Burgas
| Burgas comune | |
|---|---|
| Бургас | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Distretto | Burgas |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Dimitar Nikolov |
| Territorio | |
| Coordinate | 42°30′10.67″N 27°28′12.64″E |
| Altitudine | 30 m s.l.m. |
| Superficie | 253,64 km² |
| Abitanti | 200 271 (censimento 2011) |
| Densità | 789,58 ab./km² |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 8000 |
| Prefisso | (+359) 056 |
| Fuso orario | UTC+2 |
| Targa | A |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Burgas (in bulgaro Бургас?, pronuncia [burˈɡas], traslitterazione francese Bourgas, talvolta utilizzata anche in inglese) è la maggiore città della Bulgaria sud-orientale e la seconda per dimensioni lungo la costa bulgara del Mar Nero. Con una superficie di 253,644 km², è tra le città più estese del paese. Al 31 dicembre 2024 conta 189.014 abitanti[1] ed è la quarta città più popolosa della Bulgaria, dopo Sofia, Plovdiv e Varna. È un importante centro culturale, economico, dei trasporti, amministrativo, turistico e formativo di rilevanza nazionale. È inoltre capoluogo dell’omonimo comune e del distretto di Burgas, nonché sede di istituzioni regionali e nazionali.
Nei dintorni di Burgas si trovano la più grande raffineria di petrolio dell’Europa sud‑orientale (Lukoil Neftohim Burgas), l’aeroporto internazionale – il secondo più trafficato del paese – e il secondo porto bulgaro sul Mar Nero, principale scalo petrolifero nazionale.
A Burgas hanno sede una flotta peschereccia, una parte della marina militare bulgara e una base della guardia costiera territoriale nazionale.
Numerose riserve naturali e aree protette, insieme a insediamenti antichi e medievali, al Mar Nero, ai monti Strandža e alle feste annuali, attirano un gran numero di visitatori. Burgas è conosciuta in Bulgaria come la “città degli uccelli e dei laghi”. Grazie ai numerosi eventi culturali estivi, è spesso definita la “capitale bulgara dei festival estivi”. La cattedrale di Burgas e l’area protetta di Poda figurano tra i cento siti turistici nazionali. Il monastero medievale di Sant’Anastasia, situato sull’omonima isola nella baia di Burgas, è conservato e aperto alle visite.
Toponomastica
[modifica | modifica wikitesto]L’attuale nome della città deriva dal greco Pyrgos, “torre”. Secondo una tradizione locale, il toponimo sarebbe legato a un palo di segnalazione romano, il burgus, situato nell’area dell’odierno porto. Il poeta bizantino Manuele File menziona la località come Pyrgos. Nelle lingue indoeuropee il greco pyrgos e il latino burgus condividono la stessa radice. Secondo il linguista bulgaro Kiril Vlahov, pyrgos sarebbe in origine una parola tracia di base indoeuropea, con il significato di “fortificazione costruita con robuste travi di legno”. Anche il nome della città spagnola di Burgos avrebbe un’etimologia analoga.[2]
Fino alla fine del XIX secolo la città era chiamata sia Burgas sia Pyrgos; sulle antiche mappe russe compare anche come Poros o Foros. Nel XIX secolo era conosciuta anche come Achelo Burgas, per distinguerla da Lüleburgaz e da altri insediamenti dal nome simile.[3]
Un’altra ipotesi collega il nome alla città di Burtaz, situata nella Bulgaria del Volga e attestata nel XIII secolo.
Geografia
[modifica | modifica wikitesto]Posizione geografica
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La città sorge nella parte orientale della pianura di Burgas, a sua volta situata a est della pianura dell’Alta Tracia. Situata nel punto più occidentale del Mar Nero, dà il nome alla baia omonima, la più ampia e articolata della costa bulgara. Burgas è circondata da tre laghi – Burgas, Lago Atanasovsko e Lago Mandrensko (dal 1963 bacino idrico di Mandra) – rispettivamente a ovest, nord‑est e sud‑ovest, mentre a est si affaccia sul Mar Nero. Tra il lago di Burgas e il lago Mandrensko si eleva la cima di Vărli Brjag, che con i suoi 209 metri rappresenta il punto più alto del territorio cittadino.

Nel territorio di Burgas si trovano due banchi di sabbia: Kumluka, situato tra il lago di Burgas e il Mar Nero, lungo circa 3 km e largo circa 1 km, e Atanasovska Kosa, tra il lago Atanasovsko e il Mar Nero, lunga circa 1 km. Nella parte marittima della baia di Burgas si trova anche l’isola di Sant’Anastasia, che appartiene al territorio cittadino. È situata a 6,5 km dalla costa ed è formata da rocce vulcaniche, raggiunge i 12 m nel suo punto più alto e ha una superficie di 22 decari.
La città dista 360 km dalla capitale Sofia, 255 km da Plovdiv e 130 km da Varna. Si trova inoltre a 332 km da Istanbul e a 782 km da Ankara. La distanza dalla capitale rumena Bucarest è di 316 km, mentre Atene dista 1 076 km, Belgrado 784 km e Skopje 638 km.


Clima
[modifica | modifica wikitesto]Il clima di Burgas e della regione è di tipo subtropicale umido, con influenze marittime e continentali. La temperatura media dell'aria estiva raggiunge i 22,7 °C a luglio, con temperature massime giornaliere che rimangiono superiori ai 20 °C fino a novembre. Il numero medio mensile di ore di sole raggiunge le 328,6 a luglio.
In inverno, l'influenza continentale è evidente, ma le temperature rimangono più miti rispetto all'entroterra e le nevicate sono generalmente scarse. La temperatura media dell'aria invernale scende a 2,1 °C a gennaio. La temperatura media annuale dell'aria è di 12,3 °C.
Ambiente
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Negli anni Ottanta del XX secolo l’inquinamento atmosferico e idrico provocò gravi problemi ambientali a Burgas, dovuti sia all’assenza di politiche di tutela efficaci sia al mancato rispetto degli standard ambientali da parte delle industrie sviluppate nel periodo socialista. Gli impianti di depurazione, non ampliati, furono sovraccaricati dalla crescita demografica ed economica, deteriorandosi progressivamente. Alla fine degli anni Ottanta le acque reflue industriali e quelle provenienti dagli ex campi profughi causarono un grave disastro ecologico nel lago di Burgas, la cui fauna ittica fu quasi completamente distrutta. Anche la costa del Mar Nero fu colpita da ripetuti episodi di inquinamento dovuti a fuoriuscite di petrolio e scarichi dell’industria petrolchimica. Nello stesso periodo la città fu esposta a elevate concentrazioni di idrogeno solforato (H₂S), particolato e anidride solforosa (SO₂), principalmente legate alle emissioni della raffineria e degli impianti chimici; nel 1996 si svolsero proteste pubbliche.[4][5]
Dalla fine del periodo socialista furono avviati interventi di risanamento ambientale: nel 1992 fu istituita la Direzione Ecologia e negli anni Novanta vennero create unità di monitoraggio fisse e mobili. Le cinque stazioni di controllo dell’aria di Burgas sono tra le poche nel paese e il sistema consente l’identificazione dei singoli inquinanti, sebbene l’efficacia delle misure resti discussa.
Tra gli anni Ottanta e la fine dei Novanta furono istituite aree protette e avviati progetti per la tutela delle zone umide. Dal 2005 oltre 220 milioni di lev sono stati investiti nella rete fognaria, nell’approvvigionamento idrico e nella depurazione delle acque reflue. Nel 2010 è stato costruito un nuovo impianto nel quartiere Meden Rudnik, mentre altri quartieri sono stati collegati al sistema centrale; nel 2012 sono stati previsti ulteriori ampliamenti e nuovi sistemi di monitoraggio nell’area portuale.
Queste misure, insieme alla trasformazione economica e al passaggio all’uso del gas da parte di grandi imprese come “Lukoil Neftochim”, “Kronospan Bulgaria”, “Hemusmark” e “Pobeda”, hanno contribuito a un significativo miglioramento delle condizioni ambientali.
Persistono tuttavia criticità nei quartieri di Dolno Ezerovo e Lozovo, dove si registrano superamenti dei limiti di idrogeno solforato e anidride solforosa. Le autorità competenti non sempre adottano misure pienamente efficaci e parte dell’inquinamento è attribuita a condizioni meteorologiche che favoriscono il trasporto di emissioni dalla raffineria.[6] Tra le principali fonti attuali figurano l'industria, il settore del legno e il traffico automobilistico, per il quale sono previsti interventi di deviazione del transito fuori dal centro urbano.[7][8]
Nel 2008 si svolse un referendum sull’oleodotto Burgas–Alessandropoli: il 96,75% dei votanti (49 552 persone) si espresse contro, ma con un’affluenza del 27,09% fu dichiarato invalido.[9] Nel 2010 la città ha ottenuto 70 milioni di euro di finanziamenti europei[10] per modernizzare il trasporto pubblico, rinnovando la flotta di autobus, ampliando la rete filoviaria e realizzando circa 20 km di piste ciclabili, divenendo un riferimento nazionale e parte del futuro percorso Nesebăr–Pomorie–Burgas–Sozopol.[11] Nel 2009 Burgas ha aderito al Patto dei Sindaci e nel 2011 ha fissato obiettivi di riduzione del consumo energetico (−27%), delle emissioni di gas serra (−25%) e di incremento delle fonti rinnovabili (+26%) entro il 2020.[12] Nello stesso anno è stata nominata “città bulgara più verde” tra i centri con oltre 200.000 abitanti.[13]
Natura
[modifica | modifica wikitesto]Acque
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Quattro fiumi attraversano Burgas: l'Ajtoska, la Rusokastrenska, l'Izvorska e la Čarlijska. L'Ajtoska sfocia nel lago di Burgas, la Rusokastrenska e l'Izvorska nel lago Mandrensko (dal 1963 bacino idrico di Mandra), mentre la Čarlijska nel lago Atanasovsko.[14]
Tra i tre laghi che circondano la città, il lago Atanasovsko presenta la salinità più elevata, seguito dal lago di Burgas; il lago Mandrensko è prevalentemente d’acqua dolce, pur essendo collegato al Mar Nero tramite un canale.

