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Eugenio Coselschi

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Eugenio Coselschi
BERJAYA
Eugenio Coselschi fotografato da Mario Nunes Vais

Camera dei deputati del Regno d'Italia
LegislaturaXXVIII, XXIX
CollegioArezzo

Dati generali
Partito politicoPartito Nazionale Fascista
Titolo di studioLaurea in giurisprudenza
UniversitàRoma
Professioneavvocato e giornalista
Eugenio Coselschi

Consigliere nazionale del Regno d'Italia
LegislaturaXXX
CollegioCorporazione della previdenza e del credito

Dati generali
Partito politicoPartito Nazionale Fascista
Titolo di studioLaurea in giurisprudenza
UniversitàRoma
Professioneavvocato e giornalista

Eugenio Coselschi (Bagno a Ripoli, 13 settembre 1888Roma, 7 febbraio 1969) è stato un avvocato, militare e politico italiano, fu il promotore dei Comitati d'Azione per l'Universalità di Roma, l'internazionale fascista che avrebbe dovuto sostenere i movimenti nati fuori dall'Italia nella rivoluzione corporativa del regime fascista.

Giovane universitario a Roma, inizialmente vicino alla estrema sinistra radicale di Felice Cavallotti, si portò presto su posizioni nazionaliste, fondando nel 1905 il giornale studentesco "Il Carroccio". Tornato a Firenze e transitato nelle file della Associazione Nazionalista Italiana di Filippo Corridoni nel 1910, organizzò la sezione fiorentine della "Associazione Trento e Trieste" ed il "Comitato Pro Dalmazia", ed allontanandosi presto da Corridoni, giudicato troppo blando ed attendista, abbracciò le posizioni più accesamente irredentiste di Gabriele D'Annunzio, del quale il padre di Cosaleschi era uno degli avvocati. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale si arruolò volontario, prestando servizio con distinzione nella Brigata "Firenze". Decorato tre volte al Valore Militare e ferito gravemente in combattimento, si congedò col grado di capitano. Ancora convalescente, fondò a Firenze la "Alleanza per la Difesa Cittadina" che guidò negli scontri contro i gruppi socialisti rivoluzionari, e trasferitosi a Milano aderì alla "Lega Popolare Antibolscevica". Tornato a stringere i rapporti con D'Annunzio, venne da questi nominato fiduciario per la Toscana del "Comitato d'Azione per le Rivendicazioni Nazionali" che si batteva per l'italianità dell'Istria e della Dalmazia.

Impresa fiumana

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Nel settembre 1919 seguì con entusiasmo D'Annunzio nella Impresa di Fiume, prima come suo segretario particolare e successivamente con incarichi sempre di maggior rilievo, fino ad essere messo a capo dell'"Ufficio Relazioni Esteriori", poi "Ufficio Esteri", della Reggenza Italiana del Carnaro, sostituendo il poeta filobolscevico belga-polacco Leone Kochnitzky e – con la collaborazione di Giovanni Giuriati – inaugurò la stagione dei cosiddetti “intrighi balcanici”, che si sostanziavano in una serie di trattati segreti stipulati tra il governo fiumano e i movimenti nazionalisti (e antijugoslavi) di Montenegro, Croazia, Slovenia, Kosovo, Macedonia e Voivodina.

Confluenza nel fascismo

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Tornato in Italia nel 1920, fondò la "Associazione dei Volontari di Guerra Toscani" e nel 1924 aderì al fascismo, promuovendo la crociera «campionaria» con cui la nave Italia portò in America, nel 1924, i prodotti dell´industria italiana, della quale fu nominato da Benito Mussolini quale commissario culturale. Si guadagnò una certa notorietà come autore dell'"Inno al sole" e del "Poema del Soldato Ignoto". Collaborò al settimanale fascista “Giovinezza” sin dal 1924, e nello stesso anno fu eletto primo presidente della Associazione nazionale volontari di guerra. Proprietario di una villa a Bibbiena, nel Casentino, dove la sua famiglia da lungo tempo aveva residenza e interessi, intervenne nella vita politica aretina, ove fu membro della commissione propaganda e cultura della Federazione fascista (1926), presidente dell'Istituto provinciale di cultura fascista, direttore del Centro di cultura e propaganda corporativa (1928) e vice presidente della Cattedra Petrarchesca, da lui ideata e fondata con Occhini. Nel 1928 costituì in "Comitato di Azione Dalmatatica", poi integrato in ogni sezione della ANVG, che divenne la più importante tra le numerose associazioni dell'irredentismo dalmata assieme al "Comitato Nazionale Dalmata" di Alessandro Besozzi, che successivamente assorbì.

Nelle elezioni plebiscitarie del 1929 fu eletto deputato alla Camera[1] e prese parte soprattutto ai dibattiti di politica estera. Fu tra i quattro deputati fascisti eletti per la provincia aretina. Riconfermato nella carica di deputato nel 1934, fu consigliere nazionale nella Camera dei Fasci e delle Corporazioni dal 1939, in rappresentanza della Corporazione della previdenza e del credito.

