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TARGET2

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BERJAYA
Paesi partecipanti diretti a TARGET2 nel 2021

TARGET2 (acronimo dell'inglese Trans-European Automated Real-Time Gross Settlement Express Transfer System, «Sistema trans-europeo automatizzato di regolamento lordo in tempo reale») è stato il sistema di regolamento lordo in tempo reale (RTGS) in moneta di banca centrale dell'Eurosistema, operativo dall'introduzione per fasi nel 2007-2008 fino alla sostituzione con il sistema T2 il 20 marzo 2023.[1][2] È stato uno dei più grandi sistemi di pagamento al mondo, utilizzato dalle banche per eseguire operazioni in euro per proprio conto e per conto dei propri clienti.

TARGET2 consentiva alle banche europee di partecipare alla politica monetaria unica, favorendo la convergenza dei tassi d'interesse nell'area dell'euro e l'afflusso di liquidità all'economia attraverso il canale bancario.[1] La piattaforma è stata sviluppata e gestita, per conto dell'Eurosistema, dalle banche centrali di Italia, Francia e Germania (le cosiddette «3CB»).[3]

Il sistema RTGS di prima generazione dell'euro, TARGET (Trans-European Automated Real-time Gross Settlement Express Transfer System), aveva iniziato le operazioni il 4 gennaio 1999, pochi giorni dopo l'introduzione dell'euro. TARGET collegava tra loro i diversi sistemi RTGS nazionali già esistenti, poiché non vi era tempo sufficiente per sviluppare un'unica piattaforma in vista dell'adozione della moneta unica.[3]

Sviluppo e avvio

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L'introduzione di TARGET2 si basò su una decisione del Consiglio direttivo della BCE del 24 ottobre 2002. Il 16 dicembre 2004 il Consiglio direttivo accolse formalmente la proposta delle 3CB – Banca di Francia, Deutsche Bundesbank e Banca d'Italia – di sviluppare e gestire una piattaforma unica condivisa (Single Shared Platform, SSP), che forniva il servizio RTGS armonizzato con uno schema tariffario uniforme.[1][3]

TARGET2 ha iniziato le operazioni il 19 novembre 2007 con la migrazione del primo gruppo di paesi (Austria, Cipro, Germania, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta e Slovenia).[4] Seguirono il secondo gruppo, migrato il 18 febbraio 2008 (Belgio, Finlandia, Francia, Irlanda, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna), e l'ultimo gruppo, migrato il 19 maggio 2008 (Danimarca, Estonia, Grecia, Italia, Polonia e la BCE), data alla quale TARGET2 ha sostituito completamente la prima generazione di TARGET.[4][3]

Sostituzione con T2

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Nell'ambito della strategia di evoluzione delle proprie infrastrutture di mercato (cosiddetta Vision 2020), l'Eurosistema avviò un progetto di consolidamento tecnico e funzionale di TARGET2 e di TARGET2-Securities (progetto T2-T2S Consolidation). Al termine del progetto, il 20 marzo 2023, TARGET2 è stato sostituito dal nuovo sistema RTGS denominato T2, che integra le funzionalità del regolamento lordo in tempo reale con quelle di un servizio centralizzato di gestione della liquidità (Central Liquidity Management, CLM) e adotta lo standard di messaggistica ISO 20022.[1][5] Sul piano giuridico la sostituzione è disciplinata dall'Indirizzo (UE) 2022/912 della BCE (BCE/2022/8), che abroga il precedente Indirizzo 2013/47/UE (BCE/2012/27) con effetto dalla medesima data.[6] Le componenti nazionali di T2 costituiscono i successori legali delle corrispondenti componenti di TARGET2; per l'Italia, TARGET-Banca d'Italia subentra a TARGET2-Banca d'Italia.[6]

