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Tavolo rotante

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BERJAYA
Un tavolo rotante davanti a testimoni durante una seduta spiritica guidata dalla medium Eusapia Palladino, nella casa dell'astronomo Camille Flammarion in Francia, il 25 novembre 1898.

Il tavolo rotante,[1] o in inglese table-turning (noto anche come table-tapping, table-tipping o table-tilting), è un fenomeno riguardante le sedute spiritiche, che vede i partecipanti sedere attorno a un tavolo, appoggiarvi le mani e attendere che esso ruoti o si muova spontaneamente.[1] Questo metodo è stato storicamente utilizzato come espediente per comunicare con gli spiriti: venivano pronunciate lentamente in sequenza, ad alta voce, le lettere dell'alfabeto, e il tavolo si sarebbe inclinato o mosso in corrispondenza della lettera appropriata, componendo così parole e frasi.[2] Il procedimento è simile a quello della tavola ouija.

Il fenomeno divenne oggetto di studio sperimentale da parte di scienziati e positivisti tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Tra costoro, Cesare Lombroso e giornalisti d'inchiesta come Luigi Barzini ammisero di aver assistito a fatti inspiegabili e impossibili da catalogare come semplici trucchi.[3]

Non esiste alcuna prova che il movimento sia causato da un qualche fenomeno paranormale e scienziati e scettici considerano il table-turning il risultato di un effetto ideomotorio dell'inconscio dei medium o frutto di un inganno deliberato.[4][5][6][7][8][9]

Quando il movimento dello spiritismo giunse per la prima volta in Europa dall'America, nell'inverno del 1852-1853, il metodo più diffuso per consultare gli spiriti consisteva nel far sedere più persone attorno a un tavolo, con le mani appoggiate su di esso, in attesa che il tavolo si muovesse. Se l'esperimento riusciva, il tavolo ruotava con notevole rapidità e talvolta si sollevava in aria o compiva altri movimenti.[2]

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Seduta spiritica con table-turning nella Francia del XIX secolo.[10][11]

Mentre la maggior parte degli spiritisti attribuiva i movimenti del tavolo all'azione degli spiriti, due ricercatori, il conte de Gasparin e il professor Thury (padre di René Thury) di Ginevra, condussero una serie accurata di esperimenti. Essi sostennero di aver dimostrato che i movimenti del tavolo erano dovuti a una forza fisica emanante dai corpi dei partecipanti, alla quale proposero di dare il nome di forza ectenica. La loro conclusione si basava sulla presunta eliminazione di tutte le cause fisiche note dei movimenti; tuttavia, dalla descrizione degli esperimenti, è dubbio che le precauzioni adottate fossero sufficienti a escludere un'azione muscolare inconscia (l'effetto ideomotorio) o persino una frode deliberata.[2][12]

In Inghilterra, il table-turning divenne un passatempo alla moda e fu praticato in tutto il paese nel 1853. John Elliotson e i suoi seguaci attribuirono i fenomeni al mesmerismo. Il pubblico in generale si accontentava di spiegare i movimenti con l'intervento degli spiriti, il magnetismo animale, la forza odica, il galvanismo, l'elettricità o persino la rotazione della Terra. Alcuni pastori evangelici sostennero che gli spiriti responsabili dei movimenti fossero di natura diabolica.[2] In Francia, Allan Kardec studiò il fenomeno e concluse, ne Il libro dei medium, che alcune comunicazioni erano causate da un'intelligenza esterna, poiché il messaggio conteneva informazioni che non erano note al gruppo.

Accoglienza scientifica

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Apparecchio di Michael Faraday per la dimostrazione sperimentale dell'effetto ideomotorio nel table-turning

Il chirurgo scozzese James Braid, il fisiologo inglese W. B. Carpenter e altri studiosi osservarono che i fenomeni potevano dipendere dalle aspettative dei partecipanti e che potevano essere arrestati del tutto mediante un'adeguata suggestione.[2][13] Michel Eugène Chevreul[14][15] spiegò che il presunto movimento magico era dovuto a reazioni muscolari involontarie e inconsce.

