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JACULA: chi era FIAMMA, la "vampiressa dal viso d'angelo"? - 1a parte

fiamma rock progressibo italianoSul rock progressivo italiano è stato detto e scritto ormai di tutto. 
Tuttavia, trattandosi di un genere di nicchia e spesso alimentato dal passaparola, non c’è da stupirsi se, ancora oggi, emergano nuove testimonianze ad arricchirne la storia. 

Per esempio, poco si è parlato in questi anni di Vittoria Lo Turco, in arte Fiamma (nata a Venaria Reale nel 1937, ma genovese ddi adozione), una giovane e bellissima cantante  che, nei primi anni Settanta, alcuni giornali annoverarono - a torto o a ragione -  negli Jacula insieme ad Antonio Bartoccetti, Charles Tiring e Franz Parthenzy, e che quindi potrebbe corrispondere a quella Fiamma dello Spirito, che comparve nei credits dell’album Tardo Pede In Magiam Versus pubblicato nel 1972. 

Personalmente, avevo sempre associato lo pseudonimo "Fiamma dello Spirito" a Doris Norton, compagna del band-leader Antonio Bartoccetti, ma non solo io: è scritto in qualunque testo di prog italiano (vedi Michele Neri), lo hanno affermato colleghi ben più autorevoli di me, ed è una tesi tuttora condivisa. Ma è falsa.

Alcune testimonianze e alcuni documenti d'archivio recentemente rinvenuti (prevalentemente ritagli di giornale tra il 72 e il 76, quindi materiale di dominio pubblico e ancora reperibile nelle relative emeroteche), attribuiscono infatti a Fiamma il ruolo di cantante del gruppo.

Certo, osserverà qualcuno, per fugare ogni dubbio sarebbe sufficiente leggere la recente biografia del gruppo, “Magister Dixit” per la Tsunami Edizioni, ma io non l’ho ancora fatto. Quindi, lascio a voi trarre le conclusioni, e mi limito ad offrirvi l'opportunità di fare un altro tuffo nel passato, e di respirare ancora un po' dell'atmosfera di quegli anni “magici”. Aggettivo che, in questo caso, mi sembra più che azzeccato. 
E ora veniamo al dunque.

jacula 1972
 In un articolo del quotidiano La Notte di sabato 16 dicembre 1972, intitolato “I quattro ragazzi del complesso Jacula scrivono musiche dettate dagli spiriti”, il/la giornalista c.g.z. (si firma solo con le iniziali) presenta il gruppo così: “due ragazzi italiani e due inglesi, Charles Tiring, organista e pluristrumentista, Anthony Bartoccetti, compositore, poeta, chitarrista e cervello del complesso, Franz Partenzy, famoso medium inglese” e, guarda un po’, “la vampiressa Jacula, identificabile nella cantante Fiamma” la quale, nella didascalia della sua foto a destra del testo, viene testualmente definita come: “La vampiressa Jacula, in arte Fiamma, all’anagrafe Vittoria Lo Turco. É genovese, ed è nata musicalmente al Festival del Luna Park di Monza nel 1968. Nonostante l’aspetto sorridente ed innocuo, il suo pane è la magia. Pane che consuma con gli spiriti sul piano dei tavolini a tre gambe”. 

Un secondo trafiletto non denominato né datato (lo stile sembra essere quello del Corriere della Sera), rimanda invece ad un altro articolo del torinese Stampa Sera in cui si collegano Franz Gartenzy (!), l’inglese Charles Tiring, organista e pluristrumentista, originario della Cornovaglia, e l’italiano Anthony Bartoccetti compositore, poeta, chitarrista e “lead” del complesso, ad una “cantante, attrice di cabaret, presentatrice e così via: Fiamma [...] Una graziosa bionda genovese che in questi giorni si sta imponendo nel campo della musica leggera per le sue canzoni. É la cantante del complesso Jacula”. 

Da una pagina del Corriere Mercantile di Genova, anch’essa purtroppo senza dati cronologici, apprendiamo ancora che “Fiamma, una cantante genovese che sta sfondando sulla piazza di Milano, fa parte del complesso Jacula, frutto dell’unione di due italiani e due inglesi”. Si legge poi che “la musica, di origine magica e vampiresca, è arrangiata dal maestro Federico Bergamini, un altro genovese. [...] Clavicembalo, moog, e flauto riproducono i suoni captati dal medium inglese Franz Partenzy durante le sedute spiritiche”.  

