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giovedì, dicembre 10, 2009


Greek riots for dummies - (fai poco il figo, you could be next) parte II


Per quanto riguarda invece i quattro coglioni di cui sopra, i koukoulofori, (ovvero gli incappucciati), quelli che l´anno scorso hanno tenuto per le palle un paese intero per tre settimane, per iniziare vi assicuro che non sono quattro. Sono molti molti di più. Sono quasi tutti ragazzi, sono organizzati, non sono solo greci, sono spericolati, determinati, violenti, incazzati ma assai lucidi. Disclaimer: questa non é un´apologia dell´anarchico, é un tentativo di analisi di chi li ha visti da vicino.

Viene da chiedersi se siano davvero solo dei poveri coglioni disposti a rischiare galera e percosse ogni volta per divertirsi un po´ a giocare a guardie e ladri per le vie delle cittá. Può essere che questi incappucciati abbiano tutti il culo ben parato, come i figli di un parlamentare della maggioranza che sono stati arrestati l'altro ieri fra i black bloc? Oppure si tratta di una generazione che non ha più niente da perdere, non vede un futuro dal basso dei suoi 700 euro al mese (manco mille!), ha capito che non verrà mai ascoltata e prova a farsi sentire e vedere nell'unico modo che gli rimane, ovvero creando dell´immane scompiglio? Si tratta solo di persone pesantemente ideologizzate che credono sia questo l'unico modo per abbattere il sistema capitalistico? Sicuramente fra di loro ci sono anche degli esaltati a cui non interessa altro che far casino, degli emarginati che danno sfogo al loro disagio e alla loro rabbia, fra cui molti immigrati. Ma limitarsi a considerarli solo dei vandali e pensare a come punirli senza interrogarsi su cosa spinga cosí tanti giovani ad agire in modo cosí violento e determinato, mi sembra un errore abbastanza grossolano. Se ci avevi il malessere giavanile una volta ti facevi le seghe o al peggio ti drogavi. Oggi questi scatenano ogni volta con successo la guerra, quindi mi sa che non é il generico e crepetiano malessere giovanile, manco per il cazzo.

Se ¨fare l´anarchico¨ puó esercitare fra gli adolescenti il sempiterno fascino della ribellione, bisogna anche dire che ormai gli ¨incappucciati¨ in Grecia sono i nemici pubblici numero uno, e rischiano sempre di piú, visto anche l´irrigidimento delle misure previste nei loro confronti oltre a quello dell´opinione pubblica. É proibito espressamente indossare cappucci e coprirsi la faccia durante le manifestazioni e i cortei (ma visto lo spreco di lacrimogeni che fanno i ΜΑΤ vedrete poca gente a volto scoperto a marciare). Li odiano le forze dell'ordine, li demonizzano i media insinuando che siano collegati ad associazioni criminali, li stigmatizzano apertamente perfino partiti come quello comunista greco (KKE), con la sola eccezione della coalizione di sinistra Syriza, li temono i cittadini moderati e ovviamente quelli di destra.
 
Le novitá di questo movimento sono molte. Primo i black bloc sono sempre di piú: gli anarchici sono sempre esistiti e sono sempre stati molto attivi da queste parti, ma mai con questa consistenza numerica. Secondo, non sono mai stati un movimento cosí internazionale. Ovviamente si organizzano in rete, sanno dove andare, come colpire, come fuggire. Ma oltre a greci e immigrati locali, annoverano persone che si sobbarcano viaggi da tutta l´Europa. Terza novitá sono le loro azioni di guerriglia. Qui in Grecia hanno raggiunto un livello di violenza inusuale, si rivolgono per la prima volta verso obiettivi diversi dalle tradizionali banche, Mc Donalds, negozi di articoli religiosi e le multinazionali. Dall´anno scorso attaccano tutto quello che si può attaccare, sia esso edificio pubblico, caserma, chiosco di giornali, caffetterie, camionette dei pompieri, hanno ridotto a un cumulo di macerie bruciacchiate interi dipartimenti universitari, hanno attaccato edicole e asl. Hanno alzato il livello dello scontro. Unici bersagli umani i poliziotti, ovviamente. Domenica scorsa prima di dare alle fiamme lo Starbucks a Salonicco hanno fatto uscire il personale.

