close
Vai al contenuto

Arnaud Langer

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Arnaud Pierre Jean Langer
NascitaSaint-Aubin-Sauges, Svizzera, 13 settembre 1919
MorteFort-Lamy, 3 giugno 1955
Cause della morteIncidente aereo
Luogo di sepolturaCimitero dei Batignolles
Dati militari
Paese servitoFrancia (bandiera) Francia
Regno Unito (bandiera) Regno Unito
Francia libera (bandiera) Francia libera
Forza armataArmée de l'air
Royal Air Force
Forces aériennes françaises libres
SpecialitàBombardamento
Anni di servizio1939-1946
GradoTenente
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneFronte occidentale (1939-1945)
Campagna del Gabon
BattaglieBattaglia di Francia
Battaglia di Dakar
Decorazionivedi qui
dati tratti da Arnaud Langer[1]
voci di militari presenti su Wikipedia

Arnaud Pierre Jean Langer (Saint-Aubin-Sauges, 13 settembre 1919Fort-Lamy, 3 giugno 1955) è stato un militare e aviatore francese, particolarmente distintosi nel corso della seconda guerra mondiale. Decorato con la Croce di Ufficiale della Legion d'onore, l'Ordre de la Libération e la Croix de guerre 1939-1945[2].

Nacque il 13 settembre 1919 a Saint-Aubin, in Svizzera, figlio di un ingegnere.[1] Appassionato fin dalla gioventù al mondo dell'aviazione fin da giovane, si arruolò nell'Armée de l'air all'età di 19 anni.[1] Ottenuto il brevetto di pilota d'aeroplano nell'aprile del 1939 presso la Scuola di volo di Châteauroux, fu rapidamente promosso caporale e poi sergente quando fu dichiarata la guerra alla Germania il 3 settembre dello stesso anno.[3] Assegnato per alcuni mesi al 127º Battaglione aeronautico, ritornò nel Centro di addestramento di Châteauroux nel maggio 1940, ma dovette ritirarsi con la sua unità a Tarbes e poi ad Argelès-sur-Mer, dove fu sorpreso dall'annuncio della richiesta di armistizio.[4]

