Ugo Venturini
Ugo Venturini (1938[1] – Genova, 1º maggio 1970) è stato un operaio italiano, militante politico del Movimento Sociale Italiano e vittima di violenza politica.
Morì in seguito alle ferite riportate durante gravi scontri di piazza avvenuti a Genova nell'aprile del 1970. Per tale ragione, da parte di una fetta della storiografia e della memorialistica politica, è talvolta indicato come una delle prime vittime politiche ascrivibili alla stagione degli anni di piombo in Italia[2].
I fatti del 18 aprile 1970
[modifica | modifica wikitesto]Il 18 aprile 1970 era in programma a Genova, in Piazza Verdi (nella zona della stazione Brignole), un comizio pubblico tenuto dal segretario del Movimento Sociale Italiano, Giorgio Almirante, in vista delle imminenti elezioni regionali.
Fin dall'inizio, il comizio fu aspramente contestato da vari gruppi dell'estrema sinistra extraparlamentare, giunti con l'intento di interrompere o impedire lo svolgimento della manifestazione missina. Ne scaturirono violenti tafferugli e disordini, caratterizzati dal lancio di pietre e oggetti contundenti verso il palco, i partecipanti e il servizio d'ordine del partito. Durante gli scontri, Ugo Venturini, all'epoca trentaduenne e impiegato come operaio edile, venne colpito alla nuca da una bottiglia di vetro riempita di sabbia lanciata dai facinorosi di estrema sinistra.
Ricoverato d'urgenza in gravissime condizioni presso l'ospedale cittadino, Venturini entrò in coma a causa del grave trauma cranico. Nonostante i tentativi medici, non riprese mai conoscenza e morì in ospedale il successivo 1º maggio, a causa del precipitare delle condizioni cliniche e del sopraggiungere di un'infezione alla ferita. Le indagini e i processi successivi non riuscirono a individuare l'autore materiale del lancio della bottiglia, lasciando l'omicidio senza colpevoli.
Conseguenze e reazioni politiche
[modifica | modifica wikitesto]L'uccisione di Ugo Venturini contribuì ad alimentare il clima di crescente radicalizzazione politica del periodo, inserendosi nelle complesse dinamiche di scontro ideologico e di piazza che avrebbero caratterizzato il decennio successivo.
L'evento inasprì radicalmente la tensione tra le opposte fazioni politiche della città e dell'intero Paese. Il Movimento Sociale Italiano e l'estrema destra extraparlamentare resero fin da subito omaggio a Venturini, il quale venne descritto negli ambienti di destra come vittima della violenza politica dell'estrema sinistra. Sul fronte opposto, in alcune frange più oltranziste della sinistra extraparlamentare la notizia venne accolta in toni di aperta conflittualità ideologica, inquadrando l'accaduto all'interno della dura logica dello scontro militante di piazza proprio di quegli anni.
Alla vicenda politica si aggiunsero drammatiche ripercussioni sul piano umano e familiare: anni dopo il decesso, la vedova di Venturini, segnata dal lutto e dalle difficoltà susseguenti alla perdita del marito, si tolse la vita. Il figlio Walter, rimasto orfano ancora bambino, andò incontro a una complessa vicenda personale segnata da profonda emarginazione sociale[3][4].
La memoria
[modifica | modifica wikitesto]Il ricordo della figura di Venturini è rimasto nel tempo patrimonio e simbolo identitario per i partiti e i movimenti espressione della destra politica italiana, che ne organizzano commemorazioni periodiche in corrispondenza dell'anniversario dei fatti.
A livello istituzionale, in anni più recenti, il Comune di Genova ha deliberato l'intitolazione di una via ("Viale Ugo Venturini") alla memoria dell'operaio. Sono state inoltre posate delle targhe commemorative nei giardini di Brignole (luogo prossimo ai disordini del 1970); tali installazioni sono state oggetto nel corso degli anni di ripetuti episodi di vandalismo ad opera di sigle e gruppi riconducibili all'antifascismo militante cittadino.
Nel 2020, in occasione del cinquantesimo anniversario dalla morte, è stato pubblicato il saggio biografico Ugo Venturini. Un operaio dimenticato, scritto da Massimo Lionti, nel quale si ripercorrono le vicende di quel giorno e le conseguenze giudiziarie ed umane.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Massimo Lionti, Ugo Venturini. Un operaio dimenticato, Edizioni Lo Scarabeo, 2020, ISBN 978-8885797147.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ L'anno esatto non è universalmente concorde, ma la maggior parte della storiografia attesta che Venturini avesse 32 anni al momento del decesso.
- ↑ Omicidio di Ugo Venturini, su Rete degli archivi per non dimenticare - Ministero della Cultura.
- ↑ Luca Telese, Cuori neri, Sperling & Kupfer, 2006, ISBN 88-200-3615-0.
- ↑ Relazione sulla richiesta di riconoscimento di 26 vittime di Matrice Politica (AIVIT - Associazione Italiana Vittime del Terrorismo) (PDF), su Senato della Repubblica.