  • 24 ottobre 2002: il Consiglio direttivo della BCE fissa i principi fondamentali dell'organizzazione di TARGET2;
  • 16 dicembre 2004: il Consiglio direttivo accetta la proposta delle 3CB di sviluppare e gestire la Single Shared Platform;
  • 19 novembre 2007: avvio di TARGET2 con la migrazione del primo gruppo di paesi;
  • 19 maggio 2008: conclusione della migrazione di tutte le banche centrali nazionali in TARGET2;
  • 13 agosto 2014: con la Decisione 2014/533/UE (BCE/2014/35), la BCE identifica TARGET2 come sistema di pagamento di importanza sistemica (SIPS) ai sensi del Regolamento (UE) n. 795/2014;
  • 20 marzo 2023: TARGET2 è sostituito dal sistema T2 al completamento del progetto T2-T2S Consolidation.[7][1]

TARGET2 si prefiggeva di rendere più agevoli ed efficienti i pagamenti interbancari e quelli per conto della clientela, contribuendo alla stabilità dell'euro. In particolare il sistema concorreva a:

  • ridurre il rischio sistemico, minimizzando la possibilità che l'incapacità di un singolo partecipante di adempiere ai propri obblighi potesse bloccare l'intero sistema;
  • assicurare la trasmissione omogenea degli impulsi di politica monetaria nell'area dell'euro;
  • garantire l'efficienza dei pagamenti transfrontalieri in euro.[1]

Funzionamento

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TARGET2 eseguiva il regolamento lordo in tempo reale di pagamenti di qualsiasi importo immessi dai partecipanti. Non esisteva alcun limite d'importo e ogni operazione era regolata con definitività immediata (finality).[8]

Sebbene basato su un'infrastruttura tecnica unica, TARGET2 era giuridicamente strutturato come un insieme di sistemi nazionali (TARGET2-Banca d'Italia per l'Italia), designati come «sistemi» ai sensi delle rispettive normative nazionali di attuazione della direttiva sulla definitività dei regolamenti. Le banche centrali nazionali mantenevano in modo decentrato le relazioni operative con le rispettive comunità bancarie (principio di decentramento).[8][2]

Nell'ambito delle 3CB, la Banca d'Italia e la Deutsche Bundesbank gestivano l'operatività delle componenti di regolamento ed erano responsabili della gestione operativa del sistema, mentre la Banca di Francia forniva i servizi informativi. Le tre banche centrali, nel loro insieme, costituivano nella struttura di governance dell'Eurosistema il livello operativo (Level 3), legato da un rapporto contrattuale con il Level 2 rappresentato dall'insieme delle banche centrali nazionali del Sistema europeo delle banche centrali, proprietario del sistema. La gestione seguiva un principio di pieno recupero dei costi (full cost recovery), senza finalità di profitto.[1][2]

TARGET2 operava dal lunedì al venerdì, con chiusura del sistema il sabato e la domenica e nei seguenti giorni festivi comuni a tutti i paesi partecipanti: 1º gennaio, venerdì santo e lunedì dell'Angelo (secondo il calendario in uso nel cristianesimo occidentale), 1º maggio, 25 e 26 dicembre.[8]

Aderivano a TARGET2 le piazze finanziarie dei paesi dell'area dell'euro, insieme a quelle di Bulgaria, Danimarca, Polonia e Romania; circa 1 000 banche commerciali insediate in Europa detenevano un conto di regolamento nel sistema presso la propria banca centrale. Le banche centrali degli Stati membri dell'Unione europea che non avevano ancora adottato l'euro potevano partecipare a TARGET2 e regolare le transazioni in euro tramite la piattaforma.[8]

Le istituzioni finanziarie potevano connettersi a TARGET2 tramite una banca centrale partecipante, scegliendo tra diverse opzioni di accesso:

  • partecipante diretto: istituto finanziario stabilito nello Spazio economico europeo (SEE) titolare di un conto in TARGET2, che inviava e riceveva pagamenti per proprio conto o per conto dei propri clienti;
  • partecipazione indiretta: istituto finanziario stabilito nello SEE che inviava e riceveva pagamenti tramite un partecipante diretto;
  • accesso multi-destinatario: filiali di un partecipante diretto, autorizzate a canalizzare i pagamenti attraverso il conto di quest'ultimo;
  • BIC indirizzabile: corrispondente di un partecipante diretto titolare di un codice identificativo bancario (BIC), indipendentemente dal luogo di stabilimento.[8]

