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"Quando ho la sensazione che in fabbrica ci sia un po’ di disordine – mi diceva un giovane industriale – quando vedo che si profila uno sciopero, io prendo il mio yacht. Me ne vado. In crociera. Alle Bahamas. E mi porto dietro un po’ di operai". "Come viaggio premio?". "No, come ostaggi".
(Marcello Marchesi)


STUPIDARIO COMUNALE

"Mia figlia è stata assunta fruttai" (full-time, ndr)
"Melfi non è in Campania? AH già, infatti i miei parenti sono della costiera amalfitana, vengono da Malfi"
"Qui c'è una lettera che mi critica sul giornale. Ah, ma voglio proprio vedere la Stampa di domani. C'è scritto 'segue firma', domani la pubblicheranno!"

"Ho visto un soggiorno lifting..."
"C'è stata un'altra manifestazione di splatters"
(nel 1998): "Sono indaffarata per il centenario della Repubblica
"Ho saputo che tuo padre ha avuto un iptus".
"C'è in linea l'assessore della Fiat".
"Hanno trovato un pesce metà squalo metà serpente. Esiste da 80 milioni di anni!"."E' tutta colpa degli esperimenti nucleari".
"Abbiamo il nostro uomo all'Havana". "Non conosco il dottor Lavana".
(cercando la dott.ssa Cortese): "Avrei appuntamento con la dottoressa Gentile".
"Scusate il ritardo, ho dovuto portare mia moglie dallo speleologo".
(parlando dei propri associati): "I miei sudditi..."


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"Per egemonizzare il pd servirebbe un esorcista". (tatablues)

"Ratzy è un pinguino vestito di bianco che dice porcherie". (Ale della classe di Antigone)


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"Gli aziendalisti sono diversamente universitari".
(Zarathustra)

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22 luglio 2011

L'oroscopo di InternazioMale: luglio-agosto 2011.

Compiti per tutti. Scrivi una lettera minatoria e sconclusionata al presidente della tua provincia.

Ariete. Sei libero di fare ciò che preferisci, caro ariete. Tanto finirai male comunque.

Toro. “Un caffè, per favore” diceva Pablo Neruda al bar. Spero che questo possa aiutarti a riflettere sul valore del riposo, sulla potenza dei sogni e sul fatto che in ufficio non dovresti dormire. Sveglia.

Gemelli. Nel 1268 una contadina si innamorò del suo vicino di casa e poi si sposarono. Nel tuo futuro prevedo qualcosa di simile, tipo andare a zappare la terra.

Cancro. In vacanza portati l’Internazionale, così avrai modo di leggere l’oroscopo mentre il resto del mondo guarda le stelle cadenti. Dunque di notte. Gli altri esprimeranno desideri e tu diventerai orbo. Tié.

Leone. Ti dispiace se ti chiamo “bocca di leone”? Lo so, suona un po’ retorico, ma in questo periodo sei proprio così: apri la bocca a caso per dire minchiate. O, più frequentemente, per fare altro.

Vergine. Ti rimangono forse dieci giorni, o quindici. Goditeli.

Bilancia. “Ha un ego enorme, un ego gigantesco”, dice Beyoncé nella canzone Ego. “È troppo grande, troppo vasto / troppo forte, è fuori misura / è troppo e troppo duro”. Secondo me non parlava dell’ego.

Scorpione. “Caro InternazioMale, potresti mica dirmi cosa mi succederà quest’estate?” mi scriveva l’anno scorso Sarah Scazzi. Morale: evitate certe domande.

Sagittario. Su alcuni quotidiani di scarso pregio il tuo segno viene scritto “saggittario”, con due g. Se la gente non sa nemmeno come si scrive il tuo segno vuol dire che l’ignoranza dilaga. O forse dipende dal fatto che non conti una cippa.

Capricorno. Ho due informazioni per quelli come te che non credono agli oroscopi. La prima è che anche Einstein non ci credeva, e ora è morto. La seconda è che ne stai leggendo uno e ciò fa di te un cretino.

Acquario. Secondo un recente studio pubblicato su Topolino, nel mondo ci sono più formiche che giraffe. Personalmente diffido di una sproporzione tale, considerato che Darwin avrebbe difficoltà a spiegare il proliferare di animali dal collo corto come le formiche. Fai come me: diffida delle formiche, magari aiutandoti con copiose dosi di baygon.

