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Idruro di alluminio

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(Reindirizzamento da AlH3)
Idruro di alluminio
Abito cristallino
Abito cristallino
Nome IUPAC
triidruro di alluminio
alano
Nomi alternativi
idruro di alluminio(III)
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareAlH3
Massa molecolare (u)29,99
AspettoSolido cristallino bianco, non volatile, polimerico.
Numero CAS7784-21-6
Numero EINECS232-053-2
PubChem14488
SMILES
[AlH3]
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.)1,477
Solubilità in acquareagisce vigorosamente
Temperatura di fusione150 °C
Proprietà termochimiche
ΔfH0 (kJ·mol1)-9,9
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
facilmente infiammabile corrosivo
Frasi H---
Consigli P---

L'idruro di alluminio (nomi sistematici: triidruro di alluminio o alano) è un composto chimico binario dell'alluminio(III) con l'idrogeno, avente come formula minima AlH3.[1]

È un solido instabile sopra i 150 °C. Ha proprietà riducenti e reagisce violentemente con acqua e altre sostanze protiche liberando idrogeno. Non ha utilizzi pratici significativi, e non è disponibile in commercio.

AlH3 fu sintetizzato per la prima volta nel 1942 da Egon Wiberg (1901-1976).[2]

Struttura e proprietà

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A seconda delle condizioni, in questo idruro l'atomo di alluminio può essere tri-, tetra- o esacoordinato.

Stato gassoso

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In particolari condizioni, sono state isolate molecole di AlH3 intrappolate in matrici solide di gas nobili.[3] In questi casi l'atomo Al è tricoordinato in una molecola AlH3 planare, isoelettronica di valenza e isostrutturale con quella del borano (BH3). Il dimero Al2H6, analogo al diborano (B2H6), come pure al digallano (Ga2H6),[4][5] è stato isolato in matrici di idrogeno solido.[6] Qui l'atomo Al raggiunge la tetracoordinazione.

In fase gassosa AlH3 esplica la sua natura di acido di Lewis reagendo esotermicamente con lo ione idruro:

AlH3 + H      AlH4

L'affinità per lo ione idruro (hydride ion affinity)[7] di AlH3 risulta, da questa reazione, pari a 314 ±17 kJ/mol.[8]

L'idruro di alluminio solido è polimerico, (AlH3)x.[9][10] Ne esistono molti polimorfi, detti α-, β-, γ-, δ-, ε- e ζ-AlH3.[11] La forma più stabile è la α-AlH3. Questa è un composto appena di poco esotermico (ΔHƒ° = -9,9 ± 0,4 kJ/mol), ma leggermente endoergonico (ΔGƒ° = +48,5 ± 0,4 kJ/mol).[12]

A contatto con acqua, si decompone vigorosamente svolgendo idrogeno e, meno vigorosamente con alcoli. È solubile in eteri (Me2O, Et2O, tetraidrofurano, 1,4-diossano) e in ammine terziarie (Me3N, Et3N).[13]

Parametri strutturali

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Della forma α-AlH3 è stata determinata la struttura cristallina tramite diffrazione dei raggi X e diffrazione neutronica. Ogni atomo di alluminio è esacoordinato, circondato ottaedricamente da sei atomi di idrogeno che fanno da ponte ad altri sei atomi di alluminio. Le distanze Al–H sono tutte equivalenti (172 pm) e l'angolo Al–H–Al è di 141°.[14] Da questi dati si ricava geometricamente che in α-AlH3 cristallino la distanza tra due atomi di Al vicini è di ~324 pm, un valore che è intermedio tra il doppio del raggio di van der Waals di Al (2×184 pm = 368 pm)[15] e la distanza tra due atomi di alluminio adiacenti nell'alluminio metallico, pari a 286,3 pm.[16][17] Questo indica una situazione di parziale interazione di legame tra gli atomi di alluminio in α-AlH3.

BERJAYA
BERJAYA
BERJAYA
Cella primitiva di α-AlH3
Coordinazione di Al
Coordinazione di H

La sintesi più conveniente si effettua facendo reagire in soluzione eterea di tetraidroalluminato di litio LiAlH4 e tricloruro di alluminio AlCl3 in condizioni rigidamente controllate. A seconda delle condizioni usate si può determinare quale polimorfo ottenere:[18]

3 LiAlH4 + AlCl3 + 4n Et2O      4 [AlH3(Et2O)n] + 3 LiCl

Altre preparazioni sono le seguenti:

2 Li[AlH4] + BeCl2      2 AlH3 + Li2[BeH2Cl2]
2 Li[AlH4] + H2SO4      2 AlH3 + Li2SO4 + 2 H2
2 Li[AlH4] + ZnCl2      2 AlH3 + 2 LiCl + ZnH2
2 Li[AlH4] + I2      2 AlH3 + 2 LiI + H2
2 Li[AlH4] + CH3COOH      2 AlH3 + Li[CH3CH2O] + LiOH

L'idruro di alluminio è instabile sopra i 150 °C; ha proprietà riducenti più spiccate del borano e reagisce violentemente con acqua e altre sostanze protiche liberando idrogeno.[19] Come il borano, è un acido di Lewis e reagisce con le ammine per dare addotti; a temperatura ambiente possono essere isolati bis-addotti con Al pentacoordinato e a 100 °C gli addotti tetraedrici con Al tetracoordinato:[20]

AlH3 + 2 R3N      (R3N)2AlH3
AlH3 + R3N      (R3N)AlH3

Con il tetraidrofurano forma addotti simili, tra cui (THF)2AlH3.[20]