Il lago di Burgas (in passato Vajakojsko) e il lago Mandrensko (in passato Jazekliisko) sono estuari marini formatisi dopo l’innalzamento postglaciale del livello del mare, che sommerse le foci fluviali creando una baia. Con l’abbassamento del livello marino alla fine del Basso Medioevo, la parte occidentale della baia di Burgas fu colmata dai sedimenti dei fiumi Rusokastrenska e Mandrenska, dando origine alle paludi Vajakojsko e Jazekliisko, impraticabili con minimi afflussi fluviali o venti orientali. Dopo la liberazione della Bulgaria tali paludi ostacolarono l’espansione urbana; il loro prosciugamento e la deviazione delle acque fluviali iniziarono nel 1921. Lo scavo del canale attorno alla palude di Jazekliisko proseguì fino al 1928 con fondi del prestito ai profughi, mentre il consolidamento definitivo delle sponde fu completato nella seconda metà degli anni ’40.[15] Oggi il lago di Burgas è il più grande della Bulgaria (27,6 km²), mentre il lago Mandrensko copre 10 km², con volumi idrici rispettivamente di 19 e 11 milioni di m³.[16][17]
Il lago Atanasovsko è una laguna naturale, divisa in due bacini (settentrionale e meridionale) da una diga artificiale sulla quale corre la strada che collega il centro cittadino a Sarafovo, all’aeroporto di Burgas e a Varna. I due bacini sono collegati tra loro e con il Mar Nero tramite numerosi canali. La parte settentrionale è dichiarata riserva naturale, mentre quella meridionale è un’area protetta. La produzione di sale, documentata archeologicamente fin dall’antichità, continua tuttora.[18]
A sud del lago Mandrensko si estende il massiccio della Strandža. Il lago è oggi diviso in due a seguito di opere di fortificazione degli anni ’40, che impediscono alle acque dolci della parte occidentale di defluire naturalmente nel Mar Nero; esse sono utilizzate principalmente per l’irrigazione. Dopo la diga orientale il lago segue il suo deflusso naturale, che forma l’area protetta di Uzungheren Liman, e tramite il canale naturale Poda, nell’omonima area protetta, sfocia nel golfo di Foros.[14][17]
Nelle vicinanze dei quartieri Vetren e Banevo si trovano le sorgenti minerali di Burgas. L’approvvigionamento idrico della città proviene dalle dighe di Kamčia (Monti Balcani) e Jasna Poljana (Strandža), oltre che da piccole falde sotterranee locali.[14]
Flora e fauna
[modifica | modifica wikitesto]Le numerose aree protette e le zone naturalmente vulnerabili situate nei pressi di Burgas – tra cui l’area protetta di Poda e i laghi Mandrensko, Burgasko e Atanasovsko – formano il complesso ecologico noto come Zone Umide di Burgas. I laghi Burgasko e Atanasovsko, insieme all'area di Poda, sono inclusi nella Convenzione di Ramsar come zone umide di importanza internazionale, in particolare per la tutela degli uccelli acquatici. Nei laghi svernano specie protette quali il pellicano dalmatico, diverse specie di ardeidi (la nitticora, la sgarza ciuffetto, l'egretta garzetta, l'airone bianco maggiore e l'airone rosso), i cormorani comuni, l'oca lombardella maggiore, il gabbiano lombardello, la volpoca.[17][19][20][21]
Il complesso lacustre di Burgas si trova lungo la rotta migratoria della Via Pontica ed è caratterizzato da un fronte migratorio particolarmente stretto per gli uccelli veleggiatori provenienti da gran parte dell’Europa settentrionale, orientale e centrale. Durante la migrazione autunnale transitano annualmente fino a 300.000 cicogne e fino a 60.000 rapaci. L’area presenta la più alta concentrazione europea di pellicano rosa, pellicano dalmatico e falco di palude, ed è il secondo sito europeo (dopo il Bosforo) per la concentrazione dell’aquila anatraia minore. È stato inoltre osservato il chiurlo dal becco sottile, specie minacciata a livello globale.[17][19][22][23]
Nella baia di Burgas e nei laghi circostanti sono state registrate circa 140 specie di pesci, alcune delle quali esposte nel museo di storia naturale cittadino. Nell’area protetta di Poda, nella parte meridionale della città, è stato istituito un centro di osservazione ornitologica, dove sono documentate oltre 255 specie di uccelli, pari al 67% dell’avifauna bulgara. Nella riserva naturale del lago Atanasovsko sono state censite 317 specie, di cui 83 incluse nel Libro Rosso della Bulgaria e oltre 170 di rilevanza europea. Nell’area è presente anche il più piccolo mammifero del mondo, il mustiolo, e dal 2010 sono state osservate popolazioni di fenicotteri rosa.[22][24][25]
Aree protette
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Nel territorio di Burgas sono presenti una riserva naturale e numerose altre aree e zone protette.[26] Il lago Atanasovsko[27][28], dichiarato riserva naturale nel 1980 e successivamente ampliato, copre oggi 1002,3 ettari. Nel 1997 l’estremità occidentale del lago di Burgas, con una superficie di 379 ettari, è stata designata area protetta.[29]
Altre aree naturali protette includono: l’area protetta di Poda (1989, 100,7 ha),[28] l'area protetta di Čengene Skele (1989, 191,19 ha),[30] l'area di Korijata (1995, 11,6 ha), l'area di Uzungheren (2005)[28] e, dal 2007, l'area delle saline di Burgas,[31] corrispondente all’ex zona cuscinetto del lago Atanasovsko. L’area di Vodenitsite, dichiarata monumento naturale nel 1995, copre 73,6 ettari. A sud della città si estende il Parco naturale Strandža, la più grande area protetta della Bulgaria.[24][32]
Oltre alle aree protette istituite ai sensi della legge nazionale sulle aree protette, il comune di Burgas comprende anche diversi siti della rete ecologica europea Natura 2000 (ai sensi della legge sulla biodiversità): il lago Atanasovsko, il lago di Burgas, Bakarlăka, la baia di Čengene Skele e Mandra–Poda.
In varie aree protette sono in corso progetti internazionali di conservazione; con l’ingresso della Bulgaria nell’UE nel 2007, molte di esse sono state integrate nella rete Natura 2000. Tuttavia, il controllo sul rispetto delle norme di tutela nella regione delle zone umide di Burgas rimane insufficiente: manca personale di sorveglianza mobile, necessario per contrastare efficacemente la caccia e la pesca illegali, soprattutto nei mesi invernali.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]L'odierna Burgas è l'erede di diversi insediamenti: Deultum, Skafida, Poros, Pyrgos, Aquae Calidae e, secondo alcuni studiosi, anche di Rusokastro.
Insediamenti preistorici
[modifica | modifica wikitesto]Nell’area di Burgas sono stati individuati numerosi insediamenti preistorici e antichi, databili dall’età della pietra fino alla tarda età del bronzo.[33] All’inizio dell’estate 2008, durante gli scavi nella zona del “Campo del Sale”, 10 km a nord della città e nei pressi del lago Atanasovsko, gli archeologi del Museo regionale di Burgas hanno scoperto un tumulo preistorico e oltre 250 reperti risalenti al primo Calcolitico. I manufatti più antichi sono datati intorno al 6000 a.C. e testimoniano attività agricole, allevamento e produzione di sale, indicando che l’estrazione del sale costituiva una delle principali risorse economiche delle comunità locali. Tra i reperti figurano anche vasi rituali associati a un re‑sacerdote. Secondo gli studiosi, questi oggetti sarebbero tra i più antichi ritrovati lungo l’intera costa del Mar Nero, inclusi i territori dell’odierna Turchia e del Caucaso. Ciò ha portato la direttrice del Museo regionale, Tsonja Draževa, a definire l’area dell’attuale Burgas – situata tra i laghi Mandrensko, Burgasko e Atanasovsko e il Mar Nero – come “crocevia delle civiltà più antiche”.[34][35][36][37][38]
Insediamenti dei Traci
[modifica | modifica wikitesto]Tra i primi abitanti della regione di Burgas figurano i Traci, che nel VI secolo a.C. fondarono numerosi insediamenti nell’area dell’odierna città, in parallelo con i vicini centri di Apollonia Pontica, Mesembria e Anchialos. Tra il VI e il II secolo a.C. un insediamento tracico, probabilmente un emporion di Apollonia, esisteva nella zona di Sladki Kladenzi, oggi parte del quartiere Pobeda; esso disponeva di un porto e di un acquedotto.
Sul colle Šiloto, nell’attuale quartiere Meden Rudnik, sorgeva una fortezza tracica che proteggeva le vicine miniere di rame dei principi tracici presso Vărli Brjag. Dopo la campagna di Filippo II di Macedonia, nello stesso luogo fu edificato il santuario di Apollo Karneios (Apollo Purificatore), parte di una serie di importanti luoghi di culto dedicati a questa divinità situati a nord di Apollonia.
Un altro insediamento tracico, Tursis, si trovava a ovest di Burgas e fu distrutto all’inizio del II secolo a.C.[39] A causa delle intense attività edilizie delle epoche successive, non sono stati conservati resti dell’insediamento antico nella zona di Sladki Kladenzi; tuttavia, la presenza di un porto, di un centro commerciale e di reperti archeologici ha portato lo storico Ivan Karajotov a identificare in quest’area il cosiddetto “Porto dei re traci”.[40]
Gli scavi nelle terme di epoca successiva di Aquae Calidae confermano ulteriormente la presenza di insediamenti tracici e del venerato “Santuario delle Tre Ninfe”.[36][39] Durante il regno di Dario I gli insediamenti tracici della regione passarono sotto il controllo persiano; dopo il fallimento dell’invasione achemenide e la formazione del Regno degli Odrisi l’area tornò nuovamente sotto dominio tracico.[41][42]
Accanto agli insediamenti tracici e ai siti preistorici della regione, Burgas è considerata soprattutto l’erede delle città antiche Deultum e Aquae Calidae e della medievale Pyrgos; secondo alcuni autori, può essere vista anche come successore dei centri di Skafida e Rusokastron. Deultum sorse sulla riva occidentale del lago Mandrensko, alla foce del fiume Sredetska, nell’area compresa tra il lago di Burgas e il lago Mandrensko; i linguisti moderni interpretano il nome della città come “due paludi”.
Tra il 383 e il 359 a.C. gli insediamenti della regione furono sotto il controllo del re trace Coti I. L’importanza delle vicine città greche di Apollonia Pontica e Mesembria limitò lo sviluppo dei piccoli centri situati tra di esse, e nel 340 a.C. la regione fu conquistata da Filippo II di Macedonia.[36][42][43][44]
Antichità
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Dopo la conquista della costa meridionale del Mar Nero da parte del generale romano Lucio Licinio Lucullo nel 72 a.C., l’imperatore Vespasiano fondò la colonia Deultum (lat. Colonia Flavia Pacis Deultensium) a est dell’insediamento tracico di Develt/Debelt, destinandola ai veterani della Legio VIII Augusta. La colonia si sviluppò fino a diventare un importante centro della provincia di Emimonto. Qui convergevano un ramo nord‑orientale della strada romana Via Militaris e la strada costiera del Mar Nero Via Pontica.
Parallelamente a Deultum si svilupparono le terme minerali di Aquae Calidae, frequentate nei secoli successivi da numerosi imperatori e sovrani. Nel centro dell’odierna Burgas la presenza romana è attestata dal ritrovamento di numerose monete databili tra il I e il IV secolo, mentre a sud dell’attuale Stazione Centrale sono stati identificati i resti di una statio romana.[45]
Alla fine del I secolo, durante il regno dell’imperatore Antonino Pio, sulla penisola di Poros/Foros – presso l’odierno quartiere di Kraimorie – furono costruite la doppia fortezza di Burgos (o Poros) e una statio militare con porto. Le fortificazioni controllavano gli accessi alle città di Deultum e Scafida e proteggevano il tratto costiero della Via Pontica. Gli scavi archeologici del 2009 hanno portato alla luce parte della fortezza, i resti di un monastero del XIII secolo e un insediamento tardoantico risalente al V secolo.
Secondo alcuni studiosi, Poros e Pyrgos citate nelle fonti storiche potrebbero identificarsi con la stessa fortezza. La struttura sulla penisola di Foros fu probabilmente utilizzata come punto di osservazione; i suoi resti erano ancora visibili nel XIX secolo, come riportato da vari viaggiatori europei. Alcuni autori ritengono inoltre che l’insediamento medievale sia il successore della stazione romana menzionata come Pudizo nella Tabula Peutingeriana.[46]
Non è noto se Deultum e la fortezza di Foros siano state distrutte, come Aquae Calidae e l’intera regione, durante le invasioni gotiche della seconda metà del III secolo.[36][47][48] Nel 376 le fonti menzionano nuovamente Deultum, nei pressi della quale i Goti sconfissero un’unità militare romana d’élite.[49]
Medioevo
[modifica | modifica wikitesto]Con la divisione dell’Impero romano nel 395, la regione dell’odierna Burgas entrò a far parte dell’Impero romano d’Oriente (poi Impero bizantino). Durante il regno di Giustiniano I (527–565) furono costruite fortificazioni attorno ad Aquae Calidae, a testimonianza dell’importanza strategica del sito.
Nel 708 il khan bulgaro Tervel sconfisse l’esercito bizantino guidato da Giustiniano II Rinotmeto a est di Aquae Calidae, nella battaglia di Anchialo; le terme imperiali e Deultum passarono così per la prima volta sotto il controllo bulgaro. Sotto il khan Krum, la regione di Zagore fu definitivamente incorporata nei confini della Bulgaria, mentre il suo successore Omurtag fece costruire il grande vallo di confine dell’Erkesia, che si estendeva dalle rive del lago di Burgas fino al fiume Evros.
Secondo una tradizione, nel 863 il khan Boris I si sarebbe convertito segretamente al cristianesimo proprio a Deultum (vedi Cristianizzazione della Bulgaria). Questa ipotesi è stata rafforzata da scoperte archeologiche del 2005, quando nei pressi dell’attuale villaggio di Debelt è stato individuato un complesso rituale con una basilica del IX secolo. In seguito alla conversione, Boris abbandonò il titolo tradizionale dei sovrani bulgari e adottò quello slavo di principe, ricevendo il nome cristiano del suo padrino, l’imperatore bizantino Michele III.[36][50]
Intorno al 970 la regione tornò sotto il controllo dell’Impero bizantino. Nel 1093 l’imperatore Alessio I Comneno stabilì un distaccamento militare a Thermopolis (successore medievale di Aquae Calidae), per difendere i passi orientali dei Monti Balcani. Nel secolo successivo l’area di Burgas fu contesa tra l’Impero bulgaro e quello bizantino.
Nel 1206 i Latini, guidati da Enrico di Fiandra, fratello dell'imperatore Baldovino I, conquistarono e incendiarono Thermopolis. Nel 1270 la fortezza di Poros fu menzionata in un documento del Patriarca di Costantinopoli[48]; poco più a sud, nel 1304, ebbe luogo la battaglia di Skafida, in cui lo zar Teodor Svetoslav conquistò la costa meridionale del Mar Nero.
Nel 1332 lo zar Ivan Aleksandăr sconfisse l’imperatore Andronico III Paleologo a ovest dell’odierna Burgas, nella battaglia di Rusokastro, l’ultimo grande scontro tra Bulgaria e Bisanzio.[47]
All’inizio del XIV secolo la regione subì devastazioni da parte della Compagnia Catalana.[36]
Sotto il dominio ottomano e prima menzione scritta
[modifica | modifica wikitesto]Deultum, Skafida e Poros furono conquistate dai turchi ottomani guidati dal sultano Murad I nel 1367-1368, ma poco dopo passarono sotto il controllo del conte Amedeo VI di Savoia, che le restituì a Bisanzio.[51] All'inizio del 1453, poco prima della caduta di Costantinopoli, queste località, insieme ad altre città della costa meridionale del Mar Nero, furono gli ultimi territori bulgari a essere incorporati nell'Impero ottomano. Deultum fu completamente distrutta e non venne più ricostruita nei secoli successivi. Thermopolis e Pyrgos, invece, sopravvissero: il sultano Solimano il Magnifico ordinò la costruzione di un nuovo stabilimento termale (hammam) sulle rovine delle antiche piscine romane. A Poros, divenuta parte del qaḍāʾ di Pomorie, il sultano Bayezid II fece costruire un çiftlik per le esigenze della corte del sultano e un faro destinato alla navigazione.[51][52]
Il primo documento scritto che menziona Burgas nella posizione dell’attuale centro cittadino è un registro ottomano (defter) del 1603-1604. In esso compare il porto di Pyrgos (ıskele‑i Pyrgos),[53] parte del waqf di Iskender Paša, che si trovava nel qaḍāʾ (distretto) di Ajtos, al quale rimase amministrativamente legato fino alla riforma del vilayet del 1864.[54] Il porto fu nuovamente attestato nel 1639 e nel 1646-1647.[55]

