Carro allegorico

Un carro allegorico è un tipo di carro utilizzato in feste, processioni e spettacoli teatrali itineranti, spesso strutturato su uno o due piani e arricchito da scenografie, tendaggi e dipinti che rappresentano scene narrative o simboliche. Su di esso vengono collocate figure allegoriche, come divinità, virtù o concetti astratti (Bellezza, Grazia, Giustizia, ecc.), talvolta sedute su un trono, al fine di comunicare messaggi morali, religiosi o civili al pubblico. I carri allegorici si svilupparono a partire dal Medioevo europeo e influenzarono le forme teatrali e le celebrazioni pubbliche fino all’epoca moderna.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]L'usanza dei carri è ancora attiva in molte città o paesi del mondo, con lo scopo di “abbellire” il corteo o la parata dove nel periodo di Carnevale e altri eventi vengono fatti sfilare carri allegorici sovrastati da figure costruite in cartapesta, che in genere rappresentano in maniera ironica alcuni eventi di attualità o temi di vario genere.
I carri allegorici possono avere diverse funzioni:
- Celebrazione culturale: rappresentazione di miti, figure storiche e tradizioni locali.
- Messaggio politico o sociale: critica sociale, sensibilizzazione su temi contemporanei.
- Promozione turistica: valorizzazione dell’identità nazionale o regionale.
- Ritualità religiosa: in alcune feste cristiane o sincretiche, i carri accompagnano processioni sacre.
Nel XX e XXI secolo, l’evoluzione tecnologica ha trasformato radicalmente la costruzione dei carri:
- introduzione di strutture in acciaio e materiali compositi;
- impiego di motori elettrici e sistemi idraulici per movimenti complessi;
- uso di illuminazione LED e sistemi audio integrati;
- progettazione digitale e modellazione 3D.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Europa
[modifica | modifica wikitesto]Le loro origini in Europa risalgono al Medioevo, quando durante le feste religiose e civili si organizzavano processioni con piattaforme mobili (talvolta chiamate pageant wagons) che mettevano in scena episodi biblici o allegorie morali[1][2]. Dal XIV secolo in poi, molte città inglesi, come York, Chester, Coventry e Wakefield, organizzavano i mystery plays, che erano rappresentazioni di episodi biblici[3].
Studi storici dicono che nel repertorio di celebrazioni invernali medievali legate alla festa dei folli (presente in Francia e in altre aree dell’Europa cristiana) si trovano sfilate con carri. Tali sfilate comprendevano elementi scenici e parodici che, pur non essendo sempre identici ai grandi carri allegorici moderni, svolgevano una funzione simile di spettacolo pubblico facendo satira soprattutto sui vescovi[4][5].
Nel Rinascimento, soprattutto nelle corti italiane e francesi, i carri divennero strumenti spettacolari di propaganda politica e culturale. Le celebrazioni per matrimoni dinastici, incoronazioni o visite ufficiali includevano macchine sceniche complesse ispirate ai trionfi dell’antica Roma. Artisti e architetti progettavano strutture riccamente decorate, spesso dotate di meccanismi mobili[6].

In Italia, i carri allegorici si svilupparono soprattutto nell’ambito del Carnevale, festa caratterizzata da satira, rovesciamento simbolico dell’ordine sociale e critica del potere. Vengono anche definiti “carri di bellezza”[7]
Tra i Carnevali italiani più celebri:
- Viareggio – Dal 1873 ospita uno dei più importanti carnevali d’Europa. I carri, realizzati in cartapesta su imponenti strutture metalliche, rappresentano figure politiche e personaggi dell’attualità in chiave satirica.
- Venezia – Storicamente noto per maschere e sfilate aristocratiche (documentato dal 1094), ha incluso nei secoli anche carri e apparati scenografici lungo calli e canali.
- Putignano – Considerato uno dei carnevali più antichi d’Europa (documentato dal 1394), con una forte tradizione di carri allegorici satirici.
Nel corso dell’Ottocento, con la diffusione delle società carnevalesche e delle associazioni artigiane, la costruzione dei carri si professionalizzò. La cartapesta divenne il materiale principale per la sua leggerezza e versatilità.
Nel XIX secolo, la tradizione dei carri allegorici si consolidò anche in altri paesi europei:
- Nizza – Il carnevale locale, sviluppatosi in forma moderna nella seconda metà dell’Ottocento, divenne famoso per le sfilate monumentali e per le “battaglie dei fiori”.
- Colonia – Il carnevale renano è noto per i carri satirici del Rosenmontag, che commentano con ironia la politica nazionale e internazionale.
