Pozzo sacro di Predio Canopoli
| Pozzo sacro di Predio Canopoli | |
|---|---|
| Civiltà | Nuragica |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Comune | |
| Altitudine | 89 m s.l.m. |
| Scavi | |
| Data scoperta | 1923 |
| Date scavi | 1924 (Antonio Taramelli) 1979 (Giuseppe Pitzalis) |
| Amministrazione | |
| Ente | Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Sassari e Nuoro |
| Visitabile | Sì |
| Visitatori | 1 555 (2022) |
| Mappa di localizzazione | |
| |
Il pozzo sacro di Predio Canopoli è un monumento nuragico situato all'interno del centro storico di Perfugas, in Anglona (provincia di Sassari), antistante la chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli.
Risalente al periodo del Bronzo finale, fu scoperto casualmente nel 1923, durante operazioni di sistemazione dell'area effettuati dall'allora proprietario del predio Domenico Canopoli, e scavato l'anno seguente dall'archeologo Antonio Taramelli. Questo monumento rappresenta uno degli esempi più raffinati di architettura connessa al culto delle acque.
E' possibile visitare il pozzo sacro durante gli orari di apertura del MAP (Museo Archeologico Paleobotanico) di Perfugas. Vicino all'ingresso dell'area è presente un cartello con le indicazioni per la visita. Contattando il 3497777103 le guide del MAP raggiungono i visitatori in pochi minuti.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Le strutture murarie sono state realizzate in tecnica isodoma con conci di calcare perfettamente squadrati, estratti probabilmente dalle cave del vicino paese di Laerru. Secondo lo schema consueto al tipo di edificio, si compone di un atrio, una scala discendente e la camera del pozzo. L'atrio ha pianta rettangolare della larghezza di 270 cm e lunghezza di 188 cm, è dotato di pavimento lastricato e presenta, in entrambe le pareti, due elementi in pietra, interpretati dal Taramelli come sedili. Al centro del vano è presente un ulteriore blocco di calcare lavorato, forse una mensa sacrificale, nel quale è stata ricavata una vaschetta ed una canaletta per il deflusso dei liquidi.
Sul fondo del vestibolo si accede alla stretta scala, composta da otto gradini, che conduce alla camera del pozzo, quest'ultima di pianta circolare e sezione troncoconica con un diametro di 170-160 cm ed un'altezza di 275 cm. La camera del pozzo, oggi svettata, probabilmente era in origine coperta a thòlos e con un'altezza stimabile in circa 4 metri.
Le pietre esterne al pozzo sacro presentano due bugne circolari in rilievo, di incerto significato, destinate forse a facilitarne il trasporto o semplicemente con funzione ornamentale.
Il pozzo sacro fa parte di un complesso che comprende i resti di un recinto, realizzato con grossi blocchi di trachite (themenos), edificato sulle rovine di un preesistente tempio a mégaron. Nelle immediate vicinanze sono inoltre presenti i resti di alcune capanne, con sovrapposizioni di abitazioni di età romana.

Negli scavi effettuati nel 1974 a cura dell'archeologo Giuseppe Pitzalis, sono stati rinvenuti diversi oggetti di straordinario pregio e fattura fra i quali il famoso Toro e il Bue, entrambi realizzati in bronzo (IX-VIII sec. a.C. ca.), conservati nel Museo archeologico ed etnografico di Sassari[1], e nel Museo Nazionale di Cagliari, un felino accosciato in osso, di manifattura fenicia (VII-VI sec. a.C.)[2].
Nel 2019 è stata demolita l'abitazione che insisteva sull'area, a ridosso dell'edificio sacro, necessaria per l'azione di restauro, svoltasi successivamente, che ha portato alla luce una statua zoomorfa, realizzata in calcare, e esposta al MAP - Museo Archeologico Paleobotanico[3] di Perfugas
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Lavinia Foddai, Sculture zoomorfe: Studi sulla bronzistica figurata nuragica, Cargeghe, Documenta, 2008, ISBN 978-88-95205-31-1.
- ↑ Giuseppe Pitzalis, Un athyrma dal pozzo sacro Predio Canopoli di Perfugas, in Orazio Paoletti e Luisa Tamagno Perna (a cura di), Etruria e Sardegna centro-settentrionale tra l'età del Bronzo Finale e l'arcaismo, Atti del XXI Convegno di Studi Etruschi e Italici, Pisa, Istituti editoriali e poligrafici internazionali, 2002, pp. 563-567, ISBN 88-8147-191-4.
- ↑ Home, su MAP Museo Perfugas. URL consultato il 1º novembre 2025.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Antonio Taramelli, Tempietto a pozzo di carattere preromano scoperto nell'abitato, in Notizie Scavi, 1924, pp. 522-533.
- Giovanni Lilliu, Sculture della Sardegna nuragica, Cagliari, La Zattera, 1966, pp. 317, 319-320, nn. 194 e 197.
- Fulvia Lo Schiavo, Notiziario, in Rivista di Scienze Preistoriche, XXXIV, 1-2, 1979, pp. 341-342.
- Francesco Nicosia, La Sardegna nel mondo classico, in Ichnussa. La Sardegna dalle origini all'età classica, Milano, Libri Scheiwiller, 1981, p. 440, figure 464-466.
- Giuseppe Pitzalis, Perfugas. Pozzo Predio Canopoli, in Giuseppe Pitzalis (a cura di), Il territorio, l'uomo, la memoria. Venticinque anni di attività, Muros, Stampacolor, 2005, pp. 22-23.
- Franco Campus e Giuseppe Pitzalis, Perfugas. Il complesso cultuale di Predio Canopoli, in Franco Campus e Valentina Leonelli (a cura di), Simbolo di un simbolo. I modelli di nuraghe, Monteriggioni, ARA Edizioni, 2012, pp. 157-160, ISBN 978-88-905746-5-8.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- SardegnaCultura, Pozzo sacro di Predio Canopoli, su sardegnacultura.it.


