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Juliana Spahr

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BERJAYA
Juliana Spahr nel 2015
Premio Pulitzer Premio Pulitzer nel 2026

Juliana Spahr (Chillicothe, 1966) è una poetessa statunitense.

Nato e cresciuta in Ohio, ha conseguito la laurea triennale al Bard College nel 1988 e il dottorato di ricerca presso l'Università di Buffalo. Successivamente ha insegnato al Siena College dal 1996 al 1997, all'Università delle Hawaii - Mānoa dal 1997 al 2003 e poi al Mills College at Northeastern University dal 2003.

La poesia di Spahr è parte integrante del suo attivismo e nelle pagine dei suoi sillogi ha parlato di Occupy Wall Street, il disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, il cambiamento climatico[1] e violenza razzista, come l'omicidio di Michael Brown.

Tra il 1994 e il 2026 ha pubblicato una decina di sillogi, che le sono valse il National Poetry Series Award (1996), l'Hardison Poetry Prize (2009),[2] l'American Book Awards (2020) e il Premio Pulitzer per la poesia (2026).[3]

  1. (EN) Dianne Chisholm, Juliana Spahr's Ecopoetics: Ecologies and Politics of the Refrain, in Contemporary Literature, vol. 55, n. 1, 2014, pp. 118–147. URL consultato il 6 maggio 2026.
  2. (EN) Juliana Spahr, su poets.org. URL consultato il 6 maggio 2026.
  3. (EN) Alexandra Alter, Joumana Khatib e Gregory Cowles, The Books That Won the 2026 Pulitzer Prizes, in The New York Times, 4 maggio 2026. URL consultato il 6 maggio 2026.

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 1147904924279090653 · ISNI (EN) 0000 0001 1628 8326 · LCCN (EN) no96023539 · GND (DE) 115624143X · BNF (FR) cb14498781z (data) · J9U (EN, HE) 987007429032205171