In area germanica, la funzione satirica e politica dei carri è particolarmente marcata: le figure caricaturali in cartapesta o materiali sintetici rappresentano leader politici e temi sociali contemporanei[8].
Notting Hill Carnival è il carnevale di strada più grande d’Europa, che si tiene (dal 1965) ogni anno a fine agosto nel quartiere di Notting Hill. Ci sono sfilate con carri allegorici, costumi, musica caraibica, balli e feste di strada[9].
In Spagna, la tradizione dei carri si sviluppò in parallelo con quella italiana e francese. Santa Cruz de Tenerife ospita uno dei carnevali più famosi d’Europa, con carri luminosi, scenografie e sfilate notturne. Le sue origini risalgono al XVII secolo.
Nel Mediterraneo, i carri allegorici sono spesso associati a feste patronali e celebrazioni civiche, oltre che al Carnevale.
Africa
[modifica | modifica wikitesto]In molte società africane precoloniali esistevano già processioni rituali con strutture mobili decorate, maschere monumentali o piattaforme portate a spalla, utilizzate per celebrare divinità, antenati o eventi stagionali. Queste pratiche non erano chiamate “carri allegorici” nel senso occidentale, ma condividevano la funzione simbolica e narrativa. Con l’arrivo delle potenze europee tra il XV e il XX secolo, in particolare nei territori sotto dominio portoghese, francese e britannico, furono introdotte tradizioni carnevalesche e parate urbane. In alcune regioni, queste si fusero con pratiche locali, dando origine a forme ibride[10].
Esempi di carri allegorici nei carnevali africani sono:
- Carnevale di Mindelo (Capo Verde). Considerato uno dei carnevali più spettacolari dell’Africa, si svolge sull’isola di São Vicente. I carri allegorici, fortemente ispirati al Carnevale brasiliano, presentano temi sociali, politici e culturali, con grandi scenografie mobili e costumi elaborati[11].
- Carnevale di Lagos (Nigeria). Introdotto nel XX secolo e rilanciato negli anni 2000, il carnevale di Lagos include carri allegorici che combinano elementi della tradizione yoruba con influenze caraibiche e brasiliane. I carri sono spesso utilizzati per promuovere l’unità nazionale e il turismo[12].
- Carnevale di Victoria (Seychelles). Noto anche come “Carnaval International de Victoria”, riunisce delegazioni internazionali. I carri allegorici rappresentano identità culturali nazionali e tematiche globali, diventando uno strumento di diplomazia culturale[13].
Le differenze regionali sono[14][15][16][17]:
- Africa occidentale: forte influenza delle tradizioni yoruba e afro-atlantiche.
- Africa australe e orientale: maggiore influenza delle tradizioni europee nei contesti urbani costieri.
- Africa settentrionale: meno diffuso il modello del carro allegorico carnevalesco; più comuni le processioni religiose tradizionali.
Asia
[modifica | modifica wikitesto]In molte civiltà asiatiche, i carri processionali compaiono già in epoca antica:
- In India, i carri templari (ratha) sono attestati da oltre due millenni.
- In Giappone, i carri cerimoniali decorati (dashi o yatai) emergono nel Medioevo[18].
- In Asia sudorientale, le processioni religiose buddiste e induiste utilizzano strutture mobili monumentali.
- In Cina già durante le dinastie antiche (Zhou, Han e Tang) esistevano carri cerimoniali imperiali utilizzati in parate ufficiali e rituali di corte. Parallelamente, nelle comunità locali si svilupparono strutture mobili per trasportare statue di divinità taoiste o buddhiste durante le feste religiose[19].
Con la modernizzazione del XIX e XX secolo, in alcune città asiatiche si sono sviluppati anche carri allegorici in stile carnevalesco occidentale, soprattutto in contesti urbani e turistici.

Principali tradizioni regionali asiatiche sono:
- Ratha Yatra – India. Svolta a Puri, dedicata al dio Jagannātha, è una delle più grandi processioni religiose del mondo. Enormi carri di legno, costruiti ogni anno secondo rigide regole rituali, trasportano le divinità attraverso la città. I carri, riccamente decorati, rappresentano simbolicamente il viaggio divino e la presenza pubblica della divinità[20].
- Gion Matsuri – Giappone. Festival estivo di Kyoto risalente al IX secolo. I carri (yama e hoko) sono strutture monumentali in legno decorate con tessuti pregiati e arazzi. Originariamente legati a rituali di purificazione contro le epidemie, oggi sono simboli dell’identità cittadina[21].
