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Unione nazionale fascista del Senato

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Unione nazionale fascista del Senato
Unione nazionale del Senato (1926-1929)
StatoItalia (bandiera) Italia
SedeRoma
AbbreviazioneUNFS
Fondazione1926
Dissoluzione6 agosto 1943
PartitoPartito Nazionale Fascista
IdeologiaFascismo
Seggi massimi Senato del Regno
415 / 457
(1939)

L'Unione nazionale fascista del Senato (UNFS) è stato un gruppo parlamentare attivo all'interno del Senato del Regno d'Italia durante il regime fascista. Istituita formalmente nel 1926 come Unione nazionale del Senato (UNS), aveva il compito di coordinare l'attività dei senatori per garantire il sostegno ai disegni di legge presentati dal governo Mussolini e dei integrare l'istituzione senatoriale all'interno delle strutture di potere del Partito Nazionale Fascista (PNF).[1]

BERJAYA
Seduta del Senato del Regno del 1939

Nel febbraio del 1925, subito dopo la svolta autoritaria annunciata Benito Mussolini, i senatori iscritti al Partito Nazionale Fascista (PNF) decisero di costituire un gruppo parlamentare che includesse anche gli esponenti liberali "fiancheggiatori" del fascismo. All'inizio del 1926 fu quindi costituita l'Unione nazionale del Senato (UNS), a cui aderirono 118 senatori, di cui 44 iscritti al PNF.[2] Al vertice dell'UNS sedeva un consiglio direttivo, chiamato anche direttorio, composto da un presidente, tre vicepresidenti e due segretari, coadiuvati da altri senatori in qualità di consiglieri. L'adesione dei senatori al gruppo non era automatica, ma avveniva secondo due modalità: su richiesta spontanea del parlamentare o su sollecitazione diretta del direttorio, che ne vagliava e approvava l'ingresso. I soci erano inoltre tenuti al pagamento di una quota associativa annuale per il sostentamento delle attività del gruppo.[1] In Senato l'UNS divenne il punto di riferimento dell'aristocrazia, della borghesia conservatrice e dei vertici delle forze armate che sostenevano il progetto autoritario e il superamento della democrazia liberale. Il gruppo venne quindi formato allo scopo di agire da braccio operativo del capo di governo in Senato, coordinando l'approvazione dei disegni di legge e promuovendo le attività dell'esecutivo. Inoltre il presidente dell'UNS era spesso convocato dal capo del governo per definire l'azione da svolgere in Senato, mentre il direttorio manteneva informato dell'attività dei suoi senatori il segretario del PNF.[2]

All'inizio della XXVIII legislatura, il 28 aprile 1929 Luigi Federzoni fu nominato presidente del Senato allo scopo di accelerare il processo di fascistizzazione della camera alta del parlamento.[3] Il 24 maggio 1929, su richiesta del presidente Raffaele Garofalo e del senatore Piero Puricelli, l'UNS mutò ufficialmente il proprio nome in Unione nazionale fascista del Senato (UNFS).[1] Alla fine del 1930 il direttorio dell'UNFS fu nominato direttamente da Mussolini che definì anche i compiti dei senatori iscritti, ribadendo la funzione di coordinamento con il governo.[4] Il processo di completa integrazione dell UNFS nelle strutture del PNF si concluse nel 1933, con la pubblicazione del nuovo statuto del PNF. Lo statuto stabilì che UNFS fosse retta da un triumvirato nominato direttamente dal segretario del PNF e che i suoi componenti fossero regolarmente iscritti al PNF.[1] Nel 1939, all'inizio della XXX legislatura, su 457 senatori, 415 erano iscritti all'UNFS.[5] Il gruppo venne sciolto per regio decreto il 6 agosto 1943,[6] e nell'estate del 1944, nel corso, corso del processo di defascisistizzazione messo in atto dall'Alta corte di giustizia per le sanzioni contro il fascismo, fu revocata la carica ai senatori collusi con il fascismo.[1]

  1. 1 2 3 4 5 Unione nazionale fascista del Senato (Unfs) - Patrimonio dell'Archivio storico Senato della Repubblica, su patrimonio.archivio.senato.it. URL consultato il 26 dicembre 2025.
  2. 1 2 Gentile, p. 1138.
  3. Gentile, p. 1137.
  4. Gentile, p. 1139.
  5. Gentile, p. 1140.
  6. Regio decreto 2 agosto 1943, n. 704, in materia di "Soppressione del Partito nazionale fascista."

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