di 91 anni nell'ospedale militare della Val-de-Grâce nell'agosto 2007. È stato eletto membro dell'Académie française nel 1999; il suo seggio fu rilevato da Simone Veil.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Origini e famiglia
[modifica | modifica wikitesto]Nato in una famiglia alsaziana della regione del Basso Reno che aveva optato per la cittadinanza francese nel 1871 (suo nonno, un contadino, divenne cocchiere per omnibus a cavallo a Parigi), figlio dell'industriale Joseph Messmer, Pierre Messmer studiò alla scuola di Massillon, al Lycée Charlemagne e al Lycée Louis-le-Grand.[1]. Era il maggiore dei fratelli; Guy era due anni più giovane e Geneviève, sette anni più giovane (la più giovane).
Rimasto vedovo di Gilberte Duprez (1909-1991), che sposò nel 1947 e che fu ironicamente soprannominata "Messmeralda" dai fotografi della stampa,[2][3] si risposò il 6 luglio 1999 con Christiane Bataille nata Terrail (1915-2010).
Pierre Messmer non ebbe figli. Christiane Terrail, vedova, ebbe una figlia, Claudie, dal suo primo marito. Claudie sposò Michel de Guillebon (* 1960, Ingegnere generale degli Armamenti), un parente del generale Jacques de Guillebon, compagno della Liberazione e amico personale di Pierre Messmer. Nel 1959, il generale de Gaulle voleva nominare Jacques de Guillebon ministro delle forze armate. Guillebon rifiutò a causa della spinosa questione dell'Algeria e consigliò a de Gaulle di nominare Pierre Messmer a tale incarico.[4][5][6]
Carriera militare
[modifica | modifica wikitesto]Diplomato all'École nationale de la France d'outre-mer e all'École des langues orientales di Parigi, nel 1939 ottenne un dottorato in legge. Nel 1939, allo scoppio delle ostilità, fu mobilitato come sottotenente del dodicesimo reggimento dei Tiratori senegalesi. Nell'estate del 1940 si rifiutò di rimanere in madrepatria ormai asservita ai nazisti, raggiunse il generale de Gaulle a Londra ed entrò a far parte dell'esercito francese di Liberazione. Ufficiale della Legione straniera francese, combatté coraggiosamente contro i nazisti in Africa e raggiunse il grado di capitano. Nel 1943, dopo una missione nelle Antille rientrò a Londra, e fu nominato da De Gaulle comandante in capo delle Forze francesi in Inghilterra e delle Forze francesi dell'interno. Nell'estate 1944 sbarcò in Normandia, e il 25 agosto entrò a Parigi con i liberatori della Capitale.
Amministratore coloniale
[modifica | modifica wikitesto]Promosso colonnello, fu inviato in missione a Calcutta e poi paracadutato a Tonchino, dove fu fatto prigioniero. Dopo due mesi di detenzione riuscì ad evadere e, dopo essere rientrato in patria, fu nominato dai governi della Quarta Repubblica francese amministratore della Mauretania (1952), della Costa d'Avorio (1954-1956), alto commissario in Camerun (1956-1958), in Africa Equatoriale Francese (AEF) e in Africa Orientale Francese (AOF) (1958-1959)
Fu anche direttore di gabinetto di alcuni uomini del governo, fra cui Gaston Defferre, ministro della Francia d'oltremare nel 1956.
Carriera politica
[modifica | modifica wikitesto]Mandati nazionali
[modifica | modifica wikitesto]Pur senza appartenere alla cerchia dei "baroni del gollismo"[7], fu un esponente di primo piano del movimento gollista. Fu eletto deputato all'Assemblée Nationale nel 1968, venendo sempre rieletto fino al 1988, per l'UDR divenuta RPR nel 1976. Ministro delle forze armate dal 1960 al 1969.
Il Maggio francese
[modifica | modifica wikitesto]Nel maggio 1968, sostenne la linea del Primo ministro Georges Pompidou, il quale scartò recisamente la soluzione di una repressione energica del movimento di protesta. In quelle circostanze, Messmer rifiutò l'ordine di De Gaulle di mobilitare l'esercito, e in particolare i paracadutisti, contro i cortei di studenti. Ottenute le dimissioni di Pompidou, nel luglio seguente De Gaulle era orientato a nominare Primo ministro Pierre Messmer o, in alternativa, Maurice Couve de Murville. Consigliato da Jacques Foccart, il generale optò alla fine per Couve.[8]
Primo ministro
[modifica | modifica wikitesto]Escluso in un primo momento dal governo Chaban-Delmas in carica dal giugno 1969, vi entrò il 21 febbraio 1971 quando fu nominato ministro di Stato, ministro per i Dipartimenti e i territori d'oltremare.