Il perché dell'escalation della violenza sembra risiedere in un insieme di cause, ma ridurre tutto alla sola crisi economica, come hanno fatto i media un po' ovunque, fa quasi ridere. Direi che prevale invece una forte insofferenza a una lunghissima serie di pesanti abusi della polizia, mai davvero puniti. Non se n´é parlato molto. Cercate su Google o su Youtube l´episodio della ¨Giardiniera¨ avvenuto qui a Salonicco qualche anno fa. Basta sentire gli slogan che cantano in corteo, tutti non solo gli anarchici, basta vedere che la metá degli striscioni parla di ¨terrorismo di stato¨ (e qui non hanno avuto stragi di stato, solo singoli assassinii). Certo, urlano contro il governo, ma soprattutto contro i batsi, cioé gli sbirri. 

In tutta la Grecia c´é sicuramente un profondo malcontento verso la classe politica, anche qui corrottissima, che non ha mostrato grandi miglioramenti passando dalla destra di Karamanlis al centro di Papandreou. C´é senza dubbio un atteggiamento di disperazione verso le prospettive economiche e lavorative che il paese può offrire, verso la virata sempre piú decisa a un abbandono dello statalismo (ci sono state privatizzazioni anche qui, i governi da anni tentano di togliere privilegi come l´educazione pubblica gratuita e anche la recente riforma delle pensioni é stata un bagno di sangue). La delusione verso la classe politica precedente e attuale peraltro era assolutamente giustificata anche alla luce delle scoperte sulla possibile bancarotta del sistema bancario nazionale, notizie fresche dei giorni scorsi.

Ma soprattutto ad animare le gesta vandaliche di questi ragazzi sembra esserci una consapevolezza incrollabile, la loro, che le cose si iniziano a cambiare così, con la forza e la violenza. Volevano reagire agli abusi della polizia, attirare l´attenzione e mostrare che non scherzano: missione compiuta in maniera eccellente. Dategli torto.

Questo paese dopo i fatti dell´anno scorso si é irrigidito tanto da iniziare somigliare da vicino a uno stato di polizia. Uno dei motivi per cui il precedente governo -di destra - ha perso le elezioni é stata l'incapacitá di gestire la situazione di emergenza dello scorso dicembre. Troppo morbidi gli interventi della polizia, secondo alcuni. E dire che erano finite le scorte nazionali di lacrimogeni in quel periodo. Quindi il governo dei socialisti (PASOK) eletto a ottobre, che aveva criticato aspramente l´operato della destra in quel frangente, ha promesso maggiore durezza per scoraggiare e prevenire altri episodi simili. Il risultato è stato che ad Atene, in previsione delle manifestazioni di novembre e dicembre si sono ripetute nei mesi scorsi vere e proprie retate, scene di interi quartieri setacciati a tappeto, perquisizioni personali per strada, fermi a centinaia (300 persone dopo i cortei del 17 novembre, 80 la sera prima dell'anniversario della morte di Alexis, centinaia anche in questi giorni), ingiustificati sgomeberi di centri sociali, come il Resalto a Keratsini. Il governo ha schierato 12.000 poliziotti ad Atene in vista del 6 dicembre e per la prima volta in varie cittá si é verificata la gravissima violazione del perimetro universitario, che per legge é interdetto alle forze dell´ordine.

A un anno dalle devastazioni del dicembre scorso i temutissimi ¨koukoulofori¨ sono comunque tornati rumorosamente in scena. Non che si fossero mai davvero fermati. Da allora continuano infatti attacchi sistematici alle banche, c´é stato un attentato alla Borsa di Atene, assalti armati alle caserme (ultimo episodio di un mese fa con vari poliziotti feriti) e le relative rivendicazioni di formazioni anarchiche sovversive. Nell´ultimo mese i black bloc hanno prima offerto un assaggio delle loro intenzioni dopo i cortei del 17 novembre, poi sono tornati il 6 e 7 e l´8 dicembre 2009 per mostrare alla polizia che loro non hanno dimenticato. Si dice siano pronti a scatenare di nuovo il finimondo in tutta la Grecia se la sentenza di condanna per il poliziotto sará meno che esemplare (le istituzioni hanno peraltro pensato bene di allontanare il processo da Atene e dalla data dell´anniversario della morte di Alexis, surriscaldando ulteriormente gli animi). Molti manifesti filoanarchici in giro per Salonicco recitavano che il dicembre del 2008 non ricomincia, continua. (continua anche questo interminabile pippone socio politico)

BERJAYA


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mercoledì, dicembre 09, 2009


