Simplegadi
Le Simplegadi (in greco antico Συμπληγάδες?, "urtare insieme"), note anche come Ciànee (in greco antico Κυανέαι?; in latino Cyaneae Insulae), sono un gruppo di isole della mitologia greca posizionate nel Mar Nero, all’entrata del Bosforo, che scontrandosi periodicamente l’una contro l’altra impedivano l’accesso alle imbarcazioni, causando il naufragio degli equipaggi[1]. Furono attraversate da Giasone e gli Argonauti durante la ricerca del vello d'oro; oggi sono identificate con un isolotto roccioso al largo di Rumelifeneri, in Turchia.
Mitologia
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Nel suo lungo viaggio alla ricerca del vello d'oro, l'eroe Giasone e i suoi Argonauti interrogarono l'indovino Fineo sulla strada da percorrere per approdare in Colchide. Fineo parlò così delle rocce:
L'unico modo per superarle senza morire era far volare una colomba tra di esse, così da capire la corretta velocità di navigazione:
Ascoltati i consigli di Fineo, gli Argonauti remarono con tutte le proprie forze e riuscirono a superare indenni le Simplegadi; da quel momento, le due rocce smisero definitivamente di muoversi.
Geografia
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Nella tradizione popolare le Simplegadi sono posizionate in un isolotto a circa 100 metri al largo della costa di Rumelifeneri, un piccolo villaggio in Turchia. Tale isolotto, largo circa 20 metri e lungo 200, è chiamato in turco Öreke Taşı ed è probabilmente parte della scogliera dello Yum Burnu, il promontorio all'estremità nord-orientale del Bosforo che si immette nel Mar Nero.
Nel suo punto più alto si trovano i resti di un blocco di marmo cilindrico noto come colonna di Pompeo (in turco Pompei Sütunu), eretta in epoca bizantina per prevenire incidenti navali e guidare le navi attraverso lo stretto[2]. La colonna, originariamente alta circa tre metri e mezzo, rimase in piedi fino al 1680 circa, data in cui venne distrutta da una tempesta[3]. Su di essa oggi si legge la seguente iscrizione:
Secondo le testimonianze di Dionigi di Bisanzio, la base dell'antica colonna non è altro che un altare in marmo bianco dedicato al dio Apollo[4], edificato tra il 27 a.C e il 193 d.C.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Federico Condello, Simplègadi, su www.mondadorieducation.it. URL consultato il 2 maggio 2026.
- ↑ (TR) Serdar Olca, Rumelifeneri, su gaxxi.com (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2012).«Bizans döneminde bu kayaların en doruk noktasına dikilen Pompeius sütunu, deniz kazalarının önlenmesi amacıyla dikilmiş ve gemilere yol gösterici olmuştur.»
- ↑ (EN) The Pompeii Column: The Lost Monument of Istanbul, su kutaksam.karabuk.edu.tr (archiviato dall'url originale il 23 giugno 2024).
- ↑ (DE) Margarethe Billerbeck, Dionysios von Byzanz, Anaplus Bospori: Die Fahrt auf dem Bosporos. Einleitung, Text, Übersetzung und Kommentar, Schwabe, 2023, ISBN 978-3-7965-4846-8.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Apollonio Rodio, Le Argonautiche, traduzione di Giuseppe Pompella, Napoli, Paolo Loffredo Editore, 1968.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Symplegades, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