Non accettando la sconfitta, decise allora di continuare a combattere con il fratello maggiore Marcel, anche lui pilota, incontrato ad Argelès-sur-Mer.[1] Travestito da ufficiale cecoslovacco, lui e suo fratello salirono a bordo del mercantile Président dal Piaz a Port-Vendres, diretti a Orano.[1] Arrestato all'arrivo a Orano, fuggì e raggiunse Casablanca il 28 giugno 1940. Quattro giorni dopo, si imbarcò per Gibilterra e sbarcò a Liverpool a metà luglio.[4] In Inghilterra, si arruolò nelle Forces aériennes françaises libres. Assegnato al Gruppo di Combattimento Misto n. 1 del tenente colonnello Lionel de Marmier, partecipò alla spedizione di Dakar a fine settembre e poi alla Campagna del Gabon a novembre.[3] Trasferito all'aeronautica militare del Camerun dopo le operazioni in Gabon, si unì ai ranghi del Bombardment Group No. 2, formato a Brazzaville, nel febbraio 1941.[1] Raggiunse il Medio Oriente nell'aprile 1941 con la sua unità e prese parte alla campagna di Libia da metà luglio al 6 settembre 1941.[1] Nel settembre del 1941, a Damasco, si unì al 2ª Escadrille del Groupe de bombardement "Lorraine" per l'addestramento.[4] Sergente maggiore nell'ottobre del 1941, passò alla Escadrille Nancy del Groupe de bombardement "Lorraine" nel maggio del 1942. Nell'estate del 1942, rimase a San Giovanni d'Acri con la Escadrille "Nancy" comandato dal Capitano Pol Charbonneaux.[2] La sua missione era quella di monitorare il mare e proteggere i convogli nel Mediterraneo.[1] Durante la sua prima missione, danneggiò un sottomarino tedesco.[2] Promosso aspirante ufficiale nel settembre 1942, partì per l'Inghilterra con il "Lorraine" e lì ricevette un addestramento intensivo durante la prima metà del 1943.[1] Nell'agosto di quell'anno, promosso sottotenente, effettuò le sue prime missioni sul fronte occidentale; il 16 agosto partecipò con il suo equipaggio, tra cui il navigatore capitano Pierre Mendès-France e il radiotelegrafista René Bauden, all'attacco di Denain.[2] Il 3 ottobre guidò uno dei tre gruppi di quattro Douglas A-20 Havoc/Boston del "Lorraine" che bombardarono a bassa quota la centrale elettrica di Chevilly-Larue, nella periferia di Parigi.[3] Il 25 gennaio 1944, durante una missione su una base aerea tedesca, rimase ferito agli occhi; quasi cieco, riuscì a riportare il suo equipaggio alla base illeso.[4] Promosso tenente nel marzo 1944, prese parte alle operazioni di sbarco in Normandia nel giugno 1944, per poi tornare in Francia con il "Lorraine" nell'ottobre 1944.[1] Alla fine della guerra aveva completato 70 missioni, accumulando 200 ore di volo operative.[1] Ritornato alla vita civile su sua richiesta nel settembre 1946, entrò nella Union aéromaritime de transport (UAT) come pilota di linea e si specializzò nei collegamenti postali con l'Africa Occidentale Francese (AOF) e l'Africa Equatoriale Francese (AEF).[1] Il 3 giugno 1955, il suo Douglas DC-4 fu sorpreso da un temporale e colpito da un fulmine durante l'atterraggio, schiantandosi vicino a Fort-Lamy, in Ciad.[3] Tutti i tre membri dell'equipaggio rimasero uccisi.[2] Fu sepolto nel cimitero dei Batignolles a Parigi.[1]

Il su personaggio e apparso nel film del 2017 La promessa dell'alba, tratto dall'omonimo romanzo di Roman Gary, e interpretato dall'attore Finnegan Oldfield.

Onorificenze estere

[modifica | modifica wikitesto]
  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 Ordre de la Liberation.
  2. 1 2 3 4 5 Fondation de la France Libre.
  3. 1 2 3 4 (FR) Jean-Christophe Notin, 1061 compagnons : Histoire des Compagnons de la Libération, Paris, Éditions Perrin, 2000, ISBN 2-262-01606-2.
  4. 1 2 3 4 (FR) Vladimir Trouplin, Dictionnaire des Compagnons de la Libération, Bordeaux, Elytis, 2010, ISBN 2-356-39033-2.
  5. 1 2 3 4 5 6 Traces of War.
  • (FR) Henry Lafont, Aviateurs de la liberté: Mémorial des Forces Aériennes Françaises Libres, Vincennes, Service historique de l'armée de l'air, 2002, ISBN 2-904521-46-1.
  • (FR) Vital Ferry, Croix de Lorraine et Croix du Sud 1940-1942: Aviateurs belges et de la France libre en Afrique, Paris, Editions du Gerfaut, 2006, ISBN 2-914622-92-9.
  • (FR) Mémorial des Compagnons 1940-1945: Compagnons morts entre le 18 juin 1940 et le 8 mai 1945, Imprimerie nationale, 1961, ISBN 2-221-09997-4.
  • (FR) Jean-Christophe Notin, 1061 Compagnons: histoire des Compagnons de la Libération, Paris, Éditions Perrin, 2000, ISBN 2-262-01606-2.
  • (FR) Romain Gary, La Promesse de l'aube, Paris, Gallimard, 1960.
Periodici
  • (FR) Georges-Didier Rohrbacher, Les French Flights des Escadrilles Françaises su seins de la RAF, in Aéro Journal, n. 33, Agén-Boe, Aéro Éditions, aôut-septembre 2003.

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]