- Thaipusam – Malesia e Singapore. Durante Thaipusam, dedicato al dio Murugan, carri d’argento riccamente decorati trasportano immagini sacre verso templi come le Batu Caves. La processione è accompagnata da atti di devozione pubblica e musica rituale[22].
- Sinulog Festival – Filippine. Festival cattolico in onore del Santo Niño de Cebú, combina elementi indigeni e spagnoli. I carri allegorici rappresentano scene bibliche, eventi storici e temi culturali contemporanei[23].
In Cina sono:
- Feste templari (庙会, Miaohui). Le fiere templari, diffuse soprattutto nel nord della Cina, includono processioni con statue di divinità locali trasportate su piattaforme decorate. I carri sono accompagnati da danze del leone e del drago, musica tradizionale e spettacoli acrobatici[24].
- Giornata nazionale della Repubblica Popolare Cinese – celebrazioni del 1° ottobre. Dal 1949, durante le celebrazioni della fondazione dello Stato, vengono presentati grandi carri allegorici tematici che rappresentano conquiste economiche, tecnologiche e culturali. Nelle grandi parate in Piazza Tiananmen, i carri sono altamente coreografati e progettati con tecnologie moderne[25].
- Festa delle lanterne (元宵节). Celebrata alla fine del Capodanno lunare, include in molte città sfilate con carri illuminati decorati con lanterne, draghi, fenici e figure mitologiche. Le strutture sono spesso leggere, ricoperte di seta e carta colorata, e illuminate dall’interno.
Americhe
[modifica | modifica wikitesto]I carri allegorici (in inglese parade floats), ovvero piattaforme mobili decorate che sfilano in processione, sono un elemento centrale di molte celebrazioni festive e parate nelle Americhe. Queste strutture artistiche, spesso costruite su veicoli o rimorchi, fanno parte delle tradizioni di carnevali, feste civiche e celebrazioni pubbliche in molti paesi americani.
La tradizione di utilizzare carri allegorici nelle parate ha radici nelle celebrazioni europee pre-quaresimali (come i carnevali italiani, francesi e portoghesi) e si è evoluta nei secoli successivi, adattandosi alle culture locali nelle Americhe con nuovi significati estetici e simbolici.
Nord America
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Negli Stati Uniti, una delle tradizioni più famose con carri allegorici è il Mardi Gras, celebrato soprattutto a New Orleans, in Louisiana. La parola (che significa “martedì grasso”) deriva dal periodo pre-quaresimale, quando le comunità cristiane festeggiavano con eccessi prima di 40 giorni di penitenza nella Quaresima[26]. Le prime parate formali con carri risalgono al 1857, con la formazione della prima società di Carnevale, il Mystick Krewe of Comus a New Orleans, che introdusse carri trainati da cavalli ispirati a temi mitologici e letterari[27]. Dal tardo XIX secolo, molte krewes (organizzazioni sociali e festose) crearono le proprie parate elaborate, con carri decorati a tema ogni anno. Nel 1872 la Krewe of Rex introdusse anche la figura del “Re del Carnevale”, dando un ordine più formale alle competizioni di carri e costumi[28]. Queste parate sono diventate un simbolo della cultura di New Orleans, con carri spettacolari che lanciano throws (perline, piccoli oggetti, cocco decorati) alla folla[29].
In Canada, il Carnaval de Québec (Carnaval d’Hiver) è uno dei più grandi festival invernali del mondo e risale al 1894. Anche se il festival è noto soprattutto per le sculture di ghiaccio e le sfilate di pupazzi, storicamente includeva anche carri allegorici che rappresentavano scene di vita canadese o personaggi simbolici come Bonhomme, la mascotte del Carnevale, un pupazzo di neve sorridente umanoide[30]. Alcune edizioni del Festival d’Été de Montréal (1936-1965) hanno incluso sfilate di carri allegorici, spesso legati a temi storici o culturali della città[31].
America centrale
[modifica | modifica wikitesto]Il Carnevale di Panama è uno dei più grandi dell’America centrale. Le sue sfilate includono carros alegóricos riccamente decorati che trasportano regine e corti reali. Le origini risalgono all'epoca coloniale spagnola (XVII–XVIII sec.), con consolidamento moderno tra XIX e XX secolo[32].
