Vito Pardo
Vito Pardo (Venezia, 25 marzo 1872 – Roma, 1933) è stato uno scultore italiano della corrente del realismo, con influssi impressionistici e alcuni richiami al liberty.[1] È noto specialmente per le innovazioni introdotte nel suo Monumento nazionale delle Marche, celebrante la battaglia di Castelfidardo.[2]

Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Fu dapprima allievo di Antonio Dal Zotto;[4] una volta trasferitosi a Roma, di Giulio Monteverde; fu amico di Giovanni Pascoli.
Sue opere, soprattutto monumenti di grandi dimensioni in bronzo fuso, sono presenti sia in Italia che all'estero.
Fu iniziato in Massoneria nella Loggia Universo di Roma il 17 novembre 1911,[5] promosso al grado di Compagno d'Arte il 25 maggio 1912 e al grado di Maestro il 24 settembre dello stesso anno. Affiliato alla medesima loggia, il 24 ottobre 1914 fu proposto per l'elevazione al 4º grado del Rito scozzese antico ed accettato.[6][7]
Vito Pardo era un appassionato ciclista: il 12 giugno del 1897 guidò un gruppo di ciclisti romani verso Napoli, con lo scopo coprire la tappa in un giorno solo, cosa che poi effettivamente avvenne.[3]
Opere principali e conosciute (incompleto)
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- Monumento nazionale delle Marche a Castelfidardo,[8] eretto a ricordo della battaglia di Castelfidardo e del generale Cialdini.
- Memoriale ai caduti, dedicato all’insurrezione pergolese del 1860 e ai Caduti delle due guerre mondiali, civili e militari, municipio di Pergola, 1933.
- Cofano portabandiera dell'incrociatore coloniale Basilicata (1917).
- Monumento ai caduti della Prima guerra mondiale di Montecarotto.[9] L'opera è stata progettata e costruita sulla facciata dell'antica chiesa conventuale di San Francesco di Montecarotto. Il monumento si compone di parti lapidee e dall'artistico portone, costituito da trentadue formelle lignee che rappresentano gli stemmi delle Armi del Regio Esercito Italiano intagliate a partire da disegni originali dello stesso autore.
- Monumento in onore dei caduti della prima guerra mondiale di Monteleone di Puglia.[10]
- Monumento ai Caduti della Guerra 1915-1918 di Borrello.[11]
- Monumento all'Italia che accoglie il giuramento dell'Annessione partenopea. Il monumento si trova nei giardini pubblici di Grottammare.[12][13]
- Monumento ai militi della guardia di finanza caduti nel terremoto del 1908. L'opera si trova nel cimitero monumentale o Gran Camposanto di Messina.[14]
- Busto di Luigi Mercantini a Ripatransone.
- Busto di Francesco Lomonaco al Pincio di Roma.
- Bassorilievo bronzeo in memoria di Nazario Sauro già murato presso il luogo dell'esecuzione presso le carceri militari a Pola; ora nella piccola darsena dell'Arsenale di Venezia.
- Monumento nella piazza d'armi della caserma Rosso del Genio militare della città militare della Cecchignola in Roma, che porta la scritta: AVANTI È LA VITA!
Vito Pardo nei musei
[modifica | modifica wikitesto]Galleria d'immagini
[modifica | modifica wikitesto]- Il Monumento nazionale delle Marche di Vito Pardo
- Il Monumento Nazionale delle Marche di Vito Pardo
- Chiesa di San Francesco di Montecarotto, facciata e monumento ai caduti della Grande guerra di Vito Pardo
- Portone monumentale della Chiesa di San Francesco di Montecarotto, parte del monumento ai caduti della Grande guerra di Vito Pardo
- Busto di Luigi Mercantini a Ripatransone, di Vito Pardo
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Silvia Cuppini, L'Ottocento e il Novecento, in: Pietro Zampetti (a cura di), "Scultura nelle Marche", Firenze, Nardini, 1993, p. 464.
- ↑ Davide Spagnoletto, Un veneziano a Roma: Vito Pardo scultore per il Risorgimento, In F. Leone, G. Caló (a cura di), 1849-1871 Ebrei di Roma tra segregazione ed emancipazione.
- 1 2 Autoritratto, su Galleria degli Uffizi. URL consultato il 29 aprile 2025 (archiviato il 3 marzo 2025).
- ↑ notizia tratta dal sito "I luoghi della memoria", progetto del Comitato nazionale per le celebrazioni del 150º anniversario dell'Unità d'Italia
- ↑ Vittorio Gnocchini, L'Italia dei Liberi Muratori, Erasmo ed., Roma, 2005, p. 208.
- ↑ Elisabetta Cicciola, Ettore Ferrari Gran Maestro e artista fra Risorgimento e Antifascismo. Un viaggio nelle carte del Grande Oriente d'Italia, Mimesis, Milano, 2021, p. 115,8.11.
- ↑ Pardo Vito, su Dizionario d'Arte Sartori. URL consultato il 29 aprile 2025 (archiviato il 4 marzo 2025).
- ↑ Pagina del sito web ufficiale del Comune di Castefidardo dedicata al Monumento di Vito Pardo, in castelfidardo.an.it. URL consultato il 06 0tt 2010 (archiviato dall'url originale il 1º febbraio 2011).
- ↑ Articolo del Professor Virginio Villani sul Monumento ai caduti di Vito Pardo nelle Chiesa di San Francesco di Montecarotto, in viverejesi.it. URL consultato il 04 0tt 2010 (archiviato dall'url originale il 2 giugno 2013).
- ↑ Articolo sul Monumento ai caduti di Vito Pardo di Monteleone di Puglia (PDF), in irpinia.biz.it. URL consultato il 04 0tt 2010.
- ↑ Articolo sul Monumento ai Caduti della Guerra 1915-1918 di Borrello, in borrellosite.com. URL consultato il 06 0tt 2010 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- ↑ Articolo sul Monumento ai caduti di Vito Pardo di Grottammare, in ilquotidiano.it. URL consultato il 29 Feb 2011.
- ↑ Articolo sul Monumento ai caduti di Vito Pardo di Grottammare, in marchenotizie.net. URL consultato il 3 luglio 2023 (archiviato dall'url originale l'8 settembre 2012).
- ↑ Cimitero Monumentale di Messina, in byitaly.org. URL consultato il 4 Ott 2012.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]| Controllo di autorità | VIAF (EN) 96046033 · SBN SBLV066535 · ULAN (EN) 500054717 · GND (DE) 130607290 |
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