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Carro allegorico

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Carro del carnevale di Sciacca 2016
Carro del carnevale di Sciacca 2016

Un carro allegorico è un tipo di carro utilizzato in feste, processioni e spettacoli teatrali itineranti, spesso strutturato su uno o due piani e arricchito da scenografie, tendaggi e dipinti che rappresentano scene narrative o simboliche. Su di esso vengono collocate figure allegoriche, come divinità, virtù o concetti astratti (Bellezza, Grazia, Giustizia, ecc.), talvolta sedute su un trono, al fine di comunicare messaggi morali, religiosi o civili al pubblico. I carri allegorici si svilupparono a partire dal Medioevo europeo e influenzarono le forme teatrali e le celebrazioni pubbliche fino all’epoca moderna.

L'usanza dei carri è ancora attiva in molte città o paesi del mondo, con lo scopo di “abbellire” il corteo o la parata dove nel periodo di Carnevale e altri eventi vengono fatti sfilare carri allegorici sovrastati da figure costruite in cartapesta, che in genere rappresentano in maniera ironica alcuni eventi di attualità o temi di vario genere.

I carri allegorici possono avere diverse funzioni:

  • Celebrazione culturale: rappresentazione di miti, figure storiche e tradizioni locali.
  • Messaggio politico o sociale: critica sociale, sensibilizzazione su temi contemporanei.
  • Promozione turistica: valorizzazione dell’identità nazionale o regionale.
  • Ritualità religiosa: in alcune feste cristiane o sincretiche, i carri accompagnano processioni sacre.

Nel XX e XXI secolo, l’evoluzione tecnologica ha trasformato radicalmente la costruzione dei carri:

  • introduzione di strutture in acciaio e materiali compositi;
  • impiego di motori elettrici e sistemi idraulici per movimenti complessi;
  • uso di illuminazione LED e sistemi audio integrati;
  • progettazione digitale e modellazione 3D.

Le loro origini in Europa risalgono al Medioevo, quando durante le feste religiose e civili si organizzavano processioni con piattaforme mobili (talvolta chiamate pageant wagons) che mettevano in scena episodi biblici o allegorie morali[1][2]. Dal XIV secolo in poi, molte città inglesi, come York, Chester, Coventry e Wakefield, organizzavano i mystery plays, che erano rappresentazioni di episodi biblici[3].

Studi storici dicono che nel repertorio di celebrazioni invernali medievali legate alla festa dei folli (presente in Francia e in altre aree dell’Europa cristiana) si trovano sfilate con carri. Tali sfilate comprendevano elementi scenici e parodici che, pur non essendo sempre identici ai grandi carri allegorici moderni, svolgevano una funzione simile di spettacolo pubblico facendo satira soprattutto sui vescovi[4][5].

Nel Rinascimento, soprattutto nelle corti italiane e francesi, i carri divennero strumenti spettacolari di propaganda politica e culturale. Le celebrazioni per matrimoni dinastici, incoronazioni o visite ufficiali includevano macchine sceniche complesse ispirate ai trionfi dell’antica Roma. Artisti e architetti progettavano strutture riccamente decorate, spesso dotate di meccanismi mobili[6].

Un carro allegorico del Carnevale di Putignano del 2009
Un carro allegorico del Carnevale di Putignano del 2009

In Italia, i carri allegorici si svilupparono soprattutto nell’ambito del Carnevale, festa caratterizzata da satira, rovesciamento simbolico dell’ordine sociale e critica del potere. Vengono anche definiti “carri di bellezza”[7]

Tra i Carnevali italiani più celebri:

  • Viareggio – Dal 1873 ospita uno dei più importanti carnevali d’Europa. I carri, realizzati in cartapesta su imponenti strutture metalliche, rappresentano figure politiche e personaggi dell’attualità in chiave satirica.
  • Venezia – Storicamente noto per maschere e sfilate aristocratiche (documentato dal 1094), ha incluso nei secoli anche carri e apparati scenografici lungo calli e canali.
  • Putignano – Considerato uno dei carnevali più antichi d’Europa (documentato dal 1394), con una forte tradizione di carri allegorici satirici.

