Barletta 1922
| S.S. Barletta 1922 Calcio | |
|---|---|
| Biancorossi, Furie Rosse | |
| Segni distintivi | |
| Uniformi di gara | |
| Colori sociali | |
| Simboli | Cavaliere |
| Inno | Alè Barletta Gino Pastore |
| Dati societari | |
| Città | Barletta |
| Nazione | |
| Confederazione | UEFA |
| Federazione | |
| Campionato | Serie D |
| Fondazione | 1922 |
| Rifondazione | 1995 |
| Rifondazione | 2015 |
| Proprietario | |
| Presidente | |
| Allenatore | |
| Stadio | Cosimo Puttilli (8 449[1] posti) |
| Sito web | barletta1922.com |
| Palmarès | |
| Trofei nazionali | 1 Coppa Italia Dilettanti |
| Si invita a seguire il modello di voce | |
La Società Sportiva Barletta 1922[2], meglio nota come Barletta Calcio, o semplicemente Barletta, è una società calcistica italiana con sede nella città di Barletta. Milita in Serie D, la quarta divisione del campionato italiano. Dalla stagione 2026-2027 ha acquisito il diritto di partecipazione in Serie C, la terza divisione del campionato italiano.
Fondata nel 1922 dal locale circolo operaio, vanta quale maggior successo della propria storia 4 partecipazioni alla Serie B (il miglior piazzamento è l'11º posto nella Serie B 1988-1989), nel quadro di una quarantina di stagioni con status professionistico.[3] Il Barletta occupa la posizione numero 83 nella speciale classifica della tradizione sportiva della FIGC, che raggruppa i 100 club italiani con i maggiori meriti sportivi, e la posizione numero 92 nella classifica perpetua della Serie B.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Le origini
[modifica | modifica wikitesto]Il calcio a Barletta nasce nel 1922, quando un gruppo di giovani amici che frequentava il civico Circolo Operaio decise quasi per gioco di formare una squadra di calcio. Il campo di gioco fu individuato sullo sterrato brulicante di sassi di Piazza Castello. Però bisognerà attendere alcuni anni affinché la squadra venga iscritta ad un regolare campionato federale.

Così finalmente nel 1928-29 l'Unione Sportiva Fascista Barletta del presidente Michele Lamacchia partecipa al campionato di 3ª Divisione Pugliese.
Pur non partecipando ogni stagione ai campionati, la compagine milita in questa serie sino al 1935-36, quando per carenza di squadre, 2ª e 3ª Divisione pugliese vengono accorpate, permettendo alla squadra barlettana del nuovo Presidente Rinaldo Alvisi il salto di categoria.
Gli anni quaranta e cinquanta
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Nel 1941-42 l'U.S.F. Barletta del nuovo Presidente Michele Mazzocca partecipa al suo primo campionato di 1ª Divisione Pugliese.

Nel 1942-43 a causa degli avvenimenti bellici, il Barletta viene ammesso al Campionato di Serie C Girone M perché dispone di un terreno agibile per gli incontri (il Campo Sportivo "Littorio", che poi nei primi anni cinquanta assumerà il nome "Lello Simeone" in omaggio ad un celebre medico sportivo locale da poco scomparso). La squadra non era pronta ad un così repentino salto di categoria e le sconfitte furono numerose.
Fino al termine della Guerra furono giocati Campionati d'Emergenza, mentre nell'immediato dopoguerra il Barletta (che ovviamente aveva modificato il nome diventando Società Sportiva Barletta) ripartì dalla Serie C, per poi retrocedere nel 1947-48 in Promozione Interregionale con la riforma dei Campionati (evita un ulteriore declassamento vincendo 2-1 lo spareggio contro il Molfetta), poi nel 1951-52 con la nascita della IV Serie retrocede nel nuovo Campionato di Promozione Regionale.

Nel 1954-55 il Barletta vince il Campionato di Promozione Pugliese e approda in IV Serie nonostante varie vicissitudini societarie (la presidenza passa dal prof. Ruggiero Lattanzio al comm. A. Riccheo) e tecniche (c'è un cambio anche in panchina tra mister Gay ed il calciatore Giammarco).

Nel 1957-1958 il Barletta del presidente Antonio Salerno lascia la IV Serie e approda in Serie C, usufruendo di un allargamento dei quadri della terza categoria calcistica che torna anche al suo nome originale.
Gli anni sessanta e settanta
[modifica | modifica wikitesto]In Serie C il Barletta rimane fino al 1961-1962 quando retrocede in Serie D.
Dopo 4 stagioni in Serie D il Barletta del presidente Donato Di Leo rivince il campionato 1965-1966 e torna in Serie C, rimanendovi per 5 stagioni, prima di una nuova retrocessione in Serie D avvenuta nel 1970-1971.

La sosta nella 4ª serie calcistica dura solo un anno e nel nuovissimo manto erboso dello stadio comunale (che nei primi anni del nuovo millennio prenderà il nome stadio Cosimo Puttilli) il Barletta del presidente Nicola Filannino riconquista la Serie C.
La permanenza in Serie C dura sei campionati, non riuscendo ad ottenere la storica promozione in Serie B, ma riuscendo nel 1978-79 ad essere inserita nel neonato campionato di Serie C1, senza riuscire poi ad evitare l'immediata retrocessione in Serie C2 (1978-1979).
Gli anni ottanta
[modifica | modifica wikitesto]In Serie C2 il Barletta gioca 3 anni, poi con una nuova dirigenza guidata da Michele Roggio ottiene nel 1981-82 la promozione in Serie C1 con grande distacco su tutte le concorrenti.

La società in questi anni assume la denominazione di Barletta Calcio Sport e con il passaggio di consegne alla presidenza da Michele Roggio a Franco Di Cosola incomincia a puntare all'approdo in Serie B. Ci va vicino nel 1985-1986 quando si classifica terzo e riesce in questa storica impresa nel 1986-1987 quando il 2º posto in classifica dietro al Catanzaro le permette di approdare in Serie B per la prima volta in 60 anni circa di storia calcistica.

Il Barletta gioca in Serie B quattro campionati, ottenendo tre salvezze.
Gli anni novanta
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1990-91 i pugliesi retrocedono in Serie C1, disputandovi 4 stagioni, poi gravi problemi economici culminati sotto la gestione del presidente Onofrio Perina[4] portano nell'estate del 1995 al fallimento della Società con la perdita del diritto di partecipare al terzo Campionato Nazionale.
Viene formata una nuova società guidata da Leonardo Maffione che prende il nome di Associazione Calcio Barletta e riparte dal campionato di Eccellenza Pugliese.
Con il declassamento in 6ª serie, si raggiunge il 2º posto in classifica che dà accesso agli spareggi per l'approdo nel Campionato Nazionale Dilettanti, ma il Barletta perde la semifinale contro il Corigliano Calabro ed è condannata a rimanere in Eccellenza (sarebbe bastato arrivare in finale per essere ripescati in CND).