Sud America
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In Sud America, il Carnevale brasiliano è celebre per i suoi carri allegorici spettacolari, noti anch'essi come carros alegóricos. Questo stile nasce dall’evoluzione del carnevale portoghese, arrivato in Brasile con i coloni nel XVIII e XIX secolo, e si è trasformato con forti influenze africane, europee e americane locali. Nel Carnevale di Rio de Janeiro, le scuole di samba (gruppi comunitari legati a quartieri o storie culturali) competono ogni anno presentando un tema (enredo) raccontato attraverso musica, coreografia, costumi e carri monumentali decorati[33].
Il Pride di San Paolo (tra i più grandi oggi) iniziò nel 1997 e divenne una delle parate LGBTQ+ più partecipate al mondo, comprensivo di carri allegorici[34].
Russia
[modifica | modifica wikitesto]Le prime forme di carri allegorici in Russia risalgono al periodo medievale, quando le feste religiose, come il Carnevale ortodosso e le celebrazioni della Maslenica, includevano cortei con carri trainati da cavalli decorati con simboli stagionali. Questi carri servivano a rappresentare scene bibliche, allegorie della natura o figure popolari, e spesso erano accompagnati da recite, musica e danze[35][36].
Durante il XVIII e XIX secolo, con l’influenza delle tradizioni europee di corte e dei carnevali veneziani, i carri allegorici russi divennero sempre più elaborati. Le città principali, come San Pietroburgo e Mosca, iniziarono a organizzare sfilate pubbliche in cui i carri rappresentavano temi storici, letterari e mitologici. Artisti e artigiani locali partecipavano alla progettazione, creando strutture riccamente decorate con sculture, tessuti e colori vivaci[37].
Con l’avvento dell’Unione Sovietica, i carri allegorici subirono una trasformazione significativa: furono utilizzati come strumenti di propaganda politica. Durante le parate del Primo Maggio e delle celebrazioni rivoluzionarie, i carri mostravano figure di leader sovietici, scene di progresso industriale e allegorie della fratellanza proletaria. Nonostante l’aspetto propagandistico, la tradizione del design artistico dei carri rimase viva, mantenendo elementi folkloristici e creativi[38].
Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, i carri allegorici in Russia hanno conosciuto una rinascita culturale. Le sfilate cittadine, festival folkloristici e manifestazioni pubbliche hanno recuperato temi storici, letterari e fantastici, combinando tecniche tradizionali con nuove tecnologie. Oggi, eventi come la Maslenica di Mosca continuano a celebrare i carri allegorici come simbolo di identità culturale, intrattenimento e artigianato artistico[39].
Oceania
[modifica | modifica wikitesto]Le origini dei carri allegorici in Oceania risalgono all’epoca del contatto con gli europei, quando le tradizioni di cortei e sfilate europee furono introdotte nelle colonie e nei territori del Pacifico. Prima di questo contatto, le culture indigene della regione avevano sviluppato forme di spettacolo e processioni rituali con maschere, totem, costumi elaborati e scenografie mobili, che condividevano alcune affinità con i carri allegorici, sebbene non fossero veicoli trainati[40].
Nel XIX e XX secolo, l’influenza europea portò alla nascita di carri allegorici più simili alle tradizioni occidentali, spesso trainati da cavalli o veicoli a motore, durante feste cittadine, cerimonie patriottiche e carnevali. In Australia e Nuova Zelanda, i carri furono incorporati nelle celebrazioni del Natale, della regina Vittoria e di altre ricorrenze pubbliche, combinando simboli europei con motivi locali, come flora e fauna indigene[41][42].
Australia
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L'Adelaide Christmas Pageant è una parata annuale che, fin dal 1933, include numerosi floats (carri allegorici a tema natalizio), con figure come Babbo Natale, gruppi di ballo e gruppi comunitari[43].
Il Moomba Festival, inaugurato nel 1955, include da sempre una parata con carri allegorici nel centro di Melbourne, che ogni anno sviluppano temi comunitari, culturali e festivi[44].
Il Sydney Gay and Lesbian Mardi Gras è (dal 1978) l'annuale parata del gay pride e il festival della comunità gay e lesbica di Sydney. È uno dei più grandi eventi di questo genere nel mondo (secondo solo al gay pride di San Paolo, in Brasile) e forse il più conosciuto. L'evento include carri allegorici[45].
Nuova Zelanda
[modifica | modifica wikitesto]La Alexandra Blossom Festival Parade include veicoli e carri decorati dal 1957, attirando comunità locali e visitatori. Le Santa parades iniziate agli inizi del XX secolo presentavano figure e veicoli festivi con Babbo Natale e persone in costume, un precursore dei float moderni[46][47].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Pageant - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ (EN) John McKinnell, The Medieval Pagent Wagons at York: Their Orientation and Height, in Early Theatre, vol. 3, n. 1, 1º gennaio 2000, DOI:10.12745/et.3.1.591. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ Eileen A. Power, Medieval English Pageantry
- ↑ Festa dei folli, su britannica.com.