Nel corso dell’Ottocento, con la diffusione delle società carnevalesche e delle associazioni artigiane, la costruzione dei carri si professionalizzò. La cartapesta divenne il materiale principale per la sua leggerezza e versatilità.

Nel XIX secolo, la tradizione dei carri allegorici si consolidò anche in altri paesi europei:

  • Nizza – Il carnevale locale, sviluppatosi in forma moderna nella seconda metà dell’Ottocento, divenne famoso per le sfilate monumentali e per le “battaglie dei fiori”.
  • Colonia – Il carnevale renano è noto per i carri satirici del Rosenmontag, che commentano con ironia la politica nazionale e internazionale.

In area germanica, la funzione satirica e politica dei carri è particolarmente marcata: le figure caricaturali in cartapesta o materiali sintetici rappresentano leader politici e temi sociali contemporanei[8].

Notting Hill Carnival è il carnevale di strada più grande d’Europa, che si tiene (dal 1965) ogni anno a fine agosto nel quartiere di Notting Hill. Ci sono sfilate con carri allegorici, costumi, musica caraibica, balli e feste di strada[9].

In Spagna, la tradizione dei carri si sviluppò in parallelo con quella italiana e francese. Santa Cruz de Tenerife ospita uno dei carnevali più famosi d’Europa, con carri luminosi, scenografie e sfilate notturne. Le sue origini risalgono al XVII secolo.

Nel Mediterraneo, i carri allegorici sono spesso associati a feste patronali e celebrazioni civiche, oltre che al Carnevale.

In molte società africane precoloniali esistevano già processioni rituali con strutture mobili decorate, maschere monumentali o piattaforme portate a spalla, utilizzate per celebrare divinità, antenati o eventi stagionali. Queste pratiche non erano chiamate “carri allegorici” nel senso occidentale, ma condividevano la funzione simbolica e narrativa. Con l’arrivo delle potenze europee tra il XV e il XX secolo, in particolare nei territori sotto dominio portoghese, francese e britannico, furono introdotte tradizioni carnevalesche e parate urbane. In alcune regioni, queste si fusero con pratiche locali, dando origine a forme ibride[10].

Esempi di carri allegorici nei carnevali africani sono:

  • Carnevale di Mindelo (Capo Verde). Considerato uno dei carnevali più spettacolari dell’Africa, si svolge sull’isola di São Vicente. I carri allegorici, fortemente ispirati al Carnevale brasiliano, presentano temi sociali, politici e culturali, con grandi scenografie mobili e costumi elaborati[11].
  • Carnevale di Lagos (Nigeria). Introdotto nel XX secolo e rilanciato negli anni 2000, il carnevale di Lagos include carri allegorici che combinano elementi della tradizione yoruba con influenze caraibiche e brasiliane. I carri sono spesso utilizzati per promuovere l’unità nazionale e il turismo[12].
  • Carnevale di Victoria (Seychelles). Noto anche come “Carnaval International de Victoria”, riunisce delegazioni internazionali. I carri allegorici rappresentano identità culturali nazionali e tematiche globali, diventando uno strumento di diplomazia culturale[13].

Le differenze regionali sono[14][15][16][17]:

  • Africa occidentale: forte influenza delle tradizioni yoruba e afro-atlantiche.
  • Africa australe e orientale: maggiore influenza delle tradizioni europee nei contesti urbani costieri.
  • Africa settentrionale: meno diffuso il modello del carro allegorico carnevalesco; più comuni le processioni religiose tradizionali.

In molte civiltà asiatiche, i carri processionali compaiono già in epoca antica:

  • In India, i carri templari (ratha) sono attestati da oltre due millenni.
  • In Giappone, i carri cerimoniali decorati (dashi o yatai) emergono nel Medioevo[18].
  • In Asia sudorientale, le processioni religiose buddiste e induiste utilizzano strutture mobili monumentali.
  • In Cina già durante le dinastie antiche (Zhou, Han e Tang) esistevano carri cerimoniali imperiali utilizzati in parate ufficiali e rituali di corte. Parallelamente, nelle comunità locali si svilupparono strutture mobili per trasportare statue di divinità taoiste o buddhiste durante le feste religiose[19].