Nonostante la distruzione dell’antico sistema di approvvigionamento idrico e la conseguente scarsità di acqua potabile, Pyrgos continuò a essere utilizzato come base della marina ottomana.[36] L’acqua dolce veniva trasportata da sorgenti vicine tramite carri o animali da soma e immagazzinata in grandi contenitori collocati nei pressi del porto.[48]
Una delle prime testimonianze scritte sulla città in epoca ottomana fu lasciata dal viaggiatore Haji Khalifa, che visitò la città a metà del XVII secolo e la menzionò con il nome di Burgas. Nel periodo successivo alla battaglia di Lepanto (1571) Pyrgos divenne un importante centro di costruzione navale.[56]
Nel 1656 il viaggiatore Evliya Çelebi descrisse due porti nell'insediamento: uno a Poros, destinato alle grandi imbarcazioni, e uno a Pyrgos, nell'area dell'attuale porto, utilizzato dalle navi più piccole.[36][47]
Secondo il diario di campagna Fethname‑i Kamaniçe del cronista ottomano Hacı Ali, il sultano Mehmed IV visitò Thermopolis nel 1672-1673 durante il viaggio verso la Polonia (vedi Guerra polacco-ottomana (1672-1676)). Nel 1673 una parte degli Armeni deportati dalla zona dei combattimenti si stabilì a Burgas; due anni dopo furono visitati dall'arcivescovo armeno Mardiros Krymeči, che lasciò una breve descrizione della città.[36][47]
Verso la metà del XVII secolo la città iniziò a svilupparsi grazie al commercio e all’esportazione di cereali, attività che divennero la principale fonte di prosperità dell’insediamento.
Nel 1738 Burgas, come la maggior parte dei centri urbani importanti della parte europea dell’Impero ottomano, aveva una popolazione prevalentemente turca.[57] Nel 1784 l'ingegnere militare francese André-Joseph Lafitte-Clavé visitò la regione e identificò Burgas come la città più grande e strategicamente importante del golfo, chiamando per la prima volta la baia Golfo di Burgas e osservando che in precedenza era nota come Poros. Egli attribuì il nome Burgas anche al lago situato a ovest della città e al suo fiume emissario.[58]
Diversi diplomatici occidentali, tra cui Wenzel Edler von Brognard (1786)[59] e Charles de Peysonelle (1787),[60] descrissero Burgas come una kasaba (piccola città) con 1.100-1.200 case e come un importante centro commerciale e punto di trasbordo dei prodotti agricoli provenienti dalla Tracia orientale. Burgas era il principale centro costiero tra Ahtopol e Güzeken e possedeva la cosiddetta “fortezza di Burgas”, che dava il nome a un’unità di misura locale utilizzata per il commercio del grano.[61]

Con il ritiro delle truppe russe dopo la fine della guerra russo-turca del 1828-1829, la maggior parte della popolazione bulgara di Strandža e della costa abbandonò le proprie case e, seguendo l'esercito oltre i confini della Bulgaria, si stabilì in Ucraina, Moldavia, Bessarabia e in altri territori dell'Impero russo. Negli anni successivi una parte della popolazione turca, fuggita prima del conflitto, fece ritorno nella regione.