Il 6 luglio 1972 fu nominato Primo ministro dal presidente della Repubblica Georges Pompidou, succedendo a Jacques Chaban-Delmas costretto alle dimissioni dal capo dello Stato. La nomina di Messmer, che dal 1969 era presidente dell'associazione Présence du gaullisme tesa alla difesa dei capisaldi del gollismo dal rischio di derive riformiste, segnò un deciso cambio di rotta rispetto alla linea aperturista del suo predecessore. Pur trovandosi in una situazione di difficoltà a causa della malattia di Pompidou, Messmer portò la maggioranza gollista a raggiungere una netta affermazione alle elezioni legislative del 1973. Auspice Pompidou, il suo governo intensificò la crescita industriale in atto nel paese, e affrontò con prontezza la crisi petrolifera del novembre 1973 sviluppando il programma nucleare avviato nel 1969 che porterà alla costruzione delle tredici centrali nucleari che forniscono attualmente i due terzi dell'energia elettrica del paese. Il 5 marzo 1974 diede via libera alla realizzazione della linea TGV Parigi-Lione, che sarà inaugurata da François Mitterrand il 27 settembre 1981.[9]
Candidato mancato alle presidenziali del 1974
[modifica | modifica wikitesto]Alla morte improvvisa di Pompidou il 2 aprile 1974, Messmer fu invitato dall'entourage del defunto capo dello Stato[10] ad avanzare la sua candidatura alle presidenziali. L'idea dei fedelissimi di Pompidou era di fare del Primo ministro il candidato d'unione del movimento gollista, ostacolando le aspirazioni di Jacques Chaban-Delmas, dato per sconfitto in partenza. Ma Chaban presentò ugualmente la sua candidatura e Messmer, che inizialmente si era fatto avanti, fu costretto a farsi da parte. Nel corso della campagna elettorale per le presidenziali appoggiò senza entusiasmo Chaban-Delmas, probabilmente per assecondare la strategia di Chirac che preferiva puntare sul candidato dello schieramento liberale e centrista Valéry Giscard d'Estaing. Quest'ultimo riuscì a entrare nel ballottaggio, e al secondo turno batté François Mitterrand per un'incollatura.
L'emarginazione politica
[modifica | modifica wikitesto]Dal 1974 al 1986 Messmer si tenne in disparte, anche a causa dell'ostracismo di alcuni "baroni del gollismo", che non gli perdonavano l'atteggiamento ondivago assunto nei riguardi della candidatura di Chaban alle presidenziali del 1974. Nel 1976 aderì al RPR, il partito neogollista rifondato da Jacques Chirac.
Tra il 1986 e il 1988 fu capogruppo del Raggruppamento per la Repubblica (RPR) all'Assemblée Nationale, ma non fu rieletto deputato alle elezioni anticipate del 1988. Da allora si ritirò dalla politica. Al referendum sull'adesione della Francia al Trattato di Maastricht espresse voto contrario. Alle elezioni presidenziali del 1981 e 1988 appoggiò Jacques Chirac, mentre in quelle del 1995 preferì sostenere Édouard Balladur.
Nel 1996, fu il promotore della traslazione della salma di André Malraux al Panthéon.
Mandati locali
[modifica | modifica wikitesto]Dal 1972 al 1989 fu sindaco di Sarrebourg. Dal 1978 al 1979 fu presidente del Consiglio regionale della Lorena.
Ritiro dalla politica
[modifica | modifica wikitesto]La sua sconfitta alle elezioni legislative del giugno 1988 contro Aloyse Warhouver segnò il suo ritiro dalla vita politica. Fu eletto nel 1988 all'Accademia delle scienze morali e politiche, di cui fu segretario permanente dal 1995 al 1998. Nel 1992 divenne presidente dell'Istituto Charles de Gaulle per tre anni e presidente della Fondazione Charles de Gaulle fino al 1997. Pierre Messmer fu eletto all'Académie française il 25 marzo 1999, occupando il seggio di Maurice Schumann (13° seggio). È cancelliere dell'Institut de France dal 1° gennaio 1999 al gennaio 2006. Nel 2001 succedette al generale Simon come presidente della Fondazione Francia Libera, carica che mantenne fino alla sua morte. Fu presidente onorario dell'Istituto di geopolitica delle popolazioni.
Ha testimoniato al processo dell'ex prefetto di polizia Maurice Papon e, insieme ad altri ex membri della Resistenza, ha chiesto la sua grazia nel 2001. Con decreto del Presidente della Repubblica datato il 6 giugno 2006 Pierre Messmer fu nominato cancelliere dell'Ordine della Liberazione per un mandato di quattro anni, in sostituzione del generale Alain de Boissieu, deceduto. Chiese di votare "no" al referendum del 2005 sul trattato europeo e prese parte alla cerimonia in onore di Guy Môquet il 16 maggio 2007, giorno dell'insediamento di Nicolas Sarkozy.
