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Vanity (artista)

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Vanity
BERJAYA
Vanity nel 1986
NazionalitàCanada (bandiera) Canada
GenereSoul
Rhythm and blues
Funk
Periodo di attività musicale1982  1988
Album pubblicati3
Studio3

Vanity, pseudonimo di Denise Katherine Matthews (Niagara Falls, 4 gennaio 1959Fremont, 15 febbraio 2016[1]), è stata una cantante, attrice e modella canadese.

Considerata un sex symbol degli anni 1980,[2] esordì come modella e, scoperta da Prince, divenne nota per aver militato nel trio Vanity 6 ed ebbe un discreto successo come cantante solista e attrice cinematografica. Debilitata da una vita piena di eccessi, abbandonò il mondo dello spettacolo agli inizi degli anni 1990 per intraprendere un'attività religiosa come predicatrice.

Nacque a Niagara Falls, in Canada. Suo padre James Levia Matthews era afroamericano, sua madre Helga Senyk aveva origini ebreo-polacche. La sua infanzia fu tormentata: il padre spesso abusava di lei e delle sorelle, sua madre aveva problemi di alcolismo. Vanity era anche vittima di bullismo a scuola per il suo carattere timido e la sua etnia mista. Il padre morì nel 1974, quando la ragazza aveva 15 anni. Successivamente, si trasferì a Toronto dove intraprese l'attività di modella.

Nel 1977 vinse il concorso "Miss Niagara Hospitality"[3] e partecipò al titolo di "Miss Canada" l'anno seguente. In seguito si spostò a New York ma, a causa della statura considerata bassa per gli standard, la sua attività di modella si limitò in pubblicità e servizi fotografici, In quel periodo si fece conoscere con lo pseudonimo D.D. Winters. Playboy la inserì tra le "Top Sex Stars" del 1979[4] e, per la stessa rivista, posò senza veli nel maggio 1985 e nell'aprile 1988. Apparve sulle copertine di alcuni album come Let's Do It Again (1980) dei Nightlife Unlimited, oltre a Alligator Woman (1982) e She's Strange (1984) dei Cameo.

Nel 1982, mentre frequentava Rick James, conobbe Prince all'American Music Award, un incontro che darà una svolta alla sua carriera. Prince la inserì nel progetto "The Hookers" con Susan Moonsie (sua fidanzata all'epoca) e Brenda Bennett. Fu proprio Prince a darle il nome d'arte Vanity, dopo aver scartato "Vagina" che lei rifiutò.[5] A Vanity fu offerto il ruolo di cantante principale del trio ridenominato Vanity 6. Il gruppo, noto per le sue tematiche esplicitamente sessuali, realizzò un solo disco omonimo nel 1982, dal quale fu estratto il singolo Nasty Girl, che ottenne successo negli Stati Uniti ma anche in Belgio e Paesi Bassi. Con la band partecipò al tour dell'album 1999 di Prince e ad una tournée dei The Time (oggi noti come The Original 7ven). Poco prima delle riprese del film Purple Rain (al quale Vanity avrebbe dovuto partecipare), lasciò le Vanity 6 in circostanze non chiare, si pensa per questioni economiche o per la fine della relazione sentimentale con Prince che, nel frattempo, aveva instaurato.[6]

Il progetto continuò con l'ingresso di Apollonia Kotero (che affiancò Prince in Purple Rain) e rinominato Apollonia 6 ma la band si sciolse definitivamente nel 1985, realizzando un solo album d'inediti. In seguito, Vanity incise due dischi solistici: Wild Animal (1984) e Skin on Skin (1986), usciti per la Motown Records. Il primo contiene il brano Strap On 'Robbie Baby, che fu oggetto di critiche da parte del PMRC per i suoi contenuti espliciti, al punto che nel 1985 fu inserito nella lista dei "Filthy Fifteen", in cui erano elencati i quindici brani più oltraggiosi del periodo secondo l'associazione di Tipper Gore.[7] Dal secondo disco fu estratto il singolo da solista di maggior notorietà, Under the influence.[8]

Come attrice recitò in film di serie B e film di buon successo come Terror Train, L'ultimo drago e Action Jackson, nel quale partecipò anche alla colonna sonora cantando i brani Undress, Faraway Eyes e Shotgun. Sul finire degli anni ottanta, le apparizioni di Vanity iniziarono a diventare più sporadiche, trattandosi essenzialmente di piccole parti in alcune serie televisive come Miami Vice, Highlander, Booker e Venerdì 13.

