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Gabibbo

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Gabibbo
BERJAYA
Il Gabibbo in costume da domatore durante il programma Veline (2004)
1ª app.1º ottobre 1990
1ª app. inStriscia la notizia
Interpretato da
Voce orig.Lorenzo Beccati (voce)
Antonio Ricci (canto)
Caratteristiche immaginarie
SessoMaschio
Data di nascita1º ottobre 1990

Il Gabibbo è un personaggio televisivo italiano ideato da Antonio Ricci partecipante a vari programmi televisivi, tra i quali Striscia la notizia, Veline, Velone, Cultura moderna e Paperissima Sprint.

"Gabibbo" o "gabubbo" (pron. [ɡaˈbibu]) è una parola genovese ed era il titolo che i marinai genovesi davano agli scaricatori del porto di Massaua (Eritrea), chiamati così perché un nome proprio diffuso in quel luogo era Ḥabīb (حَبِيبُ) che significa Amato. Divenne in seguito un termine ironico-dispregiativo, usato per indicare coloro che vivono in Liguria ma non ne sono originari, in particolare durante gli anni della forte immigrazione proveniente dal sud Italia, quando venne impiegato per indicare i meridionali.[1] Viene considerato come una versione ligure del termine "terrone", maggiormente impiegato in altre zone del settentrione, ad esempio a Milano. Così la guida francese Le Petit Futé Gênes: Ligurie:

«In origine gabibbo era la parola usata dopo la guerra dai genovesi per designare l'immigrato dall'Italia meridionale. A differenza del terrone milanese, il gabibbo non ha connotazioni sprezzanti, ma parrebbe essere più vicino alla sua radice araba hhabib, "burlone".[2]»

Il termine nasce dopo la metà del 1800, quando l'armatore genovese Raffaele Rubattino acquistò per 15000 talleri la Baia di Assab in Eritrea (1869) e vi pose la base dei suoi commerci nel Mar Rosso. "Cabibbo" o "cabibo" è similmente usato nei dialetti giuliani (triestino, bisiaco), e veneziano, nei quali la parola "terrone" è invece rimasta virtualmente sconosciuta fino alla sua diffusione televisiva (cfr. dizionari del dialetto triestino e bisiaco): anche qui è stata la vocazione marinara dei triestini a veicolare il termine. Un analogo processo linguistico si è verificato nello slang usato in Inghilterra (altra potenza navale), dove in alcuni ambienti habib viene usato per indicare una persona dall'aspetto mediorientale. Esiste anche una leggenda, secondo cui verso l'anno 500, sarebbero arrivati alla grande curva del fiume Niger (Centrafrica) dei principi berberi che avrebbero liberato la regione dal terrore causato da un pesce feticcio, che i pescatori usavano per estorcere tributi ai coltivatori circostanti, chiamati gabibi.[3]

Il personaggio del Gabibbo appare per la prima volta il 1º ottobre 1990 a Striscia la notizia di Antonio Ricci (che ne detiene i diritti assieme ad Ezio Greggio). Nasce come provocatore, ma nel corso degli anni si trasforma in un difensore dei cittadini: diventa un inviato che raccoglie informazioni su situazioni ingiuste o scandalose denunciate dai telespettatori della trasmissione. Due fattori evidenziano il suo ruolo da giustiziere:

  • Il servizio per le segnalazioni di Striscia la notizia da svariati anni ha il nome S.O.S. Gabibbo.[4]
  • Il Gabibbo viene spesso soprannominato "vendicatore rosso" oppure "Robin Hood di peluche".[5][6]

Il Gabibbo, negli anni, conduce spesso altre trasmissioni di Antonio Ricci:

Il personaggio

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La piastrella del muretto di Alassio autografata da Lorenzo Beccati, voce del Gabibbo

Caratteristiche fisiche

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È un pupazzo che raffigura una creatura antropomorfa discendente dal gerrotorace[8]. È calvo, completamente rosso, con gli occhi bianchi, naso tondo appena visibile e la bocca molto larga (nera all'interno). Solitamente compare in costume, quando non è travestito è caratterizzato da un abbigliamento molto minimale (cosiddetta falsa camicia, papillon e polsini con gemelli), mentre al suo esordio questo era completamente rosso.

La Gabibba, moglie del Gabibbo, appare in Paperissima, Striscia la notizia e nella linea di prodotti "Gabibbo Family".[9][10] Nella trasmissione Mondo Gabibbo, invece, la Gabibba riveste il ruolo della cugina napoletana[11][12]. Questo personaggio, però, non è stato riproposto, probabilmente a causa della passione per le belle donne del pupazzo rosso (sono infatti frequenti le gag in cui il pupazzo prova, con scarso successo, a ingraziarsi le veline o le sue partner di lavoro).

