Bishapur
| Bishapur بیشاپور | |
|---|---|
| Civiltà | sasanide |
| Utilizzo | Città |
| Stile | Architettura sasanide |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Shahrestān | Kazerun |
| Dimensioni | |
| Superficie | 1 940 000 m² |
| Mappa di localizzazione | |
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Bishapur, anche scritto Bishâpûr, è un'antica città situata 20 km a nord di Kazerun, nella provincia iraniana dei Fars, sull'antica strada che congiungeva Persis ed Elam prima, e in seguito le capitali sasanidi di Istakhr e Ctesifonte.
Bishapur fu costruita nei pressi dell'attraversamento di un fiume; è famosa per i monumentali rilievi sasanidi.
Dal 2018 fa parte del panorama archeologico sasanide della provincia del Fars, bene protetto dall'UNESCO.[1]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Bishapur fu la più importante città sasanide insieme a Firuzabad. Venne fondata nel 266 da Sapore I presumibilmente su un precedente insediamento elamita. Dalle rovine delle torri in pietra e da altro materiale rinvenuto nei dintorni si desume fosse una città fortificata. Le tracce delle fondamenta delle mura civiche indicano che la città si era sviluppata su un'area pianeggiante, con costruzioni che seguivano un disegno ortogonale, mentre sulle colline erano stati costruiti i templi del Fuoco e altri edifici non meglio identificati.[2]
Con la conquista araba della Persia la città venne parzialmente distrutta nel 637, tuttavia alcuni elementi significativi dell'antico abitato sono rimasti intatti.[2]
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Il Palazzo di Sapore I
[modifica | modifica wikitesto]Il Palazzo di Sapore I si componeva di svariati ambienti, uno su tutti la maestosa sala delle udienze che, in base ai vari pareri, sarebbe stata costruita senza tetto oppure sormontata da una cupola. Come altri esemplari dell'architettura sasanide, è possibile che lo stile architettonico di questo edificio risentisse dell'influsso delle maestranze romane rese schiave dopo la sconfitta dell'imperatore Valeriano.[2]
La sala delle udienze, di pianta quadrata, era accessibile da un iwan per lato, ciascuno dei quali presentava una serie di nicchie affrescate, le quali erano ricavate nello spessore delle murature perimetrali. I pavimenti di alcune aree del palazzo presentavano dei mosaici che ritraevano danzatrici e musiciste. I reperti di questi capolavori sono conservati al Museo dell'antico Iran di Teheran e al Museo del Louvre di Parigi.[2]
Il tempio di Anahita
[modifica | modifica wikitesto]Il tempio di Anahita è uno spazio quadrato situato a circa 6 m di profondità ed è delimitato da mura di pietra squadrata. Vi si accede lungo una rampa di scale.[3]
L'androne che precede l'ingresso è circondato da un corridoio, nel cui centro vi è una zona ribassata dove veniva fatta rifluire l'acqua. Oltre all'ingresso principale vi sono altri tre portali sovrastati da cornici che conducono verso corridoi alti e stretti sormontati da volte, all'interno dei quali scorreva l'acqua proveniente da un canale artificiale. Questo flusso d'acqua si dirigeva verso la vasca centrale. Si ritiene che questa vasca fosse impiegata durante i bagni purificatori o per il lavaggio dei defunti che precedeva l'abbandono delle salme in un luogo dove sarebbero diventate pasto per gli avvoltoi. Nello zoroastrismo l'acqua era personificata dalla dea Anahita, dedicataria di questo tempio.[3]
Il tempio presenta anche delle colonne votive, alcuni piccoli altari del Fuoco, i resti di quella che sembra essere una madrasa e una moschea dotata di minareto.[3]
I bassorilievi
[modifica | modifica wikitesto]A circa 2 km da Bishapur, lungo l'antica via per Firuzabad, vi sono dei bassorilievi collocati lungo le sponde rocciose del fiume Shapur che attraversa la valle del Tang-e Chogan. Quattro di questi bassorilievi, danneggiati da un'erosione, si trovano sulla riva destra del fiume e sono raggiungibili solo a piedi. Sulla riva opposta vi sono due bassorilievi che raffigurano l'investitura di Sapore I da parte del dio Ahura Mazdā. Le figure ritratte calpestano con gli zoccoli dei loro cavalli Gordiano III e lo spirito maligno Ahriman.[3]
Un ultimo bassorilievo raffigura la vittoria di Sapore I sull'imperatore Valeriano, con Filippo l'Arabo e Gordiano II in posa di implorazione.[3]
Note
[modifica | modifica wikitesto]Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Stefano Russo, Benvenuti in Iran. Guida culturale di uno dei paesi più affascinanti del mondo, Pagineinprogress, 2022, ISBN 9788894685213.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Vedere 360 gradi VR galleria panorama di Bishapur, su stockholm360.net.
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