Pesci. “La critica che viene rivolta più spesso a Ruby Rubacuori è che una troia” scrivono sul Daily News. Eppure, se ci pensi bene, anche “nipote di Mubarak” non pare essere un complimento. Per quest’estate prova l’inebriante esperienza di darla a tutti spacciando parentele con personaggi improbabili.

14 luglio 2011

Il prezzo del ghiaccio.

Il prezzo del ghiaccio.

Quanto ci costa il riscaldamento globale?

 

di Grandangolo Sbocco*

 


 

 

 

Abstract

 

Il paper, basato su evidenze empiriche e stime econometriche, intende mostrare quanto e attraverso quali meccanismi il riscaldamento globale abbia effetti sull’economia e in particolare sul tasso di inflazione. Verificate le fonti e le relazioni, il paper suggerisce l’adozione di misure ambientali come politiche monetarie restrittive.

 




Siamo ormai abituati a considerare l’aumento del livello dei prezzi al consumo (l’inflazione) come un dato connaturato con il normale svolgersi delle attività economiche. Le politiche dei governi e delle banche centrali non puntano infatti alla stabilità dei prezzi, bensì alla stabilità – entro un valore ragionevole – del loro tasso di crescita.

Quand’anche la stabilità dei prezzi fosse un’utopia, vale comunque la pena ricordare che l’inflazione è fenomeno relativamente recente. Come si può notare nella figura 1, infatti, dal 1791 al 1951 negli Stati Uniti l’aumento dell’indice dei prezzi è decisamente contenuto (considerando il trend e non, ovviamente, gli shock quale la crisi del ’29).

 

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Dagli anni 50-60 del XX secolo in poi, invece, l’inflazione rappresenta una costante e il livello dei prezzi cresce senza sosta: il trend appare quello di una retta con inclinazione unitaria.

 

Come spiegare tutto questo, ragionando in un’ottica di lungo periodo, è compito arduo.

 

Molti sforzi in questa direzione sono stati compiuti dagli economisti, i quali però riescono a fornire unicamente spiegazioni contingenti, legate alle dinamiche produttive del breve periodo. Shock dal lato dell’offerta, così come aumenti della domanda più che proporzionali rispetto alle opportunità di aumento dello stock di capitale e dunque della capacità produttiva, possono avere effetti temporanei sulla dinamica dei prezzi, ma non spiegano perché il trend sia così stabile e rilevante.

Potrebbero essere avanzate ipotesi che fanno dipendere il trend inflazionistico dalle caratteristiche del sistema economico, imputando cioè l’andamento dei prezzi a un mix di cause che tenga insieme lo stress sui prezzi dovuto alla crescita della produzione e della domanda di moneta e i relativi costi. Un’ipotesi del genere, però, rappresenterebbe a livello logico un cane che si morde la coda: si spiegherebbe cioè l’inflazione attraverso fatti ad essa connaturati, producendo in tal modo una spiegazione autoreferenziale non solo in senso accademico (economisti che spiegano fatti economici attraverso altri fatti economici), bensì anche in senso lato (l’economia come mondo a sé in cui non è dato che fatti economici abbiano origine da fatti fisici, o biologici, o psico-sociali).

 

Il ragionamento a nostro avviso corretto, e che cercheremo di dimostrare in seguito nei fatti, deve mettere in relazione la nascita e il permanere di uno stabile trend inflazionistico con i fatti cruciali che concernono la società e il mondo e che hanno iniziato a dispiegare i propri effetti dagli anni 50-60 in poi.

In particolare occorre considerare quei fatti che, condizionando il comportamento anche economico delle persone, possono avere influito sull’andamento dei prezzi, generando cioè una crescita esponenziale della domanda cui il sistema produttivo riesce a rispondere con aumenti stabili di capacità produttiva, generando così un continuo aumento dei prezzi.

 

L’ipotesi che qui consideriamo, le cui evidenze ci paiono incontrovertibili e che soppianta in termini di logica e di verifica empirica ogni altra possibile spiegazione, è che l’inflazione dipenda crucialmente dal riscaldamento globale del pianeta, il cui meccanismo di propagazione delle temperature ai prezzi consiste nello scioglimento dei ghiacciai.

 

I dati in tal senso non lasciano margine a dubbi di sorta: il trend – mostrato in figura 2 – dello scioglimento dei ghiacciai dal 1960 a oggi è costante. Una regressione log-lineare tra prezzi e scioglimento dei ghiacciai mostra una correlazione di intensità notevole, con stime a varianza contenuta che superano i più rigorosi test statistici.