L'Internazionale fascista

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Coselschi si impegnò come promotore del "Centro Editoriale Nuova Europa", che propagandava l'universalismo fascista, e dei Comitati d'Azione per l'Universalità di Roma (CAUR), sostenuti da numerosi gerarchi e intellettuali fascisti ed infine appoggiata anche dal Duce, che ebbero il compito di inquadrare i simpatizzanti stranieri residenti in Italia, ma soprattutto di preparare il terreno all'estero mediante la creazione di una rete di rapporti tra il partito-guida italiano e i suoi epigoni, in vista di creare una sorta di "Internazionale Fascista" sulla falsariga del Comintern comunista. Numerose furono le missioni di Cosaleschi nei Paesi baltici (Estonia, Lettonia, Lituania), in Finlandia e nei Balcani, ma i risultati furono nel complesso deludenti: sia il Congresso fascista di Montreux del 1934, sia i successivi incontri di Parigi, Amsterdam e nuovamente Montreux non diedero risultati concreti.

Scoppiata la seconda guerra mondiale fu accolta, nonostante i suoi anni non più verdi, la domanda di ritorno nelle forze armate, prestando servizio nel 1942 come comandante della 120a Legione Camicie Nere "Giulio Cesare" di Roma. Dopo l'8 settembre 1943, inizialmente arrestato dai militi della Repubblica Sociale Italiana fu liberato per intercessione di Giovanni Gentile.[2]

Nel dopoguerra, radiato dall'Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze per la sua adesione alla RSI, cercò di dimostrare il suo limitato appoggio, di aver seguito, dopo il 25 luglio 1943, il Governo Badoglio, di aver aiutato i partigiani e di essere stato più volte arrestato dalle SS tedesche. Per alcuni anni fu docente presso l'Istituto internazionale per gli Studi Sociali.

Onorificenze italiane

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Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria
«Ufficiale di collegamento del comando di un corpo d'armata, con ardire e sprezzo del pericolo, in zone continuamente battute dal tiro nemico, durante 15 ininterrotti giorni di azione, si portava sulle linee più avanzate per raccogliervi notizie. Si adoperava anche a riunire militari dispersi, riconducendoli sulla linea del fuoco, e infine, precedendo reparti esitanti, sotto il tiro di fucileria e raffiche di mitragliatrici, trascinava due compagnie alla conquista di una posizione, decidendo così il successo dell'operazione.»
 Monte Cucco, 12-16 maggio 1917
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria
«Con singolare risolutezza guidava ripetutamente a propria compagnia all'assalto, cooperando, nell'espugnazione di trincee nemiche, a fare molti prigionieri, a catturare mitragliatrici e conquistare la vetta di una forte posizione. Nei giorni seguenti proseguiva tenacemente nel compito affidatogli, dando mirabile esempio di coraggio, tenacia ed alto sentimento del dovere.»
 Altopiano della Bainsizza, 20-24 agosto 1917
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria
«Costantemente impavido di fronte al pericolo, durante una ricognizione sulle nostre linee, incurante della immediata vicinanza di una trincea nemica, si esponeva sul parapetto, e lungamente rimaneva in osservazione pur di poter bene esaminare il terreno antistante e adempiere così al suo incarico con scrupolosa esattezza. Ferito gravemente alla gola da una fucilata avversaria, le prime parole che egli poté pronunciare furono rivolte alla patria.»
 Monte Majo (Vicenza), 3 settembre 1918
  • Il poema del soldato ignoto, Firenze, Vallecchi 1925
  • Saluto ai cultori del Petrarca, in “Studi Petrarcheschi: omaggio di Arezzo al suo poeta nel MCMXXVIII”, Arezzo, Editoriale italiana contemporanea, 1928
  • La donna della nuova Italia, Firenze, Tip. Alfani e Venturi, 1929
  • La marcia di Ronchi: con alcuni discorsi fondamentali di Gabriele D'Annunzio per l'impresa di Fiume, con la Carta del Carnaro e col nuovo ordinamento dell'esercito liberatore, Firenze, Vallecchi, 1929
  • Tre bandiere sul mondo, Firenze, Beltrami, 1938
  • Uomini e mondi uniti, Roma, ERS (Tip. La Nuova Grafica), 1960. Bibl.: AMAP, N.S. XXXIX, 1968-69
  • Renzo De Felice, Mussolini il rivoluzionario, Torino, Einaudi, 1965
  • G. Galli, Arezzo e la sua provincia 1926-1943, Firenze, Centro Editoriale Toscano, 1992
  • Marco Cuzzi, L'Internazionale delle camicie nere. I CAUR, Comitati d'Azione per l'Universalità di Roma, Milano, Mursia, 2005
  • Idem, L'irredentismo dalmata di Eugenio Coselschi, Rovogno, Centro di Ricerche Storiche, 2008
  • Giuseppe Aragno, Dall'Irredentismo al Fascismo, in Idem (a cura di) Fascismo e foibe. Ideologia e pratica della violenza nei Balcani, Napoli, La Città del Sole, 2008

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 29454891 · ISNI (EN) 0000 0001 0882 9372 · SBN RAVV069364 · BAV 495/192828 · LCCN (EN) nr99025885 · GND (DE) 1142425843 · BNF (FR) cb16450746z (data) · CONOR.SI (SL) 48174435