Con la modernizzazione del XIX e XX secolo, in alcune città asiatiche si sono sviluppati anche carri allegorici in stile carnevalesco occidentale, soprattutto in contesti urbani e turistici.

Gion Matsuri, 2011
Gion Matsuri, 2011

Principali tradizioni regionali asiatiche sono:

  • Ratha Yatra – India. Svolta a Puri, dedicata al dio Jagannātha, è una delle più grandi processioni religiose del mondo. Enormi carri di legno, costruiti ogni anno secondo rigide regole rituali, trasportano le divinità attraverso la città. I carri, riccamente decorati, rappresentano simbolicamente il viaggio divino e la presenza pubblica della divinità[20].
  • Gion Matsuri – Giappone. Festival estivo di Kyoto risalente al IX secolo. I carri (yama e hoko) sono strutture monumentali in legno decorate con tessuti pregiati e arazzi. Originariamente legati a rituali di purificazione contro le epidemie, oggi sono simboli dell’identità cittadina[21].
  • Thaipusam – Malesia e Singapore. Durante Thaipusam, dedicato al dio Murugan, carri d’argento riccamente decorati trasportano immagini sacre verso templi come le Batu Caves. La processione è accompagnata da atti di devozione pubblica e musica rituale[22].
  • Sinulog Festival – Filippine. Festival cattolico in onore del Santo Niño de Cebú, combina elementi indigeni e spagnoli. I carri allegorici rappresentano scene bibliche, eventi storici e temi culturali contemporanei[23].

In Cina sono:

  • Feste templari (庙会, Miaohui). Le fiere templari, diffuse soprattutto nel nord della Cina, includono processioni con statue di divinità locali trasportate su piattaforme decorate. I carri sono accompagnati da danze del leone e del drago, musica tradizionale e spettacoli acrobatici[24].
  • Giornata nazionale della Repubblica Popolare Cinese – celebrazioni del 1° ottobre. Dal 1949, durante le celebrazioni della fondazione dello Stato, vengono presentati grandi carri allegorici tematici che rappresentano conquiste economiche, tecnologiche e culturali. Nelle grandi parate in Piazza Tiananmen, i carri sono altamente coreografati e progettati con tecnologie moderne[25].
  • Festa delle lanterne (元宵节). Celebrata alla fine del Capodanno lunare, include in molte città sfilate con carri illuminati decorati con lanterne, draghi, fenici e figure mitologiche. Le strutture sono spesso leggere, ricoperte di seta e carta colorata, e illuminate dall’interno.

I carri allegorici (in inglese parade floats), ovvero piattaforme mobili decorate che sfilano in processione, sono un elemento centrale di molte celebrazioni festive e parate nelle Americhe. Queste strutture artistiche, spesso costruite su veicoli o rimorchi, fanno parte delle tradizioni di carnevali, feste civiche e celebrazioni pubbliche in molti paesi americani.

La tradizione di utilizzare carri allegorici nelle parate ha radici nelle celebrazioni europee pre-quaresimali (come i carnevali italiani, francesi e portoghesi) e si è evoluta nei secoli successivi, adattandosi alle culture locali nelle Americhe con nuovi significati estetici e simbolici.

Il re in corteo lungo Canal Street; cartolina del 1900 circa
Il re in corteo lungo Canal Street; cartolina del 1900 circa

Negli Stati Uniti, una delle tradizioni più famose con carri allegorici è il Mardi Gras, celebrato soprattutto a New Orleans, in Louisiana. La parola (che significa “martedì grasso”) deriva dal periodo pre-quaresimale, quando le comunità cristiane festeggiavano con eccessi prima di 40 giorni di penitenza nella Quaresima[26]. Le prime parate formali con carri risalgono al 1857, con la formazione della prima società di Carnevale, il Mystick Krewe of Comus a New Orleans, che introdusse carri trainati da cavalli ispirati a temi mitologici e letterari[27]. Dal tardo XIX secolo, molte krewes (organizzazioni sociali e festose) crearono le proprie parate elaborate, con carri decorati a tema ogni anno. Nel 1872 la Krewe of Rex introdusse anche la figura del “Re del Carnevale”, dando un ordine più formale alle competizioni di carri e costumi[28]. Queste parate sono diventate un simbolo della cultura di New Orleans, con carri spettacolari che lanciano throws (perline, piccoli oggetti, cocco decorati) alla folla[29].

