close
Vai al contenuto

Natangi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
BERJAYA
Tribù prussiane nel XIII secolo

I Natangi o Notangi (in tedesco Natanger, in lituano Notangai, in latino Notangi o Natangi) erano una delle tribù che componevano il popolo baltico dei Pruzzi. Abitavano la regione nota come Natangia (in tedesco Natangen, in lituano Notanga, in latino Notangia), oggi compresa per la maggior parte nei confini dell'oblast' russa di Kaliningrad e in piccola parte nel voivodato polacco di Varmia-Masuria.

La Natangia si estendeva tra il basso corso del Pregel, il basso corso della Łyna e la laguna della Vistola. Forse includeva anche il territorio di Wohnsdorf (oggi Kurortnoe), situato sulla sponda destra della Łyna alla confluenza con il Pregel.[1] Confinava a nord con la Sambia, a ovest con la Varmia, a sudest con la Bartia e a nordest con la Nadruvia.[2] Il suo centro economico e religioso principale era il villaggio di Gerkin e il territorio era suddiviso in almeno quattro comunità: Lautai, Salidava, Sklunija e Vorija.[1]

I Natangi sono menzionati per la prima volta nel 1238 in un trattato tra l'Ordine teutonico e il duca Świętopełk II di Pomerania;[2][3] si stima che all'epoca la loro popolazione di aggirasse attorno alle 15.000 unità.[3] Tra il 1239 e il 1240 furono sottomessi dai cavalieri teutonici, che per assicurarsi un controllo più stretti sulla regione costruirono il castello di Kreuzburg.[2] I Natangi furono tra i Pruzzi che presero parte alla prima rivolta prussiana nel 1242 e, dopo essere stati sconfitti, compaiono 1249 tra le tribù alle quali si applicavano i dettami del trattato di Christburg del 7 febbario 1249 in materia di libertà personali per i neoconvertiti al cristianesimo; secondo gli accordi stipulati, i Natangi si impegnarono a edificare tre chiese nella propria terra.[1][4] Il trattato fu tuttavia violato dai cristiani e nello stesso anno i Natangi attaccarono e sconfissero i teutonici nella battaglia di Krücken, nella quale morirono 54 cavalieri.[4] L'Ordine si riprese però rapidamente e nel 1255 costruì il castello di Königsberg alla foce del Pregel, al confine tra Sambia e Natangia. Quest'ultima fu suddivisa tra le commende di Brandenburg e Balga sotto il controllo teutonico.[1]

Allo scoppio della grande rivolta prussiana i Natangi elessero Herkus Monte, che era stato cresciuto ed educato in Germania, come loro comandante. Nelle prime fasi della guerra Herkus riuscì a ottenere ottimi risultati, sconfiggendo i teutonici nelle battaglie di Pokarwis e Lubawa. Tuttavia i Pruzzi ribelli non riuscirono a conquistare i grandi castelli dell'Ordine e alla fine furono sconfitti, ed Herkus Monte fu catturato e impiccato nel 1273. I restanti nobili natangi si sottomisero ai cavalieri teutonici, che gli consentirono di mantenere i loro privilegi e le loro terre.[3] Nel 1276 i Natangi della commenda di Balga furono riorganizzati in un'avvocazia e ottennero il diritto di amministrare un proprio circondario (Kammeramt Natangen).[1] I Natangi si ribellarono un'ultima volta nel 1295, guidati da Sabynas e Stanta, ma furono nuovamente sconfitti.[3] Nel 1454 la regione fu incorporata nel Regno di Polonia da Casimiro IV Jagellone[5] e dopo la guerra dei tredici anni divenne un feudo polacco gestito dall'Ordine teutonico.[6] Nel 1525 entrò a far parte del secolare Ducato di Prussia.[7]

Anche dopo che numerosi coloni tedeschi si insediarono nella regione a partire dal XV secolo, i Natangi mantennero la propria lingua nativa e i propri costumi fino al XVII secolo, per poi essere definitivamente assimilati entro l'inizio del secolo successivo. Tuttavia la loro identità sopravvisse in parte: i locali abitanti germanofoni continuarono infatti a definirsi "Natangi" fino al 1945 e il giornale locale di Landsberg si chiamò Natanger Zeitung a partire dal 1919.[8]

  1. 1 2 3 4 5 (LT) Notanga, su Visuotinė lietuvių enciklopedija. URL consultato il 2 agosto 2026.
  2. 1 2 3 (PL) Filip Sulimierski, Bronisław Chlebowski e Władysław Walewski (a cura di), Dizionario geografico del Regno di Polonia [Słownik geograficzny Królestwa Polskiego], vol. 6, Varsavia, 1885, p. 931.
  3. 1 2 3 4 (EN) Juozas Kapočius, Notanga, in Simas Sužiedėlis (a cura di), Encyclopedia Lituanica, Boston, 1970-1978, pp. 101-102. LCCN 74--11427.
  4. 1 2 (EN) William Urban, The Prussian Crusade, 2ª ed., Chicago, Lithuanian Research and Studies Center, 2000, p. 242, ISBN 0-929700-28-7.
  5. Górski 1949, p. 54.
  6. Górski 1949, pp. 96-97.
  7. Górski 1949, pp. 214-215.
  8. (NDS) Wilhelm Reichermann, Ut Noatange - Plattdütsche Spoasskes, Verden, Kreisgemeinschaft Pr. Eylau, 1986 [1892].
  • (PL) Karol Górski, Związek Pruski i poddanie się Prus Polsce: zbiór tekstów źródłowych, Poznań, Instytut Zachodni, 1949.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]