Il personaggio è ligure e ciò è evidente dal fatto che il suo modo di esprimersi è caratterizzato da un forte accento genovese, da numerosi riferimenti allo stereotipo del genovese avaro e dall'uso di molti termini in lingua ligure (ad esempio: balette, belandi, besugo, figgeu, mea, nescio, rumenta, palanche).

Il Gabibbo canta e anima i balli di diverse canzoni che sono state sigle di Striscia e di altre trasmissioni, come per esempio My Name Is Gabibbo e Ti spacco la faccia.

  • Il doppiatore del pupazzo è lo scrittore Lorenzo Beccati.
  • La voce cantata è di Antonio Ricci.
  • Il Gabibbo è stato animato dal mimo Gero Caldarelli dal suo debutto nel 1990 fino al 2017, anno della scomparsa di Caldarelli; da tale data, il ruolo di animatore del pupazzo rosso è passato al mimo Rocco Gaudimonte, che era allievo di Caldarelli e lo aveva già sostituito alcune volte negli anni precedenti.

Intorno al suo personaggio è nato un vero e proprio mercato, che spazia dalla linea di oggetti per la scuola, ai gioielli "Mondo Gabibbo", sino ad arrivare ai costumi di Carnevale che lo raffigurano. Nella linea di prodotti "Gabibbo Family", creata dalla Mediaset assieme a Seven[13], appare anche un personaggio simile al Gabibbo ma di genere femminile, la Gabibba, rappresentata come moglie.[14]

Il Gabibbo è l'unico pupazzo ad aver vinto il Telegatto. Nel 1991 viene infatti premiato come personaggio rivelazione dell'anno e di lui sono state vendute diverse copie in miniatura in tutti i negozi di giocattoli. C'erano quelle originali prodotte dalla Giochi Preziosi e le cosiddette "false copie", che differivano dall'originale per la bocca chiusa ermeticamente e le due gambe unite. L'azienda produttrice "Giochi Preziosi" ne ha creato diverse versioni incluse nella linea ludica "Versacchiosi" (testine di plastica che premuti emettevano versi quali pernacchie, urla o altri versi; già un anno prima, oltre a queste versioni classiche ne erano state create di speciali a forma di Tartarughe ninja), che emettevano frasi e terminologie tipiche del pupazzo come "besugo d'un besugo", "mea mi sei simpatico", "ti spacco la faccia" e "macaco perdibraghe". Un anno dopo, il pupazzo fu venduto anche in versione parlante. Tra la fine degli anni '90 e l'inizio degli anni 2000, vengono cambiate le battute del pupazzo, oltre all'attuale "ti spacco la faccia" come "ciao, besugo", "rantegoso" ed "è una vergogna".

Causa con la Western Kentucky University

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Big Red, mascotte della Western Kentucky University creato nel 1979, undici anni prima dell'esordio del Gabibbo

Nel 2003 la Adfra (società, poi fallita, di Gianfranco Strocchi, titolare del brevetto dell'antifurto Bullock, su cui Striscia la notizia aveva realizzato alcuni servizi di raccolta di denunce di difettoso funzionamento), in qualità di titolare dei diritti di sfruttamento in Italia di Big Red, mascotte della Western Kentucky University, ha instaurato un contenzioso – a cui hanno poi preso parte anche la stessa Western Kentucky University, il suo licenziatario statunitense e Ralph Carey, presentato come ideatore del Big Red – per far accertare che il Gabibbo costituisse un plagio del Big Red e al fine di conseguire un ingentissimo risarcimento per lesione del diritto di sfruttamento patrimoniale del Big Red.[15]

Il contenzioso è stato definito dalla Corte di cassazione nel 2017 col rigetto dell'accusa di plagio e con la condanna al rimborso delle spese legali sostenute dai destinatari di quell'iniziativa giudicata infondata. In particolare, con quella sentenza si è formato il giudicato non solo sul fatto che il Gabibbo non costituisca un plagio del Big Red ma, a monte, sul fatto che il Big Red non raggiunga livelli di creatività tali da poter essere considerato un'opera dell'ingegno oggetto di diritto d'autore.[16][17]

Nel frattempo, il solo Ralph Carey aveva instaurato un nuovo contenzioso al fine di conseguire un risarcimento per lesione del proprio diritto non patrimoniale ad essere riconosciuto l’ideatore del Big Red. In data 15 maggio 2021 questo nuovo contenzioso è stato però dichiarato estinto con la condanna di Ralph Carey al rimborso delle spese legali nei confronti di tutte le controparti. Peraltro, poiché nel corso di esso era emerso che il documento che Ralph Carey aveva depositato per dimostrare la propria paternità sul Big Red era diverso dall'originale presente negli archivi della Western Kentucky University, Ralph Carey è stato querelato per falso sia in sede civile che in sede penale. La Procura della Repubblica di Milano, nell'ottobre del 2020, ha esercitato l’azione penale nei confronti di Ralph Carey, contestandogli il reato di falso materiale in atto pubblico per avere contraffatto quel documento.[18]

Il Gabibbo ha cantato una serie di canzoni divenute spesso dei veri tormentoni e raccolte in diversi album. Di seguito è riportata la discografia completa.

