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Felix Simon

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Felix Simon
NazionalitàGermania (bandiera) Germania
Alpinismo BERJAYA
Specialitàroccia e ghiaccio
Conosciuto per la spedizione alpinistica tedesco-americana al Nanga Parbat del 1932

Felix Simon, detto Lixer (Lipsia, 7 ottobre 1896Sassonia, 12 dicembre 1986), è stato un alpinista, chimico e imprenditore tedesco, fu uno scalatore dotato di un grande valore tecnico nelle arrampicate su roccia e ghiaccio. Partecipò come componente della spedizione alpinistica tedesco-americana al Nanga Parbat del 1932 nel tentativo di scalare inutilmente la settima vetta più alta del mondo[1][2][3][4].

La sua carriera alpinistica lo portò in tutte le zone delle Alpi. Lavorò la Vienna, dove "Lixer" iniziò i suoi primi tentativi di arrampicata: il Raxe il Gesäuse erano i suoi obiettivi all'epoca. Nel 1910 tornò nella città natale di Lipsia, dove scoprì una vecchia cava dove un tempo erano state estratte le pietre per il "Monumento alla Battaglia delle Nazioni di Lipsia", che divenne subito la sua palestra di arrampicata. Si esercitò sui pinnacoli rocciosi dei monti Eibsandstein o i sentieri e le pareti del Wilder Kaiser, nella regione del Berchtesgadener o sul ghiaccio delle vette da quattromila metri nelle Alpi vallesane. Ogni anno trascorrevano alcune settimane tra le rocce e il ghiaccio delle Alpi. "Lixer" passò alla storia dell'alpinismo anche come primo scalatore. La nona Salita al della parete nord del Laliderer fu il suo primo successo. Poi arrivarono le prime salite della parete nord del monte Pelmo, della parete est diretta della Pala di San Martino, della parete ovest diretta della Cima di Canale, della parete sud-ovest della Cima del Coro e della parete sud della Cima dei Lastei. Il suo compagno di cordata era spesso l'amico Fritz Wiessner, che aveva svolto la maggior parte del lavoro preparatorio sul K2. Felix ebbe le sue migliori esperienze come partecipante alla spedizione alpinistica tedesco-americana al Nanga Parbat del 1932[4]. Furono Felix Simon e Fritz Wiessner ad aprire la lunga strada della preparazione per la spedizione. Felix raccontò le sue esperienze in montagna nel suo libro "Felstürme und Eiswände" (Da Eibsandstein al ghiaccio del Nanga Parbat) e "Torri di roccia e pareti di ghiaccio" edito nel 1958. All'età di quasi 50 anni, "Lixer" scalò con il suo amico Max Dathe la parete nord della Große Zinne nel 1936. All'età di 69 anni, con la moglie Jette scalarono la parete est del Watzmann lungo la classica via Kederbacher e un anno dopo, sempre con la moglie, lungo la via Salisburgo. Nell'agosto/settembre 1959 scalò la parete Blaueis, la via Berchtesgadener attraverso la parete est del Watzmann[4][5][6].

Carriera alpinistica

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  • 1909 Salita al Hochtor-parete nord, 2.369 m, (Alpi Ennstal)
  • 1909 Salita al Rax "Wiener Neustätter", 2.007 m, (Gruppo Rax)
  • 1924 Prima salita al monte Pelmo-Cima nord-parete nord "Rossi-Simon", VI, 880 Hm, 3.168 m, (Ampezzano, Dolomiti)
  • 1926 Salita alla Pala di San Martino-parete est diretta "Simon-Wießne", V, 2.987 m, (Pala, Dolomiti)
  • 1927 Salita alla Cima di Canali-parete ovest diretta "Simon-Wießner?, VI-, 500 HM, 2.897m, (Pala, Dolomiti)
  • 1927 Prima salita al Cima del Coro-parete sud-ovest-spigolo sud-ovest "Simon, Wießner,Kees",V+, 2.706 m, (Pala, Dolomiti)
  • 1927 Prima salita alla Cima dei Lastei-parete sud "sentiero parete sud, Simon-Wießner-Kees",V, 1100 HM, 2.844 m,

(Val Canali, Pala, Dolomiti)

  1. Paul Bauer: Auf Kundfahrt im Himalaja. Siniolchu und Nanga Parbat – Tat und Schicksal deutscher Bergsteiger. Knorr & Hirth, München, 1937.
  2. Peter Mierau: Nationalsozialistische Expeditionspolitik. Herbert Utz Verlag, München 2006, ISBN 978-3-8316-0409-8.
  3. 1 2 Simon, F, Felstürme und Eiswände, vom. Elbsandstein zum Eis des Nanga Parbat, F. A. Brockhaus Verlag, Leipzig 1957.
  4. 1 2 3 4 Domenico Rudatis, I pionieri della montagna: Prima storia dell'alpinismo, 2022.
  5. 1 2 Fonte: Mitteilungen des DAV 1967, pagina 27 f.
  6. Fonte: Alpinismus 1967, numero 5, pagina 35.
  • Simon, F, Felstürme und Eiswände, vom. Elbsandstein zum Eis des Nanga Parbat, F. A. Brockhaus Verlag, Leipzig 1957.
  • Fonte: Alpinismus 1967, numero 5, pagina 35.
  • Fonte: Mitteilungen des DAV 1967, pagina 27 f.
  • Domenico Rudatis, I pionieri della montagna: Prima storia dell'alpinismo, 2022.
  • Hans Hartmann: Ziel Nanga Parbat: Tagebuchblätter einer Himalaja-Expedition. Wilhelm Limpert-Verlag, Berlin 1944, Template:DNB.
  • Paul Bauer: Das Ringen um den Nanga Parbat: 1856–1953. Hundert Jahre bergsteigerischer Geschichte. Süddeutscher Verlag, München 1955, Template:DNB.
  • Helfried Weyer, Norman G. Dyhrenfurth: Nanga Parbat: Der Schicksalsberg der Deutschen. Badenia, Karlsruhe 1980, ISBN 3-7617-0171-3.
  • Hermann Schaefer: Die weiße Kathedrale: Abenteuer Nanga Parbat. Nymphenburger, München 1987, ISBN 3-485-01697-7.
  • Helmuth Zebhauser: Alpinismus im Hitlerstaat. Bergverlag Rother, Ottobrunn 1998, ISBN 978-3-7633-8102-9.
  • Peter Mierau: Die Deutsche Himalaja-Stiftung. Ihre Geschichte und ihre Expeditionen. Bergverlag Rother, Ottobrunn 1999, ISBN 978-3-7633-8108-1.
  • Horst Höfler (Hrsg.): Nanga Parbat: Expeditionen zum „Schicksalsberg der Deutschen“1934–1962. AS-Verlag, Zürich 2002, ISBN 3-905111-83-7.
  • Ralf-Peter Märtin: Nanga Parbat. Wahrheit und Wahn des Alpinismus. Berlin-Verlag, Berlin 2002, ISBN 3-8270-0425-X.
  • Peter Mierau: Nationalsozialistische Expeditionspolitik. Herbert Utz Verlag, München 2006, ISBN 978-3-8316-0409-8.