close
Vai al contenuto

Dean Reed

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Dean Reed
BERJAYA
NazionalitàStati Uniti (bandiera) Stati Uniti
GenerePop
Country
Rock and roll
Periodo di attività musicale1958  1986
StrumentoVoce, chitarra
Sito ufficiale
BERJAYA
Dean Reed nel 1978

Dean Cyril Reed (Denver, 22 settembre 1938Berlino Est, 13 giugno 1986) è stato un attore e cantante statunitense.

Dopo aver intrapreso la carriera artistica, ispirandosi a quella di Elvis Presley quale suo modello, si trasferì in Sudamerica dove si affermò come cantante e attore. Affascinato dagli ideali del socialismo, cominciò a sviluppare un certo interesse per i paesi dell'Europa orientale.

Recitò in Italia negli stabilimenti romani di Cinecittà, lavorando, tra l'altro, al fianco di Yul Brynner nel western all'italiana, conosciuto anche come spaghetti western, Indio Black, sai che ti dico: sei un gran figlio di... (1970) di Gianfranco Parolini e il divertente Storia di karatè, pugni e fagioli (1973), dove Tonino Ricci sulla scia della coppia Terence-Bud tenta di metterlo in coppia con Cris Huerta. Partecipò anche al Festival di Napoli 1968, presentato da Mike Bongiorno e Gabriella Squillante, con il brano Nun 'o ssapevo, cantato, in napoletano, insieme a Paola Orlandi.

Nel 1966 si trasferì in Unione Sovietica e poi nella Repubblica Democratica Tedesca, dove venne acclamato come l' "Elvis Rosso". Grazie alla sua musica occidentaleggiante, al suo messaggio socialista e alla sua bella presenza, i governi comunisti apprezzarono la sua collaborazione musicale e artistica. Come attore interpretava fondamentalmente la figura di se stesso: veniva infatti proposto come statunitense profondamente idealista e deluso dal sistema capitalista.

Ciononostante, verso gli anni ottanta Reed cominciò ad allontanarsi dagli ideali socialisti della DDR; una collaborazione con la Stasi non diede risultati soddisfacenti e terminò con un congedo.

Nel 1986 Reed fu trovato cadavere nel lago di Zeuthen, alla periferia di Berlino Est.[1] Inizialmente gli inquirenti stabilirono che l'artista si era suicidato. Tesi successive, non ufficiali, ipotizzarono un coinvolgimento di servizi segreti stranieri nella sua morte. La giornalista Raggie Nadelson, nell'unica biografia del cantante, riconosce che queste ultime ipotesi non stanno in piedi e che anche la tesi del suicidio non è provata.[2] Riposa al Green Mountain Cemetery a Boulder, stato del Colorado, negli Stati Uniti.[3]

Si sposò tre volte. La sua prima moglie fu la connazionale Patricia Hobbs, che gli diede la sua prima figlia Ramona; il matrimonio si concluse con un divorzio. Generò l'altra figlia, Natacha, con la seconda moglie, una donna della DDR. Dopo aver nuovamente divorziato sposò un'attrice della DDR, Renate Blume, con la quale rimase sposato fino alla morte.

Discografia parziale

[modifica | modifica wikitesto]
  • 1959 – The search (Capitol Records)
  • 1959 – I kissed a queen (Capitol Records)
  • 1959 – He besado a una reina (Capitol Chile)
  • 1959 – Our summer romance (Capitol Records)
  • 1960 – Nuestro amor veraniego (Capitol Chile)
  • 1960 – Don't let her go (Capitol Records)
  • 1961 – I forgot more than you'll ever know (Imperial Records)
  • 1964 – Como un niño soy (Odeon Chile)
  • 1965 – La bamba (Odeon Argentina)
  • 1965 – Hippy hippy shake (Odeon Chile/Argentina)
  • 1966 – Simpatia (EMA)
  • 1969 – Dean Reed (Melodija)
  • 1971 – Las cosas que yo he visto (Odeon Chile)
  • 1972 – Mississippi-Line (Melodija)
  • 1972 – Wir sagen ja... (Amiga)
  • 1976 – Dean Reed a jeho svet (Supraphon)
  • 1978 – My song for you (Supraphon)
  • 1980 – Rock 'n' roll, country & romantic (Supraphon)
  • 1981 – Dean Reed Country (Supraphon)
  • 1986 – Dean Reed (Supraphon)

Filmografia parziale

[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani

[modifica | modifica wikitesto]
  1. L’«Elvis rosso» che voleva essere Víctor Jara, su il manifesto, 11 agosto 2023. URL consultato il 1º settembre 2025.
  2. Maurizio Serra, L'"Elvis Presley rosso" che tradì gli Usa per Mosca e finì affogato in un lago, Corriere della Sera Sette, 23 settembre 2016, n 38.
  3. Dean Reed (1938-1986) - monumento Find a Grave, su it.findagrave.com. URL consultato il 1º settembre 2025.
  • Antonio Sciotti, Enciclopedia del Festival della Canzone Napoletana 1952-1981 (Luca Torre Editore, 2011); pag. 405-406.
  • Reggie Nadelson, Comrade Rockstar. The Search for Dean Reed, Chatto and Windus, London, 1991.

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN) 8180151 · ISNI (EN) 0000 0000 5533 1297 · Europeana agent/base/69323 · LCCN (EN) n86045606 · GND (DE) 118598929 · BNE (ES) XX1570733 (data) · BNF (FR) cb15821024w (data) · J9U (EN, HE) 987009537955205171