Bergamini, per inciso, fu coautore con Bartoccetti di U.F. D.E.M. (Uomo fallito dell'era moderna), brano d'apertura di Tardo Pede. 

CONTINUA NELLA SECONDA PARTE

Jacula: chi era Fiamma, la "vampiressa dal viso d'angelo"? - 2a parte

CONTINUA DALLA PRIMA PARTE 

Fiamma: la vampiressa dal viso d'angelo
Nella stessa pubblicazione che definì “Fiamma, la vampiressa dal viso d’angelo(senza nome e periodizzazione ma sicuramente concomitante con un Festival delle Nevi a Cerro Veronese, in cui Fiamma presentò la canzone "Vestita di fiocchi di neve"), e in una pagina curata da “DONNA BICE(scritta in grande risalto e con il nome della giornalista in maiuscolo), oltre alle solite associazioni tra lei e gli Jacula, troviamo anche una rara intervista alla stessa cantante, oggi come allora, restia a concederne. 

Fiamma Tardo pede in magiam versus “Sono talmente abituata a parlare di scienze oculte” dice Fiamma, “a partecipare a sedute spiritiche, o praticare amici «medium», che nominare diavoli e vanpiri non mi fa più nessun effetto. 

Posso comunque affermare che tutte le nostre canzoni sono realizzate tramite sedute spiritiche per bocca del medium Franz Partenzy che trasmette sul pentagramma la musica e le impressioni. 
Con la mia voce poi, io racconto tutto ciò che è stato captato. 

Tutto il nostro gruppo pratica la magia e siamo molto religiosi. 

Certe cose, certe sensazioni, fanno pensare per forza all'esistenza di un essere superiore, ad una potenza invisibile. In una delle canzoni del nostro primo L.P. è contenuto il grido di dolore contro il fallimentare irrompere dell'era moderna, contro le fabbriche trasformatrici degli uomini in macchine e contro chi nega l'esistenza di Dio

 ln un certo senso siamo dei moderni apostoli che si servono dei dischi per predicare il Vangelo”. [...] 

ll complesso degli Jacula”, chiude l’articolo, “oltre che da Fiamma, è composto da Charles Tiving (!!), inglese organista e pluristrumentista, originario della Cornovaglia, da Franz Partenzy, inglese e dall’italiano Antony Bartoccetti, compositore, poeta, chitarrista e leader del complesso”. 

Infine, per strappare ancora qualche dato alla storia, ci viene incontro un giornale che potrebbe essere La Notte, ma di cui sappiamo solo la data: mercoledì 1° settembre 1976. 

La rubrica si chiama Neon, e il suo estensore che si firma P.A.P., annuncia un concerto di Fiamma il martedì successivo al Parco delle Rose di Milano, accompagnata dalla sua Crazy Cosmo’s Band

Jacula 1972L’articolo s’intitola “Torna Fiamma, cantautrice di streghe e vampiri” ed esordisce presentando la “cantautrice Fiamma, già conosciuta per un singolare LP di qualche anno fa su spiriti, streghe e vampiri scritto sotto dettatura in una seduta medianica”. 

Di lei si dice che “il boom del successo è sempre stato qualcosa di rinviato, [...] nonostante alcuni momenti di felicità professionale [in cui] sono stati usati per lei termini quali sorprendente ed eccezionale. [...]  

Ma poi improvvisamente tornava nell’ombra, per ricomparire, ora in TV, ora con qualche 45 giri (Fiamma ha effettivamente inciso dei singoli per la METROPOL, per la ARP e per la CGO ndr.), ora in teatro dove ha tentato anche la carta del cabaret con i Gatti Folk con lo spettacolo “In matt quei de Milan”, rappresentato nel 74 al Gerolamo con un certo successo”

É questa è la storia di Fiamma: la bionda e misteriosa vampiressa che fece capolino nella nostra musica degli anni Settanta, che - come avete visto - alcuni hanno collegato al grande rock progressivo italiano, e alla quale noi di Classic Rock non potevamo rimanere indifferenti.
Che poi sia proprio lei quella Fiamma dello Spirito che comparve nell'album degli Jacula Tardo pede In magiam versus del 1972... fate voi.