Reagisce con l'idruro di litio (e similmente con gli altri idruri alcalini) in etere, per dare l'importante e potente reattivo riducente tetraidroalluminato di litio, benché esistano altre vie di preparazione più convenienti:

AlH3 + LiH      LiAlH4

Per reazione con il diborano sciolto in etere dietilico (H3B·Et2O), AlH3 forma in opportune condizioni l'importante complesso tris(tetraidroborato) di alluminio, un liquido volatile incolore (Teb. = 44,5 °C), nella cui molecola ci sono tre coppie di atomi di idrogeno a ponte, condivisi tra Al e B e formulabile come [Al(η2-BH4)3]:[21][22]

AlH3 + 3 BH3      Al(BH4)3

L'idruro di alluminio non ha utilizzi pratici significativi, e non è disponibile in commercio. È stato studiato come possibile additivo per propellenti solidi per razzi.[23] Inoltre, essendo una sostanza contenente idrogeno nel proprio reticolo cristallino, è stato studiato come materiale di potenziale interesse nello sviluppo di veicoli alimentati a idrogeno.[11] Nessuna di queste applicazioni ha finora (2013) avuto successo.

  1. (EN) Aluminium hydride, su www.chemspider.com. URL consultato il 17 gennaio 2026.
  2. Stecher e Wiberg 1942
  3. Fabian A. Kurth, Robert A. Eberlein e Hansgeorg Schnöckel, Molecular aluminium trihydride, AlH3: generation in a solid noble gas matrix and characterisation by its infrared spectrum and Ab initio calculations, in J. Chem. Soc., Chem. Commun., n. 16, 1993, pp. 1302-1304.
  4. Lester Andrews e Xuefeng Wang, The Infrared Spectrum of Al2H6 in Solid Hydrogen, in Science, vol. 299, n. 5615, 28 marzo 2003, pp. 2049–2052, DOI:10.1126/science.1082456. URL consultato il 16 gennaio 2026.
  5. Colin R. Pulham, Anthony J. Downs e Michael J. Goode, Gallane: synthesis, physical and chemical properties, and structure of the gaseous molecule Ga2H6 as determined by electron diffraction, in Journal of the American Chemical Society, vol. 113, n. 14, 1º luglio 1991, pp. 5149–5162, DOI:10.1021/ja00014a003. URL consultato il 16 gennaio 2026.
  6. Catherine E. Housecroft e Alan G. Sharpe, Inorganic chemistry, 3ª ed., Pearson Prentice Hall, 2008, p. 335, ISBN 978-0-13-175553-6.
  7. Daniel J. Goebbert e Paul G. Wenthold, Gas-phase hydride affinities of neutral molecules, in International Journal of Mass Spectrometry, vol. 257, n. 1, 1º novembre 2006, pp. 1–11, DOI:10.1016/j.ijms.2006.06.004. URL consultato il 17 gennaio 2026.
  8. D. J. Goebbert, H. Hernandez e J. S. Francisco, The binding energy and bonding in dialane, vol. 127, n. 33, 2005, pp. 11684–11689, DOI:10.1021/ja0424070. URL consultato il 17 gennaio 2026.
  9. Nils Wiberg, Egon Wiberg e Arnold Frederik Holleman, Anorganische Chemie, 103ª ed., De Gruyter, 2017, p. 1228, ISBN 978-3-11-026932-1.
  10. (EN) Paul Galatsis, Herman O. Sintim e Jingxin Wang, Aluminum Hydride, John Wiley & Sons, Ltd, 2008, DOI:10.1002/047084289X.ra082.pub2, ISBN 978-0-470-84289-8. URL consultato il 17 gennaio 2026.
  11. 1 2 Graetz et al. 2006
  12. (EN) Jason Graetz e James J. Reilly, Thermodynamics of the α , β and γ polymorphs of AlH3, in Journal of Alloys and Compounds, vol. 424, n. 1-2, 2006-11, pp. 262–265, DOI:10.1016/j.jallcom.2005.11.086. URL consultato il 17 gennaio 2026.
  13. (EN) aluminum hydride, su chemister.ru. URL consultato il 17 gennaio 2026.
  14. Turley e Rinn 1969
  15. Manjeera Mantina, Adam C. Chamberlin e Rosendo Valero, Consistent van der Waals Radii for the Whole Main Group, in The Journal of Physical Chemistry A, vol. 113, n. 19, 14 maggio 2009, pp. 5806–5812, DOI:10.1021/jp8111556. URL consultato il 20 gennaio 2026.
  16. Ralph W. c Wyckoff, https://som.web.cmu.edu/StructuresAppendix2.pdf#page=3, in Crystal Structures Vol 1, Interscience Publishers, New York, 1948. URL consultato il 20 gennaio 2026.
  17. WebElements Periodic Table » Aluminium » radii of atoms and ions, su www.webelements.com. URL consultato il 20 gennaio 2026.
  18. Brower et al. 1976
  19. Greenwood e Earnshaw 1997
  20. 1 2 Egon Wiberg, Nils Wiberg e A. F. Holleman, Anorganische Chemie, 103ª ed., De Gruyter, 2017, p. 1340, ISBN 978-3-11-026932-1.
  21. Nils Wiberg, Egon Wiberg e Arnold Frederik Holleman, Anorganische Chemie, 103ª ed., De Gruyter, 2017, p. 1342, ISBN 978-3-11-026932-1.
  22. N. N. Greenwood e A. Earnshaw, Chemistry of the Elements, 2ª ed., Butterworth-Heinemann, 1997, pp. 228-230, ISBN 0-7506-3365-4.
  23. Sullivan 1998

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