L'approdo nel Campionato Nazionale Dilettanti, viene ottenuto nel 1997-98, dopo il 2º posto ottenuto in Campionato alle spalle dell'Aradeo, i biancorossi dei neoproprietari fratelli Di Vittorio riescono a superare il doppio scoglio degli spareggi-promozione battendo in Semifinale il Turris Santa Croce (0-1 e 1-0) e vincendo la Finale contro il Villa d'Agri (0-0 e 2-0).
Gli anni duemila
[modifica | modifica wikitesto]L'avventura nel CND dura tre anni, poiché nel 2000-2001 il Barletta vittima di nuove vicissitudini societarie, con infiniti cambi di proprietà, arriva ultimo in Campionato (che nel frattempo è tornato a chiamarsi Serie D), retrocedendo prima in Eccellenza e poi in 7ª serie, nel Campionato di Promozione.
Con una nuova società, guidata dal presidente Antonio Flora ottiene nel 2004-05 la promozione in Eccellenza Pugliese.
Nell'estate 2005 per motivi fiscali[5] la società assume il nome Associazione Sportiva Dilettantistica Barletta. Nel 2005-2006 arriva la 2° promozione consecutiva, lasciando i campionati regionali ed approdando in Serie D.
In Serie D il Barletta allestisce una squadra con l'obiettivo di centrare almeno i play-off;[6] nei professionisti manca dalla stagione 1994-95, anno del fallimento della vecchia società. I risultati altalenanti portano ad una rivoluzione nell'organico e nella società, con la nomina in dicembre di un nuovo presidente, l'avv. Francesco Sfrecola a capo di una cordata di imprenditori locali.

Alla fine della Regular Season i Playoff vengono raggiunti, a seguito di una grande rimonta, ma non riesce ad arrivare alla fase finale per concorrere al ripescaggio in Serie C2.
Nel 2007-08 viene allestito un organico con l'obiettivo dichiarato di centrare il ritorno nel calcio professionistico[6] vincendo il campionato di Serie D nel girone H. Il traguardo non è raggiunto per un punto di distacco nei confronti del San Felice Normanna mentre nei play-off valevoli per la graduatoria ripescaggi non riescono ad essere raggiunte le semifinali. Tuttavia, il 14 agosto la squadra biancorossa per colmare le carenze d'organico dei campionati a seguito di numerose esclusioni, viene ripescata in Lega Pro Seconda Divisione tornando nei professionisti dopo 13 anni.
Per il ritorno nel calcio professionistico la società ha preso la denominazione di Società Sportiva Barletta Calcio e nella prima stagione ha ottenuto la settima posizione in classifica.
Nella stagione successiva, con una squadra allestita per la salvezza e composta per lo più da giovani, il Barletta conquista il quinto posto utile per l'ultimo piazzamento nella griglia play-off dove viene sconfitto in semifinale dal Catanzaro.
Gli anni duemiladieci
[modifica | modifica wikitesto]Il 4 agosto 2010 viene quindi ripescata in Lega Pro Prima Divisione in seguito al fallimento di numerose società calcistiche tornando nel terzo livello calcistico nazionale dopo 15 anni di attesa. Nella stagione 2010/2011 il Barletta colleziona nelle prime 6 giornate solo 1 punto. L'andamento non costante e la classifica negativa, portano il patron biancorosso, Tatò, ad assoldare Marco Cari a discapito di Arcangelo Sciannimanico. Grazie anche agli innesti del mercato invernale, il Barletta esce dalla zona playout e raggiunge la salvezza con una giornata di anticipo. A fine campionato, la società indice una conferenza stampa per annunciare il nuovo direttore sportivo Renzo Castagnini e per confermare sulla panchina biancorossa il tecnico Marco Cari.[7]
Nel 2011-2012 l'obiettivo è quello di allestire una squadra che possa puntare al vertice e conseguentemente alla promozione in Serie B. La squadra disattende gli obiettivi e il 7 febbraio 2012 il tecnico Marco Cari viene esonerato, lasciando il posto a Nello Di Costanzo[8]. Con la nuova guida tecnica la squadra è in gioco fino all'ultima giornata per un piazzamento play-off, ma il pareggio per 2-2 contro il Piacenza[9] non permette di raggiungere l'obiettivo. La squadra conclude così al 6º posto. Il 23 maggio 2012 il presidente Roberto Tatò ed il vicepresidente Walter Tatò annunciano di aver rassegnano le dimissioni dai rispettivi incarichi dirigenziali.[10] In realtà le stesse non saranno mai ratificate nel Consiglio di Amministrazione.
Nella stagione 2012-2013 il Barletta cambia gli assetti societari, con l'arrivo di Giuseppe Pavone in qualità di direttore sportivo e Raffaele Novelli come allenatore. La società decide di esonerare Novelli dopo 8 giornate a causa della deficitaria situazione in classifica della squadra, che aveva totalizzato 3 punti nelle prime 8 partite.[11] Al suo posto, il 30 ottobre 2012 viene ingaggiato Paolo Stringara.[12]
Il 16 dicembre si dimette il direttore sportivo Pavone[13], viene esonerato lo stesso Stringara e richiamato Novelli.[14]
Il 3 gennaio 2013 viene ingaggiato Gabriele Martino nella carica di direttore sportivo.[15] Novelli viene nuovamente esonerato il 4 marzo 2013 e al suo posto è chiamato Nevio Orlandi[16][17]
La squadra si piazza in quattordicesima posizione in campionato e vince i play-out contro l'Andria ottenendo così la salvezza.[18][19]
Il 16 giugno 2013 Orlandi viene riconfermato assieme al preparatore atletico Luigi Mondilla, mentre Martino assume l'incarico di direttore generale.[20] A seguito del cattivo andamento della squadra e in seguito alla sconfitta in casa per 6-1 contro il Benevento, il 4 aprile 2014 vengono sollevati dall'incarico Orlandi, il preparatore Mondilla e il direttore generale e sportivo Martino.[21][22]
Il 21 maggio 2014 finisce ufficialmente l'era di Roberto Tatò alla presidenza della società. All'imprenditore barlettano subentra il ligure Giuseppe Perpignano.[23] Il nuovo presidente ingaggia Marco Sesia come allenatore, Marco Rizzieri come direttore sportivo e Davide Cascella nel ruolo di direttore generale.[24] Il 22 agosto viene ufficializzato l'ex calciatore barlettano Gennaro Delvecchio come nuovo responsabile dell'area tecnica.[25] Coinvolta nel calcioscomesse, al termine dell'annata 2014-2015 la squadra viene condannata a 3 punti di penalità da scontare nel campionato successivo, mentre il presidente Perpignano viene prosciolto.
Tuttavia, il 30 giugno 2015, la S.S. Barletta Calcio non riesce ad iscriversi al campionato di Lega Pro 2015-2016 e subisce pertanto la radiazione dal calcio professionistico. Agli albori del mese di agosto 2015, anche con il contributo di alcuni tifosi (costituiti nell'associazione Barletta Club - I Biancorossi), viene costituita una nuova società denominata A.S.D. Barletta 1922, che rileva la tradizione sportiva della prima squadra cittadina (costituita nel 1995 in luogo del fallito Barletta Calcio Sport, e successivamente nota con varie denominazioni - ultima delle quali S.S. Barletta Calcio, assunta al termine della stagione 2007-2008). La tradizione sportiva venne pertanto rilevata da un nuovo sodalizio, fondato il 6 agosto 2015 e ammesso in sovrannumero al campionato regionale di Eccellenza.
