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Pittore di Nesso

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Anfora di Nesso: dettaglio - Eracle combatte contro il centauro Nesso

Pittore di Nesso (fl. 620 a.C. / 600 a.C.) è il nome convenzionale assegnato ad un ceramografo attico del primo periodo della ceramica a figure nere. Prende il nome da una grande anfora funeraria, detta Anfora di Nesso (Atene, Museo archeologico nazionale 1002), sulla quale è raffigurata la lotta tra Eracle e il centauro Nesso. Per il periodo interessato è la prima personalità di ceramografo che giunge a noi chiaramente definita, e che sia stato la prima grande personalità della nuova ceramica attica è attestato dalla presenza di un suo vaso in Italia, il primo vaso attico trovato in un territorio che era stato fino a questo momento monopolio commerciale corinzio;[1] il frammento che ci è giunto è ora conservato a Lipsia,[2] ed è stato trovato a Caere, in Etruria.[3]

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Pittore di Nesso, anfora funeraria attica a figure nere detta Anfora di Nesso, tra il 625 e il 600 a.C. Museo archeologico nazionale di Atene 1002

Nello stile del Pittore di Nesso la tendenza al movimento ereditata dalla ceramica protoattica risulta controllata e risolta attraverso elementi compositivi come lo sconfinamento delle figure dai margini dei pannelli. La precisione nelle linee è invece un elemento che deriva dall'osservazione di lavori protocorinzi; l'unione del controllo lineare e formale con la predilezione attica per il monumentale, gli aspetti narrativi e per il movimento, determina la qualità dei lavori di questo ceramografo e la nuova strada intrapresa dalla ceramica attica. Il Pittore di Nesso dipinse grandi vasi con una particolare predilezione per figure di animali sia reali sia fantastici; rappresentò scene mitiche, alcune delle quali piuttosto complesse, con un gusto particolare per la sintesi narrativa attraverso accenni e simboli.[1] La sua fonte d'ispirazione fu la ceramica corinzia; tra gli esempi di questa forte influenza è possibile indicare il Gorgoneion, che si trova nella ceramica protocorinzia prima della metà del VII secolo a.C. e che viene introdotto in Attica dal Pittore di Nesso nella decorazione interna di una lekanis.[4] Nella sua bottega fu realizzato un nuovo tipo di anfora (anfora a profilo continuo del tipo B), la cui forma divenne canonica.[5]

L'anfora di Nesso

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È il capolavoro delle prime figure nere attiche; sul corpo sono raffigurate le Gorgoni alate in fuga, nell'atteggiamento della "corsa in ginocchio" (detta anche Knielauf o piegarsi su un solo ginocchio) che diverrà tipico e convenzionale e che si forma in questi anni (lo si trova nella figura di Perseo sulle metope di Thermo); sotto vi è un fregio di delfini che simboleggiano il mare al di sopra del quale avviene l'inseguimento (come racconta Esiodo) e che nuotano nella direzione opposta rispetto a quella delle Gorgoni aumentando il senso del movimento. La figura di Perseo non viene rappresentata. La spalla dell'anfora è decorata con un motivo floreale in stile orientalizzante che deriva dai vasi protocorinzi. Sul collo sono rappresentati Eracle e Nesso, ed entrambi i personaggi sono identificati attraverso iscrizioni: Eracle ha afferrato il centauro per i capelli e sta per affondare la spada nel suo corpo; Nesso implora di essere risparmiato, allungando le braccia verso Eracle, fino a sfiorargli la barba, ulteriore convenzione iconografica che continuerà ad avere grande fortuna in seguito. Sulle maniglie non forate si trovano cigni e la civetta ateniese, sull'orlo dell'imboccatura una fila di oche. La spirale a uncino protoattica e la rosetta punteggiata corinzia convivono nell'ornamento di riempimento. Ci sono tracce di rosso e di bianco oltre ad un primo esempio di schizzo inciso, utilizzato sporadicamente nelle figure nere e regolarmente nelle figure rosse, per tracciare le linee principali della composizione.[3]

Opere attribuite

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Pittore di Nesso, anfora ateniese a figure nere, tra il 620 e il 610 a.C. circa. Atene, Museo dell'Agora P 1247

L'archivio Beazley[6] contiene circa cinquanta schede relative ad oggetti, tra vasi interi e frammenti, catalogati e attribuiti al Pittore di Nesso.

Una ciotola frammentaria, con manici verticali e un beccuccio (louterion), conservata a Berlino[7] aveva una fascia di triangoli o raggi alla base, una seconda fascia con lo stesso motivo floreale che si trova sulla spalla dell'Anfora di Nesso e una terza fascia di animali reali e fantastici. La fascia superiore, la principale, presenta due narrazioni mitologiche. La prima, divisa su due pannelli ai lati del beccuccio, era tratta dal mito degli Argonauti: ci resta la scena sul pannello di destra con le Arpie che scappano probabilmente inseguite dai figli alati di Borea, Zetes e Kalais, nel perduto pannello di sinistra. La seconda, relativa al mito di Perseo, si svolgeva sul lato opposto, da ansa ad ansa: ci resta la figura di Perseo in fuga seguito da Atena sua protettrice.

  1. 1 2 Hurwit 1985, pp. 176-179.
  2. (EN) The Beazley Archive, 300027, Leipzig, Kunstgewerbemuseum, XXXX300027, su beazley.ox.ac.uk. URL consultato il 15 aprile 2012.
  3. 1 2 Beazley 1986, pp. 13-15.
  4. (EN) The Beazley Archive, 300030, Athens, National Museum, 16363, su beazley.ox.ac.uk. URL consultato il 16 marzo 2012.
  5. Beazley 1986, p. 54.
  6. (EN) The Beazley Archive, su beazley.ox.ac.uk.
  7. (EN) The Beazley Archive, 300028, Berlin, Pergamonmuseum, F1682, su beazley.ox.ac.uk. URL consultato il 20 aprile 2012.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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