Album in studio

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  • 2008 – Veline - Striscia la Compilation (CD 2 - Le sigle storiche del Gabibbo)
  • 2024 – Le Hit del Gabibbo (LP a tiratura limitata di 200 copie e raccolta digitale)

Tutti i CD della serie Striscia la Compilation e anche altre compilation, come Veline Velone del 2003 e Veline del 2004, hanno come bonus track le sigle dei suddetti programmi cantate dal Gabibbo.

L'unica sigla cantata dal Gabibbo che, fino ad oggi, non è mai stata ufficialmente pubblicata in alcun formato, è Panzadesgrazia (anche se in alcuni siti web compare nella tracklist di Veline - Striscia la Compilation, pur non essendo presente), sigla di Striscia la notizia del 1996-1997.

  1. Arabismi, su francobampi.it. URL consultato il 18 febbraio 2022.
  2. La Guida francese Le Petit Futé Gênes di Dominique Auzias e Jean-Paul Labourdette, su books.google.fr.
  3. Liutprand - Associazione culturale, su liutprand.it. URL consultato il 18 febbraio 2022.
  4. SOS Gabibbo: come segnalare un'ingiustizia - Striscia la notizia, in Striscia la notizia. URL consultato il 21 dicembre 2025.
  5. Il Vendicatore rosso a Loano - Striscia la notizia, in Striscia la notizia. URL consultato il 21 dicembre 2025.
  6. Gabibbo, Mario Molinari racconta i suoi anni con 'Gero': "Era una persona straordinaria e la gente lo adorava", su Il Fatto Quotidiano, 23 agosto 2017. URL consultato il 21 dicembre 2025.
  7. 1 2 3 4 5 Paperissima Sprint, su paperissimasprint.mediaset.it. URL consultato il 18 febbraio 2022.
  8. Parla il Gabibbo: «Basta bufale, ecco da chi discendo!» - Striscia la notizia, in Striscia la notizia. URL consultato il 21 dicembre 2025.
  9. Canale 5: Paperissima, in Adnkronos, 22 dicembre 1994. URL consultato il 23 febbraio 2021.
  10. Screenshot della stagione 1991-1992, archivio Museo Fisogni
  11. Mauro Boccaccio, Il Gabibbo ha trovato la Gabibba, in La Stampa, 12 settembre 1991, p. 40. URL consultato il 26 febbraio 2021.
  12. Il Gabibbo diventa protagonista: ha un programma e una «ragassa», in La Stampa, 8 novembre 1991. URL consultato il 26 febbraio 2021.
  13. SIdeyaki Archives, Italia 1 | Sequenza Spot - Gabibbo Family (Estate 2000) #2, 20 settembre 2023. URL consultato il 21 dicembre 2025.
  14. Foto di uno zaino con la Gabibba, su webimg.secondhandapp.com.
  15. webit.it, Plagio - Cassazione Civile: Gabibbo vs. Big Red, nessun plagio, su Filodiritto. URL consultato il 1º giugno 2021.
  16. Big Red contro Gabibbo, ultimo atto, su Altalex, 13 febbraio 2020. URL consultato il 1º giugno 2021.
  17. il Resto del Carlino, Lugo, i giudici: "Il Gabibbo non è un plagio", su il Resto del Carlino. URL consultato il 1º giugno 2021.
  18. Gabibbo-Big Red, si chiude il contenzioso - News, su Striscia la Notizia. URL consultato il 1º giugno 2021 (archiviato dall'url originale il 2 giugno 2021).
  19. Il Gabibbo - My Name Is Gabibbo. URL consultato il 18 febbraio 2022.
  20. (EN) Gabibbo - Un Attimino. URL consultato il 18 febbraio 2022.
  21. (EN) Gabibbo - Fu Fu Dance. URL consultato il 18 febbraio 2022.
  • Luca Lomi, Pupazzi Story. Il mondo dei pupazzi in TV, illustrazioni di Belinda Barth e Vanessa Santato, Roma, Edizioni Efesto, 2020, ISBN 978-88-3381-163-5.

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