Gli insediamenti abbandonati furono progressivamente ripopolati da bulgari provenienti dall’interno del paese. Tuttavia, sotto l’influenza di insegnanti e sacerdoti greci attivi nella zona, molti di questi nuovi abitanti furono gradualmente assimilati alla cultura greca.
Tra il 1854 e il 1864 Burgas fece parte della qaḍā di Anchialo nel sangiaccato di Silistra. Durante il periodo delle riforme del Tanzimat (1840-1864) fu istituita una qaḍā indipendente con centro a Burgas all'interno del sangiaccato di Sliven. A tal fine, diversi insediamenti delle qaḍā di Anchialo e Rusokastro furono trasferiti sotto la giurisdizione della qaḍā di Pyrgos. In qualità di centro amministrativo, Burgas era governata da un caimacam, e, secondo la Legge sui vilayet, fu istituito anche un consiglio distrettuale al quale, in conformità con l'Hatt-ı Hümayun del 1856, partecipavano rappresentanti delle comunità non musulmane, inclusi i bulgari. Questo status amministrativo rimase in vigore fino alla Liberazione della Bulgaria.[62]
A partire dai primi anni 1860, la nuova organizzazione amministrativa favorì un periodo di rapido sviluppo economico e culturale, interrotto solo temporaneamente dalla guerra russo‑turca del 1877–1878. Nel 1860 fu costruita a Burgas una stazione telegrafica che collegava la città con Sliven, Varna e Costantinopoli. Il collegamento diretto con la capitale ottomana e con due dei principali centri urbani della regione – Sliven, importante polo artigianale e tessile, e Varna – insieme al ruolo del porto come principale punto di esportazione della Bulgaria nord‑orientale e snodo del commercio di transito del Basso Danubio, diede un forte impulso allo sviluppo commerciale di Burgas e ne accrebbe l’importanza come principale porto del Mar Nero per la Bulgaria meridionale.[63]
Le basi dell’istruzione pubblica a Burgas furono poste nel 1865, quando ad Atanasovo (oggi complesso Izgrev) fu aperta la prima scuola bulgara della città.[64][65] Fino ad allora era stata attiva soltanto una scuola greca. L’istituto bulgaro, di carattere privato, era sostenuto da tasse scolastiche e da donazioni della comunità locale. L’insegnamento seguiva il modello delle antiche scuole monastiche: le lezioni si basavano sui libri liturgici – filide, octoich, salmi, apostoli – e comprendevano canto ecclesiastico, scrittura e le quattro operazioni aritmetiche fondamentali.
Alla fine del 1867 il sacerdote Georgi Stojanov Dželepov, espulso da Sozopol, si stabilì a Burgas, dando un forte impulso alla lotta per l’istituzione di una chiesa bulgara indipendente e per lo sviluppo dell’istruzione nella città portuale. L’11 maggio 1868 egli presentò ai notabili locali la proposta di aprire una chiesa e una scuola bulgare. Per realizzare il progetto, Dimitar Brakalov, Jani Rusaliev, Kojčo Rajkov, Nikola Kamburov e Sava Hadžidečev fondarono un comune bulgaro autonomo, che organizzò una raccolta di donazioni tra la popolazione bulgara. Dželepov mise a disposizione una stanza della propria abitazione per avviare una scuola elementare bulgara. Nel 1869, sul sito dell’attuale chiesa dei Santi Cirillo e Metodio, furono così aperte una scuola e una chiesa bulgare, nonostante la forte opposizione dei metropoliti greci di Anchialo e Sozopol.[66]
Sebbene la popolazione locale non partecipasse direttamente alle insurrezioni armate per la liberazione della Bulgaria, la città ebbe un ruolo significativo come punto di transito per l’Organizzazione Rivoluzionaria Interna: attraverso Burgas passavano importanti canali di comunicazione e di trasferimento di armi. In questo contesto, la città fu visitata più volte dai rivoluzionari Vasil Levski e Panajot Hitov, che la utilizzarono come base logistica nelle loro attività clandestine.[67]
Porto principale della Rumelia orientale e l'Unificazione della Bulgaria (1878-1885)
[modifica | modifica wikitesto]Durante la guerra russo-turca del 1877-1878, Burgas fu utilizzata dall'esercito ottomano come centro logistico. Verso la fine della guerra una parte significativa della popolazione turca e circassa della regione, compresa quella di Burgas, fu evacuata attraverso il porto. Gli ultimi 2.000 soldati ottomani, insieme a quattro cannoni, furono imbarcati alla fine di dicembre del 1877.
Con la firma dell’armistizio di Adrianopoli (gennaio 1878), Burgas rimase al di fuori dei confini della futura Bulgaria: la linea di demarcazione tra i due eserciti fu fissata lungo la cresta orientale dei Monti Balcani, che raggiunge il Mar Nero a nord di Nesebăr. L’assenza di autorità ottomane nella città e nei villaggi circostanti all’inizio del 1878 favorì le violenze dei basci-buzuk e delle bande circasse; gli abitanti di Karnobat e Bălgarovo furono vittime di massacri. Burgas evitò la stessa sorte grazie all’intervento di Rufat Efendi, comandante ottomano del porto.[68][69]
Il 6 febbraio 1878 Burgas fu liberata da un “distaccamento volante” dell’esercito russo al comando del colonnello Lermontov, incaricato di garantire alla flotta russa l’accesso al porto prendendo posizione nella baia e fermando gli invasori circassi e i soldati ottomani disertori provenienti dal passo di Djulen. In quel momento la città contava circa 2.950 abitanti, tra cui armeni, ebrei, bulgari, greci e grecomani. Niko Popov fu nominato primo sindaco della città liberata.
Nei mesi successivi le truppe russe costruirono sulla costa un ospedale militare, diretto da Alexandra Lermontova, che rimase in funzione fino alla metà del 1879.[68][69]
Con l'attuazione del Trattato di Berlino del 1878, Burgas divenne uno dei sei centri amministrativi della provincia ottomana della Rumelia orientale. In base alle disposizioni del trattato, una parte della popolazione turca fece ritorno in città.[68][70] Le decisioni del Comune venivano pubblicate in bulgaro, greco e ottomano, riflettendo la composizione multietnica della popolazione urbana.
Nonostante la mancanza d'acqua, Burgas era un importante centro commerciale e l'unico porto principale della Rumelia orientale. La crescita economica attirò numerosi profughi provenienti dalla Tracia orientale e dai monti Strandža, territori rimasti sotto il dominio ottomano.[71]
Nel 1880 fu fondato il centro comunitario “Probuda”, mentre il 20 luglio 1885 venne pubblicato il Burgas, primo settimanale della città.[72]
La città rimase sotto sovranità ottomana fino al settembre 1885, quando, in seguito al colpo di stato militare, la Rumelia orientale fu unita al Principato di Bulgaria. L'unificazione della Bulgaria fu accolta con disapprovazione dalla Russia, che lo considerava contrario ai propri interessi di controllo dei Balcani. Anche i cittadini di Burgas presero parte alla successiva guerra serbo-bulgara.[71] Sebbene il Trattato di Bucarest del 19 febbraio 1886 avesse formalmente ripristinato lo status quo, lo zar russo Alessandro III rifiutò di riconoscere Alessandro I di Battenberg come sovrano della Bulgaria unita.[73][74] Nei mesi e negli anni successivi la diplomazia russa sostenne e organizzò diverse cospirazioni contro il nuovo assetto politico bulgaro. Parallelamente, il governo ottomano pose come condizione preliminare per la normalizzazione delle relazioni il ritorno del porto di Burgas sotto amministrazione turca, richiesta che fu respinta dal principe bulgaro.[75][76]
All’inizio di maggio 1886, a Burgas fu sventato un complotto contro il principe Alessandro I di Battenberg, organizzato sotto la guida dell’ufficiale russo Nikolaj Nabokov mentre il sovrano si trovava in visita nella città. Dopo la scoperta della cospirazione, i responsabili riuscirono a rifugiarsi nell’ambasciata russa e a fuggire senza conseguenze.[73][74] Sebbene i gruppi politici filorussi del paese – i tsankovisti e i cosiddetti pseudo‑unionisti – fossero riusciti a detronizzare Alessandro I, grazie all’intervento di Stefan Stambolov e dell’esercito rumeliano, il principe tornò sul trono. Nell’ottobre dello stesso anno a Burgas scoppiò una ribellione militare guidata da Nabokov e sostenuta da una nave da guerra russa. Stambolov inviò Kosta Panica a reprimere l’insurrezione: con l’appoggio del distaccamento di Ajtos, egli riuscì a porre fine ai complotti russofili contro l’Unificazione nella città.[73][76][77][78]
Boom economico e campo profughi della Bulgaria (1891-1913)
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Dopo la Liberazione, Burgas si collocò al primo posto dopo Sofia per ritmo e portata dello sviluppo rispetto alle altre città bulgare.[79] Nel 1887 la popolazione raggiunse i 5.700 abitanti. Il rapido progresso urbano trovò espressione nel primo piano regolatore della città, adottato nel 1891, che sancì la costruzione di nuovi edifici pubblici in stile occidentale, trasformando l’aspetto tradizionale della città.

Tra le principali realizzazioni del periodo figurano la biblioteca cittadina (1881), il Giardino marittimo (1891) e l’avvio della costruzione della cattedrale dei Santi Cirillo e Metodio (1897). Nel 1895 Georgi Ivanov aprì la prima tipografia di Burgas, seguita dalla tipografia di Hristo Velčev, ribattezzata nel 1900 Tipografia Fratelli Velčev.
Il 27 maggio 1890 fu inaugurata la linea ferroviaria Burgas–Plovdiv, che rafforzò ulteriormente il ruolo della città come nodo commerciale. Una tappa decisiva nello sviluppo economico fu l’apertura del porto moderno, inaugurato il 18 maggio 1903. In questi anni a Burgas sorsero 151 imprese industriali, tra cui la fabbrica di zucchero e olio vegetale di Avram Čaljovski, i Grandi Mulini Bulgari di Ivan Hadžipetrov, la fabbrica di sapone Kambana e uno stabilimento per la produzione di conserve di pesce.[80]
Numerosi e rappresentativi edifici pubblici e privati di Burgas, tra cui l’Hotel Imperial, il Teatro Moderno, le case di Jovi Vodeničarov, della famiglia Yonidis, di Ivan Hadžipetrov, di Isak Presenti, dei fratelli Kalimanov e di Stefan Rodev, furono progettati dall’architetto italiano Riccardo Toscani, attivo in città tra il 1897 e il 1926. A lui si devono anche la Cattedrale dei Santi Cirillo e Metodio e l’edificio oggi sede del Museo Petja Dubarova. Le sue opere contribuirono in modo decisivo alla trasformazione dell’aspetto urbano di Burgas, introducendo linguaggi architettonici moderni e occidentali che segnarono il passaggio della città verso una nuova identità europea.

Con l'istituzione dell'Esarcato bulgaro nel 1870, la Chiesa ortodossa bulgara riacquistò la propria indipendenza, ma diverse città della costa occidentale del Mar Nero, tra cui Burgas, rimasero sotto il dominio del Patriarcato di Costantinopoli. Solo nel 1900 il Patriarcato cedette le ultime chiese e i monasteri della regione, sebbene il processo non si svolse ovunque in modo pacifico.
Nel 1905, dopo lunghe proteste della popolazione bulgara, anche il monastero di Sant'Anastasia fu trasferito all'Esarcato bulgaro. Prima della cessione, l'abate del monastero tentò di vendere il tesoro monastico, provocando disordini e proteste a Burgas; fu necessario l'intervento della gendarmeria per impedire violenze e proteggere la comunità greca da possibili pogrom.[80][81]
Dopo l'Unificazione della Bulgaria, per diversi decenni Burgas e il suo distretto divennero il principale centro profughi della Bulgaria. Dopo la rivolta di Ilinden-Preobraženie e soprattutto dopo la seconda guerra balcanica del 1913, la città e la regione accolsero un gran numero di rifugiati provenienti dalla Tracia orientale.[82] Già il 29 gennaio 1895 i profughi macedoni fondarono a Burgas una Società macedone, denominata Monte Pirin, che riuniva anche emigranti dalla regione di Edirne. Il 12 maggio 1896, su iniziativa del capitano Petko Vojvoda e dei fratelli Petar e Nikola Dragulevi, fu istituita a Varna la Società di emigrazione di Edirne Strandža,[82] della quale nel dicembre dello stesso anno fu aperta una filiale anche a Burgas.[82] Il 2 settembre 1902 le due organizzazioni cittadine si fusero nella Società della Macedonia e di Edirne.
Nel corso degli anni furono fondate a Burgas numerose altre associazioni di sostegno ai profughi: la Società di volontariato macedone‑adrianopolitana, la Confraternita di beneficenza macedone “Dimitar Mihailov”, la Società culturale, educativa e di beneficenza femminile macedone “Menča Karničeva”, l’Associazione giovanile macedone “Pelister” e altre. La locanda Minkov, situata nell’attuale via Ferdinandova 63, fungeva da centro organizzativo e punto di riferimento per i rifugiati.[80]
Nel 1906, le azioni degli andarti greci in Macedonia portarono a rivolte e pogrom contro la popolazione greca a Burgas e nel suo distretto, già sovrappopolati di rifugiati. Le tensioni sfociarono in rivolte e in episodi di violenza contro la popolazione greca locale. A Burgas, la chiesa e la scuola greche furono espropriate e, negli anni successivi, gran parte della comunità greca emigrò, soprattutto verso Costantinopoli. Nello stesso anno, il Liceo Commerciale, fondato nel 1905, fu trasferito nei locali dell’ex scuola greca. In città erano attive anche una scuola privata armena, una scuola turca e un istituto francese.[71][80]

Dalla guerra balcanica agli anni '30 (1912-1934)
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Allo scoppio della prima guerra balcanica, 65 volontari della città formarono la Prima Compagnia del 12° Battaglione di Lozengrad dei Volontari della Macedonia e di Edirne, sotto la guida di Louis-Emil Eyer.[83] Il 18 ottobre 1912, la città fu bombardata dalla flotta ottomana, che impose un blocco navale nella baia di Burgas, revocato l'8 novembre dello stesso anno.[84]
Dopo la sconfitta bulgara nella seconda guerra balcanica e nuovamente dopo la prima guerra mondiale, il numero di profughi a Burgas aumentò drasticamente. Secondo dati incompleti dell'ex Direzione per l'accoglienza delle famiglie dei profughi in Bulgaria, nel 1931 il distretto di Burgas ospitava il maggior numero di profughi registrati: 12.155 famiglie, per un totale di oltre 60.000 persone, due terzi delle quali provenienti dalla Tracia orientale; i restanti erano rifugiati dalla Macedonia egea, soprattutto dalla zona di Giannitsa. Molti di essi arrivarono tra il 1923 e il 1925, stabilendosi in città e nei villaggi costieri a nord, mentre parte della popolazione locale emigrò in Grecia.[85][86]
Nel 1912 fu ristrutturato il faro dell’isola di Sant’Anastasia: nella parte settentrionale vennero costruite una torre in cemento armato e gli alloggi per i guardiani. Il nuovo faro, con una torre alta 9,10 m e un’altezza luminosa di 21,70 m sul livello del mare, fu acceso per la prima volta il 13 giugno 1914, con una portata di 6 miglia nautiche. Tra il 1910 e il 1919 si progettò di dotarlo di campane moderne, ma solo nel 1925–1926 una struttura di questo tipo fu installata all’ingresso del porto di Burgas.[85]