La prima annata in Eccellenza dopo il fallimento termina con un 4º posto, valevole per i play-off, con un distacco di 7 punti sull'Atletico Vieste. Nei play-off batte il Casarano in trasferta per 0-1, ma perde la finale play-off con il Team Altamura 2-0. La stagione successiva il Barletta non riesce ad accedere alla zona play-off, a causa di un ampio distacco di 12 punti sul Casarano, terminando al 5º posto. L'annata successiva si rivela molto terrorizzante per il club biancorosso, che vede la propria formazione terminare al 12º posto, solamente a 5 punti dalla zona retrocessione. Il 12º posto fa accedere il Barletta ai play-out. I biancorossi pareggiano in casa 3-3 con l'UC Bisceglie, quest'ultimi vengono retrocessi in Promozione in virtù della classifica. Nella stagione sportiva 2018-2019 il Barletta ritorna al 4º posto, ma per accedere ai play-off nazionali serviva la seconda posizione, occupata dal Brindisi. L'annata successiva vede i biancorossi piazzarsi al 5º posto, con un campionato non portato a termine a causa della pandemia di COVID-19.
Gli anni duemilaventi
[modifica | modifica wikitesto]Dopo l'ampliamento del campionato di Eccellenza in 2 gironi da 14 squadre ciascuno, il Barletta termina al 1º posto il girone A, dopo che all'ultima giornata batte il Manfredonia nello scontro diretto in casa per 3-2, accedendo così ai play-off e non alla promozione diretta in Serie D; in semifinale i biancorossi perdono in casa 1-2 con il Corato.
L'annata successiva (2021-2022) vedrà il Barletta dominare fin dalla prima giornata, terminando con 70 punti e 73 gol fatti in 26 giornate, nonostante l'iniziale pressing del Corato, battuto in entrambi gli scontri diretti. Nello spareggio intergirone contro il Martina, i biancorossi si impongono per 4-2 allo Stadio Erasmo Iacovone di Taranto dopo i tempi supplementari conquistando la promozione in Serie D. Parallelamente al campionato, i biancorossi arrivano in finale di Coppa Puglia, battendo il Martina nella doppia finale, conquistando l'accesso alla fase nazionale. Anche nella Coppa Italia Dilettanti il Barletta riesce ad approdare in finale (dopo aver battuto San Marzano, Melfi, Locri, Ossese), dove allo Stadio Centro d'Italia-Manlio Scopigno di Rieti batte il Salsomaggiore ai supplementari per 2-1, completando uno storico triplete tra i dilettanti.[26] Il 28 dicembre 2022 si celebra il primo centenario dalla fondazione con un incontro internazionale amichevole disputato contro l'Austria Salisburgo, terminato 2-0 in favore dei padroni di casa.[27]
Per la stagione 2022-2023 viene riconfermato innanzitutto l'allenatore Francesco Farina, artefice del triplete dei dilettanti, ed il suo staff. Vengono inoltre confermati i difensori Andrea Marangi, Marco Milella, Giuseppe Telera e Massimo Pollidori (capitano), il centrocampista Carlo Vicedomini e Vito Lavopa e l'esterno d'attacco Sante Russo. Dal mercato in entrata da segnalare gli acquisti di Riccardo Lattanzio e Andrea Petta dal Bitonto e Nicola Loiodice dall'Audace Cerignola, tra i migliori giocatori della categoria nella passata stagione. Inoltre arrivano dal Monopoli il centrocampista Antonio Cafagna, a titolo definitivo dopo i due anni in prestito, e a dicembre l’esterno Claudio Cristallo, in prestito fino alla fine della stagione. Sempre durante il mercato invernale arriva anche l’attaccante Matteo Di Piazza dal Brindisi, che verrà ricordato per la testata rifilata ad un avversario nella partita giocata in casa contro il Bitonto che gli varrà 6 giornate di squalifica. La squadra, che puntava ad una salvezza tranquilla, si classifica inaspettatamente al quarto posto nel girone H vinto dai rivali del Brindisi e viene sconfitta in semifinale playoff dal Nardò.
A fine stagione salutano il direttore sportivo Savino Daleno ed il mister Francesco Farina, sostituiti rispettivamente da Luigi Pavarese e Ciro Ginestra.[28][29] Vengono riconfermati in rosa Matteo Di Piazza, Sante Russo, Marco Milella, e Antonio Cafagna e tra i nuovi arrivi è da segnalare l’approdo in biancorosso dell’esterno italo-argentino Ezequiel Schelotto, con un passato in Serie A e Premier League. La stagione inizia in maniera promettente, ma dopo la dodicesima giornata, col derby contro la Fidelis Andria perso 4-3, inizia una preoccupante crisi di risultati. Dopo il 2-5 subìto in casa dal Martina, Ciro Ginestra si dimette dal proprio incarico.[30] Dopo un breve interregno di Christian Carbone, il Barletta riaccoglie nel proprio organigramma l'allenatore Leonardo Bitetto e il direttore sportivo Marcello Pitino, entrambi di ritorno nella Città della Disfida a distanza rispettivamente di 24 e 12 anni dall'ultima volta.[31] Nonostante il cambio di allenatore, continua la crisi di risultati del Barletta, dove sotto la guida di Dino Bitetto riesce a racimolare un solo punto su 5 partite disputate (0-0 sul campo del Santa Maria Cilento). Di conseguenza, Bitetto viene esonerato[32] e viene sostituito da Salvatore Ciullo.[33] La casella di direttore generale resterà vacante fino a fine stagione, dato che Beppe Camicia formalizzerà le sue dimissioni pochi giorni dopo l'annuncio di Ciullo.[34] Dopo l'iniziale esordio vincente del tecnico taurisanese contro la sua ex squadra, il Matera (che di fatto resterà l'unica vittoria in campionato da quando Ciullo è in panchina), il Barletta continua la sua crisi di risultati, precipitando in classifica fino a terminare il campionato al sedicesimo posto, a pari merito col Bitonto. La tredicesima classificata, il Fasano, si trova però a 38 punti, otto in più dei biancorossi, che così retrocedono direttamente in Eccellenza, dopo due stagioni in Serie D.
