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Cosplay

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BERJAYA
Cosplayer di One Piece a Yokohama

Il cosplay (in giapponese コスプレ ?, kosupure parola macedonia formata dalla fusione delle parole inglesi costume -"costume"- e play -"gioco" o "interpretazione"-)[1] è la pratica di indossare un costume che rappresenti un personaggio della cultura di massa e interpretarlo.

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Foto pubblicata sul Tacoma Times di un uomo vestito da personaggio del fumetto Mister Skygack, from Mars (1912)

Il cosplay trova diversi antecedenti negli Stati Uniti. È testimoniata l'esistenza di alcuni individui che, nel primo Novecento, si vestirono come i personaggi del fumetto di fantascienza Mr. Skygack, from Mars.[2] Stando ad alcune fonti, i primissimi a travestirsi da personaggi fittizi nel corso di rassegne dedicate ai fan furono Forrest J. Ackerman e Myrtile Nolan (detta Morojo), che, al Worldcon di New York del 1939, indossarono degli abiti futuristici ispirati a La vita futura (Things to Come) di William Cameron Menzies; Nolan contribuirà anche alla diffusione di competizioni in maschera dapprima negli USA e in seguito in Europa, Asia e Australia.[2][3]

La prima persona documentata a partecipare in costume a una convention di fan in Giappone fu Mari Kotani, che, nel 1979, presenziò al Nihon SF taikai vestita come un personaggio che compare nell'edizione giapponese del romanzo Il guerriero di Marte di Edgar Rice Burroughs. A causa di un fraintendimento, si pensò che Kotani avesse impersonato un simile personaggio di Triton, il che portò a credere che lei sarebbe stata la prima cosplayer di un anime.[2]

Il fenomeno trovò una certa diffusione in Giappone, tanto che, a partire dal 1981, iniziò a essere definito come kosuchūmpureī (costume play).[2]

Nel 1983 il produttore cinematografico Nobuyuki Takahashi abbreviò il termine in cosplay per descrivere i fan mascherati da protagonisti delle serie di fumetti e fantascienza che aveva visto alla WorldCon di Los Angeles.[2][4] La necessità di inventare un nuovo termine fu dovuta al fatto che il termine impiegato in Giappone per indicare le feste in maschera, ovvero masquerade, non rendeva bene l'idea in quanto si potrebbe tradurre in "festa in maschera per nobili".[4][5]

A partire dal 2003, si tiene il World Cosplay Summit (WCS), un appuntamento di rilievo e di riferimento internazionale a Nagoya, in Giappone.[6] Parallelamente, vennero avviati altri appuntamenti fieristici importanti come, ad esempio, il Tokyo International Anime Fair, o ancora la convention Jump Festa.

Il fenomeno ha conosciuto diffusione globale. Tra le tante manifestazioni ad esso dedicate vi sono, ad esempio, l'International Cosplay League del Japan Week di Madrid, l'Animefest in Repubblica Ceca, il J-Popcon in Danimarca e l'European Cosplay Gathering della Japan Expo di Parigi. In Italia, le prime rassegne dedicate al fenomeno risalgono agli anni 1990; tra le principali vi sono quelle di Lucca, Roma, Mantova, Torino e Napoli.

Tra i circoli di appassionati, alcuni cosplayer sono riusciti a guadagnare notorietà internazionale e vengono talvolta considerati vere e proprie professionisti in tale campo. Tra questi si possono citare Yaya Han,[7] Jessica Nigri,[8][9] Giorgia Vecchini[10][11] e Yuriko Tiger.[12][13]

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Ragazza con un crossplay di Akira da Togainu no chi

Il cosplay si è legato indissolubilmente alla cultura nipponica, al punto di essere creduto originario del Sol Levante. Difatti il personaggio rappresentato da un cosplayer appartiene spesso al mondo dei manga e degli anime, molto diffusi nel paese asiatico, ma non è raro che il campo di scelta si estenda ai tokusatsu, ai videogiochi, alle band musicali, particolarmente di artisti J-pop, J-Rock, K-Pop o K-Rock (musica pop e rock giapponese o coreana), ai giochi di ruolo, ai film e telefilm e ai libri di qualunque genere e persino alla pubblicità.

Il terreno principalmente calcato dai cosplayer è quello delle convention del settore.[14] Una piccola nicchia in questo campo è costituita dai doller, il termine che indica un attore dilettante di kigurumi. Questi cosplayer indossano maschere (che li fa definire in giapponese anche animegao, ovvero "faccia da anime") e una calzamaglia completa per trasformarsi completamente nel loro personaggio.[15]

Molte cosplayer giapponesi si incontrano ogni domenica ad Harajuku, quartiere di Tokyo, dove decine di ragazze e ragazzi si incontrano per mostrare i propri vestiti ai turisti incuriositi e ai fotografi.[16]

Original cosplay

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BERJAYA Lo stesso argomento in dettaglio: Personaggio originale.

Con l'evolversi del fenomeno, alcuni cosplayer hanno cominciato a creare i loro personaggi originali, spesso provenienti dal mondo della letteratura fantasy o steampunk.