Nel 1918 l’Ordine cistercense, impegnato nell’assistenza ai rifugiati, aprì un collegio femminile in città. Nonostante le difficoltà economiche, Burgas conobbe un nuovo boom: nel 1920 contava circa 21.000 abitanti ed era tornata a essere il principale porto bulgaro per l’esportazione di grano e prodotti agricoli; a metà degli anni ’30 superò Varna anche per volume di importazioni.[87] Nel 1922 la società svizzera AG für Handel und Industriewerte ottenne una concessione venticinquennale per l’estrazione industriale del sale nel lago Atanasovsko.[88] Nel 1924 fu aperta a Burgas l’unica fabbrica di matite dell’Europa sud‑orientale, la Deveco (oggi HemusMark AD), e nel 1925 iniziò a funzionare la Scuola Statale di Ingegneria Meccanica.[89]
Nell’inverno 1928–1929 il golfo di Burgas gelò completamente, consentendo il passaggio di carrozze tra la città e l’isola di Sant’Anastasia[90] Pochi anni dopo, nel 1934, la popolazione urbana raggiunse i 34.260 abitanti.[91]
Occupazione sovietica e governo del Partito Comunista Bulgaro (1944-1989)
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La notizia dell’invasione del Regno di Bulgaria da parte dell’Armata Rossa, avvenuta il 7 settembre 1944, raggiunse Burgas tramite telegrafo, telefono e radio. L’8 settembre un idrovolante sovietico atterrò nelle acque della baia, mentre all’aeroporto cittadino l’operatore radio Danail Denev accolse il primo aereo da ricognizione sovietico, pilotato dal maggiore Sertsov e dal suo collaboratore Seredin.[92] Il 9 settembre 1944 Burgas fu occupata dalle truppe sovietiche, che presero il controllo dell'aeroporto e del porto; diversi rappresentanti del governo zarista furono giustiziati.[93][94] Tra il 16 e il 19 settembre circa 190 soldati sovietici della guarnigione locale furono colpiti da avvelenamento da metanolo, con 42 vittime.[95]
Tra le persone condannate dai due collegi del Tribunale del Popolo di Burgas figuravano membri delle famiglie più facoltose della città, esponenti dell’intellighenzia locale e avvocati del foro cittadino. In quel periodo, oltre ai Bagni Minerali di Burgas, erano attive sei strutture balneari private e un bagno marino municipale.[94] Dopo la fine della seconda guerra mondiale, l’organizzazione ebraica Haganah organizzò convogli navali per i sopravvissuti all'Olocausto diretti in Palestina; con essi emigrò anche la comunità ebraica di Burgas.[96]
Negli anni successivi il governo comunista nazionalizzò oltre 160 fabbriche e imprese private, insieme a bagni pubblici, negozi e attività commerciali. L’incapacità gestionale del nuovo regime provocò carenze di generi alimentari, combustibili e beni di prima necessità. Furono chiusi l’Università Popolare, la sinagoga, il liceo tedesco e quello italiano.[97] La nazionalizzazione totale alterò profondamente il naturale sviluppo economico della città, mentre le repressioni politiche proseguirono anche negli anni seguenti.[94][98]
Il 29 giugno 1947 atterrò a Burgas il primo aereo passeggeri Ju‑52 proveniente da Sofia, evento considerato il primo volo della neonata aviazione civile bulgara, alla presenza del primo ministro Georgi Dimitrov.[98]

Nel 1956 la città contava 79.091 abitanti. Negli anni ’50 e ’60 furono costruiti grandi impianti chimici e petrolchimici, tra cui il complesso petrolchimico, il più importante della regione.[99] L’industrializzazione accelerò la crescita demografica e nel 1960 fu riaperto il liceo tedesco.[97] Nel 1965 Burgas raggiunse i 117.517 abitanti.


Tra il 1970 e il 1973 lo studio IPP Glavproekt elaborò un nuovo piano urbanistico secondo il modello socialista. Negli anni successivi furono costruiti i grandi complessi residenziali Izgrev, Zornitsa, Petko Slaveykov e Meden Rudnik, caratterizzati da edifici che ancora oggi dominano il paesaggio urbano. Nel 1980, nel complesso Slavejkov, fu edificato il blocco 55: con 23 ingressi e 482 metri di lunghezza, divenne il più lungo edificio residenziale della Bulgaria e fu celebrato come “orgoglio socialista”. In questo periodo il municipio centrale fu sostituito da un nuovo edificio a due piani, denominato Krasnodar. Un altro edificio emblematico è il condominio 77 nel quartiere Lazur (all’epoca Tolbuhin), noto come la Krastaviza (il Cetriolo).[100]

Nel 1976 il villaggio di Meden Rudnik fu annesso a Burgas e negli anni successivi divenne il nucleo del più grande quartiere cittadino, separato dal resto dell’area urbana dai laghi di Burgas e Mandrensko.
Il 9 settembre 1982, l'Esercito Segreto per la Liberazione dell'Armenia tentò di assassinare a Burgas Bora Süelkan, addetto amministrativo del console turco in città.
Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica, al 4 dicembre 1985 la popolazione di Burgas era di 182.338 abitanti. Tra il 1987 e il 1991 altri cinque comuni furono incorporati nella città, situati a distanze variabili dal centro a causa della particolare posizione geografica di Burgas, stretta tra tre laghi e il Mar Nero.[101]
Sviluppo durante il periodo post-comunista
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Dopo la caduta del regime comunista nel 1989, l’aspetto urbano di Burgas subì trasformazioni significative. Tuttavia, l’impronta architettonica dell’epoca socialista rimane evidente soprattutto nelle periferie, dove gli ex campi profughi furono convertiti in grandi complessi residenziali; nei quartieri più recenti sono ancora presenti le cosiddette case di Charron – abitazioni dei profughi, costruite all'inizio del XX secolo per ospitare decine di migliaia di profughi provenienti dalla Macedonia e dalla Tracia occidentale.
Il 28 febbraio 2008 il Consiglio comunale di Burgas riconobbe ufficialmente il genocidio del popolo armeno perpetrato nell’Impero ottomano tra il 1915 e il 1922.[102] Nello stesso anno, nel dicembre 2008, presso il Tribunale amministrativo di Burgas fu depositato il primo caso giudiziario presentato elettronicamente in Bulgaria.[103]
Nel 2011 Burgas fu proclamata “migliore città in cui vivere in Bulgaria” e “città bulgara più verde”, riconoscimenti ottenuti nuovamente nel 2013.