 

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Che lo scioglimento dei ghiacciai dipenda linearmente dal riscaldamento globale è un dato ormai assodato a livello scientifico: non sta quindi a noi dimostrare ciò che altri hanno già dimostrato, né spiegare una relazione tanto ovvia quanto nota. È bene però ricordare tale connessione, poiché, spiegando ora quella tra scioglimento dei ghiacciai e inflazione, potremo concludere che quest’ultima dipende crucialmente proprio dal riscaldamento globale.

 

La diminuzione della massa e dell’estensione dei ghiacciai provoca cambiamenti irreparabili negli ecosistemi, alterando il microclima di numerose zone montane. Inoltre lo scioglimento – vale a dire la trasformazione del ghiaccio in acqua – modifica strutturalmente anche gli ecosistemi lungo i fiumi e lungo le coste marine, poiché il livello dei corsi d’acqua e dei mari tende ad aumentare. Tutto ciò ha forti implicazioni con le attività umane, produttive e non, generando una continua e crescente domanda di innovazioni tecnologiche e di soluzioni atte a proseguire le normali faccende in un ambiente che muta. È da sottolineare come i cambiamenti degli ecosistemi e le modifiche al livello delle acque comportino problemi più che proporzionali alla loro crescita: un aumento di volume pari al 10% dell’acqua trasportata da un fiume necessita di un certo quantitativo di interventi strutturali, ma se l’aumento è pari al 20% i problemi si moltiplicano e richiedono soluzioni più drastiche e ingenti. Dunque uno scioglimento stabile dei ghiacciai provoca un aumento della domanda (al fine di trovare soluzioni adeguate per evitare o rimediare ai danni che ne derivano) a sua volta in continuo aumento, nonostante la capacità produttiva e innovativa riesca a crescere a tassi costanti. Questo stress porta inevitabilmente i prezzi a crescere, determinando quindi una certa stabilità del tasso di inflazione.

 

Le politiche monetarie del terzo millennio, a maggior ragione in un’Europa dove gli stati nazionali hanno perso il potere legato alle banche centrali, si attuano quindi attraverso le politiche ambientali: impedire il surriscaldamento del pianeta[1] significa contenere i prezzi, proseguire nel solco di chi produce senza curarsi dell’inquinamento porterà prima o poi a un aumento incontrollabile dei prezzi.

 

 

 

 

 

 

 

* Professore emerito di termoeconomia presso l’Università degli Studi di Villarfocchiardo.



[1] A questo proposito è utile ricordare come le più recenti e accreditate teorie pastafariane dimostrino che il riscaldamento globale dipenda direttamente dalla diminuzione del numero di pirati in circolazione (cfr. it.wikipedia.org/wiki/Pastafarianesimo), il che comporta come soluzione principe per il contenimento dell’inflazione l’attuazione di politiche di promozione della pirateria.

11 luglio 2011

Esorcisti. Come i preti, ma almeno fanno ridere.

La notizia è in home page su repubblica: si addestrano nuovi esorcisti per combattere il diavolo che, grazie a internet, si diffonde sempre di più.
Gli esorcisti, per chi non lo sapesse, sono preti che si travestono da idioti per guadagnare di più e che sperano di sfondare al cinema in qualche film horror.

L'apice dell'articolo di repubblica si tocca quando il simpatico giornalista scrive "da qui l'importanza del sacerdote esorcista che deve capire in quali casi una persona è realmente posseduta dal diavolo e in quali casi, invece, si tratti semplicemente di un abbaglio o di malattie psichiche".
Ecco, questo me l'ero perso.
Cioè, io ero convinto che il sostentamento degli esorcisti (ma mica solo loro, diciamo il sostentamento del clero) si basasse su abbagli e malattie psichiche. O sei pazzo, e allora ordini tre pizze perché hai a cena gesù e la madonna, o hai preso un abbaglio e ti sei convinto che andando ogni domenica in un posto dove ci vanno tanti altri la tua vita migliorerà.
E invece gli esorcisti riconoscono sia gli abbagli che le psicosi. "Sono posseduto dal demonio" "No, è un abbaglio, sei un coglione". Oppure "Sono posseduto dal demonio" "Ma cosa dici?" "Sì sì, l'altra sera avevo a cena gesù e la madonna e non hanno mangiato la pizza per colpa del demonio" "Vabbé, chiamate la neuro". Gli esorcisti non ti pigliano per il culo (noooo), accettano la scienza e la possibilità che la gente sia suggestionabile. Si limitano a intervenire quando davvero hai il diavolo in corpo.
Davvero. Il diavolo. In corpo.
Loro lo capiscono, lo dice repubblica.
Quindi capita. Succede proprio che il diavolo possieda la gente.
Se lo dice repubblica è vero.
Magari tu, ateo incallito, pensavi di fare un giro dallo psichiatra perché hai qualche problemino di testa, e invece non ti serve a una cippa: sei posseduto dal demonio. E' dentro di te e vuole il tuo corpo per lottare contro la verità di gesù e le forze del bene.
Una tua collega continua a girare tra gastroenterologi ma non scopre l'origine del suo mal di stomaco? non è l'ulcera, è il diavolo.
Il tuo ragazzo esagera con il petting e vuole sempre palparti le tette? Ha un diavolo per capezzolo.
Mal di testa? Lascia stare il moment e corri dall'esorcista.