La stagione 2024-2025 si è aperta con un radicale cambiamento d'assetto: il club si è trasformato in S.S.D. Barletta 1922,[35] passando sotto la guida del nuovo presidente Marco Arturo Romano, ex patron della Viterbese, che detiene la maggioranza (60%). Il restante 40% lo detiene Francesco Dimiccoli, ex vicepresidente nonché figlio del precedente presidente onorario Mario Dimiccoli.[36] La direzione tecnica viene affidata a Pasquale De Candia,[37] e la direzione generale del club viene affidata a Daniele De Vezze, mentre Bartolo Lorusso è nominato Club Manager.[38] La squadra è stata ricostruita attorno a calciatori di grande esperienza come Nicola Strambelli e Riccardo Lattanzio, confermando soltanto Andrea Lobosco dalla precedente rosa. Nonostante il mancato ripescaggio in Serie D,[39][40] il Barletta ha dominato il campionato di Eccellenza fin dalla prima giornata e chiudendo la pratica promozione con un vantaggio superiore ai 20 punti sulla seconda classificata, certificando così il ritorno in quarta serie. Parallelamente all'eccellente percorso in campionato, la compagine biancorossa ha conquistato la sua seconda Coppa Puglia, superando nella doppia finale il Galatina, valendo inoltre l'accesso alla Coppa Italia Dilettanti. Il Barletta riesce ad approdare nuovamente in finale (come già accaduto nella stagione 2021-2022), dopo aver battuto Santa Maria Cilento, San Cataldo, Sciacca e Giulianova. Il sogno del secondo triplete si è tuttavia infranto nell'ultimo atto della competizione disputata allo Stadio Gaetano Bonolis di Teramo davanti a un numerosissimo seguito di tifosi giunti da Barletta, dove la squadra ha dovuto cedere il passo ai lombardi della Rovato Vertovese (1-3).[41][42]
Il ritorno nel calcio professionistico
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A fine maggio 2025, c'è l'accordo preliminare per l'ingresso in società della Audaci S.r.l. (società costituita dagli ex soci dell'Audace Barletta Michele Dibenedetto, Vincenzo Bellino e Giuseppe Peres), rilevando il 30% da Marco Arturo Romano, quest'ultimo rimasto col restante 70%.[43] Tale accordo verrà poi ratificato verso la fine di luglio.[44] Con l'ingresso dei nuovi soci viene rivisto anche l'organigramma, salutano Pasquale De Candia con il suo staff e Bartolo Lorusso,[45] con i ritorni dopo due anni di Savino Daleno come uomo mercato, Beppe Iannone come direttore generale, e dopo 8 anni di Massimo Pizzulli come allenatore.[46] La campagna acquisti del Barletta è rilevante per la categoria, acquistando importanti calciatori come Da Silva, Manetta, Fantacci, Guadalupi, Laringe, Coccia e via discorrendo. L'esordio stagionale avviene contro il Ferrandina nella gara valevole per il turno preliminare di Coppa Italia Serie D, dove il Barletta perde 4-3 ai calci di rigore. L'esordio in campionato avviene contro la Virtus Francavilla, ottenendo un pareggio esterno per 2-2. A inizio novembre, il presidente Marco Arturo Romano comunica l'azzeramento di tutte le cariche dell'area tecnica (tra cui l'uomo mercato Daleno) e del responsabile dell'ufficio stampa.[47] Nel girone di ritorno, dopo il derby con la Fidelis Andria (0-0), la società comunica l'esonero di mister Pizzulli e del suo vice Moncelli.[48] Il giorno seguente l'esonero, viene comunicato ufficialmente l'ingaggio di Massimo Paci quale nuovo allenatore della prima squadra, di Mauro Balestrini come vice allenatore e di Vincenzo Lanotte come collaboratore tecnico[49]. L'impatto del cambio di guida tecnica è immediato ed efficace, la squadra riesce a recuperare il divario di 7 punti che li divideva dalla vetta, condividendo inizialmente il primato con il Martina, per poi allontanarsi sempre di più. Sino ad arrivare alla matematica promozione in Serie C arrivata alla 32ª giornata, sconfiggendo per 1-3 l'Heraclea allo Zaccheria di Foggia (complice anche la sconfitta del Martina contro il Fasano), tornando così in terza serie dopo 11 anni d'assenza.[50] Il Barletta prende parte alla Poule Scudetto, dove riesce a passare la fase a girone come miglior seconda, venendo eliminati in semifinale dal Vado.
Cronistoria
[modifica | modifica wikitesto]| Cronistoria della Società Sportiva Dilettantistica Barletta 1922 |
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Colori e simboli
[modifica | modifica wikitesto]Colori
[modifica | modifica wikitesto]I colori sociali della squadra sono il bianco e il rosso, mutuati dallo stemma cittadino.
Nella storia del club ci sono stati innumerevoli cambiamenti nei colori e nello stile delle divise: la prima maglia della squadra fu infatti azzurra, tinta rimasta in uso fino al 1930-1931, quando venne adottato il bianco-rosso (con prevalenza del bianco). La maglia a strisce verticali biancorosse (di larghezza variabile) venne adottata un po' più tardi, segnando peraltro la storica promozione in Serie B conseguita nella stagione 1986-1987.
La squadra ha anche utilizzato maglie a strisce orizzontali biancorosse, motivo più fedele allo stemma della città di Barletta.
Simboli ufficiali
[modifica | modifica wikitesto]Stemma
[modifica | modifica wikitesto]Gli elementi ricorrenti nelle varie versioni dell'emblema societario sono i colori bianco-rossi (a strisce orizzontali e/o verticali), in omaggio alle tinte dello stemma comunale, e la figura del cavaliere, richiamante la Disfida di Barletta del 1503.
- Stemma in uso dal 1990 al 1995
- Stemma in uso dal 2005 al 2008
- Stemma in uso dal 2008 al 2015
- Stemma in uso dal 2015 al 2016
- Stemma in uso dal 2016 al 2024
Strutture
[modifica | modifica wikitesto]Stadio
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L'antico campo del Barletta è lo stadio Velodromo Lello Simeone, originariamente chiamato campo sportivo Littorio e successivamente degli Sports. Gli è poi subentrato lo stadio Cosimo Puttilli, nel quartiere Borgovilla-Patalini. Lo stadio, la cui progettazione ebbe inizio a fine anni sessanta, venne inaugurato nel 1970. Di proprietà del Comune di Barletta, fu intitolato a Cosimo Puttilli agli inizi del XXI secolo ed era precedentemente conosciuto semplicemente come stadio comunale. Lo stadio è stato ristrutturato più volte nel corso degli anni, fino alla sua completa demolizione e ricostruzione completata nel 2022, che ne ha stabilizzato la capienza 7 499 spettatori. Il record storico è di 16 000 spettatori nella partita contro il Catanzaro del 31 maggio 1987.
Centri di allenamento
[modifica | modifica wikitesto]La squadra svolge gli allenamenti sia nel proprio stadio, che presso lo Stadio velodromo Lello Simeone, ma in passato ha svolto le proprie sedute di allenamento presso il centro sportivo "Manzi-Chiapulin", ubicato in via dei Mandorli nella zona Parco degli Ulivi, a Barletta. È intitolato al cav. Giuseppe Manzi, fondatore e per 50 anni presidente dell'Audace Barletta 1958, e a Stanislao Chiapulin, per anni colonna della squadra, divenuto poi allenatore.
L'impianto è caratterizzato dalla presenza di una superficie di gioco regolamentare per il calcio, in erba sintetica. È dotato anche di strutture esterne al campo come spogliatoi, una piccola gradinata e impianto di illuminazione[51]. Un altro luogo in cui si sono svolti gli allenamenti della squadra negli anni passati è stato il centro sportivo Barberini, ubicato in via Maffeo Barberini nell'omonima zona, a Barletta. Un altro campo di allenamento utilizzato dalla squadra è il Campo Comunale del comune limitrofo di San Ferdinando di Puglia (utilizzato soprattutto nelle settimane che precedono partite in trasferta su campi in erba sintetica).