Dati operativi

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TARGET2 è stato uno dei maggiori sistemi di pagamento al mondo: raggiungeva oltre 52 000 banche e regolava un volume di pagamenti pari all'incirca all'intero prodotto interno lordo dell'area dell'euro ogni cinque giorni.[3] Nei suoi ultimi anni di operatività il sistema trattava in media operazioni per oltre 2 200 miliardi di euro al giorno.[9]

Saldi TARGET2

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A partire dalla crisi finanziaria del 2007-2008 e dalla crisi del debito sovrano europeo, i saldi intra-Eurosistema accumulati nel sistema – le posizioni reciproche tra le banche centrali nazionali derivanti dai flussi di pagamento transfrontalieri – divennero oggetto di un ampio dibattito economico.

Il tema fu portato all'attenzione pubblica nel 2011 dall'economista tedesco Hans-Werner Sinn, presidente dell'istituto Ifo di Monaco di Baviera, che evidenziò l'aumento delle posizioni creditorie della Deutsche Bundesbank nei confronti dell'Eurosistema. In un lavoro successivo, Sinn e Timo Wollmershäuser sostennero che i saldi TARGET2 misurassero lo spostamento del credito di rifinanziamento verso i paesi colpiti dalla crisi e fossero, sul piano economico, assimilabili a un meccanismo di finanziamento dei disavanzi delle partite correnti e delle fughe di capitali.[10]

L'interpretazione di Sinn fu contestata da diversi economisti. Paul De Grauwe e Yuemei Ji sostennero che i crediti TARGET2 della Germania potessero essere annullati senza perdite effettive, essendo il valore della moneta di banca centrale indipendente dalle attività della banca centrale stessa.[11] Thomas A. Lubik e Karl Rhodes, della Federal Reserve Bank di Richmond, argomentarono che i saldi TARGET2 riflettessero, ma non causassero, gli squilibri persistenti delle partite correnti e dei conti capitale, escludendo che costituissero un «salvataggio occulto» dei paesi periferici.[12] I dati di fine mese sui saldi TARGET (comprensivi di TARGET2 dal maggio 2008) sono pubblicati dalla BCE.[13]

  1. 1 2 3 4 5 6 7 T2: il regolamento dei pagamenti all'ingrosso, su bancaditalia.it, Banca d'Italia. URL consultato il 7 giugno 2026.
  2. 1 2 3 Glossario (voce «TARGET2»), su bancaditalia.it, Banca d'Italia. URL consultato il 7 giugno 2026.
  3. 1 2 3 4 5 Orientamento della BCE su TARGET2, su eur-lex.europa.eu, EUR-Lex. URL consultato il 7 giugno 2026.
  4. 1 2 (EN) Fifth Progress Report on TARGET2, su ecb.europa.eu, Banca centrale europea, 29 ottobre 2007. URL consultato il 7 giugno 2026.
  5. Rapporto annuale BCE 2023, su ecb.europa.eu, Banca centrale europea. URL consultato il 7 giugno 2026.
  6. 1 2 Sistema di trasferimento espresso transeuropeo automatizzato di regolamento lordo in tempo reale (TARGET), su eur-lex.europa.eu, EUR-Lex. URL consultato il 7 giugno 2026.
  7. Decisione 2014/533/UE della BCE del 13 agosto 2014 (BCE/2014/35), su eur-lex.europa.eu, EUR-Lex. URL consultato il 7 giugno 2026.
  8. 1 2 3 4 5 TARGET2 - Domande e risposte, su bancaditalia.it, Banca d'Italia. URL consultato il 7 giugno 2026.
  9. (EN) Successful launch of new T2 wholesale payment system, su ecb.europa.eu, Banca centrale europea, 21 marzo 2023. URL consultato il 7 giugno 2026.
  10. Sinn Wollmershäuser 2012, pp. 468-508
  11. (EN) Paul De Grauwe e Yuemei Ji, What Germany should fear most is its own fear, su cepr.org, VoxEU - CEPR, 18 settembre 2012. URL consultato il 7 giugno 2026.
  12. Lubik Rhodes 2012
  13. (EN) TARGET balances of participating NCBs, su ecb.europa.eu, Banca centrale europea. URL consultato il 7 giugno 2026.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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