In Canada, il Carnaval de Québec (Carnaval d’Hiver) è uno dei più grandi festival invernali del mondo e risale al 1894. Anche se il festival è noto soprattutto per le sculture di ghiaccio e le sfilate di pupazzi, storicamente includeva anche carri allegorici che rappresentavano scene di vita canadese o personaggi simbolici come Bonhomme, la mascotte del Carnevale, un pupazzo di neve sorridente umanoide[30]. Alcune edizioni del Festival d’Été de Montréal (1936-1965) hanno incluso sfilate di carri allegorici, spesso legati a temi storici o culturali della città[31].

America centrale

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Il Carnevale di Panama è uno dei più grandi dell’America centrale. Le sue sfilate includono carros alegóricos riccamente decorati che trasportano regine e corti reali. Le origini risalgono all'epoca coloniale spagnola (XVII–XVIII sec.), con consolidamento moderno tra XIX e XX secolo[32].

Carnevale a Rio de Janeiro, 2007
Carnevale a Rio de Janeiro, 2007

In Sud America, il Carnevale brasiliano è celebre per i suoi carri allegorici spettacolari, noti anch'essi come carros alegóricos. Questo stile nasce dall’evoluzione del carnevale portoghese, arrivato in Brasile con i coloni nel XVIII e XIX secolo, e si è trasformato con forti influenze africane, europee e americane locali. Nel Carnevale di Rio de Janeiro, le scuole di samba (gruppi comunitari legati a quartieri o storie culturali) competono ogni anno presentando un tema (enredo) raccontato attraverso musica, coreografia, costumi e carri monumentali decorati[33].

Il Pride di San Paolo (tra i più grandi oggi) iniziò nel 1997 e divenne una delle parate LGBTQ+ più partecipate al mondo, comprensivo di carri allegorici[34].

Le prime forme di carri allegorici in Russia risalgono al periodo medievale, quando le feste religiose, come il Carnevale ortodosso e le celebrazioni della Maslenica, includevano cortei con carri trainati da cavalli decorati con simboli stagionali. Questi carri servivano a rappresentare scene bibliche, allegorie della natura o figure popolari, e spesso erano accompagnati da recite, musica e danze[35][36].

Durante il XVIII e XIX secolo, con l’influenza delle tradizioni europee di corte e dei carnevali veneziani, i carri allegorici russi divennero sempre più elaborati. Le città principali, come San Pietroburgo e Mosca, iniziarono a organizzare sfilate pubbliche in cui i carri rappresentavano temi storici, letterari e mitologici. Artisti e artigiani locali partecipavano alla progettazione, creando strutture riccamente decorate con sculture, tessuti e colori vivaci[37].

Con l’avvento dell’Unione Sovietica, i carri allegorici subirono una trasformazione significativa: furono utilizzati come strumenti di propaganda politica. Durante le parate del Primo Maggio e delle celebrazioni rivoluzionarie, i carri mostravano figure di leader sovietici, scene di progresso industriale e allegorie della fratellanza proletaria. Nonostante l’aspetto propagandistico, la tradizione del design artistico dei carri rimase viva, mantenendo elementi folkloristici e creativi[38].

Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, i carri allegorici in Russia hanno conosciuto una rinascita culturale. Le sfilate cittadine, festival folkloristici e manifestazioni pubbliche hanno recuperato temi storici, letterari e fantastici, combinando tecniche tradizionali con nuove tecnologie. Oggi, eventi come la Maslenica di Mosca continuano a celebrare i carri allegorici come simbolo di identità culturale, intrattenimento e artigianato artistico[39].

