Vergine Assunta (Guercino, Modena)
| Vergine assunta | |
|---|---|
| Autore | Guercino |
| Data | 1658 circa |
| Tecnica | olio su tela |
| Dimensioni | 128×101 cm |
| Ubicazione | Museo civico, Modena |
La Vergine assunta è un dipinto a olio su tela (128x101 cm) realizzato da Giovanni Francesco Barbieri detto Guercino intorno al 1657, conservato nel Museo civico di Modena.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]La commissione del dipinto risale al 1657. Carlo Cesare Malvasia ricorda infatti una «mezza figura dell’Assunta» eseguita per un marchese milanese, del quale trascrive erroneamente il cognome come Tonsini.[1][2] Il committente era in realtà il marchese Soncini, come risulta dal Libro dei conti del Guercino.[3]
L’identificazione della Vergine Assunta con la «Sunta di mezza figura» ricordata nel Libro dei conti fu proposta oralmente da sir Denis Mahon e pubblicata da Luigi Salerno nel 1988.[4] Mahon ricostruì successivamente la complessa sequenza dei pagamenti relativi alla commissione del marchese Soncini e vi collegò il dipinto nel catalogo della mostra bolognese del 1991.[5]
Il 23 maggio 1657 vi fu registrato il versamento di una caparra di cinquanta ducatoni per tre opere destinate al nobile milanese: «Si è ricevuto Ducatoni n.o 50 di Cappa.ra di tre quadri, da farsi per il Sig.r Marche.se Soncini da Milano cioè un David e la Testa di Golia Zigante, una Sunta di mezza figura et una Testa di Salvatore».[6] Il saldo per la commissione fu annotato l’11 ottobre dello stesso anno.[7] Dei tre dipinti commissionati dal marchese Soncini, la Vergine Assunta è l’unico identificato con certezza. Il Davide con la testa di Golia potrebbe essere riconosciuto nell’omonimo dipinto del 1657 conservato al Museo Fesch di Ajaccio, ma tale identificazione non è sicura.[8]
Le vicende successive dell’opera non sono note fino al 15 aprile 1987, quando il dipinto comparve a Milano in un’asta della Semenzato-Nuova Geri, come lotto 100.[4] Entrato in seguito nella raccolta di Carlo Sernicoli, fu infine donato dal collezionista al Museo civico di Modena, dove è attualmente conservato.[8]
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]La Vergine è raffigurata a mezza figura, seduta sulle nubi e circondata da quattro putti. Indossa una veste color salmone, stretta in vita da una fascia verde, e un ampio manto azzurro che le avvolge il corpo e si distende in larghe pieghe nella parte inferiore della composizione. Con le mani incrociate sul petto e lo sguardo rivolto verso l’alto, Maria manifesta un atteggiamento di raccolto abbandono estatico. Tre putti emergono dalle nubi sulla sinistra, mentre un quarto compare isolato nell’angolo superiore destro.
La composizione è costruita intorno alla figura della Vergine, che occupa quasi interamente lo spazio pittorico. Il fondo, costituito da nubi illuminate da una luce calda, è privo di riferimenti ambientali e conferisce alla scena un carattere sospeso e fuori dal tempo.
Stile
[modifica | modifica wikitesto]Il dipinto appartiene all’ultima fase dell’attività del Guercino, quando il pittore aveva ormai adottato un linguaggio più misurato e classicista, profondamente segnato dal confronto con la tradizione di Guido Reni. Rispetto alla forza naturalistica e alla partecipazione emotiva delle opere giovanili, la composizione appare più idealizzata e trattenuta; la semplificazione dell’immagine e l’assenza di elementi narrativi mirano a conferire alla figura della Vergine un carattere astratto e senza tempo.[8]
La costruzione formale conserva tuttavia una notevole qualità pittorica. Il carattere idealizzato della figura si accompagna alla naturalezza dei volti e dei gesti, mentre l’accordo cromatico è affidato soprattutto al contrasto tra il tono salmone della veste e il blu intenso del manto. All’espressione estatica della Vergine corrispondono gli atteggiamenti compunti e affettuosi dei putti, che attenuano la solennità della scena.[8]
Un disegno preparatorio conservato nel Museo Teylers di Haarlem documenta lo studio della composizione. Sul verso del foglio compare uno schizzo per il Gesù Bambino con la croce, eseguito nello stesso 1657 per l’abate Ducini.[8]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Malvasia, 1678, vol. II, p. 380
- ↑ Malvasia, 1841, vol. II, p. 270
- ↑ Il Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666.
- 1 2 Salerno, 1988, p. 385, n. 320
- ↑ Mahon, 1991, pp. 378-379
- ↑ Ghelfi, 1997, p. 175, n. 314
- ↑ Ghelfi, 1997, p. 176, n. 519
- 1 2 3 4 5 Lucia Peruzzi, Vergine Assunta, su Museo civico di Modena. URL consultato il 4 agosto 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Barbara Ghelfi, Il libro dei conti del Guercino, 1629-1666, Bologna, Nuova Alfa Editoriale, 1997, ISBN 978-88-7779-512-0.
- Carlo Cesare Malvasia, Felsina pittrice, II, Bologna, per gli eredi di Domenico Barbieri, 1678.
- Denis Mahon (a cura di), Il Guercino. Giovanni Francesco Barbieri (1591-1666), Bologna, Nuova Alfa, 1991, ISBN 978-88-7779-284-6.
- Carlo Cesare Malvasia, Felsina pittrice, a cura di Giampietro Zanotti, II, Bologna, Tipografia Guidi all'Ancora, 1841.
- Luigi Salerno, I dipinti del Guercino, Roma, Bozzi, 1988, ISBN 978-88-7003-020-4.