Società
[modifica | modifica wikitesto]Secondo quanto riportato dsal sito ufficiale della società, l'organigramma societario è composto come segue:
Presidente: Marco Arturo Romano
Club Manager: Luca Tilia
Direttore Sportivo: Vincenzo De Santis
Direttore Generale: Beppe Iannone
Responsabile Comunicazione: Dario Ruta
Settore giovanile
[modifica | modifica wikitesto]Le giovanili del Barletta hanno lanciato la carriera di calciatori quali Salvatore Martire, Giuseppe Pavone, Nicola Dibitonto, Gennaro Delvecchio.[52]
Allenatori e presidenti
[modifica | modifica wikitesto]- 1928-1929
Sanna - 1929-1930
Ranito - 1933-1935
Giuseppe Medica - 1935-1936
Caroli - 1938-1939
Dario Gay - 1939-1941 inattivo
- 1941-1942
Dario Gay - 1942-1943
Giuseppe Medica - 1943-1945
Sasco
Ferenc Plemich
Sassetti
- 1945-1946
Sassetti - 1946-1947
Giuseppe Medica - 1947-1948
Paradiso - 1948-1949
Gino Brenco - 1949-1950
Dario Gay - 1950-1951
Stanislao Chiapulin - 1951-1952
Lenzi - 1952-1953
Capone - 1953-1954
Pál Szalay - 1954-1955
Dario Gay (1ª-?ª)
Paolo Giammarco (?ª-28ª)
- 1955-1956
Ambrogio Alfonso - 1956-1957
Dino Bovoli - 1957-1958
Mario Villini (1ª-?ª)
Dino Bovoli (?ª-28ª)
- 1958-1960
Dino Bovoli - 1960-1961
Aroldo Collesi - 1961-1962
Manlio Bacigalupo (1ª-?ª)
Francesco Petagna (?ª-34ª)
- 1962-1963
Aldo Longhi (1ª-?ª)
Paolo Giammarco (?ª-34ª)
- 1963-1965
Paolo Giammarco - 1965-1968
Ottorino Dugini - 1968-1969
Carlo Kaffenigg - 1969-1970
Carlo Kaffenigg (1ª-10ª)
Pietro Scaldola e
Gambino Cataldo (11ª-15ª)
Giovanni Viola (16ª-38ª)
- 1970-1971
Giacomo Cosmano (1ª-15ª)
Carlo Matteucci (16ª-38ª)
- 1971-1972
Ottorino Dugini - 1972-1973
Enzo Benedetti - 1973-1974
Pietro Castignani (1ª-18ª)
Vincenzo Margiotta e
Savino Di Paola (19ª-38ª)
- 1974-1975
Carlo Matteucci (1ª-12ª)
Vincenzo Margiotta (13ª)
Dante Fortini (14ª-38ª)
- 1975-1976
Dante Fortini - 1976-1977
Dante Fortini (1ª-33ª)
Vincenzo Margiotta e
Savino Di Paola (34ª-38ª)
- 1977-1978
Francisco Lojacono - 1978-1979
Francisco Lojacono (1ª-?ª)
Vincenzo Margiotta e
Savino Di Paola (?ª-34ª)
- 1979-1980
Enrico Bastiani (1ª-?ª)
Vincenzo Margiotta e
Savino Di Paola (?ª-34ª)
- 1980-1981
Mario Trebbi (1ª-?ª)
- 1981-1983
Gianni Corelli - 1983-1984
Gianni Corelli (1ª-20ª)
Gastone Bean (21ª-34ª)
- 1984-1985
Mario Facco (1ª-18ª)
Giovanni Meregalli (19ª-25ª)
Mario Facco (26ª-34ª)
- 1985-1986
Claudio Tobia - 1986-1987
Romano Fogli (1ª-6ª)
Giuseppe Marchioro (7ª-34ª)
- 1987-1988
Giorgio Rumignani (1ª-5ª)
Enzo Riccomini (6ª-12ª)
Giorgio Rumignani (13ª-38ª)
- 1988-1989
Francesco Paolo Specchia (1ª-?ª)
Gesualdo Albanese (?ª-38ª)
- 1989-1990
Gesualdo Albanese (1ª-15ª)
Mario Corso (16ª-38ª)
- 1990-1991
Salvatore Esposito (1ª-25ª)
Roberto Clagluna (26ª-38ª)
- 1991-1992
Salvatore Bianchetti - 1992-1993
Giovanni Mei (1ª-18ª)
Alberto Mari (19ª-34ª)
- 1993-1994
Alberto Mari (1ª-16ª)
Mario Russo (17ª-34ª)
- 1994-1995
Mario Russo (1ª-8ª)
Alberto Mari (9ª-18ª)
Mario Russo (19ª-34ª)
- 1995-1996
Benito Scarpa (1ª-?ª)
- 1996-1997
Filippo Amici (1ª-?ª)
- 1997-1998
Leonardo Bitetto - 1998-1999
Leonardo Bitetto (1ª-?ª)
- 1999-2000
Claudio Tobia (1ª-?ª)
Maurizio Codispoti (?ª-34ª)
- 2000-2001
Vincenzo Ronzulli (1ª-?ª)
Carmelo Condemi (?ª-?ª)
Angelo Deruggiero (?ª-?ª)
Caggiano (?ª-?ª)
Angelo Deruggiero (?ª-?ª)
Walter Chiarella (?ª-34ª)
- 2001-2002
Bartolo Tatò - 2002-2003
Domenico Tanzi (1ª-?)