Le origini dei carri allegorici in Oceania risalgono all’epoca del contatto con gli europei, quando le tradizioni di cortei e sfilate europee furono introdotte nelle colonie e nei territori del Pacifico. Prima di questo contatto, le culture indigene della regione avevano sviluppato forme di spettacolo e processioni rituali con maschere, totem, costumi elaborati e scenografie mobili, che condividevano alcune affinità con i carri allegorici, sebbene non fossero veicoli trainati[40].

Nel XIX e XX secolo, l’influenza europea portò alla nascita di carri allegorici più simili alle tradizioni occidentali, spesso trainati da cavalli o veicoli a motore, durante feste cittadine, cerimonie patriottiche e carnevali. In Australia e Nuova Zelanda, i carri furono incorporati nelle celebrazioni del Natale, della regina Vittoria e di altre ricorrenze pubbliche, combinando simboli europei con motivi locali, come flora e fauna indigene[41][42].

La folla assiste al corteo natalizio di John Martin (un'azienda con sede ad Adelaide che gestiva una popolare catena di grandi magazzini nell'Australia Meridionale) in King William Street di fronte all'ufficio postale generale di Adelaide, circa anni '50
La folla assiste al corteo natalizio di John Martin (un'azienda con sede ad Adelaide che gestiva una popolare catena di grandi magazzini nell'Australia Meridionale) in King William Street di fronte all'ufficio postale generale di Adelaide, circa anni '50

L'Adelaide Christmas Pageant è una parata annuale che, fin dal 1933, include numerosi floats (carri allegorici a tema natalizio), con figure come Babbo Natale, gruppi di ballo e gruppi comunitari[43].

Il Moomba Festival, inaugurato nel 1955, include da sempre una parata con carri allegorici nel centro di Melbourne, che ogni anno sviluppano temi comunitari, culturali e festivi[44].

Il Sydney Gay and Lesbian Mardi Gras è (dal 1978) l'annuale parata del gay pride e il festival della comunità gay e lesbica di Sydney. È uno dei più grandi eventi di questo genere nel mondo (secondo solo al gay pride di San Paolo, in Brasile) e forse il più conosciuto. L'evento include carri allegorici[45].

Nuova Zelanda

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La Alexandra Blossom Festival Parade include veicoli e carri decorati dal 1957, attirando comunità locali e visitatori. Le Santa parades iniziate agli inizi del XX secolo presentavano figure e veicoli festivi con Babbo Natale e persone in costume, un precursore dei float moderni[46][47].

