Provincia di Bushehr
| Provincia di Bushehr provincia | |
|---|---|
| استان بوشهر | |
![]() | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Amministrazione | |
| Capoluogo | Bushehr |
| Territorio | |
| Coordinate del capoluogo | 28°59′N 50°49′E |
| Superficie | 23 168 km² |
| Abitanti | 866 490 (2006[1]) |
| Densità | 37,4 ab./km² |
| Shahrestān | 10 |
| Altre informazioni | |
| Prefisso | 0771 |
| Fuso orario | UTC+3:30 |
| ISO 3166-2 | IR-18 |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
La provincia di Bushehr (in persiano استان بوشهر) è una delle trentuno province (ostān) dell'Iran. Il suo capoluogo è la città di Bushehr, situata sulla costa e secondo porto più importante del paese dopo Bandar Abbas.
Geografia
[modifica | modifica wikitesto]La provincia è situata nella parte meridionale del paese. Con i suoi 625 km di frontiera marittima, è la provincia iraniana con la porzione più lunga di costa affacciata sul Golfo Persico. Il suo territorio si divide in una zona pianeggiante e in una montuosa.[2]
Il clima sulla costa è caldo-umido, mentre le zone più interne hanno un clima più secco, di tipo desertico.[2]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Le prime testimonianze di insediamenti sedentari in questa provincia risalgono ai tempi degli elamiti e di altre civiltà della Mesopotamia, che seppero sfruttare il territorio locale per fondarvi porti e basi marittime. Agli inizi dell'VIII secolo a.C. la provincia faceva parte dell'impero dei Medi ed era la quattordicesima satrapia del re Ciassare.[2]
Nel corso del tempo Bushehr venne chiamata in svariati nomi, tra cui Liyan, Reyshahr, Rashahr, Entakiye, Bandar-e Naderi e Abu Shahr. Grazie alla sua posizione sul mare, la provincia godette di importanza economica e fu sempre un punto strategico sia ai fini commerciali, sia per l'espansione del potere politico da parte delle diverse nazioni che la occuparono.[2]
Monumenti e luoghi di interesse
[modifica | modifica wikitesto]
Seguono alcuni siti di interesse della provincia:
- La grotta storica di Chehel Khaneh ("quaranta case"), un antico luogo frequentato da asceti ed eremiti per purificare la propria anima. Si ritiene che questo insieme di costruzioni di quaranta dimore rurali avesse la funzione di torre del silenzio, un tipo di sepolura caratteristica del periodo dei Medi e dei Sasanidi.[3]
- Il Gur-e Dokhtar ("tomba della ragazza"), molto simile alla tomba di Ciro il Grande a Pasargade. Risalente al VI secolo a.C., la tomba possiede sia elementi artistici del periodo di Urartu, come ad esempio il tetto a due spioventi, sia elementi tipici del tempio di Choqa Zanbil.[3]
- Le tombe antiche dell'isola di Khark, ove riposano le spoglie di zoroastriani e cristiani, risalenti al periodo che va dalla fine dell'impero sasanide all'inizio della conquista islamica della Persia. Nei sepolcri delle donne sono state rinvenute alcune boccette in vetro presumibilmente per profumo, nonché anelli e specchi di bronzo.[4]
- Le rovine della città antica di Reishahr, a sud di Bushehr, una delle più importanti città dell'impero elamita e nodo di connessione tra le civiltà occidentali e orientali del mondo antico. Alcuni reperti di questo sito appartengono al I millennio a.C. e comprendono l'iscrizione cuneiforme dell'epoca di Shutruk-Nakhunte I, resti di edifici, oggetti in bronzo e ceramiche decorate con figure.[4] Il nome della città non è altro che l'abbreviazione di Rivard Ardashir in onore del suo fondatore, Ardashir-e Babakan, capostipite dei sasanidi. I resti di questa antica città fanno parte del registro dei monumenti nazionali dell'Iran.[5]
- Il sito archeologico di Tuz, città mercantile famosa per la produzione di tessuti di lino. Questi capi sono stati trovati nei centri abitati di Sa'adabad, Zirrah e Ardashirabad.[5]
- Le isole di Ommolkorm e di Nakhiloo, due isole disabitate appartenenti al distretto di Bord Khūn, sulle coste meridionali della provincia.[6]
- Il Palazzo Bardak Siah, sede invernale del re achemenide Dario I di Persia, sito a 12 km a nord di Borazjan. Prende il suo nome dalle pietre nere impiegate per i basamenti delle colonne.[6]
- Il palazzo di Ciro il Grande (Palazzo Charkhab), sito a sud est di Borazjan vicino al letto essiccato del fiume Ardi. Fu una delle basi marittime sul Golfo Persico più importanti dell'Impero achemenide.[6]
- La riserva di caccia di Kuh-e Siyah.[6]
- I porti di Siniz e di Siraf.[6]
- Il padiglione di Ardashir.[6]
Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Musica
[modifica | modifica wikitesto]La musica tradizionale di questa provincia è strettamente legata ai dialetti locali. Gli strumenti musicali più usati sono tamburi, trombe, cornamuse e timpani.[7]
Cucina
[modifica | modifica wikitesto]La cucina di questa provincia prevede un ampio impiego del pesce nelle aree costiere, specie gamberi e altri frutti di mare, mentre nelle aree più interne sono più diffusi piatti a base di grano e latticini. Il piatto a base di pesce più noto di questa zona, e di tutto l'Iran meridionale in generale, è il ghalieh mahi, uno stufato di pesce condito con spezie varie. Altri piatti degni di nota sono il tandaz mahi (pesce con verdure e spezie e successivamente cotto insieme al riso) e il gemne o lelek (semola di grano duro con carne di pollo, simile al cuscus).[7]
Geografia antropica
[modifica | modifica wikitesto]
La provincia è divisa in dieci shahrestān:
Economia
[modifica | modifica wikitesto]Artigianato
[modifica | modifica wikitesto]La produzione artigianale della provincia di Bushehr vanta stuoie e oggetti in paglia, abiti tradizionali maschili, oggetti intarsiati, tessuti annodati, kilim, tappeti, jajim, ceramiche, bambole e ornamenti decorati con conchiglie, stuoie e cesti confezionati con foglie di palma.[6]
Industria
[modifica | modifica wikitesto]A circa 270 km a sud di Bushehr si trova l'area industriale di Assaluyeh, nella quale operano circa 70.000 tecnici e ingegneri provenienti da tutto il mondo. In quest'area si trova il giacimento di gas naturale di South Pars, considerato il più grande giacimento di gas del mondo. Nelle operazioni di estrazione e sfruttamento del giacimento è coinvolta con ingenti investimenti anche la società italiana Eni. La regione è stata colpita, nell'aprile 2013 da un violento terremoto.
Note
[modifica | modifica wikitesto]Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Istituto culturale dell'Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran (a cura di), In Iran. Alla scoperta delle trentuno regioni persiane, Roma, Ponte Sisto, 2016, ISBN 978-8899290030.
Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su provincia di Bushehr
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su ostb.ir.
- (EN) Būshehr, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Provincia di Bushehr, su Mindat.org.
| Controllo di autorità | GND (DE) 4682007-3 |
|---|


