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Analemma

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BERJAYA Disambiguazione – Se stai cercando l'elemento architettonico del teatro antico, vedi Analemmata.
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un analemma nel cielo boreale, ottenuto da fotografie riprese durante l'anno solare, con le date indicate

L'analemma, in astronomia, indica la particolare curva geometrica a forma di otto irregolare[1], asimmetrico e molto allungato, che descrive la posizione apparente del Sole nel cielo terrestre, durante i giorni di un intero anno solare, se presa sempre alla stessa ora e sempre dalla stessa località.

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Il grande analemma tracciato in piazza Grande a Oderzo, provincia di Treviso

Il termine deriva dal latino, e a sua volta dal greco ἀνάλημμα (análemma), che indicava la base o sostegno degli antichi orologi a quadranti solari (meridiane), a sua volta derivante dal verbo analambánein, composto da ana- (su) e lambánein (prendere), quindi supportare[2]. Questo termine è spesso erroneamente associato al simbolo matematico "lemniscata", poiché di forma simile: in geometria algebrica infatti, si tratta di un "otto" orizzontale (∞), simbolo dell'infinito, che però è simmetrico. Inoltre, l'origine del termine lemniscata è completamente diverso, poiché deriva dal greco "nastro".

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forma dell'analemma terrestre

Sebbene riferito soltanto al Sole, il concetto di analemma viene genericamente ed imprecisamente esteso anche ad altri corpi celesti, come la Luna, oppure al fenomeno del moto retrogrado dei pianeti, l'apparente inversione di posizione del moto di un pianeta visto nel cielo terrestre durante uno o più anni; tali accostamenti hanno di simile soltanto l'analisi delle illusioni prospettiche di moti reali di orbite relative ad astri celesti, e il metodo di montaggio delle posizioni dei suddetti astri mediante la ripresa video o fotografica ad intervalli regolari di tipo "time-lapse".

BERJAYA Lo stesso argomento in dettaglio: Moto proprio e Moto apparente.

A causa dell'inclinazione dell'asse terrestre (di 23°,5' circa) e dell'ellitticità dell'orbita terrestre, l'altezza del Sole sull'orizzonte non è uguale giorno dopo giorno durante tutto l'anno, e l'effetto combinato è quello della figura descritta. La coordinata verticale di ogni punto corrisponde alla declinazione del Sole a quella data, mentre la coordinata orizzontale indica lo scostamento della posizione solare in anticipo o in ritardo rispetto al tempo medio, ovvero il tempo mostrato dalle meridiane tradizionali.
Quest'ultimo scostamento asimmetrico non è nient'altro che l'effetto visibile della seconda legge di Keplero, dove la Terra accelera al perielio (inverno), creando il lobo più grande, e rallenta all'afelio (estate), creando il lobo più piccolo.
Infatti, se l'orbita eliocentrica terrestre fosse perfettamente circolare e centrata attorno al Sole, e l'asse terrestre fosse perpendicolare all'orbita (piano dell'eclittica), il Sole apparirebbe sempre nella stessa posizione ogni giorno alla stessa ora e non si avrebbe alcun analemma o, per meglio dire, esso sarebbe puntiforme. Se l'orbita fosse sempre circolare, ma con l'asse terrestre inclinato, come è realmente, i due lobi della figura, invece, sarebbero simmetrici. Se invece l'asse non fosse inclinato, ma l'orbita fosse ellittica, come è realmente, l'analemma sarebbe costituito da un segmento rettilineo in senso est-ovest. Per questi motivi, ovvero differenti forme orbitali ed angoli dei relativi piani diversi rispetto alla declinazione solare, visto dal cielo di altri pianeti del nostro Sistema solare gli analemmi apparirebbero tutti diversi; per esempio, su Marte, la figura assomiglierebbe a una goccia, su Giove o Saturno ad un ellisse molto schiacciato.
Inoltre,l'inclinazione dell'asse della figura analemmatica terrestre dipende sia dalla latitudine di osservazione sia dall'ora di osservazione. L'analemma viene solitamente costruito tramite montaggio di riprese o fotografie ad intervalli frequenti, "time-lapse", ovvero composizioni di più fotografie con esposizione diretta al sole, tramite filtro solare, a cadenza giornaliera o comunque, frequente, sempre alla stessa ora (tempo medio) per un anno intero, con la camera puntata esattamente nella stessa direzione, e successivamente montata tramite sovrapposizione di tutte le riprese.

Rimane incerta l'epoca, ma si ritiene che le prime meridiane cosiddette "analemmatiche" (sempre azimutali) si diffusero in Europa a partire dal XVI secolo, anche se il concetto fu previsto già da Vitruvio nel I secolo a.C. circa[3][4]; questi orologi solari risultavano più precisi delle meridiane "non analemmatiche", in quanto provviste di gnomone ("stilo") mobile, ovvero che tenga conto anche di una specifica data, oppure di un quadrante che tenesse conto dell'effetto analemmatico durante tutto anno solare.

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