Michael Faraday[16] ideò un semplice apparato che dimostrò in modo conclusivo che i movimenti da lui studiati erano dovuti ad azioni muscolari inconsce.[17] L'apparato consisteva in due piccole tavole, con rulli di vetro interposti, il tutto fissato da elastici di gomma in modo tale che la tavola superiore potesse scorrere lateralmente, entro limiti ristretti, sopra quella inferiore. Il verificarsi di tale movimento laterale veniva immediatamente segnalato da uno stelo di paglia verticale fissato all'apparato. Quando, grazie a questo dispositivo, risultò chiaro agli sperimentatori che erano le dita a muovere il tavolo, i fenomeni generalmente cessavano.[2] Dopo questo approccio sperimentale, Faraday criticò i sostenitori del table-turning.[18][19]

Il lavoro di Faraday fu ripreso un secolo più tardi dallo psicologo clinico Kenneth Batcheldor, che fu pioniere nell'uso della registrazione video a infrarossi per osservare soggetti sperimentali in completa oscurità.

Presunti inganni

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Trucco del sollevamento del tavolo che prevede l'uso di uno spillo e di un anello scanalato.

Oltre all'effetto ideomotorio, sarebbe stata anche smascherata la pratica consapevole e fraudolenta dell'inclinazione dei tavoli. Prestigiatori professionisti e scettici hanno rivelato molti dei metodi che potrebbero essere stati utilizzati dai medium per far muovere i tavoli.[20] Il mago Chung Ling Soo descrisse un metodo che prevedeva un perno conficcato nel tavolo e l'uso di un anello con una fessura sul dito del medium: una volta che il perno entrava nella fessura, il tavolo poteva essere sollevato.[21] Un altro esempio è quello di Eusapia Palladino, che utilizzava stivali appositamente modificati, con suole sporgenti oltre i bordi, per sollevare i tavoli.[20]

Secondo John Mulholland:

La molteplicità dei metodi usati per inclinare e sollevare i tavoli durante una seduta è quasi pari al numero dei medium che eseguono il fenomeno. Uno dei più semplici consisteva nel far scivolare indietro le mani finché uno o entrambi i pollici del medium potessero agganciarsi al piano del tavolo. Un altro modo era non esercitare alcuna pressione sul tavolo e, nel caso in cui la persona seduta di fronte al medium premesse sul tavolo, lasciare che questo si inclinasse abbastanza lontano da consentire al medium di infilare la punta di un piede sotto una gamba del tavolo. Egli esercitava quindi immediatamente pressione dal suo lato e, tenendo il tavolo tra le mani e la punta del piede, lo muoveva a piacimento. Con questo metodo un piccolo tavolo può essere fatto "fluttuare" fino a due piedi dal pavimento… Un altro metodo era afferrare la parte inferiore del piano del tavolo con il ginocchio; un altro ancora era semplicemente dare un calcio al tavolo per farlo sollevare in aria.[22]