È morto di cancro il 29 agosto 2007 all'ospedale militare di Val-de-Grâce, quattro giorni dopo un altro ex primo ministro, Raymond Barre, e nello stesso luogo dove Pierre Messmer presiedeva l'associazione "Amici di Michel Debré" ed era membro del comitato onorario del Movimento Iniziativa e Libertà. Era anche presidente onorario della Federazione delle Associazioni dei Veterani della Legione Straniera (FSALE). François Jacob gli succedette come cancelliere dell'Ordine della Liberazione e Yves Guéna come presidente della Fondazione Francia Libera.
Il suo funerale si è tenuto il 4 settembre 2007 a Les Invalides, a Parigi, alla presenza di numerose personalità politiche e militari, tra cui il presidente Nicolas Sarkozy, l'ex presidente Jacques Chirac, il primo ministro François Fillon e diversi ex primi ministri. È sepolto nel cimitero di Saint-Gildas-de-Rhuys, nel Morbihan.
Accademico di Francia
[modifica | modifica wikitesto]Fu eletto nel 1999 membro dell'Académie Française. Cancelliere dell'Institut de France al 1999 al 2006, dal 2006 è stato cancelliere dell'Ordine della Liberazione, prendendo il posto del genero di De Gaulle, il generale Alain de Boissieu, scomparso in quell'anno.
Lucidissimo e in buona salute, negli ultimi anni della sua vita ha continuato a rilasciare interviste alla stampa e alla televisione. È autore di due libri di memorie.
Aneddoti
[modifica | modifica wikitesto]Il 17 giugno 1940 Messmer, giovane ufficiale dell'esercito francese, dopo aver ascoltato alla radio il proclama del maresciallo Pétain che dichiarava la cessazione delle ostilità, si recò in autostop a Marsiglia, e insieme ad altri ufficiali francesi s'imbarcò su un cargo, il Capo Olmo, che apparteneva alla marina italiana e che, dopo essere stato requisito per un breve tempo come preda di guerra, dopo la cessazione delle ostilità stava per essere restituito all'Italia. Una volta a bordo, prese possesso dell'imbarcazione e ordinò al comandante francese di fare rotta per Gibilterra e poi per Liverpool, da dove raggiunse il generale De Gaulle a Londra.
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Onorificenze francesi
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Onorificenze straniere
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (FR) Pierre Messmer, su ordredelaliberation.fr. URL consultato il 24 maggio 2026.
- ↑ (FR) Gilberte Messmer est décédée, in Le Monde, 19 maggio 1991. URL consultato il 24 maggio 2026.
- ↑ (FR) Christophe Deloire e Christophe Dubois, Sexus Politicus, Paris, Éditions Albin Michel, 2006, p. 390, ISBN 2-226-17255-6.
- ↑ (FR) Jean Lacouture, Charles de Gaulle, le souverain (1959-1970), Paris, Seuil, 1984, pp. 104-105.
- ↑ (FR) Lucie Meyer Faure e Robert Aron, La Nef, vol. 16, Université du Michigan, 1959.
- ↑ (FR) Collectif, Pierre Messmer (1916-2007), Paris, Cerf, 2021.
- ↑ I gollisti della prima ora, dirigenti storici del movimento, come Jacques Chaban-Delmas, Michel Debré, Jacques Foccart, Roger Frey, Olivier Guichard, André Malraux.
- ↑ Foccart Parle 1 - Entretiens avec Philippe Gaillard (1995).
- ↑ Bernard Esambert : Une vie d'influence - dans les couilisses de la Ve République - Flammarion 2013, pag. 179-183.
- ↑ I consiglieri Pierre Juillet e Marie-France Garaud, e il ministro dell'Interno Jacques Chirac.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Pierre Messmer
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Messmer, Pierre, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
- (FR) Pierre Messmer, su www.academie-francaise.fr, Académie française.
- Opere di Pierre Messmer, su MLOL, Horizons Unlimited.
- (FR) Pubblicazioni di Pierre Messmer, su Persée, Ministère de l'Enseignement supérieur, de la Recherche et de l'Innovation.
- Pierre Messmer, su europarl.europa.eu, Parlamento europeo.
- (FR) Pierre Messmer, su Sycomore, Assemblea nazionale.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 4933696 · ISNI (EN) 0000 0001 2118 4986 · SBN TO0V157161 · LCCN (EN) n85165951 · GND (DE) 119125447 · BNF (FR) cb119157575 (data) · CONOR.SI (SL) 78257507 |
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