- 2003-2004
Cosimo Binetti (1ª-?ª)
- 2004-2005
Angelo Columbo - 2005-2006
Marcello Chiricallo - 2006-2007
Marcello Chiricallo (1ª-?ª)
Pietro Maiellaro (?ª-?ª)
Marcello Chiricallo (?ª-34ª e play-out)
- 2007-2008
Marcello Chiricallo - 2008-2009
Marcello Chiricallo (1ª-12ª)
Stefano Sanderra (13ª-34ª)
- 2009-2010
Arcangelo Sciannimanico - 2010-2011
Arcangelo Sciannimanico (1ª-21ª)
Marco Cari (22ª-34ª)
- 2011-2012
Marco Cari (1ª-22ª)
Nello Di Costanzo (23ª-34ª)
- 2012-2013
Raffaele Novelli (1ª-8ª)
Paolo Stringara (9ª-14ª)
Raffaele Novelli (15ª-22ª)
Nevio Orlandi (23ª-30ª e play-out)
- 2013-2014
Nevio Orlandi (1ª-30ª)
Marco Carrara (31ª-34ª)
- 2014-2015
Marco Sesia (1ª-28ª)
- 2015-2017
Massimo Pizzulli - 2017-2019
Franco Cinque - 2019-2020
Massimo Gallo (1ª-4ª)
Massimiliano Tangorra (5ª-25ª)
- 2020-2023
Francesco Farina - 2023-2024
Ciro Ginestra (1ª-15ª)
Leonardo Bitetto (16ª-21ª)
Salvatore Ciullo (22ª-34ª)
- 2024-2025
Pasquale De Candia - 2025-2026
Massimo Pizzulli (1ª-19ª)
Massimo Paci (20ª-34ª e Poule Scudetto)
- 2026-2027
Massimo Paci
- 1928-1930
Michele Lamacchia - 1933-1936
Rinaldo Alvisi - 1938-1939
Gabriele Messinese - 1941-1943
Michele Mazzocca - 1943-1945
Mosè Sanna - 1945-1947
Tommaso Francavilla - 1947-1950
Di Nunno - 1950-1951
G. Paparella - 1951-1953
Antonio Salerno - 1953-1954
Ruggiero Lattanzio - 1954-1955
Ruggiero Lattanzio
- 1955-1957
Alessio Di Napoli - 1957-1958
Michele Defidio
- 1958-1963
Antonio Salerno - 1963-1964
Antonio Salerno
- 1964-1965
C.S. Pastore
- 1965-1967
Donato Di Leo - 1967-1968
Donato Di Leo
- 1968-1969
Matteo Lionetti - 1969-1970
Matteo Lionetti
- 1970-1974
Nicola Filannino - 1974-1976
Cesare Dante Cioce - 1976-1981
Francesco Francavilla - 1981-1984
Michele Roggio - 1984-1985
Michele Roggio
- 1985-1990
Franco Di Cosola - 1990-1992
Stefano Laera (Amm. unico) - 1992-1993
Ettore Russo (Amm. unico)
- 1993-1994
Luigi Del Negro (Amm. unico)
- 1994-1995
Onofrio Perina - 1995-1996
Leonardo Maffione - 1996-1997
Leonardo Maffione
- 1997-1999
Giuseppe Di Vittorio - 1999-2000
Michele Maggi
- 2000-2001
Italo Ghergurov
- 2001-2002
Savino Voltarella - 2002-2003
Gianna Di Palma - 2003-2004
Francesco Inchingolo - 2004-2006
Antonio Flora - 2006-2007
Antonio Flora
- 2007-2010
Francesco Sfrecola - 2010-2011
Francesco Sfrecola
- 2011-2014
Roberto Tatò - 2014-2015
Giuseppe Perpignano - 2015-2016
Francesco Digiorgio
- 2016-2017
Sabino Falco - 2017-2023
Mario Dimiccoli - 2023-2024
Salvatore Vaccariello - 2024-
Marco Arturo Romano
Calciatori
[modifica | modifica wikitesto]Contributo alle Nazionali
[modifica | modifica wikitesto]L'unico calciatore della storia del Barletta ad essere convocato in Nazionale A è stato il cipriota Giōrgos Pelagias. Il 28 settembre 2011 è convocato dalla Nazionale A per le gare di qualificazione a Euro 2012 in programma il 7 ottobre contro la Danimarca e l'11 ottobre contro la Norvegia.[53]. Anche Tano Bonnín, acquistato nell'estate 2025, milita nella nazionale dominicana sin dal 2013, debuttando il 24 marzo nella partita vinta per 3-1 contro lo Haiti.
Nessun giocatore militante nel Barletta ha mai fatto parte della Nazionale italiana. Solo Gennaro Delvecchio, cresciuto nelle giovanili del Barletta, è stato convocato per 5 volte in Nazionale quando militava nella Sampdoria e ha preso parte alla partita Italia - Croazia (0-2) del 16 agosto 2006.[54]
Il Barletta ha fornito propri giocatori alle rappresentative under. Il primo ed unico calciatore a vestire la maglia della Nazionale Under-21 italiana è stato Stefano Sottili il 2 maggio 1991 in occasione di Ungheria - Italia e il 5 giugno dello stesso anno in Norvegia U-21 - Italia U-21. Entrambe le partite finite con il punteggio di 0-0 hanno visto la presenza in campo di Sottili.[55]
Gaetano Nesta è stato convocato nella Nazionale Under-18 il 16 aprile 1992 in occasione di Italia - Ungheria terminata con il punteggio di 0-0 in cui ha preso parte anche Nesta.[56]
Stefano Baraldo è stato convocato nella Nazionale Under-19 il 22 settembre 2010 in occasione di Italia - Serbia terminata con il punteggio di 3-1. In questa partita Baraldo non ha preso parte.[57]
Nicola Bellomo è stato convocato nella Nazionale Under-20 il 9 febbraio 2011 in occasione di Germania - Italia terminata con il punteggio di 3-1 in cui ha preso parte anche Bellomo.[58]
Paolo Sokoli è stato convocato dall'Albania under 21 in occasione dell'amichevole dell'8 ottobre 2014 contro la Romania.[59] Nell'occasione Sokoli ha fatto il suo esordio assoluto con l'Under-21 essendo subentrato nel secondo tempo.[60]
Palmarès
[modifica | modifica wikitesto]Competizioni nazionali
[modifica | modifica wikitesto]Competizioni interregionali
[modifica | modifica wikitesto]- Serie C2: 1
- 1981-1982 (girone D)
- Serie D: 3
Competizioni regionali
[modifica | modifica wikitesto]- 2021-2022, 2024-2025
- Eccellenza: 3
- Promozione: 2
- 1954-1955, 2004-2005 (girone A)
- Supercoppa di Promozione Puglia: 1
- 2004-2005
- 1933-1934 (girone B)
Competizioni giovanili
[modifica | modifica wikitesto]- 1994-1995
Altri piazzamenti
[modifica | modifica wikitesto]- Secondo posto: 1941-1942
- Terzo posto: 1929-1930 (girone A)
- Finalista: 2024-2025
Statistiche e record
[modifica | modifica wikitesto]Partecipazione ai campionati
[modifica | modifica wikitesto]| Livello | Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione | Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| 2º | Serie B | 4 | 1987-1988 | 1990-1991 | 4 |
| 3º | Serie C | 19 | 1942-1943 | 2026-2027 | 34 |
| Serie C1 | 10 | 1978-1979 | 1994-1995 | ||
| Lega Pro Prima Divisione | 4 | 2010-2011 | 2013-2014 | ||
| Lega Pro | 1 | 2014-2015 | |||
| 4º | Promozione | 4 | 1948-1949 | 1951-1952 | 21 |
| IV Serie | 2 | 1955-1956 | 1956-1957 | ||
| Campionato Interregionale - Prima Categoria | 1 | 1957-1958 | |||
| Serie D | 9 | 1962-1963 | 2025-2026 | ||
| Serie C2 | 3 | 1979-1980 | 1981-1982 | ||
| Lega Pro Seconda Divisione | 2 | 2008-2009 | 2009-2010 | ||
| 5º | Campionato Nazionale Dilettanti | 1 | 1998-1999 | 5 | |
| Serie D | 4 | 1999-2000 | 2007-2008 | ||
Sono escluse le annate dal 1952 al 1955, dal 1995 al 1998, e dal 2001 al 2006, nelle quali il Barletta partecipò ai tornei del Comitato Regionale Pugliese, cui afferiva anche antecedentemente il 1942.