Ultimi periodi

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Da anni dipendente da cocaina, durante le riprese de Gli occhi della vendetta (1992), si avvicinò alla religione dopo che Sam J. Jones la invitò ad una lettura della Bibbia. Divenne cristiana rinata e iniziò a farsi chiamare con il suo vero nome Denise Matthews. A causa di un'overdose di crack, nel 1994 fu ricoverata presso il Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles in condizioni molto gravi. L'artista sostenne di aver ricevuto una visita di Gesù che le avrebbe promesso di salvarla dalla morte se avesse abbandonato il personaggio di Vanity.[9] Riuscì a liberarsi dalla tossicodipendenza e ruppe qualsiasi legame con il mondo dello spettacolo. La sua ultima apparizione fu nel film Kiss of Death, prodotto nel 1993 e pubblicato nel 1997.

Logorata da anni di abusi, dovette sottoporsi a dialisi peritoneale cinque volte al giorno per 20 minuti[10] e nel 1997 subì un trapianto renale. Sempre in quel periodo divenne predicatrice, tenendo sermoni nelle chiese degli Stati Uniti e del resto del mondo.

Nel 2010 pubblicò un libro autobiografico intitolato Blame It On Vanity.

Morì per insufficienza renale il 15 febbraio 2016 a Fremont, in California, all'età di 57 anni. Il suo organismo aveva sviluppato una peritonite sclerosante incapsulante, una rara complicanza causata dalla dialisi a cui era costretta dopo aver rischiato la vita. Le sue spoglie sono state cremate e le ceneri disperse al largo delle isole Hawaii.[11]

Vanity ebbe relazioni con personaggi come Prince, Adam Ant e Billy Idol.[10] Nota fu anche la sua relazione con Nikki Sixx, bassista dei Mötley Crüe. Nei suoi diari, inclusi nel libro The heroin diaries, Sixx descrisse la sua relazione bizzarra e turbolenta con Vanity, contrassegnata da un massiccio uso di droghe. Nel 1995 si sposò con Anthony Smith, giocatore di football americano, ma l'anno dopo divorziò. Smith verrà poi arrestato e condannato all'ergastolo per tre omicidi commessi tra il 1999 e il 2001.[12]

  • Vanity 6 (1982)
  • Wild Animal (1984)
  • Skin on Skin (1986)
  • Mechanical Emotion (1984, in collaborazione con Morris Day)
  • Pretty Mess (1984)
  • Animals (1986)
  • Under The Influence (1986)
  • Undress (1988)
  • Highlander (Highlander: The Series) – serie TV, episodio 1x10 (1992)

Doppiatrici italiane

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Nelle versioni in italiano delle opere in cui ha recitato, Vanity è stata doppiata da:

  1. Michael Marotta, RIP: Prince protégé and R&B singer Vanity (Denise Katrina Matthews) dies at 57, su vanyaland.com. URL consultato il 9 ottobre 2016.
  2. Denise Matthews “Vanity”, su thecbma.com. URL consultato il 19 gennaio 2026.
  3. John Law, Denise Matthews: The Niagara Falls beauty queen who became Vanity, su niagarafallsreview.ca. URL consultato il 9 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 28 novembre 2016).
  4. What's next for Vanity, su newspapers.com. URL consultato il 6 gennaio 2026.
  5. Copia archiviata, su princevault.com. URL consultato il 29 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 10 agosto 2020).
  6. (EN) Jason Draper, Prince: Life and Times: Revised and Updated Edition, Chartwell Books, 1º novembre 2016, p. 34, ISBN 978-0-7603-5363-9.
  7. The PMRC Filthy Fifteen, su nndb.com. URL consultato il 9 ottobre 2016.
  8. Vanity Songs ••• Top Songs / Chart Singles Discography, su musicvf.com.
  9. Wow! After Smoking Crack Cocaine, Vanity Says Jesus Came To Her And Said…, su iloveoldschoolmusic.com. URL consultato il 9 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 24 agosto 2016).
  10. 1 2 Margena A. Christian, Vanity, Jet Magazine, 2007. URL consultato il 30 aprile 2014.
  11. (EN) Vanity, in Find a Grave. Modifica su Wikidata
  12. Former Raiders DE Anthony Wayne Smith sentenced to life in prison, su espn.com, 22 gennaio 2016. URL consultato il 6 gennaio 2026.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 34700488 · ISNI (EN) 0000 0000 7365 2342 · SBN RAVV467921 · Europeana agent/base/68062 · LCCN (EN) n95001319 · GND (DE) 134545389 · BNF (FR) cb145699621 (data)