  1. 1 2 Pierre-Joseph Proudhon, Filosofia del progresso, a cura di Antonio Moretti, Mimesis, 2019, p. 63.
  2. 1 2 3 4 5 6 (EN) Frank Podmore, Table-turning, in Hugh Chisholm (a cura di), Enciclopedia Britannica, XI, Cambridge University Press, 1911.
  3. Luigi Barzini, Nel mondo dei misteri con Eusapia Paladino, preceduto da uno studio di Cesare Lombroso, e seguito da molte illustrazioni medianiche, Milano, Baldini Castoldi & Company, 1907.
  4. D. H. Rawcliffe, Occult and Supernatural Phenomena, Dover Publications, 1987, p. 137.
  5. Leonard Zusne e Warren H. Jones, Anomalistic Psychology: A Study of Magical Thinking, Lawrence Erlbaum Associates, Inc., 1989, p. 110, ISBN 978-0-805-80507-9.
  6. Robert Todd Carroll, The Skeptic's Dictionary: A Collection of Strange Beliefs, Amusing Deceptions, and Dangerous Delusions, John Wiley & Sons, 2003, p. 172, ISBN 978-0-471-27242-7.
  7. Rawcliffe, D. H. (1987). Occult and Supernatural Phenomena. Dover Publications. p. 137
  8. Zusne, Leonard; Jones, Warren H. (1989). Anomalistic Psychology: A Study of Magical Thinking. Lawrence Erlbaum Associates, Inc. p. 110. ISBN 978-0-805-80507-9
  9. Robert Todd Carroll. (2003). The Skeptic's Dictionary: A Collection of Strange Beliefs, Amusing Deceptions, and Dangerous Delusions. John Wiley & Sons. p. 172. ISBN 978-0-471-27242-7
  10. L'Illustration 1853-05-14 (DjVu), su commons.wikimedia.org. URL consultato il 29 febbraio 2020.
  11. Bernard Dionysius Geoghegan, Mind the Gap: Spiritualism and the Infrastructural Uncanny, in Critical Inquiry, vol. 42, n. 4, 1º giugno 2016, pp. 899-922, DOI:10.1086/686945, ISSN 0093-1896 (WC · ACNP).
  12. Frank Podmore, Studies in Psychical Research, New York, Putnam, 1897, p. 47.
    «Se né i piedi né le mani dei partecipanti potevano essere impiegati, apparentemente le ginocchia avrebbero potuto essere usate senza grande rischio, e Thury chiaramente non poteva controllare simultaneamente sia le superfici superiori sia quelle inferiori. Nel complesso, sebbene gli esperimenti siano stati condotti con cura e con un lodevole desiderio di non esagerare l'importanza dei fatti osservati, gli sperimentatori non sembrano aver sufficientemente considerato le possibilità di frode; e i loro risultati aggiungono ben poche prove a favore dell'azione di una forza psichica, o, come Thury ha preferito chiamarla, forza ectenica»
  13. L. B. Yeates, James Braid: Surgeon, Gentleman Scientist, and Hypnotist, su unsworks.unsw.edu.au, Ph.D. Dissertation, School of History and Philosophy of Science, Faculty of Arts & Social Sciences, University of New South Wales, gennaio 2013.
  14. Michel Eugène Chevreul, De la baguette, 1854.
  15. Michel Eugène Chevreul, Lettera ad André-Marie Ampère, 1833.
  16. Michael Faraday, Table-turning, su Experimental Researches in Chemistry and Physics, en.wikisource.org, Londra, Taylor & Francis, 1859, pp. 382-391.
  17. Peter Lamont, Extraordinary Beliefs: A Historical Approach to a Psychological Problem, Cambridge University Press, 2013, p. 129, ISBN 978-1-107-01933-1.
  18. Michael Faraday, Lecture on mental education, su Experimental Researches in Chemistry and Physics, en.wikisource.org, Londra, Taylor & Francis, 1859, pp. 463-492.
    «Forse si potrà dire che l'illusione del movimento dei tavoli appartiene ormai al passato e che non sia necessario richiamarla davanti a un pubblico come quello presente [4]; – anche ammettendo ciò, cerchiamo di trarre dall'argomento almeno un risultato utile: che esso serva da esempio e non cada nell'oblio. È un fenomeno così recente, ed è stato accolto dal pubblico in modo tanto singolare, da giustificare un riferimento ad esso come prova della scarsa formazione del pensiero generale. Non mi oppongo al movimento dei tavoli in sé; poiché, una volta affermato, esso diventa un soggetto adatto – sebbene assai poco promettente – alla sperimentazione; ma mi oppongo alla riluttanza dei suoi sostenitori a indagare, alla loro audacia nell'affermare, alla credulità degli astanti, al loro desiderio che l'obiettore riservato e prudente abbia torto; e, richiamando l'attenzione su questi aspetti, intendo rendere manifesta la generale mancanza di disciplina mentale e di educazione»
  19. The Right Chemistry: Turning the tables on the table turners, su Montreal Gazette. URL consultato il 13 agosto 2020.
    «"Che mondo debole, credulo, superstizioso e ridicolo è il nostro, per quanto riguarda la mente dell'uomo. Quanto è colmo di incoerenze, contraddizioni e assurdità". Queste non sono le parole di qualche commentatore che si lamenta della mancanza di pensiero critico odierno, anche se potrebbero benissimo esserlo. Furono pronunciate nel 1853 da Michael Faraday, uno dei più grandi scienziati che siano mai esistiti»
  20. 1 2 James Randi, An encyclopedia of claims, frauds, and hoaxes of the occult and supernatural: decidedly sceptical definitions of alternative realities, New York, St. Martin's Griffin, 1995, ISBN 978-0-312-15119-5.
  21. Chung Ling Soo, Spirit Slate Writing and Kindred Phenomena, Munn & Company, 1898, pp. 71-72.
  22. John Mulholland, Beware Familiar Spirits, C. Scribner's Sons, 1938, p. 107, ISBN 0-684-16181-8.

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