Conio
Un cònio è ciascuno dei due pezzi di metallo, oggigiorno blocchetti di acciaio indurito, usati come utensili per battere le facce di una moneta. Un conio contiene la versione incusa dell'immagine che deve essere impressa sulla moneta, spingendolo con la forza di un bilanciere o di una pressa sul pezzo metallico da plasmare.[1]
Per comprendere a cosa somiglia la versione incusa, si può premere la moneta nella plastilina o nella cera e osservare l'immagine invertita che ne risulta. I coni moderni sono in grado di produrre molte centinaia di migliaia di monete prima che siano ritirati e segnati per renderli inutilizzabili.
Prima dell'era moderna, i coni venivano prodotti individualmente a mano da artigiani conosciuti nell'antichità col nome di caelatores. In periodi particolari, come la crisi del III secolo, i coni venivano usati ancora anche quando erano molto consumati o persino spezzati. Il conio che si trova dal lato del martello, il conio del rovescio, tende a rovinarsi per primo.[senza fonte] Poiché i metalli con cui erano fatti i coni non erano duri quanto l'acciaio moderno, i tondelli (i dischetti di metallo senza l'immagine impressa), dovevano essere riscaldati prima di essere battuti. A volte, specie sulle Monete Romane provinciali, le tenaglie utilizzate per spostare il tondello riscaldato hanno lasciato un'indentazione al centro che è rimasta sulle monete finite.

Produzione moderna dei coni
[modifica | modifica wikitesto]Il procedimento di fabbricazione dei coni per battere monete nelle zecche attuali richiede alcuni passaggi. In primo luogo un artista crea un grande modello della moneta in gesso. Il modello in gesso è poi ricoperto con gomma. Lo stampo di gomma è quindi usato per fare una copia metallica. Tutto questo avviene su un modello di circa 20 cm di diametro. Dopo, con un pantografo, occorrono parecchi giorni per ridurre l'immagine su una matrice positiva d'acciaio in un processo che non è cambiato in circa cento anni. La matrice positiva è quindi temperata per renderla dura. Poi un piccolo numero di coni matrici (incusi) è fatto partendo dalla matrice positiva. Questi allora sono usati per fare i positivi di lavoro. I positivi di lavoro sono quindi usati per fare i coni di lavoro. Ad ogni passaggio il numero dei pezzi sale. I coni di lavoro sono infine usati per battere le monete. Tutti i coni sono incusi e tutti i positivi assomigliano alla moneta che sarà battuta.
Il passaggio finale naturalmente è che i coni sono usati per battere l'immagine sul tondello in modo che si trasformi in moneta.
Naturalmente in tutte le fasi di questo processo produttivo possono verificarsi errori e questi errori sono particolarmente richiesti dai collezionisti. Errori presenti nel conio sono generalmente più richiesti di errori fatti al momento della battitura. Per esempio, un conio raddoppiato, in cui una data o un altro elemento appare due volte un po' sfalsato, è spesso molto ricercato. Gli errori di battitura sono generalmente unici, mentre tutte le monete battute con un conio errato avranno le stesse caratteristiche. Ciò li rende più facilmente collezionabili. Il conio raddoppiato più famoso in America durante gli ultimi cento anni è il doppio conio battuto nel 1955 sul centesimo di Lincoln.[senza fonte]
Il "terzo lato" della moneta
[modifica | modifica wikitesto]Sul bordo di molte monete ci sono delle scanalature di vario tipo. Alcune monete più vecchie hanno altri disegni sul bordo della moneta. A volte sono disegni semplici come spirali, schemi di disegni più complessi o addirittura delle parole o una frase, come sulle monete da una sterlina britannica. Questo tipo di disegni si imprime sulla moneta attraverso un terzo conio denominato collare.[senza fonte] Il collare corrisponde al formato finale, al diametro cioè della moneta e il tondello, quando viene battuto, si espande fino a riempire il collare. Inizialmente il bordo fu usato per limitare la tosatura delle monete. Ora in genere, oltre agli scopi estetici, viene impresso per differenziare al tatto monete di dimensioni simili. Ad esempio le scanalature sulle monete da 20 cent di Euro sono nettamente diverse da quelle da 10 e 50 cent e permettono di distinguerle anche al tatto.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Cònio² (significato 2. a.), in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Conio, in Enciclopedia dell'arte medievale, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1991-2000.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Fact Sheets: Currency & Coins, su treasury.gov (archiviato dall'url originale il 23 maggio 2017).
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