Il 18 luglio 2012, presso l’aeroporto di Burgas a Sarafovo, un attentato terroristico colpì un gruppo di turisti israeliani appena giunti da Tel Aviv: una potente esplosione investì tre autobus, causando 7 vittime e 35 feriti. L’attacco fu attribuito a un attentatore suicida salito a bordo del primo autobus insieme ai passeggeri.[104]
Nel 2015 è stato aperto un tunnel stradale sotterraneo lungo 245 metri sotto la piazza centrale Trojkata, che collega le vie General Gurko e Knjaz Boris.[105] L’11 maggio 2018 è stato inaugurato il complesso di piscine Arena OZK.
Nella primavera del 2023 è entrata in funzione la tangenziale nord di Burgas, che collega la città con Sofia, Sarafovo e le località turistiche della parte settentrionale della regione.[106][107] Il 18 maggio 2023 è stata completata e inaugurata la sala multifunzionale Arena Burgas, una delle infrastrutture sportive più moderne del Paese.[108][109][110]
L'8 maggio 2026 Burgas è stata il punto di arrivo della prima tappa del Giro d'Italia – Nesebăr-Burgas.[111]
Lo sviluppo urbano futuro di Burgas è orientato verso una maggiore integrazione tra la città, il mare e i laghi circostanti. In questo contesto si inserisce il progetto Super Burgas, che prevede la riorganizzazione dell’area portuale e la creazione di nuovi spazi pubblici affacciati sul mare. Tra gli interventi programmati figurano l’ampliamento delle infrastrutture per il trasporto pubblico, inclusi percorsi ciclabili, la deviazione del traffico pesante dal centro cittadino, il restauro dell’isola di Sant’Anastasia e del ponte, nonché la riqualificazione del centro storico.
Luoghi di interesse
[modifica | modifica wikitesto]Informazioni generali
[modifica | modifica wikitesto]Dalla fine del XIX secolo Burgas è tra le città bulgare con il più rapido sviluppo economico e culturale. Nel tessuto urbano sono presenti 264 edifici dichiarati monumenti culturali, appartenenti a diversi stili architettonici europei e alle tradizioni costruttive bulgare; la maggior parte si concentra nell’area pedonale del centro. Tra gli edifici più antichi figurano le terme costruite durante il regno di Solimano il Magnifico (1520‑1566) e il monastero di Sant’Anastasia, situato sull’omonima isola a 6 km dalla costa. Quest’ultimo, riconosciuto come monumento culturale di importanza nazionale, è l’unico monastero insulare e il meglio conservato lungo la costa bulgara del Mar Nero.[36][112][113]
La città presenta oggi un aspetto moderno, pur conservando numerosi edifici risalenti all’inizio del XIX secolo. Burgas è legata alla vita e all’opera di molte personalità della cultura e dell’arte bulgara; la città e il suo litorale sono spesso celebrati nella musica popolare e leggera. Le strade alberate e i parchi curati contribuiscono all’immagine verde e ordinata del centro urbano. Tra i luoghi simbolo si annoverano il Giardino Marittimo, il Casinò Marittimo e il Ponte di Burgas, un molo pedonale ricostruito nella sua forma attuale negli anni Ottanta. A differenza di altre grandi città del Paese, dove la rapida espansione edilizia ha ridotto sensibilmente le aree verdi, a Burgas gli spazi alberati sono rimasti pressoché invariati nello stesso periodo.
Luighi di interesse antichi e medievali
[modifica | modifica wikitesto]Deultum – Debelt
[modifica | modifica wikitesto]I resti dell’antica città di Deultum si trovano a ovest di Burgas, nei pressi del villaggio di Debelt. Fondata durante il regno dell’imperatore Vespasiano come colonia per i veterani della Legio VIII Augusta, rappresenta l’unica colonia di cittadini romani liberi sul territorio dell’attuale Bulgaria. Nei secoli successivi Deultum divenne uno dei centri più ricchi della provincia romana di Hemimontus.
Le prime ricerche archeologiche furono condotte alla fine del XIX secolo da studiosi come Konstantin Jireček e i fratelli Škorpil, che fornirono le prime descrizioni scientifiche del sito. Gli scavi iniziarono nel 1925, mentre le indagini su larga scala presero avvio negli anni '80 del XX secolo e proseguono tuttora. Sono stati portati alla luce la necropoli, le terme, tratti delle mura antiche e medievali, una stazione doganale medievale, oltre a numerose monete, statue, iscrizioni e ceramiche. Una parte significativa dei reperti è esposta nel Museo Archeologico di Burgas.
Nel 1965 Deultum è stato dichiarato monumento architettonico e storico; nel 1980 l’area è stata proclamata riserva archeologica nazionale Deultum–Debelt. Accanto al sito è stato allestito un piccolo museo negli anni '80.[114]
Poros / Foros e la fortezza di Burgos
[modifica | modifica wikitesto]Alla foce del lago Mandrensko si trovava il porto dell’importante centro di Deultum, protetto dalla doppia fortezza di Burgos. In quest’area è localizzata anche la stazione stradale Pudizo, indicata nella Tabula Peutingeriana, mentre il toponimo Poro o Poros compare nelle carte italiane e catalane dei secoli XIII–XIV. Secondo alcuni studiosi, questa fortezza – oggi nota come Poros o Foros – e il suo porto rappresentano un antecedente storico e simbolico della città di Burgas.
Nel 1453 la fortezza fu conquistata insieme all’intera costa del Mar Nero. Gli Ottomani apprezzarono il porto protetto di Pyrgos e lo utilizzarono attivamente nei secoli successivi. Per le esigenze della navigazione fu costruito un faro sulla parte più alta della costa, che diede il nome al promontorio Foros, presso l’attuale quartiere Kraimorie.
I resti della fortezza si trovano nell’area di Poda e sul promontorio. Per molti anni la zona è stata inaccessibile a causa della presenza di una base militare, motivo per cui non è ancora completamente studiata. Le prime indagini archeologiche, avviate nel 2008, hanno portato alla scoperta di tratti delle mura sud‑orientali e nord‑occidentali, databili al IV secolo, con spessori compresi tra 2,10 e 4,20 metri. Sulla sommità del promontorio sono stati rinvenuti i resti di un monastero del XIII secolo, che alcuni storici collegano al monastero di San Giorgio (V–XIII secolo), noto dalle fonti bizantine e fondato da membri della famiglia imperiale. Tra i reperti esposti nel Museo Archeologico di Burgas figura anche un’iscrizione greca dedicata all’imperatore Gordiano III.[36][46][115]
Aquae Calidae – Thermopolis
[modifica | modifica wikitesto]I resti dell’antica e medievale fortezza di Aquae Calidae – Thermopolis si trovano nell’area delle attuali terme minerali di Burgas, nel quartiere Banevo, ai piedi dei Balcani. Conosciuto inizialmente come Aquae Calidae e in seguito come Thermopolis, il sito fu per secoli un importante centro balneologico. Fu visitato da Filippo II di Macedonia, dagli imperatori bizantini Giustiniano I e Costantino IV Pogonato, nonché dal khan bulgaro Tervel.
Nel 1206 i cavalieri latini della Quarta Crociata, guidati da Enrico di Fiandra, incendiarono e distrussero la città. Dopo l’incendio Thermopolis non riuscì più a riprendersi completamente: le terme furono ricostruite, ma il centro urbano non fu più restaurato.
Le prime indagini archeologiche furono condotte nel 1910 sotto la direzione di Bogdan Filov.[116] Dal 2008 sono in corso scavi su larga scala che nel 2010 hanno portato alla scoperta di un’area di 3.800 m², comprendente le antiche terme, la porta settentrionale e tratti delle mura, spesse fino a 5 metri.[117] Nel luglio 2011 l’intero complesso, su una superficie di 36.000 m², è stato dichiarato riserva archeologica Aquae Calidae – Thermopolis.[118] Nel 2012 è iniziata una nuova fase di scavi, conservazione, restauro e valorizzazione del sito.[119]
Erkesia
[modifica | modifica wikitesto]L’Erkesia è un’opera difensiva protobulgara costituita da un terrapieno con fossato sul lato meridionale. Segnava il confine tra Bulgaria e Impero bizantino stabilito dal trattato di pace tra il khan Omurtag e l’imperatore Leone V l'Armeno (815 o 816). L’opera collegava la costa del Mar Nero con la valle del fiume Marica. La sua lunghezza complessiva, dal lago di Burgas (a sud dell’attuale quartiere Gorno Ezerovo) passando per Rusokastron e Deultum fino al fiume Sazlijka presso il villaggio di Kalugerovo, è di 142 km. Oggi è un monumento culturale di importanza nazionale; un tratto ben conservato si trova tra Gorno Ezerovo e la riserva archeologica di Deultum.[120]
Altri siti archeologici
[modifica | modifica wikitesto]Nelle vicinanze di Burgas si trovano anche le fortezze di Skafida e Rusokastron.[121] Nel sito preistorico dell’epoca eneolitica a Burgas, l’analisi dei resti ossei condotta dal paleo-ornitologo Zlatozar Boev ha identificato tre specie di uccelli selvatici cacciati dagli abitanti: l’oca collorosso (Anser erythropus), un’oca non determinata (Anser sp. / cf. A. anser), la cicogna bianca (Ciconia ciconia) e la folaga (Fulica atra). Quest’ultima era rappresentata dal sottospecie pontica (Fulica atra pontica), estinta nel corso dell’Olocene e nota esclusivamente in Bulgaria.[122]
Parchi
[modifica | modifica wikitesto]Il Giardino Marittimo
[modifica | modifica wikitesto]A Burgas sono presenti numerosi parchi e vaste aree verdi. Il Giardino Marittimo (Morska gradina) è considerato il “polmone verde” della città ed è classificato come monumento di importanza nazionale. È uno dei parchi più estesi di Burgas e fu progettato con il primo piano urbanistico della città del 1891. Si sviluppa lungo la spiaggia urbana per circa 5 km e copre una superficie di circa 600 decari. Un ruolo fondamentale nella sua sistemazione ebbe Georgi Duhtev, nominato nel 1910 direttore del parco e in seguito direttore anche del Giardino di Boris a Sofia.
Il parco è riccamente piantumato con alberi e arbusti ornamentali, tra i quali sono collocate sculture e busti di celebri personalità bulgare e straniere: figure del Risorgimento, combattenti per la libertà, scrittori, attori e artisti, molte delle quali realizzate durante i Simposi Estivi di Scultura di Burgas. Dal Giardino Marittimo si apre un ampio panorama sul golfo di Burgas, con vista verso Pomorie a nord e verso Sozopol e le pendici settentrionali dei monti Strandža a sud.
Nel parco si trovano il Casinò Marittimo, il Teatro Estivo da 2.000 posti con tetto mobile e il palco all’aperto “La Chiocciola”. Durante l’estate ospitano numerosi eventi culturali, tra cui il Festival Internazionale del Folclore, il Festival Jazz, spettacoli d’opera e teatro, concerti pop e rock. Ogni anno, a fine aprile, si svolge la Mostra Nazionale di Floricoltura “Flora Burgas”, con partecipazione internazionale. Nelle vicinanze si trova il monumento‑ossario “Pantheon”, dedicato ai caduti in guerra, inaugurato nel 1981 e realizzato dallo scultore Valentin Starčev su progetto urbanistico dell’architetto Vladimir Milkov.[123] Nel parco è conservata anche la casa di Georgi Duhtev, oggi monumento culturale.[124]
Il Giardino di Boris
[modifica | modifica wikitesto]Nel centro cittadino si trova anche il Giardino Borisova, noto anche come Giardino del Principe Boris. È situato nell’attuale quartiere Vazraždane ed è delimitato dalle vie William Gladstone, Aleksandar Stambolijski, Knyaz Boris I e Tsar Kaloyan. Il parco, dedicato al principe Boris I, ha una forma rettangolare e i suoi viali sono disposti a formare il disegno di un’ancora. Nella parte settentrionale si trova la Casa della Gioventù, mentre nella parte meridionale sono presenti campi da tennis e un campo da calcio. Nelle vicinanze si trova la casa‑museo della poetessa Petja Dubarova.
Aktri parchi di Burgas
[modifica | modifica wikitesto]Oltre al Giardino Marittimo e al Giardino Borisova, Burgas dispone di numerosi altri grandi parchi:
- Parco Rosenets (storicamente Otmanli), situato a sud della città sulle pendici settentrionali dei monti Strandža e lungo la costa del Mar Nero; ospita il rifugio turistico Strandža, il villaggio di pescatori Čengene Skele e il complesso residenziale Alatepe.[9]
- Parco Izgrev e Parco Slavejkov nel complesso Slavejkov.
- Parco Velека nel complesso Izgrev.
- Parco Sarafovo, nel quartiere omonimo, naturale estensione settentrionale del Giardino Marittimo.
- Parco Kapčeto (87 ettari), situato sul versante orientale del rilievo Vărli Bryag.
- Parco Kraimorie (412,6 ettari), lungo la costa del Mar Nero nell’omonimo quartiere.
- Parco Brjastovec–Draganovo–Izvorište (818,3 decari), sulle pendici meridionali dei Balcani.
- Parco della Salute, presso le terme minerali di Burgas.
- Parco “Il Lago”, a nord del Giardino Marittimo, anch’esso sua naturale estensione, situato tra il lago Atanasovsko e i complessi residenziali Izgrev e Zornitsa.
- Uno dei viali centrali del Giardino del Mare
- La cappella di San Giorgio nel giardino sul mare
- Il giardino sul mare di Burgas, visto dal ponte.
- Vista del ponte di Burgas
- Prove al Teatro Estivo
- Il Casinò Marittimo, inaugurato nel 1938, è stato ristrutturato tra il 2010 e il 2011.
- Il Teatro dell'Opera di Stato, inaugurato nel 1947.
Il Casinò marittimo, il Ponte di Burgas e la spiaggia cittadina
[modifica | modifica wikitesto]Il Casinò Marittimo (Morsko kazìno) si trova all’interno del Giardino Marittimo, mentre il Ponte di Burgas (Burgaski most) è situato a est del parco. Il primo molo, noto tra i cittadini semplicemente come “il ponte”, era una struttura metallica costruita nel 1936 accanto ai nuovi bagni marini pubblici. Dal molo e dal lungomare parte una scalinata in pietra che conduce ai viali del Giardino Marittimo e al Casinò.