Alla fine quando si dice "povero diavolo" è vero: ora oltre agli esorcisti ha pure la repubblica contro.

1 luglio 2011

Preti.

Sono tra di noi, più di quanto possiamo immaginare. Si travestono (e non solo in occasione del pride), si infiltrano, si confondono. Sono ovunque. Sono vicini. E, in quanto preti, sono molto pericolosi.
Ecco alcuni tipici travestimenti.

Preti travestiti da giornalista. Non parlano mai male di nessuno, ma nemmeno bene (tranne che del signore e dell’editore). Terzisti da sempre, qualunque cosa accada. Catechizzano a destra e a manca e sono sempre candidati a presidente Rai.

Preti travestiti da allenatore. Si complimentano con l’avversario, non fanno polemiche, educano i propri calciatori al gioco veloce, pressing alto, culto di gesù. Ogni tanto vanno ai preliminari di Champions, ma solo ogni tanto.

Preti travestiti da ingegnere.
Si occupano di prevenzione e sicurezza sul lavoro in modo da stare con i lavoratori e con i padroni. Sul tema tengono corsi di formazione spiegando che la sicurezza è un percorso di fede e che la 626 porta alla gioia di vivere.

Preti travestiti da ministro. Ovvero i ministro di culto. Pacifisti, impegnati contro la pena di morte e per i diritti sociali, darebbero l’ergastolo ai gay e a chi abortisce. Usano le encicliche al posto dei decreti e la papamobile al posto dell’auto blu.

Preti travestiti da suora.
Vi siete chiesti come mai l’80% delle suore ha i baffi? Perché sono preti. Alcuni si fanno anche operare.

Preti travestiti da attore che si traveste da prete che si traveste da detective.
Terence Hill.

Preti travestiti da papa. Sembrano capi di stato, ma è solo un’abile copertura. Rimangono preti al 100%: fanno sesso, rubano l’8 per mille, ammazzano Calvi, eccetera.

E infine i più pericolosi…

Preti travestiti da prete. Si fingono pastori di anime per ottenere una parrocchia, accedere agli oratori, dire messa, molestare i ragazzini. Riconoscerli è quasi impossibile, più facile rinviarli a giudizio.


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30 giugno 2011

No Scul.

Vogliono costruire una nuova e grande scuola elementare.

Diciamo NO perché sarebbe un'opera:

- inutile, in quanto non giustificata da ragionevoli previsioni di natalità

- dal costo insostenibile tutto a debito della spesa pubblica e proiettato sulle generazioni future erodendo ulteriormente risorse dedicabili a ambiente, sanità, pensioni e stato sociale

- con un successivo bilancio di esercizio in passivo da ripianare sempre mediante la spesa pubblica

- che favorirebbe la crescita dell'intreccio perverso partiti-imprenditori-mafie: un cancro nel nostro Paese, che l’edilizia (anche quella scolastica) alimenta

- che favorirebbe anche l’intreccio altrettanto perverso partiti-curia-vaticano: ogni nuova scuola è il pretesto per assumere nuovi insegnanti di religione

- che avrebbe un impatto devastante ed irreversibile sul quartiere interessato, in termini di produzione di inquinamento acustico (soprattutto negli intervalli e all’uscita), di attrazione di traffico e di anni di cantiere

Aderisci anche tu al movimento NO SCUL!


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28 giugno 2011

Traslochi.

Checché scrivano i giornali, il governo sta studiando lo spostamento dei ministeri da Roma, e non solo dei ministeri guidati da leghisti. Angolosbocco ha appena appreso in anteprima il piano dei trasferimenti.

