close
Vai al contenuto

Domenico Trifogli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Giovanni Domenico Trifogli (Torricella, 3 gennaio 1675Imola, 11 gennaio 1759) è stato un architetto e scultore svizzero.

Fu uno dei primi «mastri comacini» a trasferirsi in Italia. Si insediò ad Imola, che divenne il centro delle sue attività e dove visse sino alla morte. Fu lui a chiamare nella cittadina romagnola il congiunto Domenico Morelli, padre del famoso Cosimo, di cui fu il mentore.

Nacque a Torricella, nella diocesi di Como ma sotto la giurisdizione della Svizzera (Canton Ticino).

Nel 1704 la Diocesi di Imola gli offrì l’importante lavoro di ristrutturazione della cripta della cattedrale di San Cassiano. Da allora tornò altre volte ad Imola: nel 1706 e nel 1710. Nel 1710 prese il possesso della diocesi il cardinale Ulisse Gozzadini. Segretario del Gozzadini, e suo biografo, era don Giovanni Battista Rondoni. Una sua sorella, di nome Caterina, era moglie di Antonio Trifogli, fratello di Domenico. Per favorire il parente, è presumibile che il Trifogli sia stato chiamato ad Imola per realizzare le costruzioni volute dal nuovo vescovo[1]. Nel 1717 Domenico Trifogli si trasferì definitivamente nella città romagnola. Da quel momento fino alla metà del secolo egli lavorò intensamente ad Imola, realizzando importanti opere civili e religiose[2]. Negli anni seppe attrarre con sé altri capimastri ticinesi, quasi tutti consanguinei, d'indiscusso valore.

Morì ad Imola nel 1759 ad 84 anni d'età. Sposato con Caterina, ebbe due figli: Verecondo Antonio e Giuseppe Antonio[1]. La sua prima casa ad Imola fu, nel 1706 nell'attuale via IX Febbraio. La seconda dimora imolese fu, nel 1710, in via Giovanni da Imola; la terza, definitiva, nell'attuale via Giuseppe Verdi dal 1717.

Per quanto riguarda le architetture civili, Trifogli lavorò come Perito Urbano al Palazzo comunale di Imola[7]. Progettò l'apparato decorativo che ancora oggi sovrasta il portone principale, con l’ornato in marmo comprendente la Madonna in trono e i dipinti dei santi protettori della città (Cassiano e Pietro Crisologo). Le tre sacre immagini furono ufficialmente scoperte il 7 novembre 1713[8].

  1. 1 2 Romeo Galli, Il Diario, 22 giugno 1935.
  2. Giovanni Domenico Trifogli, su visitareimola.it, 31/07/2020.
  3. Trifogli Giovan Domenico, su bbcc.regione.emilia-romagna.it. URL consultato l'8 aprile 2026.
  4. Palazzo Tozzoni, su baroqueart.museumwnf.org, 2026.
  5. Chiesa di Santo Stefano e Monastero delle Clarisse, su tourer.it, 9 novembre 2023.
  6. Santuario della Madonna del Rio, su tourer.it, 6 marzo 2026.
  7. Il Nuovo Diario-Messaggero, 16 dicembre 1995 p. 12.
  8. Il Nuovo Diario, 23 agosto 1947 pag. 1; Il Nuovo Diario-Messaggero, 1º agosto 2015 pag. 14.
  • Romano Fiorentini, Domenico Trifogli il «magnifico» architetto, Imola, Grafiche Galeati, 1979.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
  • Domenico Trifogli, su PatER - Catalogo del Patrimonio culturale dell’Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna. Modifica su Wikidata
Controllo di autoritàVIAF (EN) 70122898 · ISNI (EN) 0000 0000 1987 4251 · CERL cnp01129070 · GND (DE) 133570002