Il Casinò fu progettato dall’architetta Viktoria Angelova e inaugurato nel 1938; la sua apertura fu uno degli eventi più significativi dell’anno nel Regno di Bulgaria.
Nel 1975 il vecchio ponte in ferro fu sostituito da una struttura in cemento armato, dotata di due piattaforme terminali. L’altezza ufficiale è di 22 metri presso la piattaforma principale (“la funghetta”, Găbkata), mentre i livelli intermedi misurano rispettivamente 6,19 m (primo piano) e 15,3 m (secondo piano). Da una delle piattaforme partono i battelli turistici diretti all’isola di Sant’Anastasia e al suo monastero.
Durante l’inverno 2010/2011 il Casinò Marittimo è stato completamente restaurato e trasformato in un centro culturale con sale espositive e sale conferenze. L’edificio rinnovato ha ricevuto il premio “Edificio dell’anno” 2011 della Camera degli Architetti Bulgari.[125][126]
Nel 2007, nelle immediate vicinanze del Casinò, è stato inaugurato il “Monumento al Marinaio”, raffigurante un nodo marinaro; la scalinata che collega il monumento al molo è modellata a forma di ancora. Il progetto è opera dello scultore Mihail Nikolov e dell’architetto Jordan Ivanov.[127]
Altro
[modifica | modifica wikitesto]L’edificio della Dogana Regionale di Burgas è un monumento architettonico di importanza nazionale.[128] Fu costruito nel 1911 come una delle ultime strutture amministrative del nuovo piazzale portuale. L’edificio venne realizzato dall’architetto Georgi Fingov su progetto dell’architetto austriaco Weinstein. Lo stile combina elementi del neoclassicismo e dell’eclettismo tipici dell’inizio del XX secolo. Nel 2005 l’edificio è stato completamente restaurato.
Anche il Municipio di Burgas, costruito nel 1927 in stile neoclassico, è un edificio di rilievo. Il progetto fu selezionato tramite concorso e realizzato dagli architetti Ovčarov e Popov. In precedenza, sullo stesso sito sorgeva la Biblioteca Civica, distrutta da un incendio. L’edificio municipale è conservato nel suo aspetto originario ed è dichiarato monumento culturale.[129]
Con la costruzione della Casa del Partito del Partito Comunista Bulgaro, del Monumento all’Esercito Sovietico e della Casa del Lavoratore Petrolchimico (NHC), iniziò la trasformazione urbanistica della piazza centrale, allora chiamata “Pazarniy”. In passato la piazza era utilizzata come mercato. Qui, il 22 settembre 1908, fu proclamata ai cittadini di Burgas l’indipendenza della Bulgaria.
Nel 1934 al centro della piazza fu eretto un alto pilastro con tre lampade, che diede alla piazza il nome attuale: Troykata (“La Triade”). Dopo i cambiamenti politici del 1989, l’ex Casa del Partito — dotata di diverse sale conferenze — ospitò inizialmente la neonata Università Libera di Burgas. Nel 2004 l’università si trasferì in un nuovo edificio, premiato nello stesso anno dalla Camera degli Architetti Bulgari come “Edificio dell’anno” e per la migliore riconversione architettonica.[130] L’edificio di piazza Trojkata è stato successivamente trasformato nella sede del Palazzo di Giustizia.[131][132]
Il Monumento all’Esercito Sovietico, noto anche come “Aljoša”, fu costruito tra il 1952 e il 1953. Rappresenta un soldato sovietico su un basamento alto 18 metri, con il braccio sinistro sollevato. Ai lati del basamento si trovano rilievi in bronzo dedicati alle battaglie dell’Armata Rossa durante la Seconda guerra mondiale. Il progetto è opera dell’architetto Mihail Milkov e degli scultori Vasil Radoslavov e Anna Milkova.[133]
Sulla stessa piazza si trova il Centro Commerciale‑Amministrativo “Tria”, vincitore nel 2005 del premio “Edificio del pubblico” al concorso “Edificio dell’anno”.[134] Nelle vicinanze si trova anche la libreria Helikon, ospitata in un edificio dichiarato monumento culturale.
In via “Dunav” 1, accanto all’Istituto Tecnico Meccanico, si trova la stazione radio‑relè e televisiva di Burgas (RRTS Burgas). Costruita nel 1993, ha un’altezza di 72 metri. L’aspetto architettonico della torre ricorda la Torre Eiffel di Parigi, motivo per cui è soprannominata “la Torre Eiffel su gambe di cemento”.[135]
L’“Ombelico di Burgas” è un’opera dello scultore Radostin Damaskov, collocata nel punto del chilometro zero della città, che ne indica le coordinate esatte. L’opera ha la forma di uno scudo sul quale sono raffigurati i simboli della città: il tridente (Ψ), simbolo del potere di Nettuno; tre pesci, simbolo di Gesù Cristo; la nave degli Argonauti, simbolo del porto e della navigazione nel Mar Nero; la corona d’alloro, simbolo della storia millenaria di Burgas. L’opera è stata installata nel 2011 durante la riqualificazione del centro cittadino e si trova all’incrocio tra le vie “Santi Cirillo e Metodio” e “Aleksandrovska”, nella zona pedonale centrale.[136][137]
Musei
[modifica | modifica wikitesto]- Il Museo Storico Regionale di Burgas (in bulgaro: Регионален исторически музей Бургас) è il più grande museo della Bulgaria sud‑orientale. Fondato nel 1912 come museo privato dell’Associazione Archeologica “Debelt”, creato da un gruppo di intellettuali e sostenitori della ricerca sul passato storico della regione di Burgas, oggi riunisce quattro musei: storico, etnografico, archeologico e di storia naturale, situati in edifici separati nel centro della città.
- Il Museo Storico (Исторически музей – Бургас) si trova in via “Lermontov” 31, di fronte alla Primа questura. L’esposizione, creata nel 1925, presenta collezioni legate alla storia moderna e contemporanea di Burgas. Il museo ospita reperti originali, fotografie e documenti relativi a eventi e personalità della storia cittadina. Il piano terra è adibito a sala delle icone, che offre una panoramica delle opere dei maestri del Risorgimento bulgaro. L’edificio è un monumento architettonico dei primi anni del XX secolo.
- Il Museo Etnografico (Етнографски музей Бургас) è ospitato nella casa dell’imprenditore Dimitar Brakalov, situata vicino alla cattedrale dei Santi Cirillo e Metodio. Costruita nel 1873, la casa è dichiarata monumento culturale ed è un tipico esempio di abitazione urbana balcanica del XIX secolo. L’esposizione racconta la storia delle numerose comunità etnografiche di diverse nazionalità vissute a Burgas. Il museo possiede una collezione di costumi tradizionali della popolazione locale e dei profughi provenienti da Grecia e Turchia.
- Il Museo archeologico (Археологически музей Бургас) espone collezioni di reperti legati all’antica Tracia, alle colonie greche del Mar Nero e al periodo dell’Impero romano. Sono presenti anche oggetti legati alla navigazione nel Mar Nero dall’antichità fino alla conquista ottomana. L’esposizione è ospitata in un edificio monumentale situato nella centrale via Aleko Bogoridi. Il museo fu fondato nel 1912 come società archeologica “Debelt”.
- Il Museo di Storia Naturale (Бургаски природонаучен музей) presenta lo sviluppo geostorico e la biodiversità contemporanea della Bulgaria sud‑orientale. Le esposizioni includono: “Il magico mondo della pietra”, “Flora e fauna del monte Strandža”, “Risorse ornitologiche delle zone umide di Burgas”. Il museo svolge anche attività educative in campo ecologico.
- La Casa‑Museo della poetessa Petja Dubarova (Къща музей на Петя Дубарова) è il museo più recente, fondato nel 1995. Organizza ogni anno il Concorso Letterario Nazionale “Petja Dubarova”.
- Il Museo dell'Aviazione (Авиомузей Бургас), attivo fino al 2004 presso l’Aeroporto di Burgas, fu fondato nel 1998 e possedeva circa 100 reperti: aerei, modelli, videocassette, libri, fotografie e oggetti legati alla storia dell’aviazione, tra cui l’unico Il‑18 conservato in Bulgaria. Ha riaperto il 29 giugno 2017 con una nuova esposizione in occasione dei 90 anni dell’aeroporto e dei 70 anni dell’aviazione civile bulgara. Ospita dieci velivoli rappresentativi dell’aviazione civile, agricola e militare.
Trasporti
[modifica | modifica wikitesto]Autobus
[modifica | modifica wikitesto]- Autostazione “Sud”
- Autostazione “Ovest”
Trasporto aereo
[modifica | modifica wikitesto]- Aeroporto di Burgas – aeroporto internazionale nel quartiere Sarafovo, secondo in Bulgaria per traffico passeggeri
Trasporto ferroviario
[modifica | modifica wikitesto]La città dispone di 6 stazioni:
- Stazione Centrale
- Vladimir Pavlov
- Dolno Ezerovo
- Sarafovo
- Solnitsi
- Stazione Merci
Tunnel
[modifica | modifica wikitesto]- Tunnel sotto piazza “Troykata” – aperto nel 2015, collega via General Gurko e via Knjaz Boris, lungo 245 m
- Tunnel all’incrocio tra via Bogoridi e via Democrazia (progetto)
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]Gemellaggi
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Gent, Belgio
Costanza, Romania
Fiume, Croazia
Batumi, Georgia
Miskolc, Ungheria
Alessandropoli, Grecia
Rotterdam, Paesi Bassi
Krasnodar, Russia
Regione di Mosca sudovest, Russia
Municipalità di Sariyer, Yalova, Turchia
San Bernardino, USA
Homel', Bielorussia
Danzica, Polonia
La Ceiba, Honduras
Yantai, Cina
Bratislava, Slovacchia
Località
[modifica | modifica wikitesto]Il comune è formato dall'insieme delle seguenti località:
- Burgas (sede comunale)
- Bălgarovo
- Bratovo
- Brjastovec
- Dimčevo
- Draganovo
- Izvor
- Izvorište
- Marinka
- Miroljubovo
- Ravnec
- Tvărdica
Sport
[modifica | modifica wikitesto]Calcio
[modifica | modifica wikitesto]La squadra principale della città è il PFC Černomorec 919 Burgas.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Population Census in the Republic of Bulgaria (Final Data) (PDF), su Istituto Statistico Nazionale - Rep. Bulgaria, 2011. URL consultato il 3 maggio 2012.
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- ↑ Burgas in The Encyclopaedia of Islam. New Edition. Brill. Leiden Bd. 1, p. 1325
- ↑ Deutsche Gesellschaft für Osteuropakunde: Osteuropa: Zeitschrift für Gegenwartsfragen des Ostens, Band 47, Deutsche Verlags-Anstalt, 1997, p. 329
- ↑ Francis W. Carter, David Turnock: Environmental problems in Eastern Europe в Routledge natural environment – problems and management series, Routledge, 1996, pp. 58–59
- ↑ Вредните емисии в допустими граници, su dariknews.bg.
- ↑ David Turnock: The East European economy in context: communism and transition, издателство Routledge, 1997, p. 333
- ↑ Дияна Бедросян: Бургас с реализирани еко и водни проекти за над 200 млн. лева, Дарик Радио, 10 март 2011
- ↑ 100 % обработени протоколи, su bourgas-news.com.
- ↑ Текущи проекти, su burgas.bg (archiviato dall'url originale il 5 aprile 2012).
- ↑ Бургас е витрина, su dariknews.bg.
- ↑ Бургас ще пести енергия ударно, su capital.bg.
- ↑ Бургас е най – големият зелен град на България, Дарик Радио
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- ↑ План за развитие на община Бургас за периода 2007 – 2013 (PDF), su vcc.gateway.bg.
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- 1 2 Официален уебсайт, Проект Бургаски влажни зони, посетен на 2 март 2012