Greek riots for dummies - (fai poco il figo, you could be next) parte I


Sei anni fa, poco dopo aver aperto questo blog, mi sono ritrovato a raccontarvi gli incidenti avvenuti a Salonicco in occasione del g8 del 2003 che era stato organizzato da queste parti. C'erano state manifestazioni pacifiche a cui avevano partecipato migliaia di persone e poi c'erano stati gravi scontri in centro con cariche dei poliziotti in tenuta antisommossa, i MAT, molotov, lacrimogeni, vetrine in frantumi, manganellate, negozi incendiati, barricate, auto e cassonetti in fiamme, piena guerriglia urbana. Pensavo allora che l'intensità degli episodi fosse dovuta al richiamo dell'evento mondiale, per il quale erano accorsi black bloc da tutta Europa.

Negli anni successivi ho partecipato ad altre manifestazioni qui a Salonicco, gli scontri fra polizia e koukoulofori (gli incappucciati) continuavano, anche se con violenza e frequenza diverse. Pensavo che questo fosse dovuto alla nota brutalità della polizia greca (salita recentemente agli onori delle cronache per aver malmenato una zingara con un bimbo di un anno in braccio) e agli anarchici greci, fra i più aggressivi e facinorosi.

Poi l´anno scorso ci sono state delle vere e proprie sommosse di durata e durezza mai viste che hanno interessato tutte le cittá della Grecia, con picchi ad Atene e Salonicco. Qualcosa era evidentemente cambiato.

Una cosa che ho sempre ammirato nei greci é la capacità di indignarsi e reagire, anche per fatti che non li coinvolgono direttamente o individualmente. E' un aspetto che cozza apertamente con la loro notoria flemma levantina, l'impassibilità di quelli che tutto hanno già visto e niente li tocca, l'indifferenza fastidiosa che a volte sconfina nel rassegnato fatalismo. Quando c'è da incazzarsi seriamente però il greco molla il bicchierino di ouzo in taverna, scuote la sua coscienza civile intorpidita dallo tsatsiki e scende in strada, mettendosi a urlare, per giorni, settimane, mesi. Da qui ho raccontato spesso di proteste, manifestazioni, cortei, iniziative che hanno portato al blocco di intere istituzioni (come l'università).

L'impietoso paragone con il l'Italia, ormai in stato di ipnosi collettiva da tre lustri, ve lo risparmio. Vedo i greci, capaci come francesi, spagnoli e americani, almeno di scrollarsi di dosso governi inefficienti e corrotti con il voto e poi vedo l'Italia, povera patria.

Tento di immaginare cosa succederebbe in Grecia a ogni tentativo del governo di far passare un lodo Alfano, una legge Cirami o Gasparri, un decreto salvaladri, un indulto, una operazione White Christmas, una proposta di istituire le ronde, cosa capiterebbe a ogni sfondone di Berlusconi su Eluana, cosa accadrebbe a ogni Cucchi, Aldovrandi, Sandri ammazzato da un poliziotto (vedete che bravo che sono? Ho evitato di metterci pure Giuliani così vi evito di ricordarmi che però lui se l'è cercata). E non é che qui la politica sia di altissimo profilo o manchi il malgoverno, intendiamoci.

Il 6 dicembre è stato il primo anniversario della morte di Alexandros Grigoropoulos, 15enne ucciso dalla polizia greca. Breve riassunto: é successo che quel sabato sera passava una volante davanti a un bar nel quartiere di Exarchia ad Atene. Alexis e i suoi amici hanno provocato gli agenti, forse lanciando lattine vuote verso l'auto. Gli agenti hanno proseguito, poi hanno parcheggiato, sono tornati indietro a piedi, si è acceso un diverbio e un agente ha sparato tre colpi, uno dei quali ha raggiunto al petto Alexandros, uccidendolo.

A quel punto la Grecia ha reagito. Non proprio compatta, non tutta allo stesso modo, ma ha reagito in maniera impressionante e improvvisa. A voi hanno fatto probabilmente vedere nelle TV solo gli spettacolari saccheggi, la messa a ferro e fuoco dei maggiori centri greci, avrete pensato ai soliti quattro coglioni che non vedono l'ora di fare casino. É passato il messaggio che i giovani greci sono teppisti. Non vi avranno mostrato le immagini delle centinaia di imponenti manifestazioni di protesta dura ma pacifica svoltesi in quei giorni in tutta la Grecia a cui partecipavano in massa gli studenti, i loro professori, i loro genitori, i sindacati, le associazioni, i partiti, gli intellettuali, la "gente comune", i pensionati, gli artisti. Non vi avranno raccontato  della mobilitazione, la commozione, l'indignazione e la dignità, la partecipazione sincera e toccante di una enorme fetta di Grecia civile e appassionata. Non vi avranno detto della bellezza e dell´emozione di vedere in strada nuovissime generazioni politicamente consapevoli, determinate a farsi ascoltare, ferite ma coraggiose. L´antitesi della bimbominkia generation, in pratica, che, lo dico per rassicurarvi, é ben presente anche nella versione greca. (continua)

BERJAYA


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domenica, dicembre 06, 2009


Corteo in memoria di Alexis, ucciso dalla polizia un anno fa. Scontri a Salonicco, guerra ad Atene


BERJAYA


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martedì, dicembre 01, 2009


Video killed the radio stars


BERJAYA


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giovedì, novembre 19, 2009


Da Yann Tiersen all´inverno caldo: sprazzi di un impegnato novembre salonicchese.


Mi lagno quasi sempre che non c´é niente da fare e poi arriva novembre. A Salonicco comincia il festival internazionale del film, la cittá ribolle di proiezioni, concerti ed eventi. Inoltre il 17 novembre come sempre c´é stato il corteo per la commemorazione dell´entrata dei carriarmati dei dittatori dentro il politecnico di Atene occupato, che causó feriti e morti.

Lunedi siamo andati a vedere al Principal Yann Tiersen: non mi ero mai soffermato sulla sua opera a parte qualcosa della colonna sonora di Amelie e Goodbye Lenin. Mi aspettavo un Principal vuoto, certo di spaparanzarmi sui divanetti e gustarmi un´oretta di fisarmonichine tanto colte e radicalchic, violini struggenti, atmosfere da sbadiglio. Quello che ci vuole dopo una dura giornata di lavoro. Conteplavo persino la possibilitá di schiacciare un pisolino. Invece mi ritrovo il locale pieno (capienza un migliaio di posti) come quando venne Morrissey (nonostante sia lunedí e il biglietto costi 30 euri a capoccia), tanto che abbiamo trovato solo uno strapuntino in alto, defilati e accalcati. Yann Tiersen, la fotocopia di Mastrandrea, si presenta con una maglietta rossa con la falce e il martello che non puoi non volergli bene e attacca a suonare. Parte lento e poi continua in crescendo, quasi senza interruzioni, sfumando spesso un pezzo nell´altro. Una tirata eclettica ed elettrica, con pochi passaggi piú atmosferici, un po´di elettronica, tre chitarre (due elettriche, che diventano una quando si mette a dare qualche strapazzata geniale al violino). Ma si tratta per la maggior parte dei pezzi di indie.pop.rock pulito pulito (whatever it means) che ricorda un po´ troppo da vicino gli Arcade Fire, certe intro sembrano addirittura pinkfloydiane, mia moglie ci vede un tiro un po´ alla Baustelle, io piú gli A toys orchestra, certa roba di Graham Coxon e i Grandaddy. Comunque bravo anche se me lo aspettavo meno pestone e assolutamente privo di qualunque piglio punk o rock. E invece gli piace fare casino, schitarrare col distorsore a manetta e creare finali sonici di rumore orchestrato.  Poi quando si mette al violino tende a violare analmente dei passeracei.

Martedí giornata piena. Scuola chiusa per la commemorazione di cui sopra, nel pomeriggio abbiamo visto un film scelto completamente a caso dal nutrito programma del festival, El Ultimo Verano de la Boyita, coproduzione spagnola argentina e francese. Bello, delicato, colorato, non scontato, attori meravigliosi, insomma parecchio apprezzato; se potete andatevelo a vedere. Il solito culo nostro nella ricerca random dei film, applicato alla probabilitá sempre alta di beccare un buon film ispanico al festival. Per la cronaca l´Italia partecipava con the Dreamers di Bertolucci (roba di tre anni fa) e un paio di opere di Carmelo Bene. Per il resto, come sempre, dal nuovo cinema italiano qui non arriva una mazza (ultima presenza ´ragguardevole´ La meglio gioventú e mi pare che basti). E non é proprio un festivalino ignobile questo, per dire che Tony Manero film dell´anno scorso che ha mietuto parecchi premi in seguito, prima era passato da qui. Ecco.

Dopo il film cominciavano i tradizionali cortei del 17 novembre di cui ho giá parlato. Migliaia di persone perlopiú pacifiche (organizzazioni politiche e studentesche e semplici cittadini) hanno sfilato per le vie del centro, fermandosi davanti all´ambasciata americana, inneggiando contro gli USA, colpevoli di essere dietro al regime dei colonnelli, per poi finire il corteo davanti al Politechnio ovvero la facoltá di Ingegneria. Come prevedibile, viste anche le sommosse dell´anno scorso, alla fine del corteo sono scattati duri scontri fra manifestanti e forze dell´ordine, con lanci di pietre, cariche, cassonetti e auto bruciate, spreco di lacrimogeni, vetrine rotte, centro cittadino militarizzato, esplosioni di granate luminose da parte dei MAT (le truppe antisommossa) e molotov lanciate dai manifestanti barricati all´interno della Universitá, che é asilo politico. Oviamente é saltato anche il concerto gratuito nell´aula magna, o almeno crediamo visto che non ci hanno lasciato passare.

Da quando il Pasok, che di socialista ha solo la sigla, ha vinto le elezioni l´atteggiamento della polizia -in particolare verso gli anarchici- si é fatto piú duro. Come se dovessero dimostrare che non é solo la destra ad avere le palle e che sanno manganellare pure loro a dovere questi scapestrati. Ad Atene hanno fermato 280 persone dopo le manifestazioni. Mesi fa hanno effettuato retate a tappeto senza motivo nei quartieri piú rossi della capitale, come Exarchia. I media dipingono Exarchia come una specie di favela dove se entri non esci vivo, quando invece si tratta di un posto dove la gente del quartiere crea parchi pubblici occupando terreni destinati a garage e li autogestisce come in una comune. Non si respira un bel clima in Grecia, soprattutto in vista del 6 dicembre, primo anniversario della morte di Alexis Grigoropoulos, il 15enne ammazzato proprio nel cuore di Exarchia dai proiettili della polizia. E hanno posticipato a poco dopo l´anniversario il verdetto sull´omicidio,  tentando inutilmente di portare il processo lontano da Atene. L´anno scorso ci furono sommosse e manifestazioni che durarono giorni in tutte le maggiori cittá greche dopo l´omicidio. La polizia aveva finito le scorte (nazionali) di gas lacrimogeno. Vediamo quest´anno che succede, ma non ho un buon presentimento.


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domenica, novembre 15, 2009


The age of vaffanculo


The age of stupid è un film-documentario che parla dell'ambiente e in base a previsioni scientifiche realistiche disegna scenari piuttosto inquietanti. E' fatto molto bene e consiglio di vederlo per una serie di motivi che vado a esporre.

Per iniziare, mentre guardi il film, avverti in bocca lo stesso sapore amaro che si prova guardando i lavori di Michael  Moore, documentari come The Corporation o An inconvenient truth di Al Gore. Non ce ne siamo persi uno che fosse uno. Per la durata del film torni dunque quel 18enne ambientalista capellone, contestatore del sistema, pacifista e anche un po' più magro. Un'esperienza che raccomando a tutti i quasi qurantenni.

Poi senti dentro tutta l'ingiustizia del mondo, ti senti un ipocrita, decidi che si può cambiare, non è ancora troppo tardi, mediti la partecipazione a Mi Illumino di Meno, l'iscrizione a Greenpeace e al WWF, ti penti di aver scansato bruscamente i militanti ambientalisti quando provavano insistentemente a fermarti per strada. Da ora in poi si cambia, cacchio.

Infine coroni gloriosamente la tua presa di coscienza ambientalista progressiva,  ripromettendoti di scendere in piazza a ogni occasione contro le odiate multinazionali, no anzi ancora meglio, decidi di diventare  un ecoterrorista, per compensare l'inaccettabile ignavia che ti ha pervaso fino ad oggi.

Pensi anche per fortuna che c'è ilpremionobelperlapace Obama ora in USA che vuole decisamente virare l'economia verso il verde e le cose stanno per cambiare. HOPE, CHANGE, YES WE CAN, FUCKYEAH! Non come con quel fantoccio delle oil company di Bush.

Rifletti sul fatto che perfino uno dei cinesi più ricchi è uno che ha fatto i soldi proprio con l'energia pulita, quindi ci siamo, la direzione è quella giusta, vai cazzo !

Ti dici che adesso è tempo di grandi decisioni c'è il vertice di Copenaghen e che possiamo finalmente invertire questa assurda tendenza al suicidio del pianeta dettata solo dalla sperequazione e dal consumismo ingordo.

Batteremo Global Warming, Buco nell'ozono, Effetto Serra, Cambiamenti climatici, Scioglimento dei ghiacciai e delle calotte polari, CO2, Ingiustizie nel mondo, differenze economiche, guerre per il petrolio. Ce la possiamo fare, abbiamo le energie pulite, il risparmio energetico, le politiche di decrescita felice, il car pooling, il bookcrossing !

Pensi, cazzo adesso torno a casa e davvero spegno tutti i led degli elettrodomestici prima di andare a nanna, vado sempre e solo a piedi, non prendo mai più un aereo in vita mia e se mia moglie si azzarda a lasciare una luce accesa a casa giuro che le mozzo le mani. Così i bambini dell'Africa troveranno finalmente un sorriso anche grazie a quelli responsabili (da oggi) come me. Saremo tutti una grande famiglia, salveremo la nostra Madre Terra !

Poi torni a casa e trovi questo . E decidi contestualmente che quest'anno l'albero di Natale lo fai pure col doppio delle lucine e vaffanculo. Salutatemi i bambini dell'Africa, ditegli che è durato poco ma è stato bello. E ora che ci penso devo pure mettermi a dieta.


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disfattismi, comunismi

giovedì, novembre 12, 2009


Liberate Wanna Marchi


Facebook, si sa, é un po´ il regno dell´allocco. Ci sono gruppi che contano solo in Italia oltre un milione di iscritti , stretti a coorte perché hanno paura di pagare per i servizi del social network. Facebook non ha mai annunciato servizi a pagamento. É vero notoriamente che fondare un gruppo FB risolve di solito quasi tutti i problemi, ma solo se si raggiunge un certo numero di iscritti, se no niente da fare. Non a caso sono nati gruppi per liberarsi dall´alopecia e da Brunetta, tutti molto efficaci come é sotto i nostri occhi. Oltre a contare gli allocchi peró ho trovato un passatempo nuovo. Contare gli allocchi di destra. L´umanitá varia che molti chiamano Paese Reale (marchio registrato) che compone FB é piú bella, colorata, amabile se di destra. Ci trovi di tutto, dai fascistoni sgrammaticati ai nazistoni anortografi, dagli integralisti cattolici dislessici alle strappone da rodeo, dai gruppi Paolo Brosio a Medjugorge (c´é) a quelli di estrema destra che amano le forze dell´ordine a quelli di estrema destra che le odiano. In questi giorni circola fra i gruppi di destra questa storia del biglietto avvelenato. Prendete i popcorn e mettetevi comodi


IMPORTANTE=leggete molto attentamente.
ad una stazione di senvizio,un uomo si è avvicinato ad una signora che era intenta a fare il pieno alla sua auto.
Gli a offerto i suoi servizi come imbianchino e gli ha lasciato il suo biglietto da visita.
La signora gli ha detto di non avere bisogno,ma ha accettato il suo biglietto per dare prova di buona fede.
L'uomo è allora entrato in un'atomobile condotta da un altro signore.
Mentre la signora lasciava la stazione di servizio, ha visto gli uomini seguirla.
Quasi immediatamente,ha iniziato a sentirsi confusa e stordita facendo fatica a respirare.
Ha provato ad aprire il finestrino rendendosi conto che uno strano odore veniva dalla sua mano,la stessa mano che ha accettato il biglietto del signore alla stazione di servizio.
Ha allora notato gli uomini che erano attaccati dietro la sua automobile.
Capito che dovesse fare qualcosa,è entrata nel primo parcheggio che ha trovato,ha fermato la sua automobile e ripetutamente si è messa a suonare il claxon per chiamare aiuto.
Gli uomini sono fuggiti,ma la signora stava sempre male.
è soltanto dopo moti minuti che ha potuto finalmente riprendere a respirare normalmente.
Apparentemente,c'era una sostanza sul biglietto che avrebbe potuto seriamente stordirla.
Questa droga si chiama BURUNDANGA ed è utilizata da persone che vogliono colpire le vittime per rapinarle o violentarle.
Questa droga e più pericolosa delle normali droghe o sonniferi.
Essa è trasmissibile su semplici carte.
Attenzione, non accettate questi generi di biglietti da sconosciuti.
Attenzione queste persone fanno visite a domicilio lasciando i biglietti nella buca delle lettere o sotto la porta,restando in zona per poi aggredire le vittime.
CAMERATI INVIATE A TUTTI QUESTO MESSAGGIO ,A TUTTI I VOSTRI CONTATTI AFFINCHè TUTTI SAPPIANO COME COMPORTARSI ALLA LUCE DI QUESTI SPIACEVOLI FATTI.
A NOI. UN SENTITO GRAZIE AL CAMERATA GABRIELE BUSSOLIN PER IL COMUNICATO