Nonostante ci sia una discrepanza di opinioni in merito, l'"originale" viene considerato un sottogenere del cosplay, purché il cosplayer crei la storia unitamente al design del personaggio e rimanga fedele ad esso.

Anche durante alcune competizioni viene inserita la categoria per i cosplayer originali.

BERJAYA Lo stesso argomento in dettaglio: Crossplay (costume).

I crossplayer (parola macedonia composta da crossdressing e cosplay) sono coloro che impersonano personaggi del sesso opposto rispetto al loro.[17]

Il genderbending consiste nell'immedesimarsi in un personaggio del sesso opposto al proprio adattando però la sua estetica a quella del proprio genere.[18]

Le esibizioni

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BERJAYA
Cosplayer allo Yukicon 2014, tenutosi in Finlandia

Una parte significativa della sottocultura cosplay sono le brevi scenette (o esibizioni) in cui i cosplayer recitano la parte del personaggio di cui indossano il costume, re-interpretando fedelmente determinati passaggi del film, fumetto o serie TV da cui il personaggio è stato tratto, o al contrario fornendone un'interpretazione personale in chiave parodica quando non demenziale.[19][20]

Aree tematiche

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In alcune fiere del fumetto vengono allestite "aree tematiche" dove i cosplayer possono scattarsi foto in un ambiente che ricalca quello del gioco o del prodotto di animazione da cui sono tratti. A volte i cosplayer sono stesso parte dell'area, svolgendo il ruolo di staff con il compito di intrattenere gli altri visitatori. Alcuni esempi sono le aree tematiche dedicate a Star Wars[21] o a Fallout.[22] Le aree vengono allestite da associazioni no profit di appassionati, ma in alcune fiere maggiori è possibile visitare aree allestite direttamente dalle case produttrici dei videogiochi o degli anime in questione.

  1. Winge 2006, p. 65.
  2. 1 2 3 4 5 (EN) Alisa Freedman, All the World's a Stage: The International History of Japanese Cosplay, in Introducing Japanese Popular Culture, Taylor & Francis, 2023.
  3. (EN) Carole M. Cusack, John W. Morehead e Venetia Laura Delano Robertson, The Sacred in Fantastic Fandom: Essays on the Intersection of Religion and Pop Culture, McFarland, 16 aprile 2019, p. 193, ISBN 978-1-4766-3640-5. URL consultato il 24 marzo 2024.
  4. 1 2 Winge 2006, p. 66.
  5. (EN) The History of Cosplay, su japanpowered.com. URL consultato il 16 maggio 2026.
  6. (EN) The Origins of Cosplay, su japandaily.jp. URL consultato il 22 luglio 2020.
  7. (EN) Meet Yaya Han —the internet's most famous cosplayer, su businessinsider.com. URL consultato il 18 maggio 2026.
  8. (EN) Comic Con: Cosplayers explain how they support their art, in BBC News, 10 gennaio 2019.
  9. (EN) Cosplay Queen: Phoenix's Jessica Nigri Makes Mad Bank Dressing Up at Geek Conventions Worldwide, su phoenixnewtimes.com. URL consultato il 9 gennaio 2019.
  10. Cosplay - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it, 8 gennaio 2011. URL consultato il 21 aprile 2026.
  11. Comicsblog intervista Giorgia Vecchini, la cosplayer più famosa d’Italia, in Comicsblog.it. URL consultato il 21 aprile 2026.
  12. Da Imperia a Tokyo, la storia di Eleonora diventata una star nei panni di Yuriko Tiger, in Il Secolo XIX. URL consultato il 21 aprile 2026 (archiviato dall'url originale il 3 ottobre 2022).
  13. Yuriko Tiger: la cosplayer italiana più amata in Giappone, su Radio Activa. URL consultato il 21 aprile 2026.
  14. (EN) TORINO COMICS, I FUMETTI SFRATTATI DAI COSPLAYER, su lastampa.it. URL consultato il 23 luglio 2020.
  15. (DE) Ausstellung in Tokyo entführt in die Welt der Kigurumi-Masken, su sumikai.com. URL consultato il 23 luglio 2020.
  16. (EN) Crazy Shopping and Cosplay in Tokyo’s Harajuku District, su souvenirfinder.com. URL consultato il 23 luglio 2020.
  17. (EN) Let's Cosplay: Crossplay, su tokyopop.com. URL consultato il 23 luglio 2020 (archiviato dall'url originale il 13 ottobre 2008).
  18. (EN) genderbend, su urbandictionary.com. URL consultato il 10 agosto 2020.
  19. Vanzella, pag. 90
  20. (EN) Cosa sono i Cosplay? E una super photogallery, su focusjunior.it. URL consultato il 23 luglio 2020.
  21. The Dark Side of Naples, su starwars.it. URL consultato il 16 giugno 2020 (archiviato dall'url originale il 23 ottobre 2020).
  22. Diana Poretti Scarda, Associazione Ludica Fallout ‘N’ Fun, nuove iniziative per il settore Cosplay, su Mankey News, 5 giugno 2020. URL consultato il 16 giugno 2020.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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