- ↑ Il Carnevale che ribalta l'ordine sociale dal Medioevo, su ultimavoce.it, 27 febbraio 2025. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ Predella (PDF), su server.predella.it.
- ↑ Redazione, Carnevale di Termini Imerese, il verdetto della giuria: vince il carro allegorico "Non è tutto oro quello che luccica", su BlogSicilia - Ultime notizie dalla Sicilia, 18 marzo 2025. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ Germany: From Trump to Putin, Cologne’s Rose Monday floats skewer world leaders, su www.euronews.com. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Notting Hill Carnival - Heart of the Caribbean in London - City Guide, su city-guide.info, 14 agosto 2025. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ Walter E.A. van Beek e Harrie M. Leyten, Masquerades in African Society: Gender, Power and Identity, Boydell & Brewer, 2023. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ Il Carnevale di Mindelo sull’isola di Sao Vicente, su Kanaga Africa Tours. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Kwesi Kwaa Prah, Back to Africa: Afro-Brazilian Returnees and Their Communities, CASAS, 2009, ISBN 978-1-920447-45-8. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ di AFRICA, Seychelles: il Carnevale dei Carnevali, su Rivista Africa, 7 aprile 2017. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ Di Claudia, Intrecci del “Sud del mondo”: la tradizione yoruba tra l’Africa occidentale e l’America Latina, su Rivista Africa, 11 luglio 2025. URL consultato il 21 febbraio 2026.
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- ↑ Carnival in Africa: Join the Party, su direct.mit.edu.
- ↑ Daniele P, Feste in Africa: festival e tradizioni, su Amahoro pro Africa Onlus, 26 agosto 2025. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Japan National Tourism Organization, Get Involved in Local Japanese Festivals | Guide | Travel Japan - Japan National Tourism Organization (Official Site), su Travel Japan. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ Chinese Religious Processions, su pages.ucsd.edu. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ Rath Yatra (Festival dei carri) | Feste! Il calendario delle religioni, su www2.edu.lascuola.it. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Japan National Tourism Organization, Gion Festival | Travel Japan - Japan National Tourism Organization (Official Site), su Travel Japan. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ Focus On - LA SPETTACOLARITÀ RELIGIOSA DEL THAIPUSAM, su www.qualitygroup.it. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ Sinulog Festival in Cebu City: A Feast for the Senses, su suroy.ph.
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- ↑ (EN) Krewe of Rex | Mardi Gras New Orleans, su www.mardigrasneworleans.com. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ Carnevale 2026: dieci cose da sapere sul Martedì Grasso di New Orleans (e non solo), su National Geographic. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ Quebec Winter Carnival 2026, su To Do Canada, 2 dicembre 2025. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Montreal Festivals/Festivals de Montréal, su thecanadianencyclopedia.ca. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ Carnevale di Panama | Panamatour.it, su panamatour.it, 6 agosto 2017. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ Storia del Carnevale | Carnevale Brasiliano | RioCarnaval.Org, su www.riocarnaval.org. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ Parata LGBTQIA+ di San Paolo, su Visit Brazil. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ La Maslenitsa, storia e tradizioni, su it.rbth.com.
- ↑ La Maslenitsa russa (il Carnevale), su Ciao Italia Russia, 31 gennaio 2017. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ Tsar, su www.prlib.ru. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ USSR (PDF), su marxists.org.
- ↑ Parades in Russian memory culture, su taylorfrancis.com.
- ↑ Culture and History in the Pacific (PDF), su library.oapen.org.
- ↑ (EN) Arts of Oceania - The Metropolitan Museum of Art, su www.metmuseum.org. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ (MI) Parades and protest marches | Te Ara Encyclopedia of New Zealand, su teara.govt.nz. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ The Credit Union Christmas Pageant, su events.weekendnotes.com. URL consultato il 21 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 2 novembre 2011).
- ↑ (EN) Melbourne Festivals Guide, su Show Me Melbourne. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Rita Bratovich, Mardi Gras History: Part 2, su Pride Of Sydney, 8 febbraio 2025. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ Alexandra Blossom Festival | 27 to 28th September 2024, su www.blossom.co.nz. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Arju Pun, Santa is hitting the Streets: Your guide to 2025 Christmas Parades in NZ, su www.rova.nz. URL consultato il 21 febbraio 2026.
Voci correlate
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