Naturalmente, chiunque abbia qualcosa da dire, contributi da fornire o osservazioni da fare – diretti interessati inclusi – sarà benvenuto nei comments.

Jacula: In cauda semper stat venenum (1969)

BERJAYAPur non contenendo nulla di Progressivo, il primo album degli Jacula si colloca in una nicchia molto particolare del Pop Italiano sia per la sua peculiarità musicale, sia per il substrato concettuale che lo sosteneva.Parliamo infatti di un disco "esoterico" stampato nel 1969 in 310 copie (di cui 10 promozionali e 300 in vendita) e costituito da sole tastiere (organo da chiesa, piano, spinetta e filtri), chitarra, voce recitata in latino e tremendi sostegni di cassa e timpani.

Il sound rivela atmosfere gotiche, respiri affannosi, vocalizzi stregoneschi, clima dark al limite dell'esasperazione e recitativi che sembrano provenire dall'aldilà: una pesantezza sonora senza confronto e tale da far sembrare i Black Sabbath dei dilettanti.
BERJAYA 
In più, a testimonianza della buona fede dei musicisti, il disco non viene neppure concepito per i canali tradizionali, ma (pare) distribuito a non meglio identificate sette religiose.
Calarsi nell'ascolto equivale ad immergersi in un mondo parallelo di buio, magia, contemplazione, spiritualità, ignoto e ritualità sabbatiche.
 
E se, procedendo col paragone, nei primi dischi dei Sabbath si potevano apprezzare numerose intercessioni al blues e al rock, nell'opera prima degli Jacula non vi è neppure un accenno di apertura o compromissione verso forme musicali più collaudate o commercialmente plausibili.
BERJAYA"In cauda semper stat venenum" è un album Goth senza compromessi.
 
Registrato a Londra dal vulcanico chitarrrista marchigiano Antonio Bartoccetti e dalla sua compagna Doris Norton (che non è, come in molti credono lo pseudonimo di "Fiamma dello Spirito"), il disco sorprende per esclusività dal momento in cui all'epoca nessuno (e ripeto… nessuno) si sarebbe mai sognato di produrre una musica men che simile.
Anzi, si dice spesso e volentieri che venne consigliato al Bartoccetti di cambiare mestiere!
 
Alla periferia di ogni possibile appiglio socio-politico e lontano miglia e miglia da qualunque accessibilità commerciale, questo disco si pone non solo come "radicale e manifesta dichiarazione dell'esistenza di una spiritualità mistica parallela", ma anche come apripista della carriera di Bartoccetti-Antonius Rex che rimarrà nel tempo una delle figure più carismatiche ed inafferrabili del Pop Italiano.
 
BERJAYARispetto a quest'album, persino il successivo "Jacula - Tardo pede in magiam versus" vi sembrerà stemperato e amichevole, ma non lasciamoci ingannare: la coppia Bartoccetti-Norton non finirà mai di stupirci restituendoci, da un mondo tutto loro, emozioni e provocazioni a non finire: riempiranno le nicchie vuote del prog con convinzione e intelligenza: frutto di una solida coscienza spirituale, di un grande carisma individuale e di una non inferiore capacità tecnica e comunicativa.
 
I gusti sono gusti naturalmente, ma, al di la che l'album possa piacere o meno, è giusto riconoscere agli "Jacula" quel gusto torbidamente mistico che solo loro hanno saputo portare avanti con spirito di ricerca, fede e innegabili capacità tecniche e creative.
 
PS: Analisi posteriori a questa recensione, che risale al 2008, mettono in dubbio che "In Cauda" sia stato finalizzato nel 1969. E probabilmente, neppure stampato e distribuito dalla "Gnome Records", che secondo alcuni non esisterebbe nemmeno.
Potrebbe essere semmai un progetto originale concepito dalla Norton tra il 1969 e il 1971, ma successivamente implementato e rimaneggiato da Bartoccetti.
Ipotesi quest'ultima resa attendibile sia dal fatto che alcuni testi dell'album sono uguali a quelli usati in Pawn Hearts dei Van Der Graaf Generator, pubblicato nel 1971, sia dall'utilizzo di alcune sonorità inoppugnabilmente ascrivibili agli anni Ottanta.
 

