Matrimonio riparatore
Un matrimonio riparatore è un matrimonio organizzato per "riparare l'onore" di una donna dopo un rapporto sessuale prematrimoniale.[1][2][3] Nel caso in cui il rapporto fosse non consensuale (stupro), fino al 1981 il Codice penale italiano prevedeva che il matrimonio riparatore estinguesse il reato, salvando dalla prigione lo stupratore e i suoi eventuali complici.[4] Questo tipo di legislazione è stato molto diffuso in tutto il mondo, anche se viene gradualmente abolito.
Contesto storico e sociale
[modifica | modifica wikitesto]Nelle culture che contemplano l'onore come un valore, più che la legge è la riprovazione sociale che sanziona i comportamenti devianti.
Quando una persona va contro le aspettative della comunità, la riprovazione si estende a tutta la sua famiglia, perché essa tollera un comportamento inaccettabile per la comunità: si dice che quella persona disonora l'intera famiglia, che perde la sua rispettabilità.
Di conseguenza, in una società dove il matrimonio è considerato un prerequisito per i rapporti sessuali, una ragazza deve arrivare vergine al matrimonio, e se invece si viene a sapere che lei ha già avuto un rapporto sessuale prima del matrimonio, la donna, così come la sua famiglia, è disonorata. Questo diventa uno stigma sociale, che impedisce alla famiglia di avere rapporti normali con il resto della comunità.
La pressione sociale per risolvere una questione d’onore rende il matrimonio riparatore a rischio di diventare un matrimonio forzato, cioè un matrimonio celebrato contro la volontà di almeno uno degli sposi.
A seconda del luogo e del periodo storico, una donna disonorata che rifiutasse un matrimonio riparatore, rischierebbe di venire uccisa dalla sua stessa famiglia, con un delitto d'onore. Il delitto d'onore si applica, benché in misura minore, all'uomo che ha avuto una relazione con lei.
Assiro-babilonesi
[modifica | modifica wikitesto]Nel Codice di Hammurabi il paragrafo §55 menziona le penali in caso di stupro: seguendo la legge del taglione, il Codice prescrive che il padre della ragazza violentata si sarebbe dovuto vendicare, violentando a sua volta la moglie dello stupratore; il matrimonio riparatore dello stupratore con la ragazza è indicato come una delle possibilità di risarcimento, anche se non è obbligatorio[5]:
Nella Bibbia
[modifica | modifica wikitesto]Nella Bibbia e più precisamente nel Deuteronomio (22,23-29) la ritorsione tramite un altro stupro è sparita, mentre la legge tenta una distinzione fra sesso consensuale e stupro, e fra ragazza già fidanzata oppure no.
Se la ragazza veniva sorpresa a fare sesso consensuale prima del matrimonio, veniva messa a morte insieme al suo "amante"; se invece si presumeva lo stupro, il matrimonio riparatore è diventato la regola, ed è messo sullo stesso piano dell'indennizzo in denaro al padre di lei:
Il versetto (29) è una delle prime attestazioni del costume del "matrimonio riparatore": era concepito come una forma di risarcimento e di presa di possesso della donna, che, secondo questa concezione patriarcale, avendo perduto l'onore, non sarebbe più potuta essere presa in moglie da nessun altro uomo; invece, come si può notare, la legge considera la donna proprietà del maschio che la possedeva; il matrimonio era inteso come un risarcimento, grazie al quale la donna era protetta dall'eventualità di un ripudio successivo.
In Italia
[modifica | modifica wikitesto]Il costume del matrimonio riparatore sopravvisse nella cultura occidentale fino a tempi molto recenti: in Italia fino al 1981, allorché un uomo commetteva, nei confronti di una donna non coniugata, stupro o violenza carnale punibile con la pena prevista dall'art. 519 e segg. del codice penale, onde evitare la condanna o al fine di far cessare la pena detentiva inflitta, poteva offrire alla ragazza il matrimonio riparatore che, qualora avvenisse, faceva cessare ogni effetto penale e sociale del suo delitto (art. 544 Codice penale, ora abrogato[7]); il reato era estinto anche per gli eventuali complici del sequestratore.
Lo stupratore, affinché potesse fruire del beneficio di legge, doveva contrarre matrimonio con la ragazza addossandosi altresì tutte le spese della cerimonia e senza poter pretendere alcuna dote.
Il matrimonio riparatore, dunque, oltre a reintegrare, agli occhi dell'opinione pubblica, l'"onorabilità" delle donne e della loro famiglia, tutelava e salvava sul profilo giudiziario lo stupratore e i suoi eventuali complici[4].

Le contestazioni degli anni 1960
[modifica | modifica wikitesto]Nel costume italiano fu molto importante il film commedia Sedotta e abbandonata di Pietro Germi: uscito nel 1964, aveva come preciso obiettivo di satireggiare e ridicolizzare il costume del matrimonio riparatore.

La prima donna italiana a ribellarsi al matrimonio riparatore fu la siciliana Franca Viola nel 1966, rifiutandosi di sposare il suo rapitore e stupratore.
Abrogazione del 1981
[modifica | modifica wikitesto]L'istituto del matrimonio riparatore è stata legalmente abolita in Italia il 5 settembre 1981, attraverso l'abrogazione dell'art. 544 del codice penale[7] (art. 1 L. 5/8/1981, n. 442).
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ De Mauro, su dizionario.internazionale.it.
- ↑ riparatore: significato e definizione - Dizionari, su Dizionari - La Repubblica. URL consultato il 21 novembre 2023.
- ↑ the definition of shotgun wedding, su Dictionary.com. URL consultato l'11 dicembre 2016.
- 1 2 Cesarina Casanova, Famiglia e parentela nell'età moderna, Carocci, 2009, ISBN 978-88-430-5157-1, OCLC 799567976. URL consultato il 15 dicembre 2021.
- 1 2 Susanne Scholz, Sacred Witness. Rape in the Hebrew Bible, Fortress Press, 2021, ISBN 9781506482033. (E-book edition)
- ↑ Deuteronomio, Deuteronomio 22,23-29, su laparola.net.
- 1 2 3 Codice Penale, Libro secondo, Titolo IX, Capo III, articolo 544, su Brocardi.it.