Il ministero dell’interno va sul Gran Sasso: Maroni, consigliato dal noto intellettuale Salvini, ha stabilito che il ministero può anche non essere bello, ma se è dell’interno deve stare nell’interno.
Il ministero degli esteri va alle Maldive, così finalmente Frattini potrà presentarsi al lavoro.
Il ministero della difesa verrà paracadutato a Milano nello stadio di San Siro: La Russa ha chiesto un palco per guardarsi le partite dell’inter e incitare, con il suo vocino aggraziato, la retroguardia nerazzurra.
Il ministero della salute va in campagna, che lì l’aria è più buona.
Il ministero della giustizia va in Groenlandia, unitamente a Csm, giudici e pm.
Il ministero della cultura va a farsi un giro per le capitali europee.
Il ministero dell’economia va alle Cayman e nasconde il debito pubblico in società offshore, le cui quote verranno intestate a ignare vecchiette sarde.
Il ministero delle attività produttive torna a Scajola (a sua insaputa) e va a Imperia (sempre a sua insaputa). Il costo del trasloco è a carico di ignoti.
Il ministero della semplificazione va in Brianza e suddivide gli uffici uno per Comune (commercio a Tradate, protocollo a Bollate, eccetera), costruendo poi una sovrastruttura di coordinamento e sistemi postale, monetario e creditizio interni.
Il ministero del lavoro va in Romania, che lì il lavoro costa meno.
Il ministero dell’istruzione va all’Acuila.
Il ministero dei trasporti va tra Roncobilaccio e Barberino, e lì rimane. In coda.
La presidenza della Camera va a Genova: il colpevole torna sempre sul luogo del delitto.

16 maggio 2011

BioPresto.

Le fabbriche di nichi hanno la “n” minuscola perché non vogliono avere Vendola come idolo, ma rifarsi alla sua narrazione ontologica e metonimica.

La fabbrica di Michi invece ha la “m” maiuscola perché ha me come unico e indiscusso leader, capopopolo, riferimento culturale, esempio di vita, datore di lavoro, capo.

La fabbrica di Michi ha deciso di buttarsi nel commercio: apriamo un negozio.

Si chiama BioPresto.

È un bar-tintoria.

Bio perché serviamo caffè biologico, che fa tanto figo. È caffè a chilometri zero, nel senso che te lo serviamo al bancone e puoi berlo lì, non c’è bisogno che ti sposti. Anzi, già che la tazzina è nostra saresti proprio pregato di non spostarti, grazie.

Presto perché facciamo in fretta: ci chiedi il caffè e noi te lo facciamo. Comodo, no?

Essendo un bar-tintoria puoi rovesciarti addosso tutto quello che vuoi. Evita solo di ustionarti con il caffè, il bar-ospedale “BioT’assista” ancora non l’abbiamo aperto.

Specialità della casa è ovviamente il caffè smacchiato: prima ti metto il latte, poi te lo tolgo. Il caffè rimane così denso, cremoso, con quel retrogusto di latte e soflan che è la morte sua.

Da BioPresto trovi anche i nostri ottimi cocktail: white lady, omino bianco, long island ammorbidente, barbiturici.

BioPresto: il bar-tintoria dove ripulirti la coscienza tra un martini e l’altro.

15 aprile 2011

Abigeati.

I finiani pentiti, i responsabili, i liberalsalcazzo, i repubblicani indipendenti europei per il liberalismo socialdemocratico, gli udc siciliani, gli autonomisti patriottici: tutti che passano pian piano con silvio. A voler indagare si potrebbe imputare berlusconi per l'unico reato che ancora gli manca: l'abigeato.

Nel pd veltroni propone una legge per rendere obbligatorie le primarie. Stufi di perdere le loro, hanno deciso di perdere anche quelle altrui.

E' nato christopher cassano, l'unico figlio di cui il padre non sa scrivere il nome.

L'europa continua a rifiutare i profughi libici. E te credo: se scappano che gusto c'è a bombardarli?

28 febbraio 2011

Non voglio mica la duna / 3.

IlBERJAYA Pd svela lo slogan per le comunali di maggio: T'orino in testa.
Dubb
i sull'opportunità di quell'apostrofo (giallo).

Sono i primi effetti della vittoria di Fassino.

Avrò materi
ale per 10 anni.


17 gennaio 2011

Non voglio mica la duna / 2.

Giorgio Airaudo NON si candida a sindaco di Torino.
Peccato, era già pronto lo slogan: “CIT TURIN. Il socialismo in un solo quartiere”.

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