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Centro-destra

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Silvio Berlusconi con George W. Bush, esponenti del centro-destra, in un incontro a Crawford, Texas

La politica di centro-destra comprende quell’insieme di ideologie appartenenti all’area della destra che si collocano però in prossimità del centro dello spettro politico. È generalmente associata al conservatorismo, alla democrazia cristiana, al conservatorismo liberale e al liberalismo conservatore. Storicamente, nei paesi dell’Anglosfera i partiti di centro-destra di matrice conservatrice e liberale hanno ottenuto risultati elettorali migliori rispetto ad altre formazioni affini, mentre in Europa la democrazia cristiana ha rappresentato la principale espressione del centro-destra.

Il centro-destra sostiene comunemente principi quali uno stato liberale, il rispetto della legge e dell’ordine, la libertà religiosa e una solida sicurezza nazionale. Si è tradizionalmente posto in contrapposizione a politiche radicali, a programmi redistributivi, al multiculturalismo, all’immigrazione irregolare e all’accettazione delle identità LGBT. In ambito economico, promuove il libero mercato e l’economia sociale di mercato; posizioni come il liberalismo economico e il neoliberismo sono frequentemente associate a quest’area. In genere, mira a preservare l’assetto culturale e socioeconomico esistente, ritenendo che i cambiamenti debbano essere introdotti in modo graduale.

Il centro-destra trae origine dalla distinzione tra sinistra e destra affermatasi durante la Rivoluzione francese. Si sviluppò come forza politica nel XIX secolo, con la nascita dei sistemi partitici, quando conservatori monarchici e religiosi si confrontavano con liberali individualisti e anticlericali. La democrazia cristiana emerse negli anni Settanta dell’Ottocento anche come risposta all’anticlericalismo. Nel XIX secolo il centro-destra offrì una posizione moderata in competizione con il socialismo, mentre agli inizi del XX secolo divenne uno dei motori della democrazia liberale.

Dopo la Seconda guerra mondiale, il centro-destra si riorganizzò attenuando il proprio sostegno al nazionalismo e divenne una posizione dominante nel mondo occidentale, in particolare grazie alla diffusione della democrazia cristiana in Europa. Durante la Guerra fredda si allineò al blocco occidentale e contribuì in modo significativo al consolidamento democratico e al processo di integrazione europea. La crisi economica globale degli anni Settanta favorì una crescita del consenso verso il neoliberismo e il neoconservatorismo. La dissoluzione dell’Unione Sovietica permise la nascita di nuovi movimenti di centro-destra, che negli anni Novanta conquistarono il potere nell’Europa centrale e orientale. La crisi finanziaria del 2008 ha invece determinato un calo del consenso nei confronti di quest’area politica.

Fino al 1933, il maggiore rappresentante del centro-destra negli Stati Uniti era il Partito Democratico. I democratici, in particolare quelli provenienti dagli Stati meridionali, appoggiarono a volte la segregazione razziale. Quando nel 1933, entrò in vigore il New Deal del Presidente Roosevelt, il Partito Democratico diventò la "sinistra" del panorama politico degli Stati Uniti. I conservatori democratici e i repubblicani contestavano l'intervento statale nell'economia, il crescente peso della presidenza a discapito del Parlamento, l'aumento del debito pubblico e l'alto costo dei provvedimenti assistenziali. Il Partito Repubblicano si trasformò quindi nell'espressione politica del pensiero conservatore, che incarna tutt'oggi.

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L'ex cancelliera tedesca Angela Merkel è stata un'esponente di spicco del centro-destra in Europa, qui a un incontro del Partito Popolare Europeo.

La maggior parte dei partiti di centro-destra in Europa si riconosce nel Partito Popolare Europeo (PPE), definito "una famiglia di centro con radici profonde nella storia della civiltà europea".

Nato come contenitore di matrice puramente democristiana, alla fine degli anni novanta, rispondendo a un'idea di Helmut Kohl, si è aperto ad altre esperienze culturali riconducibili a soggetti di ispirazione liberale e conservatrice. Tra i Popolari europei entrano, tra gli altri, Forza Italia, il Partito Popolare spagnolo e il Raggruppamento per la Repubblica francese, tutti e tre partiti che hanno al loro interno cospicue componenti di matrice liberale e laica. Il PPE ha anche intessuto rapporti stretti con il raggruppamento dei Democratici Europei, composto da partiti conservatori, e segnatamente con il Partito Conservatore britannico, dando origine al gruppo parlamentare PPE-DE. Tuttavia i conservatori inglesi hanno abbandonato il gruppo nel 2009 e il gruppo parlamentare del PPE è tornato ad assumere la denominazione originaria PPE - Democratici-Cristiani.

Il risultato di questi processi è stato lo spostamento dell'asse politico del PPE verso destra e un'ottica meno confessionale. Ciò non è servito a limitare l'emarginazione dei partiti di centro-sinistra, quali il Partito Popolare Italiano, e dell'Unione per la Democrazia Francese, che nel corso del tempo si era allontanata dalla tradizione democristiana per assumere posizioni di stampo liberali conservatrici. Oggi il PPE è il principale partito del centro-destra europeo e si propone quale riferimento unitario per i centristi, democristiani e conservatori europei. Vi aderiscono, fra gli altri, i principali partiti di centro e di centro-destra di Germania, Italia, Spagna, Francia e Polonia: l'Unione Cristiano-Democratica, Forza Italia, I Repubblicani, il Partito Popolare e Piattaforma Civica.

Un altro importante soggetto è il Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei (ECR), di ispirazione di destra conservatrice, liberista e moderatamente euroscettica, fondato nel 2009 dal Partito Conservatore britannico, dal Partito Unionista dell'Ulster, dai polacchi di Diritto e Giustizia, dal Forum Democratico Ungherese, dai lettoni di Per la Patria e la Libertà e da Azione Elettorale dei Polacchi in Lituania.

Centro-destra in Italia

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BERJAYA Lo stesso argomento in dettaglio: Centro-destra in Italia.

    Collegamenti esterni

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