Jacula: Tardo pede in magiam versus (1972)

jacula tardo pede in magiam versus 1972Oggi entriamo in uno dei più oscuri meandri del Progressivo Italiano anni '70.Segni particolari: gruppo misconosciuto, vinile rarissimo, musica tenebrosa, e citazioni demoniache...
... al secolo:
"Jacula"

Per chi non lo sapesse,gli Jacula erano una
scheggia impazzita del Prog Italiano, e non solo per le loro più che accertate velleità mistiche e occultistiche, ma perchè probabilmente furono il primo gruppo Dark mai esistito in Italia e tra i primi nel mondo.

Ok, direte voi, all'estero c'erano già i
Black Sabbath, gli Atomic Rooster, i Black Widow, High Tide e molti altri.
I nostri
compatrioti però ebbero il peculiare merito di portare avanti il loro personale discorso Goth nel Belpaese, nientemeno che dal 1969: il tutto con una perfetta coerenza d'immagine e relativamente pochi mezzi tecnici e commerciali.


jacula tardo pede in magiam versusIl loro leader Antonio Bartoccetti - chitarrista di origine Marchigiana che guidò anche gruppi quali "Invisible Force" e "Dietro noi Deserto" (fautori di un tardo-Beat preciso e asciutto) e successivamente gli "Antonius Rex" - si lasciò graduatamente trasportare da una ricerca personale e musicale che lo portò ad ottenere senza compromessi le note più oscure e spettrali che l'Italia abbia mai ascoltato.

Dopo un primo album del '69 (la cui data di pubblicazione è però da prendersi con le pinze), una
mezza via tra una messa nera e un sabba maledetto, arriva tre anni dopo "Tardo pede in magiam versus" (1972) distribuito dalla minuscola etichetta Rogers e stampato in circa 1.000 copie, di cu allora se ne vendettero circa 300. Un disatro commerciale, insomma.
Inizialmente distribuito come omaggio della rivista
porno-fumetto "Jacula", l'abum è un torrente di inquietudini e di citazioni oscure, ben anticipate dalla scena di cannibalismo necrofilo sulla front cover, e dal crocione d'ordinanza sul retro.
In più, tanto per stare in tema, all'interno della formazione originale (Bartoccetti-Notron, Tiring) fu annesso anche un
medium (Franz Parthenzy) di cui si racconta che, quando andava in trance, cantasse delle melodie dettate dai morti che poi gli altri tre avrebbero provveduto a rielaborare.

tardo pede in magiam versus jaculaNon particolarmente raffinato strumentalmente e basato su equilibri armonici relativamente semplici, è tuttavia un esempio di convinzione e di caparbietà spirituale, testimoniato anche dall'uso della lingua latina nei titoli e nei testi, nonchè da pochissime concessioni ad effetti speciali che non fossero assolutamente necessari al groove generale dei brani.

Assolutamente
avvulso dagli schemi imperanti della musica di allora (e anche dallo stesso Prog), "Tardo Pede..." può essere quasi considerato un anticipatore del movimento Metal che nel maggiore dei casi, avrebbe condiviso esattamente gli stessi schemi: schiettezza strumentale e specificità nell'immagine.


Detto questo, si tenga però presente che, pur godendo di tutta la nostra simpatia, occorre rimarcare che il vinile in oggetto è comunque un album infinitamente più popolare oggi di allora: questo sia per il suo recupero ex-post da parte dei collezionisti (che lo hanno incensato anche molto al di là di ogni ragionevole merito), sia per lo straordinario carisma di Bartoccetti che in oltre 30 anni non ha mai abbandonato la sua integrità filosofica... anzi..... è pure diventato dottore!

Ci piace citarlo grazie a questo brano di intervista, tratto dall'ottimo sito
www.italianprog.it :
La nostra musica era un simbolo esoterico nel quale noi abbiamo espresso il vantaggio smarrito che ha assegnato alla funzione culturale del denaro, un affascinante piccolo margine della sua fuga spirituale. Elencando i nostri otto lavori nelle cui impessioni sonore abbiamo descritto l'indescrivibile, abbiamo provato a dare ai mortali della terra un'altra possibilità di prevdere le loro istanze.
Qualcuno ha detto di noi che eravamo "produttori non-tecnici di immagini specchiate sfocate nel mistero".
... più chiaro di così...

ALTRE INFORMAZIONI SULL'ALBUM E SULLA MISTERIOSA CANTANTE "FIAMMA DELLO SPIRITO"