  1. Pageant - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  2. (EN) John McKinnell, The Medieval Pagent Wagons at York: Their Orientation and Height, in Early Theatre, vol. 3, n. 1, 1º gennaio 2000, DOI:10.12745/et.3.1.591. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  3. Eileen A. Power, Medieval English Pageantry
  4. Festa dei folli, su britannica.com.
  5. Il Carnevale che ribalta l'ordine sociale dal Medioevo, su ultimavoce.it, 27 febbraio 2025. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  6. Predella (PDF), su server.predella.it.
  7. Redazione, Carnevale di Termini Imerese, il verdetto della giuria: vince il carro allegorico "Non è tutto oro quello che luccica", su BlogSicilia - Ultime notizie dalla Sicilia, 18 marzo 2025. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  8. Germany: From Trump to Putin, Cologne’s Rose Monday floats skewer world leaders, su www.euronews.com. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  9. (EN) Notting Hill Carnival - Heart of the Caribbean in London - City Guide, su city-guide.info, 14 agosto 2025. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  10. Walter E.A. van Beek e Harrie M. Leyten, Masquerades in African Society: Gender, Power and Identity, Boydell & Brewer, 2023. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  11. Il Carnevale di Mindelo sull’isola di Sao Vicente, su Kanaga Africa Tours. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  12. (EN) Kwesi Kwaa Prah, Back to Africa: Afro-Brazilian Returnees and Their Communities, CASAS, 2009, ISBN 978-1-920447-45-8. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  13. di AFRICA, Seychelles: il Carnevale dei Carnevali, su Rivista Africa, 7 aprile 2017. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  14. Di Claudia, Intrecci del “Sud del mondo”: la tradizione yoruba tra l’Africa occidentale e l’America Latina, su Rivista Africa, 11 luglio 2025. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  15. Carnaval of Mindelo - Cape Verde, su CARNAVAL-MINDELO.COM. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  16. Carnival in Africa: Join the Party, su direct.mit.edu.
  17. Daniele P, Feste in Africa: festival e tradizioni, su Amahoro pro Africa Onlus, 26 agosto 2025. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  18. (EN) Japan National Tourism Organization, Get Involved in Local Japanese Festivals | Guide | Travel Japan - Japan National Tourism Organization (Official Site), su Travel Japan. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  19. Chinese Religious Processions, su pages.ucsd.edu. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  20. Rath Yatra (Festival dei carri) | Feste! Il calendario delle religioni, su www2.edu.lascuola.it. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  21. (EN) Japan National Tourism Organization, Gion Festival | Travel Japan - Japan National Tourism Organization (Official Site), su Travel Japan. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  22. Focus On - LA SPETTACOLARITÀ RELIGIOSA DEL THAIPUSAM, su www.qualitygroup.it. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  23. Sinulog Festival in Cebu City: A Feast for the Senses, su suroy.ph.
  24. Davis, Edward L. (2009). Encyclopedia of Contemporary Chinese Culture. Taylor & Francis. ISBN 978-0415777162.
  25. 4stars, China National Day: la Golden Week in Cina - Stage in Cina Blog, su BLOG Stage in Cina, 30 settembre 2018. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  26. (EN) Mardi Gras in the United States | Sports and Leisure | Research Starters | EBSCO Research, su EBSCO. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  27. (EN) The History of Mardi Gras Floats: From Wagons to Wonders- Blog, su New Orleans Legendary Walking Tours. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  28. (EN) Krewe of Rex | Mardi Gras New Orleans, su www.mardigrasneworleans.com. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  29. Carnevale 2026: dieci cose da sapere sul Martedì Grasso di New Orleans (e non solo), su National Geographic. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  30. Quebec Winter Carnival 2026, su To Do Canada, 2 dicembre 2025. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  31. (EN) Montreal Festivals/Festivals de Montréal, su thecanadianencyclopedia.ca. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  32. Carnevale di Panama | Panamatour.it, su panamatour.it, 6 agosto 2017. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  33. Storia del Carnevale | Carnevale Brasiliano | RioCarnaval.Org, su www.riocarnaval.org. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  34. Parata LGBTQIA+ di San Paolo, su Visit Brazil. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  35. La Maslenitsa, storia e tradizioni, su it.rbth.com.
  36. La Maslenitsa russa (il Carnevale), su Ciao Italia Russia, 31 gennaio 2017. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  37. Tsar, su www.prlib.ru. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  38. USSR (PDF), su marxists.org.
  39. Parades in Russian memory culture, su taylorfrancis.com.
  40. Culture and History in the Pacific (PDF), su library.oapen.org.
  41. (EN) Arts of Oceania - The Metropolitan Museum of Art, su www.metmuseum.org. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  42. (MI) Parades and protest marches | Te Ara Encyclopedia of New Zealand, su teara.govt.nz. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  43. The Credit Union Christmas Pageant, su events.weekendnotes.com. URL consultato il 21 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 2 novembre 2011).
  44. (EN) Melbourne Festivals Guide, su Show Me Melbourne. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  45. (EN) Rita Bratovich, Mardi Gras History: Part 2, su Pride Of Sydney, 8 febbraio 2025. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  46. Alexandra Blossom Festival | 27 to 28th September 2024, su www.blossom.co.nz. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  47. (EN) Arju Pun, Santa is hitting the Streets: Your guide to 2025 Christmas Parades in NZ, su www.rova.nz. URL consultato il 21 febbraio 2026.

Voci correlate

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Altri progetti

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