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- ↑ Feuchtgebiete in Bulgarien (PDF), su bgsv.org.
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- ↑ Birdnet – 5/05 — Spektakulärer Vogelzug in Bulgarien (PDF), su bgsv.org.
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- ↑ Веселин Максимов: Екзотично чудо в Атанасовското езеро, Дарик радио 30 ноември 2010, consultato il 2 marzo 2012
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- 1 2 3 4 Радка Балева: Археолог, историк и художник написаха нова „История на Бургас“, slovesa.net del 9 febbraio 2011, consultato il 30 marzo 2012
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- ↑ Радка Балева: Археолог, историк и художник написаха нова „История на Бургас“, slovesa.net от 9 февруари 2011, consultato il 30 marzo 2012
- 1 2 Статия Burgas в The Encyclopaedia of Islam. New Edition. Brill. Leiden Bd. 1, p. 1325
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- ↑ Iskender Pasa efkavendan Pirgos iskelesi, Карайотов/Райчевски/Иванов: p. 62
- ↑ Burgas, in The Encyclopaedia of Islam. New Edition. Brill. Leiden Bd. 1, p. 1325
- ↑ Карайотов/Райчевски/Иванов: стр. 297
- ↑ Burgas, in The Encyclopaedia of Islam. New Edition. Brill. Leiden Bd. 1, p. 1325
- ↑ България и нейният народ под османска власт: през погледа на англосаксонските пътешественици (1586 – 1878), ТАНГРА ТанНакРа, 2013, pp. 129; 133 – 134, ISBN 9789543781065, OCLC 894636829.
- ↑ cfr. Карайотов/Райчевски/Иванов: pp. 68, 274, 297; André-Joseph Lafitte-Clavé, M. Duverne de Presle: Reconnoissance nautique et militaire du Golfe de Bourgas, au Nord-Est de Constantinople. in: Annales des sciences et des arts. том 3. Colas, 1810, pp. 58–59.
- ↑ Etudes historiques. A l’occasion du XIII Congrés international des sciences historiques;– Moscou, août 1970. Acad. Bulg. des sciences, 1970, pp. 243 e 252.
- ↑ Peysonelle visitò la costa del Mar Nero fra il 1753 e il 1756; cfr. Карайотов/Райчевски/Иванов: pp. 67 e 280; e Claude Charles De Peyssonnel: Traité sur le commerce de la Mer Noire, vol. 2, Cuchet, 1787, p. 151
- ↑ Карайотов/Райчевски/Иванов: p. 301
- ↑ Карайотов/Райчевски/Иванов: стр. 121; Цвета Райчевска: Учредяване и административно-териториален обхват на каза Пиргос (Бургас), ИМЮИБ, XVIII, 1995, pp. 117-133
- ↑ Карайотов/Райчевски/Иванов: p.105
- ↑ Карайотов/Райчевски/Иванов: p. 131 – 132;
- ↑ Изчезналата „Книга за Бургас“ на Христо Димитров, su factor-bs.com (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2016)., cit. Първото българско училище в Бургас било открито през 1865 г. от даскал Петко от Атанаскьой (с. Анатасово) с около 15 ученика.
- ↑ Карайотов/Райчевски/Иванов: pp. 131-132;
- ↑ Карайотов/Райчевски/Иванов: pp. 76, 109, 133–134; 198–201
- 1 2 3 Освобождаване на Бургас, su www2.burglib.org.
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- ↑ Първия кмет на Бургас – Нико Попов, su morskivestnik.com.
- 1 2 3 Карайотов/Райчевски/Иванов: стр. 173 – 180
- ↑ Карайотов/Райчевски/Иванов: стр. 220 – 228
- 1 2 3 Карайотов/Райчевски/Иванов: стр. 180 – 190
- 1 2 Симеон Радев: Строителите на съвременна България, том 2: Регентството, из-во Захари Стоянов, София, 2004
- ↑ Ulf Brunnbauer: Gebirgsgesellschaften auf dem Balkan: Wirtschaft und Familienstrukturen im Rhodopengebirge (19./20. Jahrhundert), Böhlau Verlag Wien, 2004, стр. 104
- 1 2 Duncan M. Perry: Stefan Stambolov and the emergence of modern Bulgaria, 1870 – 1895, Duke University Press, 1993, стр. 85 – 86; стр. 114 – 115, стр. 142, стр. 146 – 147
- ↑ Симеон Радев: Строителите на съвременна България, том 2: Октомврийските бунтове, из-во Захари Стоянов, София, 2004, стр. 480 – 484
- ↑ Димитър Иванов: Стефан Стамболов – от перото до ятагана, TRUD Publishers, 2005, стр. 86
- ↑ Сиркаров, стр. 297
- 1 2 3 4 Карайотов/Райчевски/Иванов: стр. 190 – 201
- ↑ Карайотов/Райчевски/Иванов: стр. 199
- 1 2 3 http://www.meridian27.com/trakia/a3.htm.
- ↑ Карайотов, Райчевски, Иванов: стр. 256
- ↑ Балканская война 1912 – 1913 годов на море (сборник), Verlag ЛеКо, Sankt Petersburg, 2005, ISBN 5-902236-20-72, S. 11 – 14
- 1 2 Карайотов/Райчевски/Иванов: стр.229
- ↑ Забележка: изселването на местно гръцко население от района на Бургас обхваща в основни линии периода от 1906 г. до средата на 20-те години на XX век. Не може да се твърди, че гърците са отишли на мястото на изселените българи, защото при първоначалното изселване през 1906 г. все още не е имало български земи под гръцка власт. Така че първата вълна се изселва в днешна Централна Гърция. След 1914 г. изселванията са насочени главно към Егейска Македония. След 1920 година с предаването на Беломорска Тракия на Гърция, част от гръцкото население от района на българското Черноморие е заселено и там. Като пример може да се посочи гръцкото население на Свети Влас, което е заселено през 20-те години на XX век в село Чадърли, Гюмюрджинско, където са заселени и гърци от Лозенградско /Странджанско/ и от Мала Азия.
- ↑ Стоянов, П.: Варна (1919 – 1939), стр. 37
- ↑ Chimia. Band 3, Schweizerischer Chemiker-Verband, 1949, S. 33 – 35.
- ↑ Кратка история, su pgmee.com. URL consultato il 31 marzo 2012 (archiviato dall'url originale il 18 settembre 2013).
- ↑ Карайотов, Райчевски, Иванов, стр. 236
- ↑ История на Бургас [Storia di Burgas], su www2.burglib.org. URL consultato il 21 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 26 gennaio 2012).
- ↑ Карайотов/Райчевски/Иванов:стр.246
- ↑ Хронология 1944 – 1947: 9 септември 1944. В условията на започнала съветска окупация… Съветските войски завземат Шумен, Разград и Бургас.
- 1 2 3 Карайотов/Райчевски/Иванов: стр. 246 – 250
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- ↑ Gaby Coldewey: Zwischen Pruth und Jordan: Lebenserinnerungen Czernowitzer Juden. Böhlau Verlag, Köln/Weimar 2003, стр. 105
- 1 2 Burneva/Murdsheva: Deutsch als Fremdsprache(n) an bulgarischen Hochschulen in Hiltraud Casper-Hehne: Die Neustrukturierung von Studiengängen „Deutsch als Fremdsprache“: Probleme und Perspektiven; Fachtagung 17. – 19. November an der Universität Hannover, университетско издателство Göttingen, 2006, стр. 238
- 1 2 Карайотов/Райчевски/Иванов: стр. 249
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- ↑ План за развитие на община Бургас за периода 2007 – 2013 (PDF), su vcc.gateway.bg.
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- ↑ Бургас призна геноцида над арменците, novinar.bg, посетен на 8 март 2012
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- ↑ Attentato a comitiva israeliana, almeno 7 morti, su corriere.it, 18 luglio 2012. URL consultato il 18 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 15 luglio 2025).
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- ↑ "Арена Бургас" е готова осем години след първата копка и при двойни разходи, capital.bg, видяно на 17.09.2023
- ↑ Димчо Райков: "Арена Бургас" отвори с 5 години закъснение (Видео, снимки), 24chasa.bg, видяно на 17.09.2023
- ↑ Giro d’Italia 2026, tappa di oggi Nessebar-Burgas: orari, percorso, tv. Milan si gioca la prima maglia rosa, su oasport.it.
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- ↑ Карайотов/Райчевски/Иванов, pp. 167-172
- ↑ Национален археологически резерват „Деултум-Дебелт“ Archiviato il 17 gennaio 2012 in Internet Archive., департамент Археология, Нов български университет, посетен на 16 март 2012
- ↑ Предшественикът на съвременния Бургас — античната и средновековна крепост в м. Пода, нос Форос(Регионален музей Бургас, посетен на 16 март 2012 g.)
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- ↑ Бургас с правила за опазването на защитените зони и паметниците, econ.bg от 19 юли 2011 година, цитат: В нова туристическа атракция предстои да се превърне „Акве Калиде – Термополис“ край Минералните бани. Министерството на културата вече определи границите на археологическия резерват – 36 дка, върху които се намира древният град с прочутите терми
- ↑ Бившите Минерални бани в Бургас стават туристически център, Дневник от 14 март 2012, посетен на 14 март 2012
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- ↑ В Бургас ремонтираха къщата на Духтев – архитект на Морската градина, bourgas-news.com, посетен на 2 март 2012
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- ↑ Културен център Морско казино Archiviato il 22 luglio 2012 in Internet Archive., официална страница на конкурса „Сграда на годината“, buildingoftheyear.bg, посетен на 2 март 2012
- ↑ Камери ще следят за крадци Паметника на моряка Archiviato il 23 giugno 2012 in Internet Archive., burgasnews.com, посетен на 4 април 2012
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- ↑ Община Бургас Archiviato il 18 gennaio 2012 in Internet Archive. в Туристическия пътеводител на Бургас, Информационен център на град Бургас, видяна на 13 март 2012
- ↑ Сграда на годината 2004 Archiviato il 18 ottobre 2013 in Internet Archive., посетен на 14 декември 2011
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- ↑ Площад „Тройката“, Регионален исторически музей Бургас, посетен на 14 март 2012
- ↑ Паметник „Альоша“ Archiviato il 18 gennaio 2012 in Internet Archive. в Туристическия пътеводител на Бургас, Информационен център на град Бургас, видяна на 13 март 2012
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- ↑ Радиорелейната и телевизионна станция Бургас, predavatel.com, посетен на 13 март 2012; Цитат: Радиорелейната и телевизионна станция Бургас се намира на улица „Дунав“ 1 в центъра на града. Кулата е изградена през 1993 г. Географски координати: 27°28′15″E / 42°30′30″N, надморска височина (кота терен): 30 m, височина на кулата: 72 m.
- ↑ Пъпа на Бургас[collegamento interrotto], burgas-portal.com от 9 август 2011, посетен на 13 март 2012; Цитат: … „Пъпа на Бургас“… Става дума за произведението „Нулевия километър“ на скулптора Радостин Дамасков, което отбелязва точните координати на града и неговата 42°29′43,1″ северна ширина и 27°28′18,2″ източна дължина. Символите, които са изобразени на медния диск, са жезълът на Нептун, рибите на Христос, корабът на аргонавтите и лавровият венец.
- ↑ Радостин Дамасков: Лавровият венец е задължителен за „Пъпа на Бургас“ Archiviato il 17 gennaio 2017 in Internet Archive., интервю с Р. Дамасков, Burgasnews от 9 август 2011, посетен на 13 март 2012; Цитат: Символите, естествено, са морски… Като започнем от аргото и хубавото черноморско корабоплаване от едно време, минем през Нептун – жезъла му… лавров венец, с който е увенчан нашия град от древни времена. До ден днешен това е градът на творци, сериозни културни и спортни завоевания, заради интелигенцията.
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (BG) Sito ufficiale, su burgas.bg.
- Burgas, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- (EN) Burgas, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 151262809 · LCCN (EN) n79142602 · GND (DE) 4009110-7 · J9U (EN, HE) 987007555075405171 |
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