Agli albori degli anni 1980 il Barletta ottenne una striscia di imbattibilità casalinga di 71 partite, iniziata nell'aprile del 1980 e terminata il 20 maggio 1984 con una sconfitta per 0-1 per mano della Salernitana.[62]
Partecipazione alle coppe
[modifica | modifica wikitesto]| Competizione | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione | Totale |
|---|---|---|---|---|
| Coppa Italia | 10 | 1958-1959 | 2012-2013 | 10 |
| Coppa Italia Semiprofessionisti | 9 | 1972-1973 | 1980-1981 | 26 |
| Coppa Italia Serie C | 10 | 1981-1982 | 1994-1995 | |
| Coppa Italia Lega Pro | 7 | 2008-2009 | 2014-2015 | |
| Coppa Italia Serie D | 4 | 1999-2000 | 2007-2008 | 4 |
| Coppa Italia Dilettanti | 2 | 2021-2022 | 2024-2025 | 2 |
Tifoseria
[modifica | modifica wikitesto]

Storia
[modifica | modifica wikitesto]A livello di tifoseria organizzata, i primi gruppi ultras al seguito della squadra sono stati i Boys, i Fedayn e i Warriors. In seguito si sono formati i più importanti CUCS (Comando Ultrà Curva Sud) e il Gruppo Erotico, entrambi nel 1987. Altri gruppi storici o striscioni facenti parte della tifoseria barlettana sono stati: Nucleo, Brigate, Sempre i Soliti (CUCS), Quelli di Sempre, Biancorosse, Club Madonnella, Bad Brains, Braves, Brigata Tafferugli, Boys '86, Boys '99, Cacciatori di Scalpi (Sez. Pirandello), Crazy Boys, Diabolici, Drughi Barletta, Drunks, Fossa, Furiosi, Indians, Kaotici, Nuova Guardia, Possession, Rebels, Sbandati, Smoked Heads, Spericolati, Southerns, Tavern Group, Teddy, Toxic, Vecchia Guardia, Vecchio CUCS, Wild Eagles, A669, Giacche Nere ed Arditi Rattusi. Attualmente i gruppi attivi della Curva Nord sono Gruppo Erotico 1987, Bulldog Barletta e Mele Marce. Il gruppo Ultras Curva Sud, erede del CUCS 1987, occupa il settore lato sud della gradinata poiché la curva sud è momentaneamente interamente dedicata alla tifoseria ospite.
Gemellaggi e rivalità
[modifica | modifica wikitesto]La tifoseria barlettana intrattiene un gemellaggio con il Catanzaro, nato nel 1986, quando a fine stagione entrambe le squadre furono promosse in Serie B e rinsaldato dopo un lungo periodo in cui fra le fazioni ci fu reciproco rispetto, il gemellaggio si concretizza in occasione del derby del 21 settembre 2008.[63] Con l'Austria Salisburgo si ha un rapporto di amicizia nato nel 2000 grazie ai Boys '99 in occasione di Barletta-Taranto, accresciuta col passare del tempo fino a diventare un vero e proprio gemellaggio. [63][64] Questo rapporto è stato rinsaldato in occasione dell'amichevole internazionale Barletta-Austria Salisburgo del 28 dicembre 2022 organizzata per festeggiare il primo centenario del club biancorosso.[65] Con la Fidelis Andria si ha una storica amicizia rinsaldata nel tempo attraverso visite reciproche e diventata a sua volta un vero e proprio gemellaggio tra le due squadre.[66] Rispetto reciproco è presente anche con la tifoseria della Roma, a causa della rivalità della tifoseria barlettana con la Lazio (originata durante una sentita partita del campionato di Serie B 1987-1988).[67]
La tifoseria inoltre sostiene amicizie con l'Audace Cerignola, risalente al campionato di Promozione Puglia 2004-2005, accomunate entrambe dalla rivalità con il Foggia e il Manfredonia.[63] Col Bari si ha reciproco rispetto, soprattutto da parte del vecchio gruppo del C.U.C.S. Precedentemente c'erano rapporti tesi fra le fazioni.[68] Con la Salernitana è nata negli anni ottanta una storica amicizia, che chiuse di fatto un'acerrima rivalità durata per tutti gli anni sessanta e settanta.[69]. Con l'Ebolitana è nato nel campionato 2006-2007 una forma di rispetto, in particolare con il Gruppo Brigata.[70] Un'altra amicizia si ha con gli ungheresi dell'Újpest (soprattutto con il vecchio gruppo ultras Giacche Nere).[63] In passato vi furono amicizie con gli ultras del Parma e del Bologna.[71][72]. Negli ultimi anni si è instaurato un rapporto di rispetto reciproco con gli ultras del Molfetta, del Martina e del Locri (quest'ultimi intrattengono rapporti di rispetto reciproco con gli ultras gemellati del Catanzaro). Rapporto nato dopo i quarti di finale, della fase nazionale, di Coppa Italia Eccellenza 2021-2022.[73]
La rivalità più sentita in assoluto è quella con il Foggia[74], con i quali giocano uno storico derby già molto sentito dagli anni '80, spesso culminato in atti di violenza. Ma dopo la morte di 4 giovani tifosi rossoneri a seguito di un incidente (uno dei quali era figlio di una figura storica del tifo biancorosso), la rivalità si è attutita, organizzando anche attività benefiche in sostegno alle famiglie delle vittime.[75][76][77] Altre rivalità importanti sono con le pugliesi di Taranto, Monopoli, Lecce, Trani (dovuto al gemellaggio tra andriesi e barlettani) e Brindisi. Con il Cosenza la rivalità è dovuta soprattutto al gemellaggio con i catanzaresi, storici rivali dei cosentini.[63] Con la Cavese, nel 2010, al termine della gara Barletta - Cavese gli ultras campani cercarono di venire a contatto con gli ultras di casa e da qui ne scaturì una rivalità[78]. Con l'Altamura la rivalità è nata nel 2016, dopo il derby Barletta-Altamura, dove si verificarono scontri dopo la gara e vennero arrestati cinque ultras barlettani, prima della partita c'era un rispetto tra le due tifoserie[79].
Altre degne di nota sono con Casarano, Manfredonia, Fasano, Bisceglie, Nocerina, Aversa Normanna, Ancona, Potenza, Avellino, Casertana e Pescara.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ 7 499 posti omologati in assenza di tornelli elettronici
- ↑ Barletta 1922, trasformazione societaria, su www.barletta1922.com, 13 maggio 2026. URL consultato il 14 maggio 2026.
- ↑ Barletta Calcio 1922, su barletta1922.com. URL consultato il 16 dicembre 2023.
- ↑ 26 anni dalla promozione in B! Buon anniversario, Barletta, su barlettalife.it, 7 giugno 2013. URL consultato il 9 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2014).
- ↑ Guida agli adempimenti fiscali e tributari delle società ed associazioni sportive dilettantistiche (PDF), su fipsaslodi.com, fipsalodi.com. URL consultato il 9 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 31 gennaio 2012).
- 1 2 La discesa in C, gli anni bui, la rinascita, su ssbarletta.com. URL consultato il 9 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2014).
- ↑ Marco Cari confermato. Castagnini è il nuovo DS., in ssbarletta.com. URL consultato il 31 luglio 2011 (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2014).
- ↑ Esonerato Marco Cari, su ssbarletta.com, 7 febbraio 2012. URL consultato il 7 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 28 dicembre 2014).
