close
Vai al contenuto

Albergo Roma

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Albergo Roma
BERJAYA
Claudio Bisio in una scena del film
Titolo originaleAlbergo Roma
Paese di produzioneItalia
Anno1996
Durata84 min
Generedrammatico
RegiaUgo Chiti
SoggettoUgo Chiti
SceneggiaturaUgo Chiti
ProduttoreGiorgio Leopardi
Casa di produzioneUnion P.N. Srl
FotografiaBlasco Giurato
MontaggioCarla Simoncelli
MusicheMarco Baraldi
ScenografiaEugenio Liverani
CostumiGabriella Pescucci, Tatiana Romanoff

Produttore esecutivo Franco Cremonini

Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Albergo Roma è un film del 1996 diretto da Ugo Chiti, ispirato dall'opera teatrale Allegretto perbene.... ma non troppo dello stesso regista.

Toscana, 1939: il macabro ritrovamento di un presunto feto umano in un prato è il fatto di cronaca sconvolgente che turba la coscienza del paese in fermento per l'imminente visita di Benito Mussolini. Podestà, marescialli, medici e preti sono in subbuglio: urge un capro espiatorio. Giorgini, il segretario del fascio, vorrebbe imporre sei giorni di silenzio per mettere tutto a tacere e, terminata la visita del Duce, iniziare le indagini con calma, ma il segreto inevitabilmente trapela: all'alba tutto il paese è al corrente. I vizi della borghesia dell'epoca (ipocrisia, adulterio, servilismo, pettegolezzo) fanno bella mostra di sé.

In paese però arriva un misterioso personaggio che alloggia in gran segreto all'Albergo Roma: con tutta probabilità si tratta del federale che, in incognito, è venuto a indagare di persona. A questo punto si rende necessario cambiare linea di condotta e darsi da fare subito per individuare un colpevole; ma quando la comunità è ormai sicura di averlo trovato nella figlia innocente di una contadina a suo tempo chiacchierata, si verifica un altro fatto sconvolgente che conclude la vicenda con una beffa.[1]

Casting e riprese

[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato girato per la gran parte nel centro abitato di Foiano della Chiana.

Riconoscimenti

[modifica | modifica wikitesto]
  1. Maurizio Porro, La Caprioglio servetta tra i federali, in Corriere della Sera, 31 agosto 1996, p. 31
  2. Enrico Lancia, Ciak d'oro, su books.google.it. URL consultato il 12/04/20.

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
  Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema