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Friday, 4 January 2008

Oscar Luigi Scalfaro. [roba vecchia dall'archivio bulgarese di Londradical]

Sotto un cielo plumbeo e la prima grossa nevicata della stagione, martedi' 28 ottobre Oscar Luigi Scalfaro ha portato l'inverno a Sofia nella sua seconda visita ufficiale in Bulgaria a distanza di quattro anni dal suo primo viaggio.
Invitato dal suo omologo Petar Stoyanov, Scalfaro e' stato il primo capo di stato a visitare il paese quest'anno dopo l'avvio delle riforme, che ha apprezzato come un significativo passo avanti verso l'integrazione della Bulgaria nelle strutture euro-altantiche, integrazione che l'Italia sosterra' in sede UE e NATO insieme alle analoghe richieste di Bucarest e Lubiana "senza favoritismi", come riportato con grande evidenza dalla stampa locale (ma il quotidiano Novinar e' il solo a riportare che nel colloquio tra i presidenti sarebbe emerso chiaramente che la Bulgaria non e' ancora pronta), la quale stampa ha posto l'accento anche sul fatto che Scalfaro ha categoricamente rifiutato di scusarsi per il caso giudiziario che vide accusata la famosa "pista bulgara" per l'attentato al papa, spiegando che non fu l'errore di un intero popolo e quindi non vede ragioni per doversi scusare. L'ANSA ha commentato l'episodio come in contrasto con l'atmosfera tranquilla e amichevole degli incontri.
Il capo dello stato, il cui aereo ha girato tre volte in mezz'ora prima di avventurarsi nell'atterraggio sulla pista innevata dell'aeroporto della capitale, era accompagnato da una delegazione di una quindicina di persone tra le quali sua figlia e il sottosegratario agli esteri Piero Fassino che ha incontrato la signora numero uno della diplomazia bulgara, Nadezhda Mihailova, con la quale ha discusso il regime dei visti per i passaporti diplomatici e la solita, vana e retorica "collaborazione nella lotta al narcotraffico", fingendo come sempre di ignorare che il gigantesco affare mafioso e' semplicemtente causato dal folle proibizionismo sulle droghe.
Questi accordi dovrebbero essere messi a punto per essere siglati nel corso della prossima visita del presidente del consiglio Romano Prodi.
Nella residenza presidenziale di Boyana, a pranzo con Stoyanov, oltre ai brindisi di rito il presidente della repubblica ha premiato lo scultore Georgi Chapkanov per avere realizzato un busto di Federico Fellini. Il quotidiano comunista Duma e' l'unico a riportare di presunti incidenti nell'interpretariato che avrebbero fatto arrossire il presidente bulgaro, ma ne dubitiamo poiche' conosciamo l'interprete in questione come un buon professionista: probabilmente Duma si confonde col suo pio desiderio che Stoyanov si arrossisca politicamente...
Nel colloquio con il primo ministro Ivan Kostov, Scalfaro ha affrontato l'annoso problema dei trasporti e del famoso corridoio numero otto (vedasi in proposito il terzo numero di Italiani in Bulgaria) che dovrebbe unire i porti adriatici di Brindisi e Durazzo a quello di Burgas sul Mar Nero proiettandosi verso la regione caspico-caucasica, un progetto questo ritenuto fondamentale da Stoyanov nel comune interesse di entrambi i paesi e anche per contribuire ad alleviare la disoccupazione in Bulgaria. Un memorandum per la realizzazione del corridoio di trasporti e' previsto di essere firmato presto a Skopje dai competenti ministri dei paesi direttamente interessati: Italia, Bulgaria, Albania e Macedonia.
Nell'agenda degli incontri era inoltre prevista la discussione della riapertura di due linee di credito del valore di 260 milioni di dollari, destinate a finanziare il commercio bilaterale, che vennero bloccate nel 1990 quando la Bulgaria divenne insolvente nel pagamento del suo debito estero.
Nel corso della sua permanenza di sole sette ore a Sofia, Scalfaro ha trovato il tempo per visitare il museo archeologico, dove l'imprenditore italiano Pierluigi Fiori gli ha illustrato l'iniziativa di una mostra dei tesori aurici dei traci, attualmente in corso a Firenze (vedasi articolo piu' avanti in questo stesso numero). Il presidente ha invece deluso docenti e studenti della facolta' di lingua e letteratura italiana che a mezzogiorno lo attendevano nell'aula magna dell'universita' di Sofia: verosimilmente il capo dello stato e' stato opportunamente consigliato di eludere imbarazzanti domande sulla vergognosa vicenda del centro culturale italiano promesso da anni e mai realizzato.
Nell'accogliere il presidente della repubblica all'aeroporto, quasi a volersi giustificare per il maltempo, Stoyanov aveva detto che "la prima neve porta i migliori amici", ma i proverbi non sono sempre sinonimo di saggezza popolare e i connazionali del presidente bulgaro hanno motivo di pensarla diversamente: subito dopo la partenza di Scalfaro il tempo e' gradualmente migliorato e giovedi splendeva il sole sulla capitale. Forse pero' non e' stato Scalfaro a portare il maltempo, come fa intendere con un sorriso malizioso un simpatico funzionario d'ambasciata che ovviamente preferisce restare anonimo, ma e' piuttosto il povero Stoyanov ad essere un po' sfortunato: anche in occasione di un recente summit a Varna i presidenti turco Demirel e romeno Costantinescu furono accolti dal piu' violento acquazzone che si sia visto l'estate scorsa. Chiunque sia lo iettatore, e' ormai provato che gli elementi della natura non amano molto la categoria presidenziale...

Wednesday, 21 November 2007

No satellite leader tried harder to please his Soviet masters

[
Time magazine Monday 30 april 1956]

No satellite leader tried harder to please his Soviet masters than Bulgaria's Premier Vulko ("Wolf") Chervenkov. When Stalin denounced Tito, Moscow-trained Chervenkov denounced Tito. He personally directed the trial of Traicho Kostov, who was hanged in 1949 as a "Titoist spy." Chervenkov made Bulgaria into the most docile of Soviet satellites, had himself referred to as "the most faithful pupil of Stalin," plastered the country with his own picture labeled "Our Beloved Leader."

But cold-eyed, paunchy Chervenkov proved a little slow to toe the new post-Stalin line, slow to apologize to Tito and to repudiate "the cult of the individual." Three weeks ago the Bulgarian Politburo charged him with "violation of legality in the trial of Kostov," pronounced Kostov posthumously innocent, and freed his accomplices. Last week Chervenkov's comrades deposed him as Premier, relegated him to one of four Deputy Premiers. His successor: dandified Anton Yugov, 52, a home-grown hatchet man who, as Interior Minister in 1945, admittedly executed 2,000 political enemies. Tito's Yugoslavs will presumably find Yugov more friendly than the Wolf. Bulgarians are unlikely to notice much difference.

The floodlights in the Sofia courtroom came up full force, concentrating on the miserable defendant in the dock. The court asked Traicho Kostov, once Bulgaria's No. 2 Communist, if he wished to make a final statement. Earlier in the trial Kostov had refused to play his assigned role, had denied being guilty of espionage and treason against Bulgaria (TIME, Dec. 19). This was his last chance to redeem himself—and he rejected it. "I must say once again," he began, "that I was never a police agent, never an imperialist spy . . ." Hisses and catcalls from the Communist...


NYLON! Fogliettone a puntate, dove sarebbe ora di finirla con le autobiografie (e infatti con questa la facciamo finita)
Libro IV, capitolo VI, puntata 36 - AUTOBIOGRAFIA DI ROBERTO GRANZOTTO: 1990-2013, prima parte