- ↑ Piacenza-Barletta 2-2, su ssbarletta.com, 6 maggio 2012. URL consultato il 26 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 28 dicembre 2014).
- ↑ I Tatò lasciano il Barletta, su ssbarletta.com, 23 maggio 2012. URL consultato il 26 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 22 giugno 2012).
- ↑ Ufficiale: Esonerato Novelli, su ssbarletta.com, 28 ottobre 2012. URL consultato il 30 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2014).
- ↑ Ufficiale: Paolo Stringara è il nuovo tecnico, su ssbarletta.com, 30 ottobre 2012. URL consultato il 30 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2014).
- ↑ Pavone si è dimesso, su ssbarletta.com, 16 dicembre 2012. URL consultato il 17 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2014).
- ↑ Esonerato Stringara, su ssbarletta.com, 16 dicembre 2012. URL consultato il 17 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2012).
- ↑ Ufficiale: Gabriele Martino è il ds, su ssbarletta.com, 3 gennaio 2013. URL consultato il 3 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2014).
- ↑ Ufficiale: esonerato Novelli, su ssbarletta.com, 4 marzo 2013. URL consultato il 5 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2014).
- ↑ Ufficiale: Nevio Orlandi è il nuovo tecnico, su ssbarletta.com, 4 marzo 2013. URL consultato il 5 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2014).
- ↑ Barletta-Andria 2-0, su ssbarletta.com, 26 maggio 2013. URL consultato il 19 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 7 giugno 2013).
- ↑ Andria-Barletta 0-1, su ssbarletta.com, 2 giugno 2013. URL consultato il 19 giugno 2013 (archiviato dall'url originale l'8 giugno 2013).
- ↑ Lunedì conferenza stampa, su ssbarletta.com, 16 giugno 2013. URL consultato il 19 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 27 giugno 2013).
- ↑ Sollevati dagli incarichi Orlandi e Mondilla, su ssbarletta.com, 4 aprile 2014. URL consultato il 10 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 28 dicembre 2014).
- ↑ Sollevato dall'incarico Martino, su ssbarletta.com, 4 aprile 2014. URL consultato il 10 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 28 dicembre 2014).
- ↑ Il Barletta calcio passa da Tatò al ligure Perpignano, su lagazzettadelmezzogiorno.it, Gazzetta del Mezzogiorno.it, 21 maggio 2014. URL consultato il 30 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 31 maggio 2014).
- ↑ Barletta: Sesia, Rizzieri e Cascella: il Barletta ricomincia da tre, su barlettaviva.it, 30 maggio 2014. URL consultato il 30 maggio 2014.
- ↑ Delvecchio nuovo Responsabile Area Tecnica, su ssbarletta.com, 22 agosto 2014. URL consultato il 24 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 26 agosto 2014).
- ↑ Redazione, Barletta-Salsomaggiore, Coppa Italia: tutti in piedi, applausi ai barlettani!, su Sport People, 20 maggio 2022. URL consultato il 6 dicembre 2025.
- ↑ Barletta - Austria Salzburg, su sofascore.com (archiviato dall'url originale il 23 gennaio 2025).
- ↑ Luigi Pavarese nuovo direttore sportivo, su www.barletta1922.com, 27 giugno 2023. URL consultato l'8 dicembre 2025.
- ↑ Ginestra nuovo allenatore, su www.barletta1922.com, 1º luglio 2023. URL consultato l'8 dicembre 2025.
- ↑ Dimissioni di Mister Ginestra e del vice Dimaio, su barletta1922.com, 12 dicembre 2023. URL consultato il 5 dicembre 2025.
- ↑ Pitino nuovo D.S. e Bitetto nuovo Allenatore. Conferenza presentazione giovedì 21 dicembre ore 11, su www.barletta1922.com, 16 dicembre 2023. URL consultato il 5 dicembre 2025.
- ↑ Risoluzione consensuale con Mister Dino Bitetto, su www.barletta1922.com, 1º febbraio 2024. URL consultato il 5 dicembre 2025.
- ↑ Salvatore Ciullo è il nuovo allenatore del Barletta, su www.barletta1922.com, 2 febbraio 2024. URL consultato il 5 dicembre 2025.
- ↑ Beppe Camicia non è più Direttore Generale del Barletta, su www.barletta1922.com, 8 febbraio 2024. URL consultato il 5 dicembre 2025.
- ↑ Il Barletta Calcio passa da A.S.D. a S.S.D. a ARL, prove tecniche di cessione?, su BARLETTANEWS24.IT. URL consultato il 6 settembre 2024.
- ↑ Barletta: si presenta il nuovo presidente Marco Arturo Romano, su antennasud.com.
- ↑ Barletta: è fatta per Pasquale De Candia come nuovo allenatore., su molfettaviva.it.
- ↑ Barletta 1922, si presentano Daniele De Vezze e Bartolo Lorusso, su BarlettaViva, 19 giugno 2024. URL consultato il 26 dicembre 2025.
- ↑ Domanda di ripescaggio effettuata in data 4 luglio 2024, su www.barletta1922.com, 4 luglio 2024. URL consultato il 26 dicembre 2025.
- ↑ Idoneità ricevuta per domanda ripescaggio in data 9 luglio 2024, su www.barletta1922.com, 9 luglio 2024. URL consultato il 26 dicembre 2025.
- ↑ Redazione, Barletta-Rovato Vertovese, Coppa Italia: il sogno infranto della doppia coccarda, su Sport People, 17 giugno 2025. URL consultato il 6 dicembre 2025.
- ↑ La Rovato Vertovese conquista la Coppa Italia Dilettanti: decisiva la doppietta di Dennis Cartella, su Lega Nazionale Dilettanti, 10 maggio 2025. URL consultato il 6 dicembre 2025.
- ↑ Accordo trovato tra Barletta 1922 e Audace, su BarlettaLive.it, 25 maggio 2025. URL consultato il 3 dicembre 2025.
- ↑ Barletta Calcio, concluso il passaggio del 30% delle quote al gruppo Bellino-Dibenedetto-Peres, su barletta.news24.city, 29 luglio 2025. URL consultato il 3 dicembre 2025.
- ↑ Separazione ufficiale con Mister De Candia e il suo Staff tecnico, su www.barletta1922.com, 13 maggio 2025. URL consultato il 6 dicembre 2025.
- ↑ Mister Pizzulli è l'allenatore del Barletta 2025-26, su www.barletta1922.com, 19 giugno 2025. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- ↑ Comunicato Presidente su Area Tecnica e Ufficio Stampa, su www.barletta1922.com, 5 novembre 2025. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- ↑ Esonero di mister Pizzuli e del suo vice Moncelli, su www.barletta1922.com. URL consultato il 13 gennaio 2026.
- ↑ Massimo Paci nuovo allenatore del Barletta, su www.barletta1922.com, 14 gennaio 2026. URL consultato il 14 gennaio 2026.
- ↑ Heraclea-Barletta 1-3, le pagelle del match, su barlettaviva.it.
- ↑ In arrivo la tensostruttura al "Manzi-Chiapulin" (archiviato dall'url originale il 31 luglio 2013). barlettalife.it
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Voci correlate
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Collegamenti esterni
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