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comunismi, cabarettismi

sabato, novembre 07, 2009


Il mash-up definitivo


 

 
via Kekkoz


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comunismi, cabarettismi

lunedì, ottobre 12, 2009


Cronache da Salonicco


1. Stamattina mi fermo a un chiosco a comprare un paio di giornali di annunci. La proprietaria del chiosco non distoglie lo sguardo dalla copia di uno dei giornali che le ho chiesto e mi fa "Vuole questo eh? Ma e' l'ultima copia e lo sto leggendo io, devo controllare un annuncio che ho messo. Se lo vuole si armi di pazienza e aspetti un minuto". Dopodiche', trascorso il minuto di pacifica lettura, me l'ha tranquillamente venduto.

2. La stessa proprietaria, dall'accento chiaramente non greco, si pruduce in un atto di razzismo verso una zingarella che passa a fare la carita', urlandole di girare alla larga dalla sua edicola, che glielo aveva gia' detto.

3 Per ripicca, decido di fare dispetto all'immigrata edicolante razzista, torno indietro e dono qualche moneta alla zingarella maltrattata. Costei incassa e mi segue quasi fino a dentro l'abitacolo dell'auto in cerca di altre monete che al momento non ho, ergo accelero il passo, chiudo lo sportello scontrosamente e mi rabbuio. Intravvedo sullo sfondo la russa edicolante razzista che ride sotto i baffi.

4. Ieri (11 ottobre ndB) con 25 gradi ce ne siamo andati a fare il bagno al mare, poi, all'imbrunire abbiamo mangiato in una taverna di pesce in riva al suddetto mare, all'aperto, con i piedi nella sabbia,  con tramonto rosso infuocato da una parte e metropoli bianca di sfondo dall'altra. Schiattate.

5. Ci ha servito un cameriere di origini albanesi che, forte di una sua gita presso la mediocre cittadina di Roma, ha sostenuto nell'ordine che: in Italia si mangia poco (solo pasta e pizza) male e caro. Per non parlare del caffe' da bere sempre rigorosamente in piedi. E a Roma poi, ha concluso la sua arringa, tutto chiude alle 20. Meglio qui dunque. Dovevate vedere come annuivamo con ampi cenni del capo e grandi sorrisi. Maledetti anti-italiani che sputtanano l'Italia all'estero. Infatti poi non ci hanno offerto nemmeno il dolce.


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ellenismi

mercoledì, ottobre 07, 2009


Godo Alfano


Alcune facezie prese in giro dalla rete oltre a quella del titolo riguardo a questo fatterello qui

tutti i lodi vengono al pettine
bocciato il lodo alfano. aveva studiato col figlio di Bossi
Lodo bocciato. La solidarietà del figlio di Bossi.
lodi lodi lodi alla corte costituzionale
lodo alfano? no je dico stronzo
la mia reazione alla bocciatura del lodo Alfano sarebbe molto articolata, ma contiene sicuramente le parole meu amigo charlie brown

Bocciato il lodo Alfano. Ad Hammamet stanno già dando aria alle stanze
illegittimo. come un bastardo.
Sia lodoata la consulta. Sempre sia lodoata.
Don’t cry for me, Angelino
balliamo sul lodo
Lodo Albano (felicitàààà!)
primus super party
datemi 1 I datemi 2 L datemi 1 E datemi 1 G datemi 1 I datemi 2 T datemi 1 I datemi 1 M datemi 1 O : ILLEGITTIMO
lode al fan
Lodo AlFail
Orbo Alfano. (non aveva visto l'Incostituzionalità...)
L'odo ma alfin non vedo alfano
stasera brodo alfano
soddisfatti i legali di Orwell: scongiurato il plagio
Si è estinto il Dodo Alfano
Odio Alfano
Papé Alfàn, papé alfàn aleppe
BERJAYA


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